29 agosto 2009

Reservation Road

Ethan Learner è un professore sposato con Grace e padre orgoglioso di Emma e Josh. Dwight Arno è un avvocato separato dalla moglie e padre part-time di Lucas. Sulla Reservation Road si incroceranno i loro destini: Dwight investirà e ucciderà Josh, il figlio di Ethan. Sotto shock e incapace di reagire all'incidente, Dwight fuggirà via, lasciando Ethan a piangere il suo bambino sul ciglio della strada. Dopo i funerali i coniugi Learner proveranno a superare la loro tragedia, ma se Grace guarderà avanti per il bene della piccola Emma, Ethan sarà ossessionato dalla vendetta...
Terry George, dopo lo splendido Hotel Rwanda, porta nuovamente alla ribalta un argomento quanto mai spinoso: l'impunit
à dei colpevoli degli hit-and-run, cioè chi investe qualcuno e poi fugge senza prestare soccorso.
Al contrario del magnifico atto di denuncia che era il film ambientato in Africa, Reservation Road risulta francamente essere una sonora delusione: a parte la buona recitazione tesa e compassata da parte di tutto il cast, il resto lascia insoddisfatti e piuttosto annoiati.
Gravi buchi di sceneggiatura, situazioni improbabili, inspiegabili twist nel plot inficiano fin dal principio un prodotto che avrebbe meritato maggior fortuna: peccato, perch
è il talento di director e cast è assolutamente cristallino.
Visione tranquillamente evitabile, soprattutto per chi non regge le pellicole interamente pervase da quell'incessante, continuo ed opprimente senso di angoscia...

28 agosto 2009

Julie & Julia

Julie Powell (Amy Adams) ha 30 anni, vive nel Queens, ha un monotono lavoro come impiegata del governo: insomma, una trentenne sull'orlo di una crisi esistenziale. Julie decide allora di impiegare il proprio tempo libero nel creare un blog dedicato alle ricette del libro di cucina di Julia Child (Meryl Streep), Mastering the Art of French Cooking: sono in tutto 524, ed in 365 giorni Julie dovrà prepararle tutte, ovviamente attraverso l'ispirazione della stessa Ms. Child, che viene ritratta nei momenti che hanno preceduto la sua fulminante carriera, dal trasferimento a Parigi con il marito Paul (Stanley Tucci) fino alla pubblicazione del libro che ha cambiato in modo radicale l'approccio ai fornelli del popolo d'oltreoceano.
Primo vero film della nuova stagione che riesco a vedere in netto anticipo rispetto all'uscita italiana (23 ottobre), Julie & Julia
racconta come detto due vite (vere) che scorrono parallele, seppur in epoche differenti, legate da un comune denominatore: la voglia di rimettersi in gioco attraverso la passione per la cucina.
Per entrambe, infatti, questo trasporto
è giunto dopo diversi impieghi di anonimo segretariato e di ricerca dei propri reali interessi: se Julia Child è poi diventata la maggior esperta di cucina made in USA, Julie Powell, grazie al suo blog, ha pubblicato un libro che ha dato origine proprio a questo film (insieme all'autobiografia della stessa Ms. Child).
Ma torniamo all'opera cinematografica: Julie & Julia
è una pellicola recitata in modo sublime e con un concept sicuramente azzeccato. Meryl, ancora una volta, dimostra di essere davvero (e questa volta lo intendo seriamente) la più grande attrice di tutti i tempi: forse un po' troppo manierista, forse un po' troppo perfezionista, forse un po' troppo teatrale, ma sicuramente ed incontestabilmente perfetta; a questo punto spero con tutto il cuore che il prossimo febbraio possa giungerle il terzo, sospiratissimo Oscar.
Bravissimi anche Tucci e la Adams (che torna a recitare con Ms. Streep dopo Il dubbio), senza dimenticare Chris Messina (il marito di Julie Powell) e Linda Emond (Simone Beck, la coautrice del libro di Julia Child).
Per quanto riguarda il plot, qualcosa da dire in effetti ci sarebbe, soprattutto inerente la parte centrale della pellicola: un'eccessiva lungaggine nel descrivere episodi ripetitivi ed un po' fini a loro stessi. Questo aspetto, purtroppo, condiziona non poco il mio giudizio, che sarebbe altrimenti stato eccellente.
Julie & Julia rimane comunque un gran bel prodotto, a cui, a mio avviso, manca quel quid per essere davvero considerato un ottimo film: resta in ogni caso assolutamente da vedere, anche solo per apprezzare il riuscitissimo effetto visivo di rendere Meryl Streep alta come la statuaria Julia Child (1,88!)
.

