31 dicembre 2010
29 dicembre 2010
Black Swan
Avvertenza: questo post, a cominciare dalla trama, è sconsigliato a chi il film lo deve ancora vedere. E poi non dite che non vi avevo avvertito!Nina (Natalie Portman) è una ballerina del New York City Ballet che sogna il ruolo della vita: incalzata da una madre frustrata (Barbara Hershey), si sottopone a un allenamento estenuante sotto lo sguardo esigente di Thomas Leroy (Vincent Cassel). Coreografo appassionato e deciso a farne una fulgida stella, Leroy le assegna la parte della protagonista nella sua versione rinnovata del “Lago dei cigni”, nel doppio ruolo del Cigno Bianco (emblema di purezza) e del Cigno Nero (incarnazione della tentazione e della seduzione). Eterea e piena di grazia, Nina rende alla perfezione il candore del primo ruolo, ma con estrema difficoltà il suo doppio nero e tenebroso. La ricerca ossessiva del suo lato oscuro e della consapevolezza della propria sessualità la condurranno verso una tempesta emozionale e all'incontro con Lily (Mila Kunis), presunta insidiosa rivale del corpo di ballo...
Senza giri di parole, il lapidario giudizio iniziale: Black Swan non è un capolavoro. Anzi, è un film con diverse chiavi interpretative, alcune delle quali possono persino condurre ad una brutale stroncatura. Nel mio caso, essendo la prima opera di Darren Aronofsky che affronto, è stata sicuramente una visione destabilizzante. Come, mi sembra di capire, è in tutto il mondo: in Italia il film è stato presentato a Venezia tra i fischi dei critici e i positivi giudizi del pubblico in sala; negli Stati Uniti, quasi osannato dai critici, è stato accolto con più di una perplessità dall'audience. Mettere d'accordo recensori e spettatori non è mai stata una caratteristica di Aronofksy, mi dicono, ma credo che questa sua ultima opera provocherà la classica spaccatura, magari un filino più marcata di altre controverse pellicole di inizio millennio.
Tornando al film, e utilizzando la chiave interpetativa del "trasporto emozionale" (senza razionalità, senza analisi logiche, senza pragmatismi), Black Swan è splendido, trascinato dall'inizio alla fine da una Natalie Portman mai così in parte, capace di reggere sulle spalle l'intero svolgersi del plot senza una sola caduta di tono o di interesse da parte dello spettatore (ben supportata da un ottimo cast, Hershey in testa, e dalle venefiche musiche di Clint Mansell).
Se invece si dovesse affrontare la pellicola in modo chirurgico, cioè spezzettandola ed esaminandola in modo raziocinante, Black Swan sarebbe il classico esercizio di stile, fin fastidioso in alcuni punti (l'autoerotismo di Nina, le trasformazioni fisiche, i dipinti parlanti), e con il ridicolo involontario sempre dietro l'angolo (ed in questo caso la Portman potrebbe diventare l'attrice-vittima immolata dal regista-carnefice).
Quale utilizzare? Ovviamente, a voi la scelta.
Io dico solamente che scegliere di "vedere" (non solo "guardare") un film di Aronofsky senza farsi trasportare dallo stream of folly che ne circonda ogni opera è un po' come noleggiare Biancaneve e i sette nani non sapendo che si tratta di un cartoon...
In chiusura, Black Swan è un film da vedere, senza alcun dubbio di sorta: ma cercate, almeno per una volta, di, come si suol dire, uscire dagli schemi. E scusate per la facile lezioncina sulla settima arte.
Ah, dimenticavo: quello di seguito è il poster inglese della pellicola, che, alla fine, non è stato scelto per il lancio internazionale (sopra). Ho deciso di pubblicarlo in quanto, a mio avviso, visivamente folgorante.
Buona visione...


PS: non ho citato, tra gli attori principali del cast, una rediviva e dimenticabilissima Winona Ryder nel ruolo della ex-prima ballerina.
PPS: un po' di gossip? La Portman durante le riprese di questo film ha conosciuto Benjamin Millepied, suo attuale partner e padre del figlio che sta aspettando, nonchè coreografo della pellicola ed interprete di David, il primo ballerino.
