30 dicembre 2011

Tanti auguri di Buon Anno, amici miei!

Omaggio alla regina Meryl


Era il 4 dicembre quando è andata in scena la trentaquattresima edizione dei Kennedy Center Honors, cerimonia che annualmente premia personalità di spicco in ambito artistico: tra i cinque "vincitori" del 2011, c'era anche sua maestà Meryl Streep, omaggiata da un fantastico parterre de roi: Robert De Niro, Mike Nichols, Stanley Tucci, Emily Blunt, Kevin Kline, Anne Hathaway e Tracey Ullman.
A prescindere dalle malelingue che hanno dipinto quest'onorificenza verso la più grande attrice vivente come una sorta di (ulteriore) campagna promozionale nella corsa all'Oscar, mi auguro di tutto cuore che non sia altro che un ottimo auspicio verso l'agognata terza statuetta, ormai attesa da troppo, troppo tempo.

28 dicembre 2011

Midnight in Paris


Gil Pender (Owen Wilson), in vacanza nella capitale transalpina con la futura sposa (Rachel McAdams) e i genitori di lei, è uno scrittore di sceneggiature inquieto e insicuro, che vivrà una serie di incredibili avventure allo scoccare della mezzanotte di ogni serata trascorsa a passeggiare, a ritroso nel tempo e a confronto con tutti i suoi miti letterari (e non). Che gli cambieranno la vita.
Più di 145 milioni di dollari incassati a livello planetario (di cui 56 negli USA, record di Woody Allen in patria) e lodi sperticate un po' da tutte le tipologie di audience, dallo spettatore profano al critico più navigato, per quest'ultima fatica di uno dei cineasti più sui generis di tutto il panorama mondiale della settima arte.
Inutile dire che attendevo con un certo grado di curiosità questa specie di miracolo alleniano, capace di entusiasmare oltre ogni aspettativa critica e pubblico nordamericani: ebbene, anche se preannunciato dal mio amico Fabio, da sempre adoratore (ma anche giusto detrattore) del buon Woody, Midnight in Paris si è rivelato un inesplicabile, vacuo, inconcludente fallimento.
E le domande sono ovviamente sorte più che spontanee: record di pubblico oltreoceano? Allen rinato? Personaggi memorabili? Film gradevolissimo???
A mio avviso, infatti, escludendo il solito impeccabile cast tecnico (più convincente nella piccola parte della Belle Epoque rispetto agli anni venti), si tratta di un prodotto che lascia a bocca aperta per inconsistenza e autoreferenzialità: al signor Allen, infatti, sarebbe bastato dire durante un'intervista che aveva una spiccata predilezione per gli anni venti. Punto.
Invece no. Sobillati da una critica che sembra sempre più cieca e/o votata a trovare il genio per giustificare la propria professione, noi malcapitati (il mio amico e io, perlomeno...) ci siamo dovuti sorbire uno script rabbrividente con dialoghi da cinepanettone recitati da un cast imbarazzante, a cominciare dal pessimo Owen Wilson, più insopportabile macchietta che alter-ego del regista.
Allen rinato? Fuori dal coro, dico: assolutamente no.
Lasciate perdere.

25 dicembre 2011

The Artist

 

1927: George Valentin (Jean Dujardin) è uno degli attori hollywoodiani più famosi nell'ambito del cinema muto. L'avvento del sonoro, l'incontro con una ragazza (Bérénice Bejo) e il suo orgoglio cambieranno per sempre la sua esistenza.


I critici: un omaggio. Un tributo. Una ventata d'aria fresca e nuova. Un colpo di genio. Nulla a che vedere con le solite spocchiose pellicole tipiche del cinema transalpino, decisamente autoreferenziale. Spettatori rapiti. Risate e applausi.
Sarà vero?



Settantacinque chilometri percorsi per andare a soddisfare una curiosità che mi attanagliava ormai da settimane. Proiezione delle 17,40 in un multiplex dell'hinterland torinese: nessuno. Tutta la sala per me. Inizia la visione.



