27 luglio 2008

Heath spinge Batman sempre più su!

In 10 giorni superati i 300 milioni di dollari al box office USA (ennesimo record): dove arriverà di questo passo The Dark Knight?
Possibile che l'improvviso decesso di Ledger abbia causato un simile hype?
E come si spiega l'incredibile voto di 9.4 (oltre 135mila votanti) e il primo posto nella classifica all-time di IMDb, il più importante sito cinematografico al mondo?
La risposta è semplice: corriamo a vederlo e cerchiamo di capire i tanti perchè.

26 luglio 2008

Wanted

Ideata nel 2003 da uno degli autori di fumetti contemporanei più controcorrente, lo scozzese Mark Millar, Wanted è prima di tutto una graphic novel. L'unione artistica tra l’autorialità del britannico e lo stile dell'eclettico regista kazako Timur Bekmambetov fanno di questo prodotto una pellicola interessante sotto più punti di vista e, al contempo (ed è ciò che più interessa lo spettatore pagante), godibile.
Rispetto alla graphic novel, gli sceneggiatori Michael Brandt e Derek Haas aggiungono uno dei concetti cardine della storia: i protagonisti sono dei veri e propri sicari che uccidono non per punire, ma per prevenire. E di suo Bekmambetov ci mette una continua ricerca di ritmo e adrenalina: ogni sua scena è un concentrato di espedienti e immagini prese da videoclip e altri recenti film d’azione.
Certo, dopo un paio d'ore non rimangono tracce indelebili nelle memorie degli spettatori, però il film è davvero divertente e i protagonisti sono fisicamente credibili, James McAvoy in testa.
Nulla di trascendentale, ma più che onesto. E di questi tempi è già parecchio.

Record su record per The Dark Knight

Continua l'inarrestabile (e sempre più incredibile) marcia del nuovo capitolo superdark della saga dell'uomo-pipistrello: in soli 5 giorni il film interpretato da Christian Bale e dal compianto Heath Ledger ha raggiunto quota 200 milioni di dollari al box office statunitense, stracciando il precedente traguardo di 8 giorni stabilito da ben tre pellicole negli ultimi anni.
Altro dato strabiliante: nella prima settimana (venerdì 18-giovedì 24) The Dark Knight ha raggiunto e superato quota 238 milioni di dollari; per meglio capire le proporzioni dello stratosferico successo della pellicola di Christopher Nolan, basti sapere che film come Jurassic Park 2 o X-Men 3 non hanno nemmeno raggiunto i 235 milioni!
Di questo passo, è molto probabile che la sesta fatica del regista inglese possa concretamente aspirare a raggiungere i fatidici 500 milioni, superati nella storia solamente da una pellicola. Quale? Titanic, ovviamente...

20 luglio 2008

The Dark Knight: è record!

Con 155 milioni di dollari in soli tre giorni di programmazione, The Dark Knight, sesto capitolo della saga di Batman (ma secondo del nuovo corso dell'uomo-pipistrello), diventa il film più visto nel fine settimana d'apertura in tutta la storia del box office statunitense.
Battuto quindi il precedente record (151 milioni di dollari) stabilito da Spider-Man 3 lo scorso anno, la pellicola, attesissima anche in Italia dove uscirà il prossimo weekend, si avvia forse a stabilire nuovi traguardi di velocità nel raggiungimento delle soglie dei 200 (Pirati dei Caraibi 2 in 8 giorni), 300 (sempre Pirati dei Caraibi 2 in 16 giorni) e 400 milioni di dollari (Shrek 2 in 43 giorni).
In chiusura, una facile provocazione: che l'improvvisa e prematura morte di Heath Ledger, interprete dell'anti-eroe Joker, abbia contribuito al successo del film?

Persepolis

Spaccato autobiografico sapientemente congegnato, Persepolis più che un film è un'esperienza: istruttiva, interessante, convincente, rivelatrice, ma, e dispiace dirlo, terribilmente monocorde, lenta e alla lunga stancante.
Fumetto "storico" che narra le vicende dell'autrice, l'iraniana Marjane Satrapi, la pellicola, sicuramente non adatta ai bambini (nonostante si tratti di un cartoon), delude non tanto nella trasposizione della vicenda, quanto nel ritmo, decisamente soporifero fin dalle battute iniziali. Inspiegabilmente ed innegabilmente, il film riesce però a commuovere (la figura della nonna è superlativa) ed è presentato in confezione impeccabile.
Peccato, perchè con un pizzico di alterazione in più, questo prodotto sarebbe sicuramente risultato più gradevole e avrebbe rappresentato una pietra miliare nell'animazione sociale "impegnata".
Merita comunque una visione, anche solo per capire qual è il segreto del profumo che la nonna della protagonista porta sempre con sè...