Screen Actors Guild Awards 2011: le nominations
Con colpevolissimo ritardo rispetto all'annuncio ufficiale (datato 16 dicembre) pubblico di seguito le candidature cinematografiche ai prossimi premi del sindacato attori (lo Screen Actors Guild), da sempre fonte quasi più attendibile dei Golden Globes in previsione Oscar.La cerimonia di consegna dei premi avrà luogo a Los Angeles domenica 30 gennaio 2011.
Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
JEFF BRIDGES / Rooster Cogburn – “TRUE GRIT” (Paramount Pictures)
ROBERT DUVALL / Felix Bush - "GET LOW” (Sony Pictures Classics)
JESSE EISENBERG / Mark Zuckerberg - "THE SOCIAL NETWORK" (Columbia Pictures)
COLIN FIRTH / King George VI - "THE KING’S SPEECH" (The Weinstein Company)
JAMES FRANCO / Aron Ralston - "127 HOURS" (Fox Searchlight Pictures)
Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
ANNETTE BENING / Nic - "THE KIDS ARE ALL RIGHT” (Focus Features)
NICOLE KIDMAN / Becca – “RABBIT HOLE” (Lionsgate)
JENNIFER LAWRENCE / Ree Dolly – “WINTER’S BONE” (Roadside Attractions)
NATALIE PORTMAN / Nina Sayers – “BLACK SWAN” (Fox Searchlight Pictures)
HILARY SWANK / Betty Anne Waters – “CONVICTION” (Fox Searchlight Pictures)
Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CHRISTIAN BALE / Dicky Eklund – “THE FIGHTER” (Paramount Pictures and Relativity Media)
JOHN HAWKES / Teardrop – “WINTER’S BONE” (Roadside Attractions)
JEREMY RENNER / James Coughlin – “THE TOWN” (Warner Bros. Pictures)
MARK RUFFALO / Paul – “THE KIDS ARE ALL RIGHT” (Focus Features)
GEOFFREY RUSH / Lionel Logue – “THE KING’S SPEECH” (The Weinstein Company)
Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
AMY ADAMS / Charlene Fleming – “THE FIGHTER” (Paramount Pictures and Relativity Media)
HELENA BONHAM CARTER / Queen Elizabeth – “THE KING’S SPEECH” (The Weinstein Company)
MILA KUNIS / Lily – “BLACK SWAN” (Fox Searchlight Pictures)
MELISSA LEO / Alice Ward – “THE FIGHTER” (Paramount Pictures and Relativity Media)
HAILEE STEINFELD / Mattie Ross – “TRUE GRIT” (Paramount Pictures)
Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
BLACK SWAN (Fox Searchlight Pictures)
VINCENT CASSEL / Thomas Leroy
BARBARA HERSHEY / Erica Sayers
MILA KUNIS / Lily
NATALIE PORTMAN / Nina Sayers
WINONA RYDER / Beth Macintyre
THE FIGHTER (Paramount Pictures and Relativity Media)
AMY ADAMS / Charlene Fleming
CHRISTIAN BALE / Dicky Eklund
MELISSA LEO / Alice Ward
JACK MCGEE / George Ward
MARK WAHLBERG / Micky Ward
THE KIDS ARE ALL RIGHT (Focus Features)
ANNETTE BENING / Nic
JOSH HUTCHERSON / Laser
JULIANNE MOORE / Jules
MARK RUFFALO / Paul
MIA WASIKOWSKA / Joni
THE KING’S SPEECH (The Weinstein Company)
ANTHONY ANDREWS / Stanley Baldwin
HELENA BONHAM CARTER / Queen Elizabeth
JENNIFER EHLE / Myrtle Logue
COLIN FIRTH / King George VI
MICHAEL GAMBON / King George V
DEREK JACOBI / Archbishop Cosmo Lang
GUY PEARCE / King Edward VIII
GEOFFREY RUSH / Lionel Logue
TIMOTHY SPALL / Winston Churchill
THE SOCIAL NETWORK (Columbia Pictures)
JESSE EISENBERG / Mark Zuckerberg
ANDREW GARFIELD / Eduardo Saverin
ARMIE HAMMER / Cameron and Tyler Winklevoss
MAX MINGHELLA / Divya Narendra
JOSH PENCE / Tyler Winklevoss
JUSTIN TIMBERLAKE / Sean Parker
25 dicembre 2010
16 dicembre 2010
In Memoriam: Blake Edwards (1922-2010)
Nella serata di ieri, a Santa Monica in California, è morto a 88 anni il grandissimo regista Blake Edwards. Al suo fianco, i familiari e la moglie Julie Andrews. Per più di una generazione è stato e resterà il «papà» della Pantera Rosa, nonchè il regista di una serie tuttora inimitabile di commedie entrate nell'immaginario collettivo (basti ricordare Hollywood Party e Victor Victoria).Nato nel luglio del 1922, William Blake McEdwards (questo il suo vero nome) ha ottenuto il suo primo successo nel 1961 dirigendo Colazione da Tiffany, tratto da un romanzo di Truman Capote e considerato uno dei grandi classici della commedia cinematografica americana. Descritto come un personaggio scomodo per Hollywood, polemico e litigioso (ha spesso citato in tribunale le case di produzione), ha ricevuto solamente nel 2004 un Oscar alla carriera.
