29 aprile 2011

Harry Potter e i doni della morte: Parte I (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1)

Fermo restando che chi non ricorda in modo più che soddisfacente il sesto libro/film del maghetto farà molta fatica a riallinearsi con trama e personaggi, è comunque necessario riportare a galla un importantissimo fatto/rivelazione del capitolo precedente: per poter annientare Voldemort, gli inseparabili Harry, Ron ed Hermione dovranno prima trovare e poi distruggere tutti e sette gli Horcrux in cui sono racchiusi i frammenti dell'anima dello stesso Voldemort.
Detto questo, troviamo una collocazione temporale ed esplicativa dell'incipit di questa settima fatica: due Horcrux sono già stati distrutti, il terzo è stato (forse) trovato ma non ancora distrutto; i tre amici protagonisti della lunghissima saga sono in fuga, ricercati sia dal Ministero della Magia (ormai corrotto) che dai seguaci di Voldemort. Ce la faranno a compiere la loro impresa prima che il cattivo tra i cattivi riesca ad uccidere Harry?
Tranquilli, la risposta è ovviamente posticipata alla seconda parte de "I doni della morte": questa prima tranche (che assomiglia molto di più a un primo tempo di una lunghissima pellicola) ha infatti il mero compito di rendere più comprensibile il cammino dello spettatore nell'arzigogolata e rischiosissima ricerca dei tre ragazzi che condurrà inevitabilmente al duello finale tra Harry e Voldemort (scorrettissimamente usato già nel trailer di questa pellicola).
Cosa dire del film? Poco o niente: la recitazione è sempre claudicante nei protagonisti ma efficace nei comprimari, i mirabolanti effetti visivi non sorprendono più neanche i meno avvezzi al CGI, la sceneggiatura è sempre e solo un'ossea riduzione del testo fine alla ricezione di una vasta audience e il cast tecnico è, ancora una volta, meccanicamente sontuoso (regia a parte, sciatta e impersonale).
Insomma, non resta altro che attendere con ansia (...) la Conclusione (con la "C" maiuscola!) di quest'eterna saga, prevista per luglio, con due certezze: con l'eccezione del terzo bellissimo film, diretto dal talentuoso Alfonso Cuarón, meglio rifugiarsi nella carta stampata; speriamo che questa estenuante serie di mediocri prodotti per il grande schermo sia davvero finita...


Buona visione dell'ultimo capitolo (di seguito il trailer)...

26 aprile 2011

The Box

Virginia, 1976. All'alba di un giorno come tanti, ai coniugi Norma e Arthur Lewis (Cameron Diaz e James Marsden) viene recapitato un pacco contenente una misteriosa scatola in legno dotata di un grosso pulsante rosso coperto da una cupola di vetro. Insieme alla scatola, un biglietto che preannuncia la visita di tal Mr. Steward (Frank Langella) nel tardo pomeriggio. Nel corso della giornata, sia Norma che Arthur ricevono (casualmente...) brutte news in ambito lavorativo, entrambe del tutto inattese.
Alla sera, un uomo con una terribile deformazione al viso si presenta alla loro porta con la chiave per aprire la cupola in vetro della scatola e un'offerta per i coniugi Lewis: se premeranno il pulsante riceveranno un milione di dollari in contanti; contemporaneamente, però, una persona a loro sconosciuta morirà in una qualsiasi parte del mondo. Norma e Arthur avranno solamente ventiquattr'ore per guardarsi dentro e decidere il da farsi...
Tratto dal racconto breve "Button, button" di Richard Matheson e diretto da Richard Kelly, l'autore del sopravvalutatissimo teen-cult Donnie Darko, The Box è un discreto film che può contare su una messa in scena sontuosa e un cast all'altezza, ma che difetta nella parte più importante, il dipanarsi della storia.
Dopo un'ottimo avvio, infatti, la pellicola si perde in opinabili e confuse scelte di montaggio, cadute di ritmo e soprattutto crescente disorientamento, sia nello spettatore che, a parer mio, nelle intenzioni del regista.
Peccato, perchè tecnicamente il prodotto è davvero notevole, l'idea è sicuramente provocatoriamente stimolante e il cast non si risparmia, a cominciare da una volitiva Cameron Diaz, finalmente non più la maniera di sè stessa.
Sicuramente varrebbe la pena darci un occhio, senza fretta. E soprattutto senza aspettarvi la presunta soluzione dell'enigma...

09 aprile 2011

Attica! Attica! Attica!

Oggi è mancato uno dei più grandi cineasti della Hollywood anni settanta: il regista Sidney Lumet.
Il modo migliore per omaggiarlo, a mio avviso, è mostrare la sequenza da antologia che vede protagonista Al Pacino in Quel pomeriggio di un giorno da cani, splendida pellicola diretta dal maestro americano nel 1975.
Addio, Sidney.