03 febbraio 2008

Junebug

Uscito nell'indifferenza generale nel vecchio continente (dopo aver riscosso unanimi consensi al Sundance Film Festival del 2005), Junebug è un film assolutamente double-face: dietro alla commedia agrodolce, si cela infatti un sottostrato arido e stagnante, un autentico pugno nello stomaco all'America puritana e culla dei fanatismi religiosi più beceri.
La trama è, apparentemente, come si suol dire, "la solita": Madeleine, neo-moglie del giovane George, possiede una galleria d'arte a Chicago. Quando per concludere un affare deve andare nel North Carolina, George ne approfitta per presentarla alla sua "strana" famiglia: la permalosa madre Peg, il taciturno padre Eugene, lo scontroso fratello minore Johnny e la sua innocente moglie incinta Ashley...
Il consueto ritratto di famiglia fuori dagli schemi, viene da pensare: invece, e questa è la novità, nulla di positivo o negativo (beh, quasi...) succederà in occasione dell'incontro di Madeleine con la famiglia del marito: tutto, come ho già detto prima, continuerà a "stagnare", anche se forse con un barlume di ritrovata speranza in più.
Ottimo il cast (strepitosa Amy Adams, giustamente candidata all'Oscar) e finissima la regia, capace di fondere l'aspetto meramente verbale con alcune immagini-cartolina mai fuori luogo.
Peccato che la pellicola si sgonfi parzialmente con l'avvicinarsi del lieto evento, e che la sceneggiatura si spinga ad alcune scene curiosamente fuori contesto (cosa vorrebbe rappresentare il pittore di uomini superdotati avvezzi alla guerra?).
Resta in ogni caso un prodotto godibile e sopra la media dei veri o presunti film "indipendenti" (aggettivo ormai abusatissimo).
A sintesi e compendio delle mie parole, chiudo con la telegrafica tagline di Carina Chocano del Los Angeles Times: "A deceptively simple, deeply resonant story about the inherent loneliness of family, the odds against assimilation and the enormous distances that can divide two people."

28 gennaio 2008

Screen Actors Guild Awards 2008: i vincitori

Una sola (grossa) sorpresa nei vincitori 2008 di questi Screen Actors Guild Awards: l'affermazione della decana Dee in qualità di supporter. Per il resto, tutto amplissimamente secondo previsione, con Day-Lewis, Christie e Bardem che prenotano l'Oscar, già peraltro vinto dai primi due, dato che hanno bissato la vittoria ottenuta ai Golden Globes.
Di seguito tutti i vincitori in dettaglio.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GEORGE CLOONEY / “Michael Clayton”
DANIEL DAY-LEWIS / “There Will Be Blood”
RYAN GOSLING / “Lars And The Real Girl”
EMILE HIRSCH / “Into The Wild”
VIGGO MORTENSEN / “Eastern Promises”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
CATE BLANCHETT / “Elizabeth: The Golden Age”
JULIE CHRISTIE / “Away From Her”
MARION COTILLARD / “La Vie En Rose”
ANGELINA JOLIE / “A Mighty Heart”
ELLEN PAGE / “Juno”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CASEY AFFLECK / “The Assassination of Jesse James By The...”
JAVIER BARDEM / “No Country For Old Men”
HAL HOLBROOK / “Into The Wild”
TOMMY LEE JONES / “No Country For Old Men”
TOM WILKINSON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
CATE BLANCHETT / “I’m Not There”
RUBY DEE / “American Gangster”
CATHERINE KEENER / “Into The Wild”
AMY RYAN / “Gone Baby Gone”
TILDA SWINTON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
3:10 TO YUMA (Lionsgate)
AMERICAN GANGSTER (Universal Pictures)
HAIRSPRAY (New Line Cinema)
INTO THE WILD (Paramount Vantage)
NO COUNTRY FOR OLD MEN (Miramax Films)

23 gennaio 2008

Espiazione (Atonement)

In apertura, il parere di Peter Bradshaw del Guardian: "What a clever, ambitious, compassionate picture it is; what a success for Joe Wright and for Knightley and McAvoy. It's a film which aims at big ideas, and it treats us like grownups."
Per continuare, il giudizio di Ann Hornaday del Washington Post: "In the almost spookily capable hands of 34-year-old director Joe Wright, the film version of Atonement has achieved that to which every literary adaptation should aspire." E scusate se è poco...
In chiusura, la sintesi di Mick LaSalle del San Francisco Chronicle: "Atonement takes a familiar movie environment, a setting that we think we know, and uses it for an examination of a host of dark impulses, such as jealousy, lust, cruelty and deceit."
In sostanza, potrei fondere i tre suddetti pensieri ed otterrei, semplicemente, il mio.
Ottimamente recitato, vagamente retrò, magnificamente sorretto da una sontuosa colonna sonora del nostro Dario Marianelli e da una (sorprendentemente) talentuosa regia, Espiazione è una trasposizione quasi fedele dell'omonimo crudele romanzo di Ian McEwan, che esplicita il finale in modo esemplificativo ma necessario, pur conservando il reale spirito del testo.
Come già detto, bravissimi gli interpreti (McAvoy in testa), che riescono a sorreggere la pellicola anche nei pochi momenti più deboli (la parte centrale dedicata alla guerra in terra di Francia), e monumentale il cameo di Vanessa Redgrave, favolosa nei 9 minuti di monologo a lei riservati.
Assolutamente da vedere, anche solo per ammirare Keira Knightley nel suo ormai celeberrimo outfit verde smeraldo.

22 gennaio 2008

In Memoriam: Heath Ledger (1979-2008)

In tarda serata in Italia arriva scioccante la notizia della morte di Heath Ledger, 28 anni, attore conosciuto soprattutto per il ruolo del cowboy gay in Brokeback Mountain, film vincitore di tre premi Oscar nel 2006.
L'attore australiano è stato trovato morto nel suo appartamento a Manhattan per circostanze legate all'uso di stupefacenti.
E non vorrei dire di più.
Heath, ci mancherai.

American Gangster

No. No. No. Ora basta.
Vorrei davvero sapere perchè bastano due gigioni di comprovato mestiere, un cast tecnico di lusso e soprattutto un regista di innegabile talento per far considerare film "da non perdere" un prodottucolo spocchioso e ridondante come American Gangster, dove per i tre quarti del film prevalgono tedio e maniera. Mai un'idea o una definizione caratteriale, mai un vero sussulto: eppure, ancora una volta, l'orda dei "saputi" della settima arte ha colpito ancora, osando arrivare a definire l'ultima fatica di Ridley Scott "un quasi capolavoro".
Ma stiamo scherzando?
Dove sono finiti i veri film d'autore, quelli che ci sapevano emozionare con una singola scena o addirittura una semplice battuta?
E' per questa ragione che dico basta. Perchè sono stanco di questa superficialità e di quest'ostinazione nello scovare il "bello" dove non ce n'è traccia.
American Gangster è un film mediocre, noioso, troppo lungo (due ore e quaranta), incredibilmente vacuo e soprattutto pervaso da uno sconfortante piattume di fondo.
Quei bravi ragazzi, quanto mi manchi...

Qualche commento sulle nominations agli Oscar

Conferme: sicuramente tutti i titoli erano in pole position, ma lode alla tenacia con cui Michael Clayton ha retto fino alla fine.
Sorprese: le tre nominations di Sweeney Todd sicuramente stridono con le aspettative iniziali; piacevole invece l'inaspettato inserimento di The Savages con due candidature "pesanti".
Chi vorrei...: beh, sarebbe davvero splendido se venissero premiate l'incredibile caratterizzazione di Edith Piaf da parte di Marion Cotillard o la glaciale maestria di Viggo Mortensen, ma è probabilmente chiedere troppo...
Chi non vorrei...: Clooney. Francamente la sua onnipresenza ha stancato, come pure la sua (fasulla) aria semiseria.
Per chi piangerei ...di gioia: Laura Linney, favolosa attrice troppo spesso dimenticata.
Per chi maledirei l'Academy: scusate la ripetizione, ancora Clooney.
L'Oscar più meritato: troppo facile, Ratatouille!
L'Oscar più rubato: quello al miglior film straniero, senza nulla togliere ai titoli candidati.