Addio Blake, ci mancherai. Moltissimo.
14 dicembre 2010
Golden Globes 2011: le nominations
Sono state annunciate poco più di un'ora fa le nomination ai Golden Globes 2011, che verranno consegnati il 16 gennaio prossimo a Los Angeles. Nessuna particolare sorpresa e Italia nuovamente candidata (con poche speranze) nella categoria del film in lingua straniera grazie a Io sono l'amore di Luca Guadagnino con la splendida Tilda Swinton.Di seguito le categorie cinematografiche. Qui la lista completa.
Best Motion Picture - Drama
Black Swan (2010)
The Fighter (2010)
Inception (2010)
The King's Speech (2010)
The Social Network (2010)
Best Motion Picture - Musical or Comedy
Alice in Wonderland (2010)
Burlesque (2010/I)
The Kids Are All Right (2010)
Red (2010/I)
The Tourist (2010)
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama
Jesse Eisenberg for The Social Network (2010)
Colin Firth for The King's Speech (2010)
James Franco for 127 Hours (2010)
Ryan Gosling for Blue Valentine (2010)
Mark Wahlberg for The Fighter (2010)
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama
Halle Berry for Frankie and Alice (2010)
Nicole Kidman for Rabbit Hole (2010)
Jennifer Lawrence for Winter's Bone (2010)
Natalie Portman for Black Swan (2010)
Michelle Williams for Blue Valentine (2010)
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy
Johnny Depp for The Tourist (2010)
Johnny Depp for Alice in Wonderland (2010)
Paul Giamatti for Barney's Version (2010)
Jake Gyllenhaal for Amore e altre droghe (2010)
Kevin Spacey for Casino Jack (2010)
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy
Annette Bening for The Kids Are All Right (2010)
Anne Hathaway for Amore e altre droghe (2010)
Angelina Jolie for The Tourist (2010)
Julianne Moore for The Kids Are All Right (2010)
Emma Stone for Easy Girl (2010)
Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Motion Picture
Christian Bale for The Fighter (2010)
Michael Douglas for Wall Street: il denaro non dorme mai (2010)
Andrew Garfield for The Social Network (2010)
Jeremy Renner for The Town (2010)
Geoffrey Rush for The King's Speech (2010)
Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Motion Picture
Amy Adams for The Fighter (2010)
Helena Bonham Carter for The King's Speech (2010)
Mila Kunis for Black Swan (2010)
Melissa Leo for The Fighter (2010)
Jacki Weaver for Animal Kingdom (2010)
Best Director - Motion Picture
Darren Aronofsky for Black Swan (2010)
David Fincher for The Social Network (2010)
Tom Hooper for The King's Speech (2010)
Christopher Nolan for Inception (2010)
David O. Russell for The Fighter (2010)
Best Screenplay - Motion Picture
127 Hours (2010): Danny Boyle, Simon Beaufoy
Inception (2010): Christopher Nolan
The Kids Are All Right (2010): Stuart Blumberg, Lisa Cholodenko
The King's Speech (2010): David Seidler
The Social Network (2010): Aaron Sorkin
Best Original Song - Motion Picture
Burlesque (2010/I)("Bound to You")
Burlesque (2010/I)("You Haven't Seen The Last of Me")
Country Strong (2010)("Coming Home")
Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero (2010)("There's A Place For Us")
Rapunzel - L'intreccio della torre (2010)("I See the Light")
Best Original Score - Motion Picture
127 Hours (2010): A.R. Rahman
Alice in Wonderland (2010): Danny Elfman
Inception (2010): Hans Zimmer
The King's Speech (2010): Alexandre Desplat
The Social Network (2010): Trent Reznor, Atticus Ross
Best Animated Film
Cattivissimo me (2010)
Dragon Trainer (2010)
L'illusionista (2010)
Rapunzel - L'intreccio della torre (2010)
Toy story 3 - La grande fuga (2010)
Best Foreign Language Film
Biutiful (2010)
Io sono l'amore (2009)
Il Concerto (2009)
Kray (2010)
Hævnen (2010)
11 dicembre 2010
Sì, Carolina è il MIO mito sportivo
Dedico questa divagazione dalla settima arte a lei, il mio angelo d'inverno, la più brillante stella sul ghiaccio che l'Italia abbia mai avuto e che la stessa Italia non ha mai saputo capire.
