19 gennaio 2010

Avatar (RealD 3D)

Da oltre 30 anni il cinema rappresenta per me la passione più grande, il coinvolgimento più puro, la summa delle emozioni più autentiche.
Quando mi siedo in sala, sento gli storici jingle delle varie case produttrici e le luci lentamente si spengono, provo sempre un brivido.
E' la magia del cinema, penso. Qualsiasi film io stia per vedere.
Certo, ci sono le aspettative, le attese, i passaparola, gli interessi ed altro ancora a condizionare la visione di ogni pellicola, ma l'attimo che precede i titoli di testa (ormai sempre più rari, l'avete notato?) è per me una sorta di speciale momento di riflessione in cui raccolgo tutto ciò che ho pensato fino a quell'istante e lo metto da parte, almeno per un paio d'ore.
Ecco, ora sono pronto.
Le prime scene di ogni film, essendo l'imprinting della pellicola sul nostro iniziale indice di gradimento, sono fondamentali, quindi le seguo con avida attenzione: se un film non mi conquista entro i primi 10 minuti, è infrequente che ci riesca nel prosieguo.
A questo proposito mi viene in mente The Hours, che reputo uno dei migliori film del primo decennio di questo terzo millennio: i 4 minuti che precedono gli opening titles, cioè la decisione di Virginia Woolf di suicidarsi tramite missiva al marito, sono a mio parere uno degli inizi più audaci e toccanti del cinema moderno. In quel caso, ancor prima di leggere il titolo della pellicola, io mi ero già arreso: quello sarebbe stato il "mio" film.
Tornando al soggetto di questo post, devo ammettere che, pur attendendo Avatar in modo spasmodico da almeno due anni, mi ero prefissato di leggere il meno possibile dal punto di vista descrittivo e soprattutto di non commettere l'errore di aspettarmi qualcosa di straordinario (a parte l'aspetto prettamente visivo): il mio desiderio era quello di conservare un atteggiamento curioso ma guardingo, insomma.
E' però successo nuovamente quello che poche volte ho sperimentato nella vita: dopo pochissimi minuti di film, mi sono reso conto di trovarmi realmente di fronte al prodotto che davvero, come ha scritto Richard Corliss sulla rivista Time, "for years to come it will define what movies can achieve".
*Attenzione: da qui in poi sono presenti spoiler*
Dalla primissima scena, una panoramica sulla rigogliosa vegetazione del pianeta Pandora, si viene infatti calati in un'esperienza cinematica di proporzioni epocali, che continua immediatamente dopo con i primi segnali della magia del RealD (il nuovo concetto di 3D): una goccia d'acqua che si forma per assenza di gravità tra lo spettatore e Jake Sully (Sam Worthington), il protagonista della nostra storia. Da quell'istante, la meraviglia e lo stupore più genuini ci terranno compagnia per tutta la visione, fino all'ultimo magnifico fotogramma: gli occhi del Jake Sully-Avatar che si spalancano ad una nuova vita.
Tecnicamente, il film trascende il concetto stesso di prodigio: basti pensare il regista James Cameron, insieme al socio Vince Pace, ha speso gli ultimi dieci anni a perfezionare la macchina da presa 3D con due obiettivi mobili per regolare la messa a fuoco nello spazio, in grado così di ricreare una profondità di campo stupefacente.
Profondità di campo che, assuefazione a parte, stupisce per l'intero incedere del film, sublimandosi nella rappresentazione della fauna e della flora di Pandora: le aggregazioni del popolo sotto l'albero sacro del dio Eywa sono infatti da pelle d'oca.
Sarebbe troppo facile però concentrarsi esclusivamente sul fantasmagorico lato tecnologico della pellicola; meglio virare quindi sul plot e sulle idee dello sceneggiatore Cameron, temutissime alla vigilia dopo le marchiane banalità presenti persino in pellicole come Titanic o The Abyss.
I due anni che a detta del regista ci sono voluti per redigere uno script che risultasse interessante senza essere accusato di plagio si vedono tutti: la storia c'è, tiene fino in fondo e sciorina a tratti autentici colpi di genio (su tutti, il link tra il popolo dei Na'vi e gli animali e piante del loro pianeta tramite terminazioni nervose della loro "coda").
Diamo quindi un'occhiata a questo soggetto, peraltro già risaputissimo: Jake Sully (Sam Worthington, come detto sopra), un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle, è stato reclutato per viaggiare anni luce sino all'avamposto umano su Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poichè l'atmosfera di Pandora è tossica, è stato creato il Programma Avatar, in cui i "piloti" umani collegano le loro coscienze ad un avatar, un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell'atmosfera letale. Questi avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora, i Na’vi. Rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può camminare nuovamente. Gli viene quindi affidata la missione di infiltrarsi tra i Na'vi che sono diventati l'ostacolo maggiore per l'estrazione del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na'vi, Neytiri (Zoe Saldana), salva la vita a Jake, e questo cambia tutto.
Nulla di originale, quindi, ma, come ha detto lo stesso Cameron, "in Avatar non c'è la pretesa di dire nulla di nuovo, ma di dirlo come non era mai stato detto prima".
E anche questo obiettivo è stato centrato in pieno, a cominciare dai personaggi (e dagli attori, scelti in maniera meticolosa da Cameron a seguito di un casting estenuante): Jake Sully e Neytiri (la cui interprete, Zoe Saldana, non si vede mai in forma umana) sono la credibile trasposizione moderna di John Smith e Pocahontas, mentre il colonnello Quaritch (un cattivissimo Stephen Lang) è l'evoluzione sadica di Schwarzenegger e del suo antagonista, il T-1000; l'autentica rivelazione è la dottoressa Grace Augustine, interpretata da una strepitosa Sigourney Weaver, che torna a lavorare con Cameron dopo il travolgente successo di Aliens.
Altro componente fondamentale di questo incredibile film è la colonna sonora, composta dal fido James Horner, che, senza risultare roboante ed assurgersi a co-protagonista della storia come in Titanic, accompagna alcune indimenticabili sequenze come le uscite notturne dei protagonisti su Pandora o la distruzione dell'AlberoCasa.
Insomma, per cercare di raccogliere le idee e tirare le somme di questa recensione (smaccatamente entusiasta, è vero), mi sento di esprimere ancora due concetti a ruota libera che girano attorno al film: mai nella mia vita di quasi quarantenne avrei pensato che il cinema potesse farmi raggiungere simili vette emozionali e visive, e mai avrei pensato che Avatar scatenasse in me il desiderio di tornare a rivederlo non in 3D, per poter assaporare questo gioiello dell'era moderna come un capolavoro merita di essere visto, cioè senza l'ausilio del portento tridimensionale.
Infine, vorrei dedicare questo post a una persona che non conosco ma che per parecchi mesi è stata dietro alla realizzazione di questa pellicola: si chiama Filippo, è il cognato della mia cara amica Silvana, e lavora da diversi anni alla Weta Digital di Wellington, in Nuova Zelanda, l'azienda che sta alla base dei prodigi tecnologici di Avatar. Spero, un giorno, di poterlo conoscere e farmi così svelare qualche inedito dietro-le-quinte di questo capolavoro del nuovo millennio.
Grazie quindi a Filippo, al suo lavoro e alla magia che il cinema ci sa ancora far provare.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Dott.,
ha fatto venir voglia di vedere il film anche a me, inamovibile amante dei film fuori circuito.
Ovviamente in New Zealand hanno il link del suo blog.
Grazie
Nilde

