30 settembre 2010

"La prima cosa bella" alle selezioni degli Oscar

La prima cosa bella è il candidato italiano all’Oscar 2010 per il miglior film straniero. Il film di Paolo Virzì è stato designato dalla commissione istituita appositamente dall'Anica per la designazione del miglior film in lingua non inglese che rappresenterà l'Italia ai prossimi Academy Awards.
Non ho visto il film e devo ammettere che non mi interessa particolarmente: non sono di conseguenza molto d'accordo su questa scelta, peraltro coraggiosa.
Le nomination saranno rese note dall'Academy il prossimo 25 gennaio 2011, mentre la premiazione degli 83esimi Academy Awards si svolgerà domenica 27 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

In Memoriam: Arthur Penn (1922-2010)

Arthur Penn, il regista statunitense che cambiò il modo di fare cinema di un'intera generazione con il suo Bonnie & Clyde (in italiano Gangster story) del 1967, è mancato l'altro ieri a New York.
Nato il 27 settembre 1922, è riuscito a festeggiare l'ottantottesimo compleanno, ma si è spento poche ore dopo la mezzanotte. A parte il sopracitato capolavoro con Warren Beatty e Faye Dunaway, tra l'elenco dei suoi film non è semplice scegliere il più famoso: da Anna dei miracoli (con Anne Bancroft) del 1962 a Alice's Restaurant (1969), da Piccolo grande uomo (1970) a Target-Scuola omicidi (1985).
Figlio di un orologiaio e di un'infermiera di origine ebrea russa, si trasferì piccolissimo a New York da Philadelphia. Studiò con il celebre Stanislavski, prima di diventare un autore televisivo negli anni 50. Nel dopoguerra studiò anche in Italia, prima a Perugia e poi a Firenze.

21 settembre 2010

In Memoriam: Sandra Mondaini (1931-2010)

Sandra Mondaini, l'attrice comica più amata dagli italiani, nonchè un'icona della nostra televisione, si è spenta in giornata a Milano, dopo aver da pochissimo festeggiato i 79 anni e soli cinque mesi dopo la morte dell'amato Raimondo Vianello.
Più di venti rappresentazioni teatrali, più di quaranta film, più di sessanta varietà televisivi, per non parlare della prosa sul piccolo schermo, dei varietà radiofonici e dei 45 e 33 giri incisi tra il 1959 e il 1987: Sandra è stata e rimarrà un mito dello spettacolo, indissolubilmente legata al grandissimo Raimondo, compagno di vita e di mille avventure vissute insieme, sia in tv che sul grande schermo.
Sandra, per me, era come una nonna: affettuosa, divertentissima, sensibile e anche un po' snob.
Come Giulietta Masina con Federico Fellini, non ce l'ha fatta a vivere senza il suo adorato marito: si è limitata a sopravvivere per un breve periodo, probabilmente conscia del fatto che la sua vita era "terminata" nell'aprile di quest'anno.
Queste storie di amore e di vita coniugale e professionale così totalizzanti mi hanno sempre lasciato a bocca aperta: in fondo, chi non desidererebbe un'esistenza simile?
Sandra, addio.

20 settembre 2010

Best Animated Short: Tin Toy


Nel 1988 "Tin Toy", prodotto da una nuova società chiamata Pixar, vinceva il sessantunesimo Academy Award della storia inerente i cortometraggi animati.
Nessuno avrebbe immaginato che ventidue anni dopo la Pixar Animation Studios si sarebbe aggiudicata (dato ovviamente aggiornato ad oggi) 24 Oscar, 6 Golden Globe e 3 Grammy.
Nel guardare questo piccolo capolavoro (quattro minuti e qualcosa), tenete molto bene a mente che era, come già detto, il 1988.
Buona visione.

16 settembre 2010

Tanti auguri a... me!

Attorno alle 14 di 40 anni fa, venivo alla luce in quel di Asti.

Cosa posso dire? Semplicemente, HAPPY BIRTHDAY to me!