Carolina, oggi, con un ginocchio malandato (anche se forse sarebbe meglio usare la parola "infortunato", che tanto va di moda), senza i salti più difficili e più premiati dai giudici e senza alcuna pressione ma con tanta genuina voglia di pattinare, è scesa in pista a Pechino per la finale del Grand Prix, piazzandosi seconda e conquistando un argento che rappresenta il suo miglior risultato in questa competizione. Ma tutto ciò, di fronte alla serenità e al sorriso che Carolina ha sciorinato alla fine del programma, è passato decisamente in secondo piano: quello che colpisce di lei, tornata allo storico allenatore Michael Huth dopo un deludentissimo anno passato negli USA, è la passione ritrovata, quasi come se si fosse risvegliato un antico amore. Erano anni, infatti, che Carolina, dopo un errore su un salto (semplice anzichè triplo), non decideva di ritentarlo: secondo tentativo, salto perfetto. E un brivido mi è corso lungo la schiena: Carolina è di nuovo Carolina. Senza combinazioni di tripli-tripli-doppi, senza il Flip, senza il Lutz, senza voler strafare ma curando ogni minimo dettaglio con sapienza e leggerezza, e piazzando quella combinazione triplo-doppio-doppio proprio alla fine del programma, da vera campionessa. E poi soddisfazione, piena soddisfazione, e come già detto quel sorriso che diceva più di mille dichiarazioni... E che peraltro mi ha fatto scendere una lacrima...
1 argento e 1 bronzo ai Campionati Mondiali
1 argento e 2 bronzi alle finali del Grand Prix
3 ori, 1 argento e 1 bronzo ai Campionati Europei
Carolina è la pattinatrice italiana che ha vinto di più nella storia, ma per tutto il popolino è quella che cade alle Olimpiadi.
Che la ritrovata serenità di Carolina sia dedicata a tutti quelli che ne hanno sparlato solo per il gusto di distribuire facili cattiverie o per aver qualcuno da sacrificare sull'altare della patria sportiva.
E che Carolina Kostner, novella regina del flamenco, sappia ancora regalarci ma soprattutto regalarsi parecchie soddisfazioni.
Sì, io amo Carolina.
09 dicembre 2010
Ma sì, iniziamo a parlare di Oscar...
Mancano ancora 81 giorni ai prossimi Academy Award, ma la febbre delle previsioni, a pochissimi giorni dalle nomination ai Golden Globe, si è già più che accesa.Cerchiamo quindi di capire, presentando le varie pellicole, quali sono quelle che sembrano avere più possibilità di raggranellare candidature alla statuetta più ambita della settima arte.
INCEPTION
di Christopher Nolan
Sarebbe una grandissima sorpresa se il film-evento del (a mio parere) sopravvalutato nuovo Re Mida di Hollywood non venisse candidato; il problema è che la critica specializzata l'ha un po' snobbato, e che gli attori non dovrebbero trovare spazio.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, categorie tecniche.
THE SOCIAL NETWORK
di David Fincher
Uno degli attuali favoriti, solidissimo sia dal punto di vista delle recensioni che della risposta di pubblico. In più, nominations quasi certe per Jesse Eisenberg e Andrew Garfield, bravissimi nei rispettivi ruoli.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attore protagonista (Jesse Eisenberg), attore non protagonista (Andrew Garfield).
BLACK SWAN
di Darren Aronofsky
Attesissimo thriller con protagonista Natalie Portman, sembra essere uno degli inamovibili protagonisti della stagione degli awards. Durante i pre-screening, i giudizi sono stati letteralmente entusiastici, quindi è lecito attendersi una messe di nomination.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista (Natalie Portman), categorie tecniche.