Oscar 2008: le candidature

In rigoroso ordine A.M.P.A.S, ecco tutte le nominations ai prossimi Oscar, che verranno assegnati il 24 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

14 gennaio 2008

Golden Globes 2008: i vincitori

In una cornice quanto mai atipica ed asettica, l'Hollywood Foreign Press Association ha annunciato i suoi vincitori; senza clamore, senza glamour, senza gossip e soprattutto senza red carpet. Il tutto si è infatti svolto all'interno di una sbrigativa conferenza stampa a causa dello sciopero del sindacato degli screenwriters, in atto da più di due mesi, che sta continuando a mietere vittime illustri. Per non parlare del fatto che anche gli Oscar sono a rischio...

In ogni caso, qualche rapido commento.
Le sorprese: sicuramente l'affermazione di Espiazione come miglior film drammatico e la vittoria di Schnabel in qualità di miglior regista.
Le conferme: beh, quasi tutte, e devo dire con merito, a cominciare dalla strepitosa Cotillard ne La vie en rose e dalla camaleontica Blanchett in I'm not there.
La gioia: il premio a Dario Marianelli, compositore di casa nostra, per le musiche di Espiazione.
La delusione: incredibile a dirsi, nessuna.

Di seguito tutti i vincitori delle categorie cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama
American Gangster
Atonement
Eastern Promises
The Great Debaters
Michael Clayton
No Country for Old Men
There Will Be Blood

Best Performance by an Actress in a Drama
Cate Blanchett – Elizabeth: The Golden Age
Julie Christie – Away From Her
Jodie Foster – The Brave One
Angelina Jolie – A Mighty Heart
Keira Knightley – Atonement

Best Performance by an Actor in a Drama
George Clooney – Michael Clayton
Daniel Day-Lewis – There Will Be Blood
James McAvoy – Atonement
Viggo Mortensen – Eastern Promises
Denzel Washington – American Gangster

Best Motion Picture - Musical Or Comedy
Across The Universe
Charlie Wilson's War
Hairspray
Juno
Sweeney Todd

Best Performance by an Actress in a Musical or Comedy
Amy Adams – Enchanted
Nikki Blonsky – Hairspray
Helena Bonham Carter – Sweeney Todd
Marion Cotillard – La Vie En Rose
Ellen Page – Juno

Best Performance by an Actor in a Musical Or Comedy
Johnny Depp – Sweeney Todd
Ryan Gosling – Lars and the Real Girl
Tom Hanks – Charlie Wilson's War
Philip Seymour Hoffman – The Savages
John C. Reilly – Walk Hard: the Dewey Cox Story

Best Performance by an Actress In A Supporting Role in a Movie
Cate Blanchett – I'm Not There
Julia Roberts – Charlie Wilson's War
Saoirse Ronan – Atonement
Amy Ryan – Gone Baby Gone
Tilda Swinton – Michael Clayton

Best Performance by an Actor In A Supporting Role in a Movie
Casey Affleck – The Assassination Of Jesse James
Javier Bardem – No Country for Old Men
Philip Seymour Hoffman – Charlie Wilson's War
John Travolta – Hairspray
Tom Wilkinson – Michael Clayton

Best Animated Feature Film
Bee Movie
Ratatouille
The Simpsons

Best Foreign Languge Film
4 Months, 3 Weeks And 2 Days (Romania)
The Diving Bell And The Butterfly (France, United States)
The Kite Runner (United States)
Lust, Caution (Taiwan)
Persepolis (France)

Best Director - Motion Picture
Tim Burton – Sweeney Todd
Ethan & Joel Coen – No Country For Old Men
Julian Schnabel – The Diving Bell And The Butterfly
Ridley Scott – American Gangster
Joe Wright – Atonement

Best Screenplay - Motion Picture
Atonement - Written by Christopher Hampton
Charlie Wilson's War - Written by Aaron Sorkin
The Diving Bell And The Butterfly - Written by Ronald Harwood
Juno - Written by Diablo Cody
No Country For Old Men - Written by Ethan Coen, Joel Coen

Best Original Score - Motion Picture
Grace Is Gone - Composed by Clint Eastwood
The Kite Runner - Composed by Alberto Iglesias
Atonement - Composed by Dario Marianelli
Eastern Promises - Composed by Howard Shore
Into The Wild - Composed by E. Vedder, M. Vedder, K. Vedder

Best Original Song - Motion Picture
"Despedida" – Love In The Time Of Cholera
Music By: Shakira and Antonio Pinto - Lyrics By: Shakira
"Grace Is Gone" – Grace Is Gone
Music By: Clint Eastwood - Lyrics By: Carole Bayer Sager
"Guaranteed" – Into The Wild
Music & Lyrics By: Eddie Vedder

"That's How You Know" – Enchanted
Music & Lyrics By: Alan Menken
"Walk Hard" – Walk Hard: The Dewey Cox Story
Music & Lyrics By: J. Apatow, L. Kasdan, J. C. Reilly and M. Crenshaw

08 gennaio 2008

Irina Palm

Inizio questo mio commento adattando la frase di chiusura della recensione di Mauro Corso sul sito FilmUP.com, che in poche righe ha sapientemente saputo sintetizzare l'essenza di questa pellicola: "Irina Palm è un film spassoso, in grado di regalare molte risate, ma anche diversi momenti di autentica commozione ed una bella rivincita sulla mentalità ristretta di una comunità bigotta ma certamente non virtuosa. Il tutto chiuso da un finale senza sbavature, conciso ed essenziale, cosa che accade davvero di rado nel panorama cinematografico attuale."
Poco altro da aggiungere, quindi, se non che Irina Palm è uno di quei piccoli gioielli che, semplici nella loro struttura, hanno la rara caratteristica di far ridere e commuovere con intelligenza e senza la minima traccia di volgarità.
Lodi sperticate alla scarna ma azzeccatissima sceneggiatura e soprattutto al formidabile cast, guidato da una sorprendente Marianne Faithfull (da nomination all'Oscar) e da un istrionico Miki Manojlovic.
In chiusura, ancora una citazione dalla suddetta recensione: "probabilmente solo gli inglesi sono in grado di affrontare argomenti scabrosi con una grazia e una leggerezza senza rivali nella cinematografia mondiale. Nonostante il tema sia, come si può forse intuire dal titolo, assolutamente esplicito, non c'è un solo momento in cui situazioni o immagini siano davvero volgari, perché sono anzi sempre improntate ad un divertito imbarazzo. Sarebbe pertanto un errore guardare questo film o le "attività" della protagonista con atteggiamento censorio."
Correte a vederlo, anche solo per sciogliere i dubbi su questa misteriosa attività...

06 gennaio 2008

Monster House

L'idea era decisamente originale: una sorta di thriller ma in versione animata. In pratica come spaventare in maniera più o meno costruttiva i bambini.
Il risultato? Francamente scialbo. Nulla da dire sulla realizzazione tecnica e sulla caratterizzazione dei personaggi, ma la trama langue, la suspense è all'acqua di rose e l'incedere si rivela stanco.
Peccato, perchè, come già detto, i presupposti erano interessanti e si sarebbe potuto osare di più calcando la mano sui risvolti orrorifici della casa: sarebbe però venuto meno l'obiettivo di portare al cinema il target anagrafico più appetibile, cioè quello dell'età scolare. Ma così facendo si è ottenuto l'effetto opposto: allontanare ancor di più l'audience adulta.
Da vedere soltanto se si vogliono apprezzare alcune salaci affermazioni dei protagonisti: il resto è dozzinale.