The Time Traveler's Wife

Henry, un bibliotecario di Chicago, a causa di un suo particolare gene, quando é attanagliato dallo stress viaggia nel tempo, senza che lui possa opporsi in nessun modo. Si trova così a vagare tra le diverse epoche anche per lunghi periodi; questo, naturalmente, rischia di mandare all'aria la sua storia d'amore con Clare, la ragazza di cui é follemente innamorato; lei, dal canto suo, ormai rassegnata, non può far altro che aspettarlo...
Trama intrigante ed in parte originale per questa pellicola di Robert Schwentke (Flightplan): l'idea di partenza quindi
è sicuramente intrigante, e per buona parte del plot conferma le pur non altissime aspettative; peccato che il giocattolo abbia una durata limitata, condizionato dal meccanismo eccessivamente ripetitivo e da un'alchimia tra i personaggi principali (bravi comunque) che davvero non convince.
Peccato, perch
è sia Eric Bana che Rachel McAdams si dannano l'anima per risultare convincenti, al pari del resto del cast.
The Time Traveler's Wife risulta pertanto essere un prodotto vedibile, a tratti interessante, ma mai sinceramente commovente (pecca gravissima per una storia simile).
Il film non ha ancora una data di distribuzione ufficiale in Italia: il rischio, dato che entrambi gli attori non hanno attualmente una collocazione di prim'ordine nel panorama attoriale europeo, è che arrivi da noi direttamente al noleggio.
Staremo a vedere...

25 agosto 2009

Beverly Hills Chihuahua

Mah...
Ogni tanto mi chiedo: 1) come facciano a produrre simili boiate, 2) come simili boiate riescano anche a raggranellare incassi decenti (95 milioni di dollari negli USA!!!), 3) come abbia potuto solo pensare di vedere questo (e altri) film per intero. La trama risibile (un chihuahua viziatissimo che si perde in Messico, con conseguenze telefonatissime), il cast praticamente assente e gli effetti speciali sfruttatissimi e stucchevoli trasformano un prodottino che avrebbe anche potuto essere accettabile in un'interminabile sequela di ovvietà, melensaggini e noia.
Anche se siete amanti degli animali, lasciate perdere.