THE KIDS ARE ALL RIGHT
di Lisa Cholodenko
Commedia dal tema attualissimo (l'adozione e crescita dei figli da parte di genitori omosessuali, in questo caso due donne), potrebbe essere l'occasione giusta per il sospiratissimo primo Oscar di Annette Bening, ottimamente supportata dalla magnifica Julianne Moore.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista (Annette Bening e Julianne Moore).
TOY STORY 3
di Lee Unkrich
Lo strepitoso terzo capitolo delle avventure di Woody e Buzz sembrerebbe non avere rivali nella categoria dei film d'animazione, ma c'è chi è pronto a scommettere su una nomination quasi certa in qualità di miglior film.
Possibili candidature: film, sceneggiatura, categorie tecniche.
127 HOURS
di Danny Boyle
La terribile storia dell'alpinista Aron Ralston, costretto ad amputarsi un braccio per sopravvivere durante una scalata, viene portata sullo schermo dal regista fresco vincitore (due anni fa) dell'Oscar per The Millionaire. E c'è già chi parla (un po' avventatamente, secondo me) di bis.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attore protagonista (James Franco), categorie tecniche.
THE KING'S SPEECH
di Tom Hooper
Re Giorgio VI, una volta asceso al trono, aveva qualche problema di eloquio: nessun problema, un terapista lo aiutò a meritarsi la carica che rivestiva. Pur essendo interpretato da un cast monstre, non è comunque il classico film che si basa esclusivamente sull'interpretazione degli attori. Quasi scontata la nomination per Firth.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attore protagonista (Colin Firth), attore non protagonista (Geoffrey Rush), attrice non protagonista (Helena Bonham Carter), categorie tecniche.
BLUE VALENTINE
di Derek Cianfrance
Le vicissutidini di una giovane coppia sposata dei nostri tempi sono ritratte in modo estremamente reale dall'esordiente regista, che potrebbe consentire ad entrambi gli attori di rientrare nella cinquina dell'eccellenza. Sarà comunque durissima.
Possibili candidature: film, attore protagonista (Ryan Gosling), attrice protagonista (Michelle Williams).
ANOTHER YEAR
di Mike Leigh
Attraverso lo scorrere delle quattro stagioni e degli amici e colleghi che vanno e vengono, il maestro Mike Leigh delinea i tratti di una felice coppia ultracinquantenne: cinema britannico d'alta scuola che potrebbe portare più di una nomination in ambito recitativo.
Possibili candidature: sceneggiatura, attore protagonista (Jim Broadbent), attrice protagonista (Lesley Manville).
THE FIGHTER
di David O. Russell
Caso atipico ma non rarissimo di film in cui solo gli attori non protagonisti sembrano aver già la nomination in tasca: è la storia del pugile "Irish" Micky Ward e del fratello che l'aiutò ad allenarsi in modo da entrare nel circuito professionistico.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attore non protagonista (Christian Bale), attrice non protagonista (Melissa Leo e Amy Adams), categorie tecniche.
TRUE GRIT
di Joel & Ethan Coen
Si chiamerà con ogni probabilità "Il grinta", come l'originale del 1969 interpretato dal leggendario John Wayne: francamente non riesco a capire i motivi di questo remake, peraltro interpretato da un cast d'eccezione.
Possibili candidature: film, regia, sceneggiatura, attore protagonista (Jeff Bridges), attore non protagonista (Matt Damon), attrice non protagonista (Hailee Steinfeld), categorie tecniche.
RABBIT HOLE
di John Cameron Mitchell
Sarà questo il film che riporterà Nicole Kidman agli onori della cronaca non solo per la tumefazione delle sue orrende labbra ma anche e soprattutto per la sopraffina arte recitativa? Personalmente, lo spero con tutto il cuore.
Possibili candidature: sceneggiatura, attrice protagonista (Nicole Kidman).
Da segnalare infine il fatto che "Hereafter", l'ultima fatica di Clint Eastwood, non dovrebbe essere minimamente considerato in quanto la critica americana l'ha praticamente stroncato.
Vedremo...