Massimo ha detto...

Caro Vittorio, condivido con te, come ben sai, la passione per il cinema e anch'io ho amato questo film, pero' ho un paio di appunti.

Prima di tutto una sciocchezza. Non e' tramite la coda che i Na'vi si collegano alle creature di Pandora, bensi' tramite i capelli legati a coda, la cui punta protegge le terminazioni nervose che permettono tale collegamento.

E' sicuramente vero che questo film ha ridefinito cio' che si puo' creare sul grande schermo, ma ricordiamoci sempre che questo e' un film di avventura/fantascienza, la cui tecnologia non avrebbe alcun peso su un film come il nostro amato The Hours, per esempio (a parte il volerlo fare in 3D).

Si, tecnicamente cio' che Cameron e' stato in grado di creare e' impressionante ed incredibile. Decisamente un game changer. Visivamente gli occhi sono letteralmente sopraffatti.

Non ho molto da dire sulla colonna sonora. Bella ma non raggiunge lo status immortale di quella di Titanic. Cosi' come la canzone "I See You" non ha nulla a che vedere con "My Heart Will Go On."

Cio' su cui non mi trovo d'accordo con te riguarda la sceneggiatura, che e' invece l'unico aspetto del film che e' deboluccio, come abbiamo gia' visto altre volte in un film di Cameron (il che' hai ammesso anche tu).

Francamente, il soggetto e' interessante anche se non originale (rispettare la natura e il nostro pianeta) e non mi disturba molto il fatto che Avatar non e' altro che un retelling di Pocahontas (cosa che tu hai menzionato ma senza esserne perplesso).

Cio' che anche altri critici hanno riscontrato e' che Cameron ha meravigliosamente perfezionato una tecnologia esistente da tempo, che pero' e' solo in grado di rendere in 3D cio' che vediamo, e non l'essenza di un personaggio.

... continua ...

Massimo ha detto...

