20 marzo 2007

L'ultimo re di Scozia

Tratto dall'omonimo romanzo di Giles Foden, L'ultimo re di Scozia parte dal 1971, anno di ascesa al potere di Idi Amin Dada, per raccontare la storia di un giovane medico scozzese, Nicholas Garrigan che, partito inizialmente per l'Uganda con l'intento di aiutare la povera popolazione locale, si ritrova ad essere dottore e consigliere personale del terribile dittatore africano.
Il film si basa sostanzialmente sul costante confronto tra questi due personaggi (lo scozzese del titolo infatti non è il dottore, bensì il dittatore), ma il nostro punto di vista è quello di Nicholas, l'occidentale che si reca in Africa per aiutare ma anche per noia. La sua superficialità è smaccata, chiara fin dall'inizio (non sa chi sia il dittatore destituito Obote, non conosce la situazione interna del paese in cui si è recato), e sostanzialmente non vede i problemi che lo circondano finché non vi si trova coinvolto in prima persona.
In Amin, invece, la contraddittorietà è più celata. E' un uomo carismatico, che affascina chiunque gli si trovi accanto. Amin è colore, è ballo, è festa (così ci viene presentato all'inizio), ma è anche quello che tiene i mitra vicino a sé mentre la gente ne acclama il nome. Amin è l'Africa, è la bellezza e al contempo la ferocia di una terra che non è la nostra. Misterioso, non si sa mai come possa reagire ad un qualsiasi evento. Un'ambiguità resa alla perfezione dall'interpretazione di un grandioso Forest Whitaker e dalle scelte del regista Kevin Macdonald, che nel descriverlo indugia molto sui primi piani (quello sugli occhi ad inizio film riassume tutto il personaggio), enfatizza sudore e tic nervosi, e, quando sta in scena da solo, a differenza di quanto accade per il medico scozzese, lo riprende camera a mano (dando instabilità all'immagine).
Finché Nicholas (un più che convincente James McAvoy) è vittima del suo appeal gli orrori non sono mai mostrati direttamente, ma solo evocati (o dai telegiornali o dai racconti delle spie inglesi), così come la leggenda che lo vuol cannibale: ma è meglio non spingerci troppo nel dettaglio...
In sostanza un film bello, straordinariamente recitato (oltre ai già citati Whitaker e McAvoy, bravissima -e bellissima- anche Kerry Washington), ben scritto (qualche lungaggine di troppo verso la metà) e ancor meglio girato da Macdonald.
Curiosità: gli esterni sono stati completamente girati proprio in Scozia e Uganda (che danno anche circolarità al racconto: si inizia con un lago scozzese, si finisce con un'inquadratura analoga di un lago ugandese).
Assolutamente da vedere.

Saturno contro

Ma cos'è successo a Ozpetek? Dov'è la poesia di Hamam? E l'introspezione de La finestra di fronte? E ancora la freschezza de Le fate ignoranti? Dopo aver visto questo insignificante ed asettico prodotto, sembrerebbe tutto svanito nel nulla.
Che peccato.
Da sempre considero il regista italo-turco come l'unica vera ventata d'aria nuova nell'agonizzante panorama del cinema italiano: eppure, a malincuore, devo ammettere che, a partire da Cuore Sacro, opera sbagliata sotto tutti i punti di vista, qualcosa si è spezzato.
Saranno forse stati i finanziamenti, giunti copiosi dopo il successo (a sorpresa) de Le fate ignoranti, o una sorta di impasse creativa, o ancora una mira eccessiva verso l'alto: fatto sta che Saturno contro non decolla mai, non comunica nulla di originale, non diverte e non fa riflettere.
Si lascia vedere. Fino alla -scandalosamente prevedibile- scena corale che chiude il film.
Tutto nella mediocrità, pertanto, tranne il cast, ancora una volta azzeccato (anche se i nomi alla fine sono davvero sempre gli stessi) ma non nei primattori: il più convincente, infatti, nel ruolo di un gay lacerato dal dolore, è Pierfrancesco Favino, seguito a ruota da una bravissima Lunetta Savino, matrigna semplice e un po' tonta.
In conclusione, la classica occasione sprecata di rivalsa: e non so se sia nemmeno il caso di dire "sarà per la prossima volta"...
Ancora un volta, che peccato.

12 marzo 2007

M by Madonna per H&M


Una piccola divagazione extra-cinematografica per dire che la liaison tra la one and only per eccellenza, Madonna, e il colosso svedese dell'abbigliamento low cost, H&M, va decisamente a gonfie vele.
Infatti, dopo la serie in edizione limitata di tracksuit in acetato, arriva un'altra linea ispirata alla inimitabile popstar e disegnata da Margareta van den Bosch, disponibile dal 22 marzo e che porterà il nome di "M by Madonna".
Assolutamente ...da regalare!

05 marzo 2007

Daniel Radcliffe sarà Harry Potter fino in fondo

Per la gioia dei fans e lo scetticismo dei puristi della saga, Daniel Radcliffe continuerà a interpretare il ruolo del mago apprendista Harry Potter, nonostante lo scandalo scoppiato di recente per il suo nudo integrale nell'opera teatrale Equus.
Radcliffe, 17 anni, vestirà i panni del celebre personaggio di fantasia nelle ultime due trasposizioni cinematografiche della saga scritta da Joanne K. Rowling. I contratti sono stati già firmati e la lavorazione della sesta puntata comincerà a settembre. La settima invece non arriverà sul grande schermo prima del 2010. Nelle ultime settimane correva voce che l'attore inglese non sarebbe tornato a interpretare il ruolo del maghetto a causa della sua età e alla suddetta scena di nudo on stage.
Alla fine ha prevalso il buon senso.