13 settembre 2010

Somewhere

Johnny Marco (Stephen Dorff) vive in un appartamento dell'hotel Chateau Marmont di Los Angeles. Tra spettacoli erotici di dubbia eleganza e avventure amorose brevi e disimpegnate, trascorre le giornate in un'apatia ovattata e silenziosamente distruttiva. L'inaspettata e forzata permanenza della figlia Cleo (Elle Fanning) imporrà un cambiamento nel ritmo quotidiano dell'attore.
Poche parole estremamente sintetiche per descrivere ciò che in conclusione è Somewhere: un ritratto di abulica solitudine sofferta dall'essere umano che materialmente ha già tutto, tranne la più infinitesimale traccia di felicità. Di conseguenza e in buona sostanza, assolutamente nulla di nuovo.
Ma se nelle mani di parecchi cineasti la supposta pellicola si sarebbe trasformata in un prodotto ovvio, melenso o didascalisco, o tutt'e tre le cose, in quelle di Sofia Coppola, nuovamente alle prese con un "plain plot" ambientato in un hotel dopo Lost in Translation, si rivela un'altra convincente prova verso la maturità registica.
Il film infatti è scarno, essenziale, estremamente lineare e quasi sfrondato di ogni inutile dettaglio glam: ai più potrà apparire (non a torto, dato che lo stile della regista è decisamente anacronistico) noioso, lento o fine a sé stesso, mentre, a mio avviso, sono proprio il lento incedere di ogni piano-sequenza o l'insistente ripetersi di un'azione ad esaltare i meriti della figlia dell'incommensurabile Francis Ford e a rendere (quasi) unico nel panorama contemporaneo questo prodotto.
C'è da ammettere che rispetto al sopracitato Lost in Translation ho personalmente riscontrato un piccolo passo indietro, ma fa piacere constatare che l'approccio della Coppola sia rientrato nelle "sue" corde, decisamente più intimistiche, dopo la parentesi un po' supponente di Marie Antoinette, di gran lunga il suo film più debole.
Il cast: Stephen Dorff, fortunatamente riesumato dopo anni e anni di totale anonimato, è intenso e misurato; Elle Fanning, sorellina della più famosa (ed antipatica) Dakota, è deliziosa e riesce a costruire un personaggio sorprendentemente credibile. Nulla da dire sulla comparsata di varia Italia televisiva: tutti professionalmente in parte.
Due giorni fa Somewhere ha vinto il Leone d'Oro a Venezia: qualche (giustificata) polemica e alcune facce storte hanno accompagnato il trionfo della Coppola in laguna; non ho visto nessun altro film in concorso pertanto non posso certo dire se il film abbia meritato, ma se, a detta del presidente di giuria Quentin Tarantino, il titolo del film era l'unico che in fase di discussione saltava sempre fuori, vuol dire che Sofia è almeno riuscita nel suo principale intento: restare impressa.
Da vedere.

Best Animated Short: Mona Lisa Descending a Staircase


Continuando con i corti d'animazione che hanno lasciato il segno agli Academy Award, torniamo indietro al 1992, anno in cui Joan C. Gratz si aggiudicò la statuetta con questo splendido short, intitolato Mona Lisa Descending a Staircase, in cui veniva sdoganato l'uso dell'"art speed painting", poi ampiamente sfruttato in diversi campi.
Buona visione.

12 settembre 2010

In Memoriam: Claude Chabrol (1930-2010)

È morto a Parigi un'icona del cinema contemporaneo, il regista francese Claude Chabrol. Aveva 80 anni. A riferire alla stampa della morte del regista è stato un collaboratore del sindaco della capitale francese, Bertrand Delanoe. Protagonista della Nouvelle Vague con François Truffaut e Jean-Luc Godard, diresse film come Un affare di donne, Una morte di troppo, Il buio nella mente e Grazie per la cioccolata.
Chabrol è stato «un immenso cineasta francese, libero, impertinente, politico e prolisso», ha commentato Christophe Girard, responsabile per la cultura al Comune di Parigi, comunicando la scomparsa del cineasta.
Al 2009 risale la sua ultima apparizione pubblica, in occasione del premio alla carriera al Festival del Cinema di Berlino.
Personalmente non ho mai veramente apprezzato il suo approccio cinematografico: mi riprometto di colmare questa mia grave lacuna riscoprendo qualche grande classico girato dal maestro d'oltralpe.

11 settembre 2010

L'era glaciale 3: l'alba dei dinosauri

Manny e Ellie stanno per avere un bambino e la novità sembra sconvolgere qualche equilibrio. Diego sente di non avere più lo smalto di una volta mentre Sid desidera sperimentare la "maternità" a tutti i costi, anche se si tratta di dover badare a tre cuccioli di dinosauro nati da uova trovate per caso. Una nuova avventura al salvataggio proprio di Sid e l'incontro con un nuovo personaggio (Buck) serviranno a riunire il branco.
Recuperato su Sky Cinema ovviamente senza l'ausilio del 3D (che ho letto essere del tutto superfluo), Ice Age 3: Dawn of the Dinosaurs è, nel contesto della saga, un terzo capitolo godibile e piuttosto divertente, in cui viene saggiamente dato più spazio al personaggio-clou della serie, il roditore Scrat, questa volta accompagnato nelle sue (dis)avventure da Scrattina, esemplare femmina della sua specie.
L'introduzione di Buck, una sorta di commistione tra Robinson Crusoe, Orzowei e Ryu, apporta nuova linfa all'aspetto prettamente ironico della pellicola, donando al contempo un po' di vigore quando la pellicola incontra momenti stagnanti (e non sono pochi), la maggior parte dei quali legati al troppo melenso Manny e all'eccessivamente supponente Ellie.
In buona sostanza un discreto prodotto, decisamente migliore del secondo, che non rappresenterà sicuramente la conclusione della serie animata ideata da Chris Wedge.
Da godersi in poltrona, senza fretta e senza tridimensionalità di alcun tipo.

10 settembre 2010

Best Animated Short: The Danish Poet

A partire da oggi, senza uno scadenzario preciso, mi piacerebbe ricordare chi è stato in grado di lasciare il segno nel campo dell'animazione aggiucandosi l'Oscar per il miglior cortometraggio animato, non necessariamente in ordine cronologico.
Inizio pertanto da The Danish Poet, splendida opera seconda di Torill Kove narrata da Liv Ulmann, che vinse nel 2007.
Buona visione.