Eragon

Pellicola bistrattata dai recensori e snobbata dal pubblico, Eragon è senza alcun dubbio un film mal realizzato e decisamente noioso, ma, a mio avviso, ha un grande pregio: trasporre in modo fedele un romanzo (scritto da un adolescente) incredibilmente sopravvalutato, che non è altro che un infantile rimescolamento della summa dei classici fantasy, prima fra tutti la saga di Tolkien. Di conseguenza, non prendiamocela con gli (onesti) produttori, piuttosto con Christopher Paolini (fenomeno paragonabile a Sophie Kinsella), vero creatore e distruttore di questa trilogia ingenua, soporifera e soprattutto quasi imputabile di plagio...
Cosa possiamo salvare della versione per il grande schermo? La professionalità degli attori, gli riusciti effetti del drago e ...la durata.
In chiusura, una nota che vorrei personalmente rivolgere ai direttori dei doppiaggi di casa nostra: "voi che siete i migliori del mondo, in virtù di quale cronica patologia schizoide avete potuto scegliere Ilaria D'Amico come doppiatrice del drago? La prossima volta, se questi sono i vostri standard, chi sceglierete? Funari?"...

Pirati dei Caraibi 2 e 3

Il fatto che abbia deciso di accorpare le recensioni del secondo e terzo capitolo della saga picaresca della Disney, può già far intuire il mio pensiero al riguardo...
Una delusione. Totale. Senz'appello.
Se il primo episodio infatti era godibilissimo (seppur un tantino lungo), Il forziere fantasma e Ai confini del mondo ottengono lo stesso risultato di Matrix, letteralmente obnubilato dall'insipienza artistica dei sequel.
Cosa dire dei film? Il solito gigioneggiare di Depp, le schermaglie pseudo-amorose di Knightley e Bloom, qualche effetto speciale, pochissime idee e un mare di noia... La terza pellicola, poi, è al limite del disastro cinematografico...
Per carità, non è che avessi molti dubbi al riguardo, ma non immaginavo una simile brodaglia di pochezza e inettitudine.
E dato che il finale potrebbe lasciar spazio ad un quarto film, c'è da sperare che il cast rinsavisca e si rifiuti di prendervi parte...

Io non sono qui

Più che un film, un'esperienza audiovisiva sciroccata e inconcludente: questo è Io non sono qui, trasposizione onirica, cervellotica e un po' flippata della vita e della musica del grande Bob Dylan. Poche idee originali, tanta supponenza, ritmo inesistente e risultato francamente sconcertante: si salva solo il cast, su cui svetta (tanto per cambiare) un'imponente Cate Blanchett.
A questo punto, ancora una volta, mi chiedo come abbia fatto la critica di settore a cadere in trappola, scambiando il manierismo per classe e la faciloneria per intuizione, ma soprattutto non trovo giusto non saper osare e non trovare di conseguenza il coraggio per bocciare il prodotto di un validissimo regista (il talentuoso Todd Haynes) che, è umano, può sbagliare.
Alla prossima occasione, quindi, caro Todd e cari "esperti".
Ah, dimenticavo: se i fan di Dylan vogliono cimentarsi con la visione, lo fanno a loro totale rischio...

28 dicembre 2007

La promessa dell'assassino

Dopo A History of Violence, "quasi" capolavoro realizzato due anni fa, l'eclettico e fortemente instabile Cronenberg conferma la vena intimista con questo prodotto cupo, sanguigno e profondamente interiore: quasi una prosecuzione in tono minore del nuovo trend del regista canadese.
Trend che include una modalità registica dichiaratamente cruda ma elegante e finissima, un fortissimo accento sul concetto di famiglia, e un'esplicitazione al limite della sopportabilità della violenza in quanto tale. Non per tutti, pertanto, ma per questa ragione sicuramente più apprezzabile ed anacronistico.
L'incipit non è stravolgente in quanto ad originalità: Anna, un'ostetrica, riesce a far partorire una ragazza incinta, ma in fin di vita. Dopo la morte della giovane, per scoprire le origini del piccolo orfano e capire a chi darlo in affidamento, Anna comincia a fare delle indagini partendo da un diario segreto scritto in lingua russa. Scoprirà pericolosissimi legami con la mafia...
L'abilità di Cronenberg quindi non sta tanto nel descrivere l'aristocrazia criminale russa definita Vory v Zakone (letteralmente, ladri nella legge), ma nel dipingerne un burattino, l'autista-becchino Nikolaj (un trasfigurato e bravissimo Viggo Mortensen), che sembra nascondere più di un segreto, e il suo sospetto ma genuino rapporto con l'ostetrica (Naomi Watts).
In questo legame, ed in quello tra il padre e il figlio, entrambi boss dell'associazione a delinquere russa, sta l'essenza di questa geniale pellicola, sempre sull'orlo dell'esposione (o implosione) che però non arriva nemmeno nel bellissimo finale, speculare a quello -grandioso- di A History of Violence.
Da vedere per la superlativa prova d'attore e per apprezzare un genere diverso, controcorrente e soprattutto vero.

27 dicembre 2007

La bussola d'oro

Sono confuso.
Si è parlato molto (e scritto moltissimo) della trilogia di Philip Pullman Queste oscure materie, ed immancabilmente è giunto l'adattamento del primo libro, da me lungamente atteso per l'innegabile attrazione verso il fantasy e la presenza della Sola e Unica Miss Kidman ad interpretare la perfida Marisa Coulter.
Eppure ribadisco: sono confuso.
Confuso da una magia che non riscontro più negli ultimi tempi (eccezion fatta per l'incommensurabile Signore degli Anelli di Jackson), da un inutile dispendio di effettistica visiva, dalla pochezza compositiva di alcuni (strapagati) sceneggiatori. Insomma, confuso da tanta mediocrità riversata su un prodotto discretamente ben riuscito, sufficientemente godibile e tutto sommato ben recitato.
La domanda, in sostanza, è la seguente: perchè affidare un simile film (e script annesso) al regista (e sceneggiatore) di ...American Pie??? Perchè decidere tout court di partire sconfitti, sancendo così un più che annunciato tonfo al botteghino? Questi sono i quesiti che mi lasciano esterrefatto e, appunto, confuso. E ho l'impressione che le risposte non siano nè facili nè così scontate.
Perchè a conti fatti La bussola d'oro non è un film mal realizzato, anzi: come già detto, è sicuramente piacevole (nel secondo tempo; il primo è un arzigogolio verbosissimo e un po' noiosetto), professionalmente impostato e recitato con garbo. Però lascia quel retrogusto un po' amarognolo che dopo un po' svanisce e ci fa ricordare solo il cattivo sapore.
Peccato, perchè poteva essere un'altra trilogia da brividi: invece, i brividi li avrà probabilmente il produttore, che ha speso 180 milioni di dollari (210 con la promozione) e ne ha finora incassati negli USA solo 50 in tre settimane...