In un'ora e quaranta minuti mi sono emozionato come poche volte nella mia vita in una sala cinematografica: ero lì, piangevo, ridevo, commentavo in totale solitudine, scuotevo la testa e continuavo a dirmi "no, non è possibile...".



The Artist è un esperienza, non è un film. Non c'è una parola per un'ora e trentanove minuti. La musica è un personaggio, una sceneggiatura, una partitura. Gli attori sembra siano nati con il cinema muto. E non si sente la mancanza di alcun dialogo, anzi.
Non dirò altro.
Quando ho introdotto il sistema di voto riassuntivo del mio giudizio ho preso in considerazione anche le cinque stelle, pensando che non le avrei MAI usate: sbagliavo.

CAPOLAVORO.

22 dicembre 2011

The Help


Tre storie: quelle di Aibileen (Viola Davis), colf di colore presso la famiglia Leefolt, Skeeter (Emma Stone), anticonformista ragazza bianca desiderosa di sfondare nel campo del giornalismo, e Minny (Octavia Spencer), anche lei colf, nonchè amica del cuore di Aibileen e vittima quotidiana di violenze domestiche. Le loro vicende si incroceranno in modo cruciale quando Skeeter deciderà di scrivere un doculibro sulle continue vessazioni a cui sono sottoposte le "help" (collaboratrici domestiche) del titolo, dando inedita voce a chi non aveva mai avuto il privilegio di esprimere la propria opinione.
Ambientato in Mississippi all'inizio degli anni sessanta, un momento storico e particolarmente rappresentativo di lotta interrazziale (basti pensare a Martin Luther King), The Help è un film d'altri tempi: trama piuttosto telefonata (da un libro, appena letto, godibile ma tutt'altro che memorabile), cliché da consumato drammone (il marito nero violento, la landlady strega e cattivissima, la madre che ha perso l'unico figlio, l'emarginata dal cuore d'oro) e dosaggio d'emozioni puntuale e calcolato. Il tutto, però, funziona alla grande e, nonostante le numerose situazioni troppo edulcorate, il ritmo risulta scorrevole fino al bel finale.
Il merito, inutile nasconderlo, è a mio avviso da attribuirsi in grandissima parte allo strepitoso cast, decisamente in stato di grazia: da una Viola Davis mai così intensa ad un'esplosiva Octavia Spencer, dalla rivelazione Jessica Chastain alla perfida Bryce Dallas Howard, tutte risultano completamente in parte, sia nell'esternazione che nella sottrazione emotiva dei loro personaggi.
Peccato per la schematica e femminista descrizione della componente maschile del ghetto colored, e per la totale omissione dell'abuso più grave verosimilmente perpetrato all'interno delle mura domestiche verso le colf di colore: lo stupro (probabilmente reiterato).
Ultima nota agrodolce degna di menzione è quella sulla partitura del pur bravo Thomas Newman, in netta crisi creativa: gli eccessivi richiami ai suoi precedenti lavori gridano infatti vendetta...
In definitiva un prodotto ruffiano ma ben confezionato, per nulla urlato e anche un po' in controtendenza: doti non da poco nel panorama attuale della settima arte.

La conversazione (The Conversation)