Per quanto la Weaver sia brava, cosi' come Worthington e la Saldana, i loro personaggi sono troppo semplici, non hanno alcuno spessore, e tutto succede ad una velocita' esorbitante e poco plausibile.

Alcuni esempi: Jake Sully, un uomo su una sedia a rotelle, ha bisogno di soli 15 secondi per riuscire ad adattarsi a un corpo estraneo e completamente diverso dal suo, mentre il suo collega ha appena menzionato di avere 500 ore di training. 500!! Non solo, ma inizia pure a correre!

Che Neytiri non lo uccida all'inizio e' comprensibile per via del "segno" che lei vede (quel seme dell'albero) ma che lui entro 2 minuti dall'incontro sembri totalmente invaghito e' la solita esagerazione.

Non appena lei lo porta al cospetto dei genitori e decidono di "istruirlo" nella loro cultura (solo perche' lei gli dice che ha visto un segno, again, very convenient...) la madre, immagino per pura combinazione, incarica Neytiri stessa d'istruirlo. Chissa' come mai non un'altro individuo, o, considerando il pericolo che corrono se Neytiri si e' sbagliata, suo fratello.

Infine, non e' un po' troppo conveniente la rapidita' con cui lui impara a volare, ammaestra quel drago (che Neytiri gli ha detto e' solo successo 5 volte nella storia, quindi e' una cosa che solo i piu' esperti del suo popolo sono in grado di fare -- e non ci scordiamo che lui, avatar o no, non e' uno di loro, non appartiene nemmeno a quel pianeta) e lo guida in una battaglia pericolosissima ed estenuante per la salvezza stessa di Pandora.

Mi spiace ma tutti questi "convenienti" sviluppi non possono essere spazzati sotto il tappeto, come si suol dire. Del resto non e' un caso che Avatar, pur avendo vinto il Golden Globe per film e regia, non abbia nemmeno ricevuto la nomination per la scenografia (e nessuna recitativa).

Insomma, Avatar e' un film bellissimo che emoziona incredibilmente e merita non solo la visione, ma la visione ripetuta, e che sara' usato come riferimento per decenni, ma non e' un film perfetto, specialmente se, come me, uno considera la sceneggiatura uno dei pilastri portanti di un film.

Vittorio Guasti ha detto...

Massimo,
ti ringrazio tantissimo per aver deciso di condividere le tue personali perplessità inerenti Avatar sul mio blog.
Il nostro approccio (e conseguente giudizio) verso la pellicola, come già accaduto moltissime volte in passato, è stato diametralmente opposto: il tuo decisamente razionale, il mio prettamente emozionale.
Infatti, nel mio caso, quando l'aspetto emotivo prevale così nettamente su quello analitico, tutto ciò che riguarda il giudizio critico in quanto tale passa in secondo piano.
In ogni caso grazie ancora per aver dedicato tempo e spazio nella tua giornata a questo blog e aver a tuo modo celebrato l'unicità di questo film.
Piccola correzione anche nei tuoi confronti: Avatar ai Golden Globes non è stato nominato per la sceneggiatura, e non per la scenografia, dato che i Golden Globes non assegnano tale premio.
Ciao!

Anonimo ha detto...

Amico, ci provo anch'io....certo che, dopo una recensione e commenti di co' tanta levatura, il mio risulterà sicuramente una banalità.
Cmq sia, anche se, come hai scritto, il tuo post è prettamente frutto dell'emozione, mi trova assolutamente concorde: la visione in 3d è d'obbligo, la ''ri-visione'' in 2d è divina, o come ti dicevo qualche pranzo fa: è Cameron!Per concludere, aggiungo solo: ''Io ti vedo'', battuta di una profondità che raggiunge il cuore. La tua Amica!

Vittorio Guasti ha detto...

Grazie Amica!
Anch'io "ti vedo"!!!
Ciao!!!

Anonimo ha detto...

quante cavolate...

Vittorio Guasti ha detto...

E allora se secondo te sono tutte cavolate, scrivi cosa ne pensi e firma con il tuo nome, altrimenti puoi anche fare a meno di lasciare questi commenti da "delusional"...

Ilaria ha detto...