Screen Actors Guild Awards 2008: le nominations

In ritardo di parecchi giorni, pubblico le candidature proposte dal sindacato attori USA per i prossimi SAG Awards, premio attoriale tra i più ambiti oltreoceano e altra cartina al tornasole in previsione Oscar.
Al solito, scelte discutibili (candidato quasi tutto il cast del non particolarmente lodato "Into the wild") ed esclusioni a sorpresa, ma un commento sale spontaneo più di ogni altra edizione: ho la netta sensazione che Hollywood sia a corto, oltre che di idee, anche di nomination degne di questo nome, e si stia fossilizzando sempre di più sugli stessi nomi, a scapito di outsider interessanti o mostri sacri colpevolmente trascurati.
Anche in questo caso, ai posteri l'ardua sentenza...
Di seguito comunque le candidature cinematografiche.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GEORGE CLOONEY / “Michael Clayton”
DANIEL DAY-LEWIS / “There Will Be Blood”
RYAN GOSLING / “Lars And The Real Girl”
EMILE HIRSCH / “Into The Wild”
VIGGO MORTENSEN / “Eastern Promises”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
CATE BLANCHETT / “Elizabeth: The Golden Age”
JULIE CHRISTIE / “Away From Her”
MARION COTILLARD / “La Vie En Rose”
ANGELINA JOLIE / “A Mighty Heart”
ELLEN PAGE / “Juno”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CASEY AFFLECK / “The Assassination of Jesse James By The...”
JAVIER BARDEM / “No Country For Old Men”
HAL HOLBROOK / “Into The Wild”
TOMMY LEE JONES / “No Country For Old Men”
TOM WILKINSON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
CATE BLANCHETT / “I’m Not There”
RUBY DEE / “American Gangster”
CATHERINE KEENER / “Into The Wild”
AMY RYAN / “Gone Baby Gone”
TILDA SWINTON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
3:10 TO YUMA (Lionsgate)
AMERICAN GANGSTER (Universal Pictures)
HAIRSPRAY (New Line Cinema)
INTO THE WILD (Paramount Vantage)
NO COUNTRY FOR OLD MEN (Miramax Films)

13 dicembre 2007

Golden Globes 2008: le nominations

Qualche minuto fa, a cura dell'Hollywood Foreign Press Association, ente organizzatore del premio, sono state annunciate le nominations ai Golden Globe Awards 2008, da sempre considerati la più attendibile fonte di previsione dei premi Oscar.
Poche sorprese (l'esclusione di The Savages è sicuramente inaspettata) e soprattutto pochi titoli che sembrano realmente degni di tali riconoscimenti (era poi il caso di nominare ben sette film in qualità di miglior pellicola drammatica?).
Qui tutte le nomination (incluse quelle televisive); di seguito le categorie principali.

Best Motion Picture - Drama
American Gangster
Atonement
Eastern Promises
The Great Debaters
Michael Clayton
No Country for Old Men
There Will Be Blood

Best Performance by an Actress in a Drama
Cate Blanchett – Elizabeth: The Golden Age
Julie Christie – Away From Her
Jodie Foster – The Brave One
Angelina Jolie – A Mighty Heart
Keira Knightley – Atonement

Best Performance by an Actor in a Drama
George Clooney – Michael Clayton
Daniel Day-Lewis – There Will Be Blood
James McAvoy – Atonement
Viggo Mortensen – Eastern Promises
Denzel Washington – American Gangster

Best Motion Picture - Musical Or Comedy
Across The Universe
Charlie Wilson's War
Hairspray
Juno
Sweeney Todd

Best Performance by an Actress in a Musical or Comedy
Amy Adams – Enchanted
Nikki Blonsky – Hairspray
Helena Bonham Carter – Sweeney Todd
Marion Cotillard – La Vie En Rose
Ellen Page – Juno

Best Performance by an Actor in a Musical Or Comedy
Johnny Depp – Sweeney Todd
Ryan Gosling – Lars and the Real Girl
Tom Hanks – Charlie Wilson's War
Philip Seymour Hoffman – The Savages
John C. Reilly – Walk Hard: the Dewey Cox Story

Best Performance by an Actress In A Supporting Role in a Movie
Cate Blanchett – I'm Not There
Julia Roberts – Charlie Wilson's War
Saoirse Ronan – Atonement
Amy Ryan – Gone Baby Gone
Tilda Swinton – Michael Clayton

Best Performance by an Actor In A Supporting Role in a Movie
Casey Affleck – The Assassination Of Jesse James
Javier Bardem – No Country for Old Men
Philip Seymour Hoffman – Charlie Wilson's War
John Travolta – Hairspray
Tom Wilkinson – Michael Clayton

Best Animated Feature Film
Bee Movie
Ratatouille
The Simpsons

Best Foreign Languge Film
4 Months, 3 Weeks And 2 Days (Romania)
The Diving Bell And The Butterfly (France, United States)
The Kite Runner (United States)
Lust, Caution (Taiwan)
Persepolis (France)

Best Director - Motion Picture
Tim Burton – Sweeney Todd
Ethan & Joel Coen – No Country For Old Men
Julian Schnabel – The Diving Bell And The Butterfly
Ridley Scott – American Gangster
Joe Wright – Atonement

Best Screenplay - Motion Picture
Atonement - Written by Christopher Hampton
Charlie Wilson's War - Written by Aaron Sorkin
The Diving Bell And The Butterfly - Written by Ronald Harwood
Juno - Written by Diablo Cody
No Country For Old Men - Written by Ethan Coen, Joel Coen

Best Original Score - Motion Picture
Grace Is Gone - Composed by Clint Eastwood
The Kite Runner - Composed by Alberto Iglesias
Atonement - Composed by Dario Marianelli
Eastern Promises - Composed by Howard Shore
Into The Wild - Composed by E. Vedder, M. Vedder, K. Vedder

Best Original Song - Motion Picture
"Despedida" – Love In The Time Of Cholera
Music By: Shakira and Antonio Pinto - Lyrics By: Shakira
"Grace Is Gone" – Grace Is Gone
Music By: Clint Eastwood - Lyrics By: Carole Bayer Sager
"Guaranteed" – Into The Wild
Music & Lyrics By: Eddie Vedder
"That's How You Know" – Enchanted
Music & Lyrics By: Alan Menken
"Walk Hard" – Walk Hard: The Dewey Cox Story
Music & Lyrics By: J. Apatow, L. Kasdan, J. C. Reilly and M. Crenshaw

02 dicembre 2007

European Film Awards 2007 - I vincitori

Ieri a Berlino, tra la generale indifferenza degli addetti ai lavori, sono stati premiati i vincitori degli European Film Awards 2007.
Prevedibile ma non scontatissima vittoria del rumeno Mungiu e del suo 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, già Palma d'Oro a Cannes.
Due statuette anche a The Queen (tra cui l'annunciatissima incoronazione di Helen Mirren).
Piccolissima consolazione per La sconosciuta, pellicola premiata dal pubblico in qualità di vincitore del People's Choice Award.
Di seguito i vincitori delle categorie principali.