Cattivissimo me (Despicable Me)
Premessa: la visione è stata un ripiego dato che il sonno, sul volo di ritorno dagli USA, proprio non sopraggiungeva; la pellicola era stata immediatamente accompagnata da entusiastiche lodi sia oltreoceano che nel vecchio continente, quindi le mie aspettative erano conseguentemente alte; ho deciso di scegliere la versione italiana perchè davvero non sopporto Steve Carell, né come attore né tantomeno come doppiatore.Risultato: mah. Non saprei. Il classico nulla di fatto, forse. Cosa vorrebbe dire? Beh, sostanzialmente che i pregi si annullano con i difetti e che Despicable Me è alla fine un bicchiere d'acqua fresca il cui gusto si dimentica in un batter di ciglia.
I pregi: l'incipit, le caratterizzazioni dei personaggi, i Minions, il doppiaggio di Max Giusti (odioso come presentatore televisivo, ma qui efficace).
I difetti: la melassa a profusione presente nella seconda parte, le tre insopportabili bambine, la noia che fa capolino un po' troppo spesso.
In sintesi, il pensiero di A.O. Scott del New York Times che sintetizza in pochissime parole l'essenza stessa del film: "So much is going on in this movie that, while there’s nothing worth despising, there’s not much to remember either."
Vedibile, ma lontanissimo dal clamore che ha inspiegabilmente suscitato.
Bolt - Un eroe a quattro zampe
Il mio viaggio verso gli USA su uno dei più nuovi e moderni aeromobili Alitalia su cui abbia volato, è proseguito, dopo l'appena recensito Shrek 4, all'insegna del cartoon, con questo simpatico ma inconsistente prodottino del 2008, che ha almeno il merito di partire da un'idea abbastanza originale (un cane cresciuto su un set televisivo che crede di avere reali superpoteri).In più, chi rende davvero gradevole il personaggio di Bolt è il doppiaggio di Raoul Bova, mai stato così appassionato e credibile.
Poco da dire sulla trama e su tutto il resto: meglio riservare questo prodotto a un pubblico di under 14.
Shrek - E vissero felici e contenti
Personalmente, ritengo che la saga dell'orco verde abbia già iniziato a stancare nel corso del secondo episodio, raggiungendo il massimo del minimo nell'inguardabile e noiosissimo terzo capitolo.Potete pertanto immaginare la mia indifferenza nell'affrontare (peraltro gratis, sull'aereo) addirittura la quarta vicenda.
Ebbene, nonostante qualche inevitabile ripetizione e parecchie ovvietà, Shrek Forever After si lascia guardare: non tanto per l'introduzione del cattivo di turno (Tremotino o Rumpelstiltskin, in originale), ma per la rivisitazione di alcuni personaggi che avevano perso quasi tutta la loro naturale verve nell'incedere della serie.
Niente di trascendentale, ma francamente posso dire di schierarmi contro la maggior parte della critica che ha bocciato senz'appello l'ultimo (si spera, comunque) episodio di una delle saghe animate più di successo mai realizzate.
In Memoriam
Attrice statunitense candidata due volte all'Oscar, ha legato il suo nome all'interpretazione di Erica ne "Una donna tutta sola" (An Unmarried Woman); nella sua lunga carriera ha lavorato, tra gli altri, con Bernardo Bertolucci ne "La luna".
Impossibile non riconoscerlo e non piangerne la scomparsa. Leslie William Nielsen può infatti essere considerato l'attore per eccellenza nell'ambito dei film demenziali anni ottanta-novanta. Epiche le sue interpretazioni nella saga della "Pallottola spuntata" o de "L'aereo più pazzo del mondo". Le sue beffarde espressioni, a metà tra il colpevole e lo stupito, rimarranno per sempre nella nostra memoria.
Il ribelle ci ha lasciati. E lo ha fatto alla sua maniera, lanciandosi dal quinto piano dell'ospedale dov'era ricoverato. Nulla, nelle gesta del regista e sceneggiatore viareggino, è mai stato volto ad assecondare o compiacere il grande pubblico: massimo esponente della commedia all'italiana insieme a Dino Risi e Luigi Comencini, Monicelli ha sempre spiazzato l'audience con pellicole scomodissime eppur divertentissime.Nominato all'Oscar nel 1960, vinse nello stesso anno il Leone d'Oro a Venezia con il film dai più considerato il suo capolavoro: "La grande guerra".
Monicelli è però ricordato da tutti noi per aver diretto una commedia che ha cambiato il concetto stesso di comicità: lo strepitoso "Amici miei" (1975), interpretato magistralmente dal pokerissimo composto da Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret e Duilio Del Prete.
Addio, grandissimo Mario.