Harry Caul (Gene Hackman) è un esperto in tecniche d'intercettazione che conduce un'esistenza solitaria e paranoide: durante un lavoro su commissione apparentemente di routine, intuisce che i nastri da lui registrati potrebbero portare a un omicidio. Da quel momento, nulla sarà più ciò che sembra.
Nel 1974 avevo quattro anni, stava per nascere mio fratello e probabilmente non avevo nemmeno ancora visto un film a cartoni animati; nel mentre, l'incommensurabile Francis Ford Coppola usciva con due film che hanno fatto la storia della settima arte, seppur in maniera diametralmente opposta: Il Padrino - Parte II e, appunto, la pellicola in questione, lo splendido La conversazione. Il primo, infatti, è universalmente conosciuto e riconosciuto come il più bel capitolo di una delle migliori saghe cinematografiche di tutti i tempi, mentre il secondo è stato fagocitato dalla gloria e dai successi dei Corleone e non è riuscito a far breccia nel pubblico, travolto per l'appunto dall'onda siculo-americana.
La conversazione non è però passato inosservato agli occhi della critica e dell'audience del vecchio continente, aggiudicandosi la Palma d'Oro a Cannes e conducendo gli esperti ad affermare che Coppola aveva ulteriormente affinato il suo talento portando il thriller a nuovi confini di sperimentazione e pathos.
Personalmente, ritengo che il film in oggetto, che desideravo vedere da moltissimo tempo, riesca a creare pura tensione con un semplice piano sequenza, l'estemporaneità di una parola o un effetto sonoro, e, con il dovuto sforzo d'immedesimazione in una pellicola che ha quasi quarant'anni (ma non li dimostra affatto), può indubbiamente essere ritenuto un caposaldo del giallo non sanguinolento: un agghiacciante ritratto di lucida paranoia, che sfocia in uno dei finali più belli mai visti nel genere.
Da segnalare poi la gigantesca prova di Gene Hackman, vergognosamente dimenticato dall'Oscar, e la bellissima partitura di David Shire.
Assolutamente da non perdere per chi a distanza di trentasette anni non avesse ancora avuto il piacere di vederlo...

21 dicembre 2011

Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato - Il primo teaser trailer


A distanza di un anno dall'uscita, il primo, attesissimo teaser trailer di due minuti abbondanti della prima parte del nuovo dittico cinematografico di Peter Jackson.
Inutile dire che l'hype è già alle stelle...

15 dicembre 2011

Golden Globes 2012: le candidature


A distanza di ventiquattr'ore dai SAG Awards, sono state annunciate circa due ore fa le candidature ai prossimi Golden Globes, universalmente riconosciuti quali anticamera degli Academy Award (ovvero gli Oscar, per i profani...) ormai da diversi anni.
Come per le nominees del sindacato attori, poche sorprese: su tutte, la peraltro sorprendente esclusione di Spielberg in qualità di Miglior Regista e la doppia presenza di Scorsese sia nella categoria di Miglior Film Drammatico che in quella di director.
In prospettiva Oscar, sembra ormai profilarsi un duello Clooney vs. The Artist, con l'attore americano forte della spinta di due film (Le idi di marzo e The Descendants) e la pellicola francese che ha ottenuto il massimo (sei nomination su sei possibili). A seguire nel favore dei pronostici il grandissimo Woody Allen per l'acclamatissimo Midnight in Paris. Perdono quota, invece, il film-sensazione The Help e, come detto prima, l'epopea bellica di Spielberg, War Horse, anche se non è semplice ipotizzare futuri sviluppi seguendo le indicazioni di un premio che utilizza ancora lo sdoppiamento del genere (Drammatico / Commedia o Musical).
Un paio di note conclusive: ancora una volta l'Italia non ce la fa ad entrare nella cinquina del Miglior Film straniero, mentre the one and only Lady Ciccone alias Madonna porta a casa entrambe le candidature musicali per il suo omaggio a Wallis Simpson (W.E.).
Qui tutte le nominations, di seguito quelle cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama

The Help (2011)
Hugo Cabret (2011/II)
War Horse (2011)

Best Motion Picture - Musical or Comedy

The Artist (2011)
50/50 (2011)

Best Actor in a Motion Picture - Drama


Best Actress in a Motion Picture - Drama


Best Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy


Best Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy


Best Actor in a Supporting Role in a Motion Picture

Albert Brooks for Drive (2011)

Best Actress in a Supporting Role in a Motion Picture


Best Director - Motion Picture


Best Screenplay - Motion Picture


Best Original Song - Motion Picture

Albert Nobbs (2011): Brian Byrne, Glenn Close ("Lay Your Head Down")
Machine Gun Preacher (2011): Chris Cornell ("The Keeper")
Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Madonna, Julie Frost, Jimmy Harry ("Masterpiece")

Best Original Score - Motion Picture


Best Animated Film

Cars 2 (2011)
Rango (2011)

Best Foreign Language Film

Una separazione (2011) (Iran)
La pelle che abito (2011) (Spain)