EUROPEAN FILM 2007
4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE (Romania)
directed by Cristian Mungiu

AUF DER ANDEREN SEITE (Germany/Turkey)
directed by Fatih Akin
THE LAST KING OF SCOTLAND (UK)
directed by Kevin Macdonald
LA MÔME (France/Czech Republic/UK)
directed by Olivier Dahan
PERSEPOLIS (France)
directed by Marjane Satrapi & Vincent Paronnaud
THE QUEEN (UK/France/Italy)
directed by Stephen Frears

EUROPEAN DIRECTOR 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Roy Andersson for DU LEVANDE
Stephen Frears for THE QUEEN
Kevin Macdonald for THE LAST KING OF SCOTLAND
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Giuseppe Tornatore for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTRESS 2007
Marion Cotillard in LA MÔME
Marianne Faithfull in IRINA PALM
Carice van Houten in ZWARTBOEK
Anamaria Marinca in 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Helen Mirren in THE QUEEN
Ksenia Rappoport in LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTOR 2007
Sasson Gabai in BIKUR HATIZMORET
Elio Germano in MIO FRATELLO É FIGLIO UNICO
James McAvoy in THE LAST KING OF SCOTLAND
Miki Manojlovic in IRINA PALM
Michel Piccoli in BELLE TOUJOURS
Ben Whishaw in DAS PARFUM

EUROPEAN CINEMATOGRAPHER 2007
Anthony Dod Mantle for THE LAST KING OF SCOTLAND
Frank Griebe for DAS PARFUM
Mikhail Krichman for IZGNANIE
Fabio Zamarion for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN SCREENWRITER 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Eran Kolirin for BIKUR HATIZMORET
Peter Morgan for THE QUEEN
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE

EUROPEAN COMPOSER 2007
Alexandre Desplat for THE QUEEN
Alex Heffes for THE LAST KING OF SCOTLAND
Dejan Pejovic for GUCHA
Tom Tykwer, Johnny Klimek & Reinhold Heil for DAS PARFUM

23 novembre 2007

In memoria di Marco (1984-2007)

Marco era un ragazzo completamente fuori da ogni schema e da ogni contesto.
Quando, due anni fa circa, è venuto in azienda per il suo primo colloquio conoscitivo, aveva addosso un completo beige chiaro e una cravatta marrone. A noi è piaciuto subito, soprattutto perchè, al termine dell'intervista, ha chiesto se poteva vestirsi diversamente, per l'attività di tutti i giorni...
Marco arrivava in ritardo, non si ricordava le date dei meeting, ogni tanto rimaneva a casa e nessuno sapeva dove fosse finito.
Però al lavoro non c'era una persona che si lamentasse di Marco.
E nemmeno fuori.
E se in qualsiasi occasione Marco non c'era, la sua assenza era immediatamente notata.
Perchè Marco era un puro, un ragazzo che si comportava da ragazzo, una persona che sapeva divertirsi e far divertire, ed era impossibile non volergli bene.
Marco non c'è più.
Una maledetta fatalità ce l'ha portato via.
E io non riesco a darmi pace.
Marco, addio.

18 novembre 2007

Transformers

Dopo un'ora di film, stupito, mi sono permesso di chiedere al mio amico Fabio, amante come me della settima arte, di ricordarmi chi fosse il regista di questa mega-produzione. Perchè l'ho fatto? Davvero non avevo parole per definire quanto gradevole fosse il risultato fino a quel momento. La risposta è stata: Michael Bay. A quel punto orrende streghe del passato (The Rock, Armageddon, Pearl Harbor) hanno iniziato a volteggiare nei miei pensieri, fino all'inevitabile conseguenza: di lì a dieci minuti Transformers ha iniziato una discesa agli inferi così vertiginosa da piombare, scolasticamente parlando, da un lusinghiero 7,5 ad un catastrofico 4.
E al termine è scomparso anche il rimpianto di non aver saputo continuare sulla falsariga dei primi sessanta minuti: l'indole distruttiva di Bay ha colpito anche stavolta.
Cos'altro aggiungere: effetti visivi mirabolanti, un protagonista simpatico (Shia LaBeouf), una compagna d'avventure strepitosamente sexy (Megan Fox) e una dose elefantina di noia.
Michael, per cortesia passa ...all'hardcore.

The Bourne Ultimatum

Dal talento e dalla visionarietà di Paul Greengrass, regista di United 93, arriva il terzo (ed ultimo) capitolo della spy-saga di Jason Bourne, smemorato esecutore al soldo dei servizi segreti americani: un terzo episodio sicuramente girato con mestiere ed abilità, ma che non convince fino in fondo, nonostante la critica statunitense abbia tentato di farlo passare come "a knockout roller-coaster ride custom-made for adrenaline junkies, it’s easily the savviest and most satisfying spy movie in years, besting both of its preceding Bournes -- Identity and Supremacy" (Rex Reed, New York Observer) o addirittura "a great action movie, exhilarating and neatly crafted, the kind of picture that will still look good 20 or 30 years from now" (Stephanie Zacharek, Salon.com).
Mi fa comunque molto piacere che alcuni nomi di tutto rispetto la pensino esattamente come me; Paul Schrodt, Slant Magazine dice, in breve, che la pellicola è "with lots of hi-fi energy but, strangely, very little feeling", e non potrei essere più d'accordo.
Stephen Hunter del Washington Post rincara la dose asserendo che il film "is frenetic to the point of crazy while achieving a mark that barely exceeds mediocre"; ma la recensione tutta da leggere è quella di Steve Rhodes, Internet Reviews, da cui estrapolo ciò che rappresenta la mia esatta visione di questo prodotto: "if you do go to see this thinly scripted and very repetitive action film, bring your seasickness pills [because of the heavy use of the "shakycam"]".
In definitiva, non c'è molto altro da aggiungere: adrenalina a go-go, scene d'azione assolutamente strabilianti, attori credibili e tesi al punto giusto (menzione per Julia Stiles), cast tecnico eccellente. Eppure di questo rutilante montaggio di inseguimenti, sparatorie, scazzottate e omicidi rimane ben poco.
Meglio rivedersi il capitolo che ha dato il via alla serie e consigliare a Greengrass ciò che, saggiamente, suggerisce Danny Minton del Beaumont Journal: "will someone get this man a steadicam?"...
Per chi si accontenta.

12 novembre 2007

Good Bye Lenin!

Pellicola tedesca di quattro anni fa molto apprezzata dalla critica, Good Bye Lenin! è un prodotto sicuramente interessante, a tratti esilarante, indubbiamente originale ma anche un po' sopravvalutato e furbetto.
L'incipit: abbandonata dal marito fuggito all'Ovest, Christiane, fervente socialista berlinese, si dedica anima e corpo alla politica ed alla causa della DDR. Caduta in coma nel settembre 1989, si risveglia 8 mesi dopo, ma in questo lasso di tempo il mondo attorno a lei è cambiato: il paese si è riunificato, il muro di Berlino è caduto e il governo socialista non esiste più. Per evitarle il contraccolpo psicologico, ritenuto fatale dai medici, il figlio, confidando nel fatto che la madre deve restare a riposo per molto tempo,"ricrea" la DDR all'interno del proprio appartamento...
Come si può evincere, un plot sicuramente accattivante: peccato che, dopo una prima parte divertente e che vira decisamente sulla commedia, il regista punti dichiaratamente al melodramma vero e proprio, sconfessando parzialmente i buoni propositi dell'avvio.
Bravi comunque gli attori e credibile la ricostruzione dell'epoca.
Incompiuto, ma ugualmente da vedere.

04 novembre 2007

Elizabeth: the Golden Age

Squadra che vince non si cambia, si dice.
E così, a parte qualche (poco significativa) variazione, la produzione di questo secondo capitolo elisabettiano ha confermato regista, sceneggiatore, attori principali, montatore, direttore della fotografia e, più che giustamente, l'unico (meritatissimo) Oscar che il film del 1998 era riuscito ad aggiudicarsi, e cioè la truccatrice Jenny Shircore.
La scelta si è rivelata sostanzialmente azzeccata, anche se nell'insieme il risultato sembra essere piuttosto distante dai fasti dell'atto primo.
Per carità, Cate Blanchett è al solito bravissima (purtroppo mal supportata da un cast svogliato); le scenografie, i costumi e (nuovamente) il trucco sono in confezione lusso; la sceneggiatura, soprattutto nella seconda parte, regge. Quello che manca, probabilmente, è l'effetto sorpresa della prima pellicola: la stranita performance di una semi-sconosciuta attrice australiana, le strepitose musiche di David Hirschfelder (peraltro riprese da Craig Armstrong in quella che forse è la scena più bella del film) e la cruda, realistica, necessaria trasposizione storica (qui ridotta ad un paio di esecuzioni).
Cosa proprio non convince è il triangolo amoroso tra la monarca, Sir Walter Raleigh (uno spaesato Clive Owen) e la cortigiana Elizabeth Throckmorton (l'astro nascente Abbie Cornish), prediletta dalla sovrana: regista e screenwriter indugiano troppo sulle situazioni (velate o meno) che vedono sbocciare l'amore vero (tra il "pirata" e la cortigiana) e quello non corrisposto (tra Elisabetta e Sir Raleigh), e relegano alla mezz'ora finale l'epica sconfitta dell'Armada iberica, che avrebbe senza alcun dubbio meritato più spazio.
Più che riuscita invece la trasfigurazione di una regina che, pur desiderando disperatamente tornare ad essere una donna, riesce a realizzarsi come guerriera e regnante di un popolo che ama più di ogni istinto materno o sessuale.
In sostanza un film da vedere, senza aspettative troppo elevate, anche solo per godere della glaciale maestria di una delle migliori attrici del nostro tempo.