QUESTO FILM è ASSOLUTAMENTE FANTASTICO!!! SONO UNA RAGAZZA DI 13 ANNI, E PROPRIO IERI SERA, SONO ANDATA A VEDERE QUESTO BELLISSIMO FILM! DEVO DIRE CHE ME NE SONO INNAMORATA, E MI RIFIUTO DI PENSARE CHE SIA SOLO UN FILM!!!!! QUANTO VORREI CHE IL nostro MONDO FOSSE COME PANDORA, PIENO DI NATURA SENZA INQUINAMENTO, CON UN POPOLO PIENO DI TRADIZIONI, E CON QUEI FILAMENTI DELLE LORO TRECCE CHE SI ATTACCANO OVUNQUE, CON CUI PUOI SENTIRE QUELLO CHE SENTONO GLI ANIMALI, E PUOI SENTIRE GLI SPIRITI!!! QUANTO VORREI CHE NON FOSSE UN FILM, MA CHE FOSSE PURA E VERA REALTà! PANDORA E IL SUO POPOLO, I NA'VI, RAPPRESENTANO IL MONDO CHE VORREI IO!!! ODDIO GIURO!!! QUANTO VORREI CHE QUESTO MONDO ESISTESSE!!! MI PRENDERETE PER PAZZA, MA io SPERO, OGNI GIORNO DI PIù, CHE QUESTO FILM DIVENTI REALTà!!! NON SO PIù COME DIRLO: IO ADORO AVATAR!!!
LA VOSTRA FAN Ilaria!!!!

Vittorio Guasti ha detto...

Grazie del tuo commento entusiasta, Ilaria!
E continua a sognare!!!
Ciao,
Vittorio

antonius ha detto...

salve a tutti
ho visto il film in questione domenica scorsa non mi e sembrato un gran che certamente le scene del pianeta sono stupende ma la storia e veramente trita e ritrita purtroppo non mi sembra che nel cinema siano idee nuove mi sono divertito di piu ai tempi di indiana jones , certamente l effetto 3d e incredibile ma non ne fa un buon film ,da vedere!( non da rivedere)
naturalmente il mio e solo un commento personale lungi da me l idea di voler criticare a chi il film e piaciuto

Antonius

Vittorio Guasti ha detto...

Ciao Antonius,
apprezzo molto la tua critica e il tuo pensiero: è grazie a commenti come il tuo che questo piccolo blog cresce con il tempo...
Ti invito ovviamente a pubblicare altri pareri sui film che vedi recensiti qui, ed eventualmente a criticarli: d'altronde aiutano di più quelle rispetto alle lodi, no?
Ciao ciao,
Vittorio

Anonimo ha detto...

Il mio impatto con Avatar è stato simile al tuo, Vittorio. Ne sono rimasto meravigliato, l'ho visto 3 volte e spero di vederlo una quarta. Il mondo di Pandora è stupendo, il popolo na'vi anche. La magia creata da Cameron(che adoro fin dai tempi di Aliens, il più riuscito della serie) consiste secondo me non tanto nell'aver creato un film tecnicamente eccezionale(il signore degli anelli è tecnicamente bellissimo, ma pur essendomi piaciuto non lo rivedrei una seconda volta), ma piuttosto nell'aver creato un mondo bellissimo, che potrebbe essere come molti di noi si immaginano l'eden. E l'ha creato ricco di dettagli: la fauna(i mammiferi cui la selezione naturale ha portato ad avere 6 zampe, le "prese" d'aria degli animali, sia volanti che terresti, che vibrano quando l'animale inspira profondamente, gli insetti che volano a "girandola", i funghi dattilo-sensibili che si ritirano al tatto.. Secondo me è in questa abilità nell'aver creato un mondo fantastico e al tempo stesso credibile che risiede il maggior merito di Cameron per Avatar. Poi accetto le critiche di chi dice che ci sono un po' di "costrizioni" nella trama, come ha detto benissimo Massimo, ma non mi è mai capitato in 33 anni di andare 3 volte al cinema a vedere lo stesso film. Film che consiglio a tutti di vedere una volta in 2d e una in 3d. Meraviglioso!
PS: La femminilità di Neytiri è eccezionale, se fossi adolescente ne sarei pazzemente innamorato.
Giampi

Vittorio Guasti ha detto...

Grazie Giampi del tuo sapiente commento! Purtroppo non sono ancora riuscito a vederlo in 2D anche se è mia intenzione farlo, per poi ritornare ovviamente a gustarmelo in 3D!
Torna a trovarmi su questo blog!
Vittorio

Anonimo ha detto...

Ragazzi questo film è davvero S P E T T A C O L A R E!!! io l ho visto 8 volte e ogni volta ne scopro emozioni nuove sempre più ricche..vi giuro non mi stanca mai lo vedrei all infinito..sono un ragazzo di 16 anni e sono daccordo con ilaria.. mi sono innamorato di Pandora, dei Na'vi degli animali..<! se il film è visto in 3d vi garantisco che la sala del cinema scompare e pensi di essere sul volatile di jake o all' albero delle anime di Eywa..è talmente reale che quando lanciano i fumogeni nella distruzione dell'albero io mi sposto ogni volta! pur sapendo che è finto perchè l ho visto più volte, ma nulola! continuo a spostarmi! io lo rivedrei all'infinito.. ovviamente appena esce in DVD lo compro senza esitare..ciauu!!
fefè