Sunshine

Due anni fa, prima di Slumdog Millionaire e ben dopo Trainspotting e 28 Giorni dopo, Danny Boyle, l'eclettico regista inglese, aveva deciso di tentare l'esperimento sci-fi con questa pellicola simil-catastrofica, visionaria e tendenzialmente apocalittica. Iniziamo a capire l'incipit del film: 2057, il Sole sta morendo. Il genere umano, prossimo alla completa estinzione, ripone le sue ultime speranze nell'Icarus II, una nave spaziale armata con un ordigno nucleare necessario per riattivare la stella. Durante il viaggio, l'equipaggio riceve però un misterioso segnale proveniente dall'Icarus I, scomparsa in una missione analoga sette anni prima a causa di un incidente… Un po' Star Trek, un po' Alien, un po' Solaris, con contaminazioni di Mission to Mars e 2001 - Odissea nello spazio: a conti fatti, troppo. Ed infatti per commentare questo prodotto molto ben congegnato ma che vira verso il ridicolo involontario per le eccessive intenzioni del regista, utilizzo le parole di Federico Raponi da FilmUP.com, con le quali mi trovo d'accordo in toto: "D'accordo che gli astronauti sono provati dalla prolungata permanenza a bordo, però sembrano tutt'altro fuorchè professionisti: si azzuffano, urlano litigando, si accusano reciprocamente, hanno dialoghi banali, si disperano terrorizzati, prendono sedativi per non suicidarsi, restano stupefatti come bambini. Rispetto poi ai canoni del genere, la claustrofobia limita l'attrattiva del vuoto cosmico, dei lenti movimenti delle astronavi, della maestosità dei corpi celesti. Boyle esaudisce il personale desiderio di visioni, ma con un roboante miscuglio squinternato che aggiunge thriller, azione, horror. Nel continuo di incidenti e scelte drastiche, sangue e sudore, ustioni e congelamenti, pelle polverizzata e frantumazione d'arti, il film si fa catastrofico e con un andamento forsennato corre verso il ridicolo, inseguito da un pazzo - preda di farneticazioni misticheggianti apocalittico-messianiche - dotato di una resistenza sovrannaturale."
Come detto prima, troppo.
L'idea ed il tentativo di realizzarla meritano comunque la visione.

Mostri contro Alieni

Nel giorno del suo matrimonio Susan, fidanzata a un cinico e ambizioso metereologo televisivo, viene colpita da un meteorite, crescendo a dismisura. Placcata dall'esercito degli Stati Uniti d'America, la sposa viene condotta in un carcere di massima sicurezza. Mentre Susan prova ad abituarsi alle sue nuove dimensioni e a fare amicizia con quattro creature mostruose e irresistibili, un'astronave, aliena e monoculare, atterra sul nostro pianeta, rifiuta le proposte pacifiche di Mr. President e spazza via il comitato di accoglienza. Il governo, allarmato dalla presenza aliena, chiede aiuto al generale Monger e al suo specialissimo reparto di mostri. Spetterà a loro, guidati dall'impavida Susan, eroina ordinaria in condizioni straordinarie, combattere il macrocefalo Gallaxhar e il suo esercito di replicanti, salvando la Terra dall'invasione.
Prodotto dalla DreamWorks Animation per la visione in 3D (di cui non ho beneficiato, avendolo visto in aereo), Monsters vs Aliens è un cartoon sicuramente non epocale e lontanissimo dalle vette della Pixar Animation; resta comunque una pellicola ben realizzata, con una struttura narrativa accettabile e con almeno un paio di personaggi riusciti: su tutti la massa gelatinosa blu simile ad un blob (che infatti si chiama B.O.B.), che rappresenta il vero perno comico del film.
Da recuperare senza fretta, ma con un briciolo di curiosit
à.

27 Volte... in bianco (27 Dresses)

Commedia di inizio 2008 che negli Stati Uniti ha raggiunto la ragguardevole cifra di circa 77 milioni di dollari d'incasso, 27 Dresses (molto meglio il titolo originale: quello italiano è fuorviante) è un prodotto appena gradevole, a tratti simpatico, in larga parte poco originale, ma soprattutto con una caratteristica (a mio opinabilissimo parere) che lo contraddistingue fin dal principio: una protagonista non simpatica, priva di carisma, bella ma poco affascinante e, dulcis in fundo, con dubbie capacità recitative. Katherine Heigl, infatti, sarà anche uno dei pilastri di Grey's Anatomy, ma sul grande schermo è decisamente un'altra cosa.
La trama, in due parole: Jane (la Heigl) è una ragazza romantica e generosa, anche troppo a volte, follemente innamorata del suo capo e dei matrimoni. La sua passione per le cerimonie nuziali è talmente forte che finora ha partecipato a ben 27 matrimoni in 'veste' di damigella e tiene custoditi nell'armadio tutti i "bellissimi" abiti indossati di volta in volta. Questo in attesa del giorno in cui arriverà finalmente il 'suo' giorno più bello, magari insieme all'uomo dei suoi sogni...
Discreto il resto del cast: su tutti la bravissima e simpaticissima Judy Greer, che spero possa avere presto un ruolo da protagonista.
In conclusione, un prodottino vedibile: ma non dannatevi l'anima per recuperarlo.