03 novembre 2007

European Film Awards 2007 - Le candidature

Dopo la colpevolissima dimenticanza del 2006, anno in cui ho pubblicato le nomination a questo premio ma ho clamorosamente mancato di segnalarne i vincitori, cercherò assolutamente di rifarmi, iniziando ovviamente dalle appena annunciate candidature inerenti l'anno 2007.
Poche sorprese e Italia finalmente presente, anche se non nel premio più ambito, e cioè quello per la miglior pellicola: Tornatore e il suo La sconosciuta portano a casa tre nominees, oltre ad Elio Germano che, un po' a sorpresa, è stato candidato quale miglior interprete per il suo ruolo in Mio fratello è figlio unico.
Le statuette saranno assegnate il prossimo 1° dicembre a Berlino.
Di seguito le categorie principali.

EUROPEAN FILM 2007
4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE (Romania)
directed by Cristian Mungiu
AUF DER ANDEREN SEITE (Germany/Turkey)
directed by Fatih Akin
THE LAST KING OF SCOTLAND (UK)
directed by Kevin Macdonald
LA MÔME (France/Czech Republic/UK)
directed by Olivier Dahan
PERSEPOLIS (France)
directed by Marjane Satrapi & Vincent Paronnaud
THE QUEEN (UK/France/Italy)
directed by Stephen Frears

EUROPEAN DIRECTOR 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Roy Andersson for DU LEVANDE
Stephen Frears for THE QUEEN
Kevin Macdonald for THE LAST KING OF SCOTLAND
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Giuseppe Tornatore for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTRESS 2007
Marion Cotillard in LA MÔME
Marianne Faithfull in IRINA PALM
Carice van Houten in ZWARTBOEK
Anamaria Marinca in 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Helen Mirren in THE QUEEN
Ksenia Rappoport in LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTOR 2007
Sasson Gabai in BIKUR HATIZMORET
Elio Germano in MIO FRATELLO É FIGLIO UNICO
James McAvoy in THE LAST KING OF SCOTLAND
Miki Manojlovic in IRINA PALM
Michel Piccoli in BELLE TOUJOURS
Ben Whishaw in DAS PARFUM

EUROPEAN CINEMATOGRAPHER 2007
Anthony Dod Mantle for THE LAST KING OF SCOTLAND
Frank Griebe for DAS PARFUM
Mikhail Krichman for IZGNANIE
Fabio Zamarion for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN SCREENWRITER 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Eran Kolirin for BIKUR HATIZMORET
Peter Morgan for THE QUEEN
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE

EUROPEAN COMPOSER 2007
Alexandre Desplat for THE QUEEN
Alex Heffes for THE LAST KING OF SCOTLAND
Dejan Pejovic for GUCHA
Tom Tykwer, Johnny Klimek & Reinhold Heil for DAS PARFUM

02 novembre 2007

Inverno alternativo al cinema

Con l'avvicinarsi dell'inverno, ecco qualche consiglio inerente la nuova stagione cinematografica off, quella cioè che non gode delle luci della ribalta e dei battage pubblicitari martellanti e fracassoni.

MARGOT AT THE WEDDING
Regia: Noah Baumbach
Interpreti: Nicole Kidman, Jennifer Jason Leigh
In breve: diretta dall'acclamato regista de Il calamaro e la balena, con un ottimo cast di comprimari quali Jack Black, John Turturro e Ciarán Hinds, è una dramedy d’ambientazione familiare, con due sorelle, la Kidman e la Leigh, molto diverse tra loro: una superattiva ed altoborghese con figlioletto a carico, l’altra placida e riflessiva con gravi problemi relazionali.

THE SAVAGES
Regia: Tamara Jenkins
Interpreti: Laura Linney, Philip Seymour Hoffman
In breve: due fratelli sono improvvisamente costretti ad occuparsi del padre anziano e malato, con cui non hanno rapporti da anni. E nessuno dei due sembra troppo allegro al pensiero.
Già apprezzatissimo dalla critica indipendente made in USA, sembra avvalersi di una Laura Linney strepitosa.

EVENING
Regia: Lajos Koltai
Interpreti: Claire Danes, Toni Collette, Patrick Wilson
In breve: un cast stellare per un dramma dal respiro romantico che in America non ha avuto alcun successo al botteghino (e che quasi sicuramente sarà apprezzato nel vecchio continente...).
Tra gli (altri) interpreti: Natasha Richardson, Vanessa Redgrave (!), Glenn Close (!!) e Meryl Streep (!!!). Da non perdere, comunque.

PENELOPE
Regia: Mark Palansky
Interpreti: Christina Ricci, James McAvoy, Reese Witherspoon
In breve: moderna fiaba offbeat sul desiderio d'amore di una ragazza affetta da una grave malformazione al viso, che sembra trovare il Principe Azzurro in un coetaneo non proprio accomodante...
Bloccato da svariate difficoltà distributive, dovrebbe finalmente uscire attorno a Natale, sia in America che in Europa.

THE JANE AUSTEN BOOK CLUB
Regia: Robin Swicord
Interpreti: Maria Bello, Emily Blunt, Amy Brenneman
In breve: cinque donne californiane (...e un ragazzo) e una passione comune che è più che altro un pretesto per vedersi e raccontarsi reciprocamente le proprie vite, che nel loro evolversi sembrano assomigliare sempre più a quelle dei personaggi creati dalla loro beniamina... Nel cast anche Kathy Baker e Kevin Zegers.

01 novembre 2007

Ratatouille

Francamente, non ho più parole.
La Pixar, ancora una volta, centra l'obiettivo dell'eccellenza e con Ratatouille riesce addirittura a superare vette di perfezione e nitidezza visive mai raggiunte in precedenza.
Saltando a piè pari i dettagli della trama, tutta da scoprire, mi affido alla sapiente opinione di Elisa Giulidori dal sito FilmUp.com, che ha saputo sintetizzare in modo esemplare il mio giudizio medesimo: "la vicenda del ratto che volle farsi cuoco ha un ritmo e una verve irresistibili, che faranno ridere moltissimo i bambini ma che conquisteranno anche gli adulti con una storia intelligente, originale e creativa. La sceneggiatura è scritta benissimo, e divertendo tocca temi non banali: la volontà di affermare sè stessi, l’importanza della famiglia, la discriminazione femminile, l’importanza di apprezzare ciò che ci circonda, non ingoiando distrattamente tutto ciò che ci viene dato, ma gustando e assaporando lentamente. Niente è inserito forzatamente nella narrazione, non ci sono momenti morti, né personaggi o avvenimenti inutili."
Per non parlare dell'aspetto tecnico: "la realizzazione della pellicola è impressionante. La colonia di ratti che deve scappare dalla casa che sta crollando è fin troppo realistica: i movimenti, i peli della pelliccia sono realizzati con una tale precisione che sconcertano. Le scene di inseguimento nella cucina con una visuale a livello topo sono fantastiche, con un ritmo incalzante e mozzafiato." Doveroso aggiungere anche una nota di commento sui fondali parigini, assolutamente strabilianti, da togliere il respiro.
Insomma, ancora una volta, un autentico gioiello animato da cineteca.
L'appuntamento è ora per il 27 giugno 2008, data americana della release di Wall-E, prossimo lungometraggio Pixar, che tornerà a parlare dei robot e della loro presunta anima...