14 dicembre 2011

Screen Actors Guild Awards 2012: le candidature


Poco meno di un'ora fa sono state annunciate a Los Angeles le nomination ai prossimi SAG Awards, i premi del sindacato attori d'America, da sempre considerati indicatore più significativo e prestigioso dei Golden Globes nella corsa all'Oscar: nessuna grossa sorpresa, se si esclude l'estromissione di Michael Fassbender a favore dello sconosciutissimo attore messicano Demián Bichir, protagonista dell'ancor più sconosciuto film di Chris Weitz "A Better Life". Null'altro di eclatante da segnalare.
Qui tutte le candidature dei premi che verranno assegnati il prossimo 29 gennaio.
Di seguito quelle cinematografiche.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
DEMIÁN BICHIR / Carlos Galindo - “A BETTER LIFE”
GEORGE CLOONEY / Matt King - "THE DESCENDANTS”
LEONARDO DiCAPRIO / J. Edgar Hoover - "J. EDGAR"
JEAN DUJARDIN / George - "THE ARTIST"
BRAD PITT / Billy Beane - "MONEYBALL"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
GLENN CLOSE  / Albert Nobbs - "ALBERT NOBBS”
VIOLA DAVIS / Aibileen Clark - “THE HELP”
MERYL STREEP / Margaret Thatcher - “THE IRON LADY”
TILDA SWINTON / Eva - “WE NEED TO TALK ABOUT KEVIN”
MICHELLE WILLIAMS / Marilyn Monroe - “MY WEEK WITH MARILYN”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
KENNETH BRANAGH / Sir Laurence Olivier - “MY WEEK WITH MARILYN”
ARMIE HAMMER / Clyde Tolson - "J. EDGAR"
JONAH HILL / Peter Brand - "MONEYBALL"
NICK NOLTE / Paddy Conlon - “WARRIOR”
CHRISTOPHER PLUMMER / Hal - “BEGINNERS”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
BÉRÉNICE BEJO / Peppy - "THE ARTIST"
JESSICA CHASTAIN / Celia Foote - “THE HELP”
MELISSA McCARTHY / Megan - “BRIDESMAIDS”
JANET McTEER / Hubert Page - "ALBERT NOBBS”
OCTAVIA SPENCER / Minny Jackson - “THE HELP”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture

THE ARTIST
BÉRÉNICE BEJO / Peppy
JAMES CROMWELL / Clifton
JEAN DUJARDIN / George
JOHN GOODMAN / Al Zimmer
PENELOPE ANN MILLER / Doris

BRIDESMAIDS
ROSE BYRNE / Helen
JILL CLAYBURGH / Annie’s Mom
ELLIE KEMPER / Becca
MATT LUCAS  / Gil
MELISSA McCARTHY / Megan
WENDI McLENDON-COVEY / Rita
CHRIS O’DOWD / Rhodes
MAYA RUDOLPH / Lillian
KRISTEN WIIG / Annie

THE DESCENDANTS
BEAU BRIDGES / Cousin Hugh
GEORGE CLOONEY / Matt King
ROBERT FORSTER / Scott Thorson
JUDY GREER  / Julie Speer
MATTHEW LILLARD  / Brian Speer
SHAILENE WOODLEY  / Alexandra King

THE HELP
JESSICA CHASTAIN / Celia Foote
VIOLA DAVIS / Aibileen Clark
BRYCE DALLAS HOWARD / Hilly Holbrook
ALLISON JANNEY / Charlotte Phelan
CHRIS LOWELL / Stuart Whitworth
AHNA O’REILLY / Elizabeth Leefolt
SISSY SPACEK / Missus Walters
OCTAVIA SPENCER / Minny Jackson
MARY STEENBURGEN / Elaine Stein
EMMA STONE / Skeeter Phelan
CICELY TYSON / Constantine Jefferson
MIKE VOGEL / Johnny Foote

MIDNIGHT IN PARIS
KATHY BATES / Gertrude Stein
ADRIEN BRODY / Salvador Dali
CARLA BRUNI / Museum Guide
MARION COTILLARD / Adriana
RACHEL McADAMS / Inez
MICHAEL SHEEN / Paul
OWEN WILSON / Gil