19 luglio 2008

Cover-boy: l'ultima rivoluzione

"Ma se arrestano Ceausescu potremo comprare una Mercedes?"
Così dice al padre il piccolo Ioan nel 1989, poco prima della caduta del dittatore rumeno, in quello che è l'incipit di uno struggente pamphlet sull'integrazione, non solo etnica, di due universi "così lontani, così vicini".
Mi preme però citare in prima battuta le difficoltà che questo prodotto ha dovuto affrontare per arrivare (seppur molto limitatamente) in sala; per farlo utilizzo il sapiente resoconto di Federico Raponi di Filmup.com: "bisogna passare al setaccio parecchie pellicole, ma ogni tanto le pepite si trovano. Anche se poi sono in pochi a goderne, e chi conta – dal Ministero ai distributori – neppure se ne accorge, cosicchè a ritrovarsi deprivati della ricchezza sono alla fine gli autori e il grande pubblico. E’ il caso di Cover-boy, itinerante in una quarantina di festival internazionali e pluripremiato. Laureato in lettere, il regista Carmine Amoroso ha scritto e diretto diverse inchieste giornalistiche, è autore di racconti, sceneggiatore ed aveva esordito alla regia cinematografica con Come mi vuoi, primo film italiano a tematica transgender, boicottato a partire dal Vaticano e mai pubblicato in home video. Amoroso ha vissuto in Romania per quasi due anni, e quell’esperienza è stata d’ispirazione per questo suo secondo lungometraggio di finzione. Dopo un anno e mezzo di stallo dovuto al blocco delle commissioni, il progetto si è visto decurtato il 75% dei finanziamenti accordati, e quindi si è reso necessario cambiare gran parte della sceneggiatura eliminando tutta la parte riguardante gli sconvolgimenti romeni dell’’89 e utilizzando set già esistenti e ambientazioni reali, con in più grandi sacrifici da parte del cast. Girato con due piccole videocamere in HDV riversato successivamente in 35mm, il risultato è cristallina Settima Arte con una funzione sociale memore di Pier Paolo Pasolini e Ken Loach."
Esagerato nominare due simili mostri sacri? Tutto sommato no, perchè questa pellicola, senza voler necessariamente stupire e/o lanciare nuove idee, riesce ad emozionare con un'intensità e una semplicità da togliere il fiato.
Il plot: Ioan, 23 anni, lascia la Romania per cercare fortuna in Italia in compagnia di un amico. Arriva però da solo a Roma e viene aiutato da Michele, addetto alle pulizie della stazione Termini. L'uomo lo ospita e tra i due nasce un'amicizia autentica e sincera. La loro vita però non è semplice: i lavori di Michele sono precari e Ioan è immigrato irregolarmente. Ma una donna (oltre alla frustrata padrona di casa interpretata con il solito piglio da Luciana Littizzetto) entra nella loro vita provocando un inatteso cambiamento.
Il cast: straordinario, per aderenza sociale e sessuale al personaggio, Luca Lionello; bravissimo anche l'esordiente rumeno Eduard Gabia, "faccia pulita" che con gli occhi comunica più di mille oratori. Giuste e misurate la Littizzetto (come già detto) e Chiara Caselli, candida ma senza scrupoli.
Un film assolutamente da non perdere e da apprezzare davvero fino all'ultimo fotogramma.

Cardiofitness

Simpatica commedia italiana con (vane) pretese di spaccato bi-generazionale, Cardiofitness è un piacevole prodotto senza particolari picchi ma, ed è questo il suo pregio, anche senza fastidiose o banali cadute di tono.
Tratto dal romanzo di Alessandra Montrucchio, Cardiofitness descrive la nascita di un'attrazione fra una donna di 27 anni (interpretata da Nicoletta Romanoff) ed un ragazzo di 15 anni. Come suggerisce il titolo questo incontro avviene in una palestra, descritto dall'autrice come unico non luogo rimasto in cui possono entrare in contatto, al di fuori di ogni regola, persone di diversa estrazione sociale, culturale ed anagrafica.
Ed è meglio non dire altro, lasciando a chi non l'avesse ancora visto il gusto di scoprire la freschezza un po' ingenua di questa godibile commedia rosa.