Invasion

Poche, pochissime parole.
E un solo concetto: questo (inutile) remake non doveva neanche superare la fase progettuale.
Francamente non mi interessava né la storia né il genere, ma sono corso al cinema a vedere questa (ignobile) pellicola nei panni della più ingenua delle allodole di fronte al proprio specchietto per eccellenza: la "mia" Nicole.
Ebbene, neanche la sua presenza (purtroppo) è servita ad innalzare anche solo di un millimetro l'infimo livello raggiunto da questa porcheria di celluloide.
Plot risibile, attori svogliati (a parte la Kidman, che si danna l'anima per rendere credibile il suo personaggio), regia dilettantesca, incedere soporifero.
Una tragedia: lasciate perdere.

Stardust

Magico, pieno di incongruenze, divertentissimo, sfilacciato, appassionante, incompiuto e ...ancora magico.
Questo è, in sintesi, Stardust.
Un film che stenta un po' a decollare nonostante la bravura degli interpreti, ma che poi avvolge lo spettatore in un vorticoso susseguirsi di eventi più o meno spettacolari che alla fine servono da corollario al vero protagonista di questa fiaba, l'Amore. Già, perchè da qualsiasi angolazione la si guardi, la storia gravita sul sentimento per eccellenza e lo fa in maniera piacevole, originale e coinvolgente.
Ma andiamo con ordine.
In poche parole, l'incipit: Tristan, diciottenne innamorato, per conquistare il cuore della bella e superficiale Victoria, promette di portarle in dono una stella caduta. L'astro, toccato il suolo, è in realtà diventato una giovane e bellissima ragazza di nome Yvaine. Tristan troverà sì la stella, ma da quel momento dovrà fare i conti con una serie di malvagi personaggi che faranno di tutto per accaparrarsi la grazia e la giovinezza di Yvaine. Tra intrighi, fatture, disavventure e colpi di scena i giovani eroi finiranno anche per attraversare la strada del “terribile” pirata Capitan Shakespeare...
Come si può evincere dal breve riassunto iniziale, svariati erano i rischi (déjà vu, banalità, scarso interesse verso la pellicola); ebbene, a livello generale, posso tranquillamente affermare che tutte queste presunte trappole narrative sono state (più o meno) smarcate grazie all'inserimento di un fattore sicuramente poco sfruttato in questo genere cinematografico: l'ironia. A tratti irresistibile, è il vero sparring partner di tutti gli accadimenti, con buona pace di chi si era già affrettato a screditare il film per manifesta latenza di afflato epico.
Non c'è solo il divertimento, peraltro. Le poche situazioni drammatiche vengono affrontate con mestiere dal regista (e sceneggiatore) Matthew Vaughn (alla sua seconda fatica) e descritte con credibilità dalla co-sceneggiatrice Jane Goldman.
Capitolo a parte merita poi il cast, a dir poco stellare a cominciare dai protagonisti: Claire Danes è una Stella della Sera di raro splendore ed intensità, mentre il quasi esordiente Charlie Cox (Tristan) è un concentrato di energia ed espressività; ma sono i caratteristi di contorno a strappare i veri applausi: una perfida ed agghiacciante Michelle Pfeiffer, uno spassoso Rupert Everett, ma soprattutto un geniale Robert De Niro, ancora capace di sorprendere (e sorprendersi) nell'interpretazione di un pirata con più di uno scheletro nell'armadio...
Strepitoso il supporto tecnico ed adeguate le musiche di Ilan Eshkeri.
In chiusura, una piccola nota polemica: facendo seguito allo scarso successo al botteghino USA, alcuni (spocchiosi) critici d'oltreoceano hanno liquidato il film come "svogliato prodotto adolescenziale": se la pensano davvero così, a mio modesto avviso significa che è purtroppo vero che gli opinionisti made in USA ormai usano i complimenti solo ed esclusivamente per la ristretta cerchia dei registi e produttori ...sopra i 100 milioni di dollari. Che tristezza.

Lezioni di volo

Pollo e Curry, due adolescenti romani appena bocciati all'esame di maturità, per tentare una via di fuga dalla loro vita, troppo vuota e passiva, si inventano, agli occhi dei rispettivi genitori, che Curry (un ragazzo indiano adottato) è in crisi di identità e ha bisogno di tornare alla sua terra d'origine per scoprire le sue radici... Il viaggio, iniziato tra hotel di lusso e sguardi distaccati, viene stravolto dal furto di tutti i loro averi, documenti compresi. L'incontro con Chiara (un'intensissima Giovanna Mezzogiorno), assistente sanitaria di un'organizzazione internazionale, segnerà l'inizio di un nuovo viaggio che li porterà a spiccare il volo verso l'età adulta.
Trama senza particolari originalità in questa nuova pellicola di Francesca Archibugi, ma risultato sicuramente soddisfacente, nonostante un forte disequilibrio tra i vari contesti narrativi: la presa di coscienza di Curry, la relazione tra Pollo e Chiara e i rapporti tra i genitori rimasti a Roma. Se gli ultimi due sono infatti stereotipati ed anche un po' affrettati, il primo è descritto dalla regista romana con levità e realismo: l'India non è assolutamente da cartolina e neppure un girone dell'Inferno dantesco, bensì quello che ci si potrebbe attendere se la si guardasse con occhio attento e rispettoso.
Come già sottolineato, bravi la Mezzogiorno e Tom Angel Karumathy (Curry), mediocri gli altri interpreti. Ottimo il cast tecnico, un po' dozzinali le musiche.
Per una serata d'intrattenimento ...con riflessione.

La famiglia omicidi

Riconciliante.
In un semplice aggettivo l'essenza di questo gradevole film British-style d'altri tempi: ben recitato, piuttosto ben scritto, senza eccessi e senza fronzoli. Sì, forse un po' lento nell'incedere e nel direzionarsi verso un vero e proprio genere, tuttavia un prodotto davvero rigenerante.
Il pregio di Keeping Mum (questo il titolo originale) non sta infatti nel cercare ribalta fracassona (nonostante un cast d'eccellenza, su cui svetta una monumentale Maggie Smith), ma nel sottolineare la gioia dell'understatement, del controllo e dell'amabile (e un po' snob) comicità d'oltremanica.
Il plot è decisamente interessante: Walter Goodfellow (un sorprendente Rowan Atkinson, alias Mr. Bean), volenteroso vicario della parrocchia di Little Wallop, è così ossessionato dalla preparazione del sermone perfetto da non accorgersi che la sua vita familiare sta andando a rotoli. La moglie Gloria ha una relazione extraconiugale, la figlia Holly cambia un fidanzato a settimana, e il figlio Petey è il capro espiatorio dei bulli della scuola. Poi arriva Grace (la Smith), perfetta risposta alle preghiere della famiglia: la nuova governante è una dolce e vecchia signora dai capelli grigi che risolverà i vari impicci dei Goodfellow ...alla sua maniera.
Peccato per qualche lentezza di troppo ed un paio di personaggi totalmente fuori contesto: per il resto, come già detto, un altro bell'esempio di cinema medio, godibile ed altamente professionale.
Consigliato soprattutto agli estimatori dell'inarrivabile Dame Maggie.