21 agosto 2009

Avatar: il trailer in anteprima mondiale

A poche ore dalla proiezione delle prime immagini del film a Rimini è uscito ieri in anteprima mondiale su MYmovies.it il trailer italiano di Avatar, il film scritto e ideato da James Cameron. Nonostante il trailer sia in 2D si riesce a percepire la profondità delle immagini grazie all'utilizzo del Reality Camera System creato da Cameron per girare il film in 3D, che usa in un unico corpo macchina due cineprese ad alta definizione. Le scene d'azione del film si prospettano spettacolari, e le ambientazioni e i personaggi generati tramite il computer con la motion capture animation si integrano perfettamente con le immagini live action, grazie soprattutto alla tecnologia creata da Cameron che gli dà un aspetto più realistico rispetto a quello presente in molte altre pellicole che avevano tentato, con risultati dubbi, di sfruttare questa difficile integrazione.
La pellicola sarà distribuita nei cinema italiani dal 18 dicembre.

20 agosto 2009

La stagione di celluloide 2009-2010 in dieci film

2009-10: che stagione cinematografica sarà?
Cerco di condensarla con gli assaggi di dieci pellicole che attendo particolarmente, per differenti ragioni.
Vedremo sicuramente importanti conferme (la Pixar con Up, Almodóvar e il suo Abrazos Rotos, Public Enemies di Michael Mann), rientri eclatanti (James Cameron e il suo attesissimo Avatar), grandi star nuovamente alla ribalta (Meryl Streep in Julie & Julia; Michelle Pfeiffer in Chéri), le ultime fatiche di chi ci ha lasciato troppo presto (Heath Ledger nel mondo visionario del Dottor Parnassus), miti della storia e della letteratura (Sherlock Holmes con Robert Downey Jr.; Dorian Gray di Oliver Parker e Alice in Wonderland rivisto da Tim Burton) e, si spera, tanti altri titoli che potrebbero farmi riconciliare con la settima arte. Perchè, a dirla tutta, questa nuova stagione sembra davvero prodiga di qualità.

Trailer: Dorian Gray

Regia: Oliver Parker.
Con: Ben Barnes, Colin Firth, Ben Chaplin.
Note: il regista purtroppo non è a mio avviso un asso del mestiere, ma l'ultima trasposizione di uno dei più grandi libri mai scritti nella storia della letteratura moderna merita la visione. In Italia lo vedremo a fine ottobre.

Trailer: Los Abrazos Rotos

Regia: Pedro Almodóvar.
Con: Penélope Cruz, Lluís Homar.
Note: la nuova stella del cinema spagnolo nell'ultima fatica del grandissimo Pedro; in uscita in Italia ad inizio ottobre.

Trailer: Public Enemies

Regia: Michael Mann.
Con: Johnny Depp, Christian Bale, James Russo.
Note: in uscita a metà novembre nel nostro paese, non dovrebbe deludere; d'altronde Mann è sempre un'altissima garanzia di qualità.

Trailer: The Imaginarium of Doctor Parnassus

Regia: Terry Gilliam.
Con: Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law.
Note: ultimo film di Ledger prima della prematura scomparsa, uscirà in Italia a metà ottobre, con ben due mesi d'anticipo sull'uscita USA.

Teaser: Avatar

Regia: James Cameron.
Con: Sam Worthington, Sigourney Weaver, Zoe Saldana.
Note: la pellicola più attesa del 2009 (in uscita poco prima di Natale in tutto il mondo) dal regista più "over" di tutti i tempi, che torna dopo 12 anni, cioè dal successo interplanetario di Titanic.
Trivia: il trailer ufficiale dovrebbe FINALMENTE comparire in questi giorni...