23 ottobre 2007

Casalinghe disperate atto quarto

Colpevolmente in ritardo, colgo un'estemporanea occasione per sottolineare che la quarta stagione del tv show per eccellenza è finalmente iniziata sugli schermi USA.
A dicembre la vedremo anche in Italia, ovviamente sul satellite.
Good luck girls!

01 ottobre 2007

Addio Miss Moneypenny!

All'età di 80 anni, nell'ospedale australiano di Fremantle, è mancata l'attrice canadese Lois Maxwell, conosciuta in tutto il mondo come Miss Moneypenny, la solerte ed ironica segretaria di James Bond. Per più di vent'anni ha interpretato questo ruolo-simbolo nella serie cinematografica dell'agente segreto più famoso del pianeta, e possiamo tranquillamente affermare che 007 oggi è un po' più solo...

18 settembre 2007

Il mio miglior nemico

Mah...
Diciamo sempre che il cinema italiano è in crisi.
Ci lamentiamo delle solite facce, dei soliti registi, delle solite sceneggiature.
E poi?
Riutilizziamo alcune storiche gag di un Verdone che è stato grande, piazziamo la faccetta simpatica e un po' sbruffoncella dell'onnipresente Muccino junior e condiamo il tutto con uno script senza capo né coda, che fa il verso a Muccino senior e l'occhiolino a Virzì, ottenendo un prodotto scialbo, inconcludente e francamente incomprensibile, sempre a metà tra commedia e spaccato generazionale.
Peccato, perchè l'idea di partenza era buona (rovina la vita a chi ha rovinato la tua), Verdone fa veramente di tutto per rendere credibile il suo personaggio, e la freschezza di Ana Caterina Morariu per un po' cattura l'attenzione. Poi, il baratro.
Illudiamoci quindi che il cinema italiano non sia in crisi e che esistano nuove risorse: illudiamoci fino in fondo, magari arriveremo a crederci...

I Fantastici Quattro e Silver Surfer

Non credo di aver la forza di trovare aggettivi adatti ad un simile scempio cinematografico: questo film è infatti il nulla, parlando strettamente di settima arte.
Se lo si considera un (lungo e noioso) videoclip, allora potremmo affermare che il risultato si attiene alle aspettative di produttori e regista.
Inutile aggiungere che mai avrei visto questa pellicola, se non mi fosse stata gentilmente offerta da British Airways in qualità di "prima visione"...
In sostanza: lasciate perdere. E soprattutto lascino perdere i fan storici del fumetto.
Period.

Bobby

Semplice e intenso.
Due definizioni che sembrano stridere ma che vestono alla perfezione la bella pellicola di Emilio Estevez, dedicata ad uno dei possibili presidenti degli Stati Uniti d'America più amati di sempre, Robert Kennedy, ucciso in un folle attentato la sera del 6 giugno 1968 all'hotel Ambassador di Los Angeles.
E proprio durante questa tragica serata, in questo ormai tristemente noto hotel, è ambientata tutta la vicenda di Bobby, amaro spaccato d'altri tempi e alt(r)e speranze. Persone, tante persone, legate in qualche modo alla presenza del senatore nell'albergo, che si emozionano, che vengono tradite, che cercano ancora un'occasione, che sperimentano, che desiderano evitare l'incombente guerra in Vietnam o che semplicemente sfuggono alla routine d'ogni giorno: tutte, ognuna a suo modo, subiranno indelebilmente quell'assurdo omicidio.
Il principale merito di Estevez non sta però nella descrizione degli avvenimenti legati alla cronaca (ridondanti, stucchevoli ed eccessivamente oleografiche le immagini di repertorio), ma nel ritratto psicologico dei personaggi nei momenti immediatamente precedenti, pervasi da una sorta di latente pessimismo che inevitabilmente coinvolge lo spettatore fino alla mera ansia.
Più che meritevole il cast, se si eccettuano Hopkins e Belafonte, troppo macchiettistici, e un'irritante Demi Moore, che non riesce neanche più a dipingere il ritratto di un carattere che potrebbe essere il suo; strepitosa, invece, e aggiungo come di consueto quando si tratta di parti che contano, Sharon Stone.
Un film sicuramente da vedere, su cui riflettere, a cui manca quel quid per essere davvero considerato un prodotto di alto valore artistico.

31 luglio 2007

Il sipario si chiude per tre miti

Sono giorni decisamente mesti per il mondo di celluloide.
Nello spazio di pochi infausti giorni ci hanno infatti lasciato tre nomi che non meritano alcuna presentazione: l'incommensurabile Ingmar Bergman, l'eterno Michelangelo Antonioni e l'indimenticabile Michel Serrault.
Non credo sia il caso di aggiungere altro: per ricordarli come meritano, non resta altro che rispolverare i loro capolavori, girati e interpretati.

18 luglio 2007

Harry Potter e l'ordine della fenice

Ci risiamo.
Dopo uno splendido terzo capitolo ed un più che onorevole quarto adattamento, ecco ripiombare la saga del maghetto più famoso del mondo nel descrittivo, nell'ovvio e nel più insipido anonimato.
David Yates, sconosciuto director anglosassone, commette gli stessi errori del più collaudato Chris Columbus, regista dei primi due film, trasformando il quinto libro in un'accozzaglia di personaggi senza nerbo e di situazioni ripetitive e francamente puerili. Insomma, torna a fare il bravo e diligente traspositore d'immagini, sfrondando e tagliuzzando dettagli "scomodi" e ritraendo esclusivamente ciò che di più biecamente politically correct si poteva ipotizzare.
Il risultato, come già detto, è un prodotto che si lascia vedere (a stento), ma che non trasmette alcuna emozione, se non ai più piccoli, che altro non aspettano se non di vedere Harry, Ron e Hermione in carne ed ossa per un'altra avventura.
Svogliati anche gli attori, Daniel Radcliffe in testa, che non riescono mai ad essere coinvolgenti, e assolutamente di routine il supporto tecnico.
La speranza, a questo punto, è che per i capitoli conclusivi non ci si limiti a trasporre, ma si provi, nuovamente, ad interpretare.
Delusione.

01 luglio 2007

Il velo dipinto

Ogni tanto è rigenerante gustarsi una pellicola concepita senza alcun desiderio di stupire o entusiasmare, ma realizzata con il solo intento di trasporre in maniera fedele un (bel) romanzo del 1925 di uno degli autori più amati dal cinema d'ogni tempo, William Somerset Maugham.
Dalla sua penna sono infatti stati adattati diversi capolavori di celluloide interpretati dalle più grandi star di tutte le epoche: Gloria Swanson, Joan Crawford, Greta Garbo, Bette Davis, Tyrone Power, e, in tempi più recenti, Sean Penn e Annette Bening.
In ultimis, ecco la seconda versione de Il velo dipinto (dopo quella del 1934), struggente spaccato sulla natura dell'amore sullo sfondo della Cina antimperialista degli anni venti.
Il film di John Curran è ben diretto, splendidamente recitato, solidamente supportato da un cast tecnico di prim'ordine (originale e volutamente patinata la fotografia di Stuart Dryburgh) ed adattato con sapiente misura ed intelligenza da Ron Nyswaner.
Come appena detto, bravissimi gli interpreti Naomi Watts ed Edward Norton, autentico perno di tutta la prima parte del film, che si scatenano nella seconda dando vita ad alcune scene di rarà intensità emotiva, soprattutto per la veridicità con cui rendono la netta trasfigurazione psicofisica dei protagonisti.
Sulla trama è meglio non dire nulla: l'ideale sarebbe leggersi il libro e poi godersi questa bella messinscena. Basti sapere che, come già detto, l'Amore è il perno, il fulcro, il motore di questa storia: appassionata, sincera e disperata.