Trailer: Alice in Wonderland

Regia: Tim Burton.
Con: Johnny Depp, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter.
Note: semplicemente il film evento della primavera 2010 (lancio worldwide il 5 marzo).

Trailer: Sherlock Holmes

Regia: Guy Ritchie.
Con: Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams.
Note: dall'ex di Madonna la nuova trasposizione del detective d'Albione, in uscita a Natale.

Trailer: Julie & Julia

Regia: Nora Ephron.
Con: Meryl Streep, Amy Adams.
Note: tratto dal libro della blogger Julie Powell, esce in Italia il 23 ottobre.

Trailer: Chéri

Regia: Stephen Frears.
Con: Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend.
Note: tratto dalla novella di Colette, esce il 28 agosto in Italia.

Trailer: Up

Regia: Pete Docter, Bob Peterson.
Note: sarà, non ho alcun dubbio al riguardo, l'ennesimo capolavoro della Pixar, atteso in Italia a metà ottobre.

02 agosto 2009

Mater Langæ

No, non è il titolo di un film.
E' il nome di un'opera letteraria sconosciuta al grande pubblico, ma decisamente meritevole di pubblicazione, scritta da un talentuoso autore piemontese che ho il privilegio di conoscere, dato che si tratta di un carissimo amico. Il suo nome è Luca Garrone, e grazie a lui e al suo manoscritto mi concedo una piacevole divagazione dall'abituale mondo di celluloide.
Devo innanzitutto a Luca le mie più sentite personalissime scuse per il ritardo con cui scrivo queste parole di commento, ma so che dall'alto della sua infinita pazienza mi perdonerà.
Tornando all'opera, posso subito affermare che Mater Langæ è più che altro un'esperienza. Anzi, come dice lo stesso autore citando Chatwin, un cammino.
Un cammino che nel Libro Primo ci riporta al diciassettesimo secolo e ci proietta con incredibile veridicità alle vite e al vissuto di chi abitava questa splendida porzione di collina piemontese che sono, appunto, le Langhe. Nel Libro Secondo, invece, l'obiettivo dell'autore si restringe e si concentra sulla vita e sul vissuto del protagonista, un'incrocio tra Christopher McCandless e Frodo Baggins.
Non ho citato a caso il carattere più famoso della fantasia di Tolkien. L'ho fatto perchè, a mio avviso, seppur con il dovuto rispetto e la necessaria riverenza, Luca e Mr. Lord of the Rings hanno in comune un fondamentale aspetto che pervade entrambe le opere in egual (relativamente parlando) misura: la preparazione.
Mater Langæ e Il Signore degli Anelli sono infatti il prodotto di anni di approfondita documentazione e certosina raccolta di dati: con questo non voglio certo paragonarli - Luca mi direbbe che sono pazzo - ma resto convinto che l'approccio che ha portato ad entrambi i risultati sia stato il medesimo.
Mater Langæ, quindi, non è un libro per il grande pubblico, per i lettori di Sophie Kinsella (con rispetto parlando) o per chi guarda (e si diverte) i cinepanettoni: è, come detto, un'esperienza, una dichiarazione d'amore nei confronti di una terra che viene vista come protettrice, vendicatrice, dolce conquistatrice, triste mietitrice.
E' la storia della presa di coscienza di un ragazzo che diventa uomo insieme ad un luogo e ad un ambiente, e non all'interno di essi. E', forse ed in parte, la storia di ognuno di noi.
Sperando che Luca trovi presto il modo per far pubblicare questo suo grandissimo sforzo letterario, vorrei solo dire a tutti quelli che leggono questo blog che l'autore e il gruppo dedicato a Mater Langæ sono attivi su Facebook: quindi, se vi fa piacere, potete iscrivervi e saperne di più sul nuovo Tolkien e sulla nostra magnifica terra.