27 maggio 2006

Shopgirl

Un film in punta di piedi. Lieve, sussurrato e forse anche un po' anacronistico. Ma intelligente, non banale e piacevolissimo.
In sintesi può essere questo il mio giudizio sull'opera scritta, diretta e interpretata da Steve Martin, peraltro da un suo gradevole racconto che, senza alcun dubbio, ha concepito soprattutto per il grande schermo.
In una (brutta) epoca di film urlati, roboanti, dispendiosi e privi di solida sostanza cinematografica, Shopgirl si colloca pertanto come prodotto forse un po démodé ma davvero fresco, godibile e genuino. Merito soprattutto della prova tutta in sottrazione di una strepitosa Claire Danes (da rivedere il suo bellissimo Stage Beauty), che solamente grazie a un gesto o a un accenno di sguardo riesce a dichiarare il suo mondo interiore in maniera chiara e inequivocabile. Merito anche della recitazione "dietro le quinte" dell'istrionico Steve Martin che una volta tanto (e fortunatamente) rinuncia ai suoi eccessi per limitarsi a (ben) dirigere, dopo aver sfogato tutto sé stesso nella stesura del romanzo omonimo.
La storia è semplice: Mirabelle, commessa presso il grande magazzino Saks di Los Angeles al reparto guanti, dove non si ferma mai nessuno, conosce un ragazzo decisamente sciroccato e qualche tempo dopo un ricchissimo uomo d'affari, attraverso i quali cercherà di riconquistare una sorta di "piacevole stabilità".
Niente di nuovo, quindi, ma sicuramente un film da vedere in questo scialbo universo fatto di Da Vinci, Templari, Madagascar e ...tanto altro ancora.

21 maggio 2006

Il Codice Da Vinci

Povero Leonardo.
Chissà cosa avrebbe pensato se avesse visto una simile strumentalizzazione del suo nome e delle sue opere in nome del sensazionalismo e del marketing.
E poveri noi.
Che ci siamo dovuti sorbire 2 ore e 29 minuti di nulla, cinematograficamente parlando.
Premesso che non ho letto il libro e il film non ha fatto altro che incrementare questo mio distacco nei confronti dell'opera di Dan Brown, ho trovato il film assolutamente insulso e privo del benché minimo serio spunto di riflessione teologica.
Non voglio addentrarmi nell'opinabilità di certe arditezze storiche nè esprimere il mio parere sull'idea -peraltro intrigante- dello scrittore americano che sta alla base del film; quello che voglio fare è esprimere il mio sonoro disappunto su una delle operazioni commerciali più riuscite ma più vergognose della storia del cinema moderno (nella quale peraltro sono consapevolmente cascato).
Inizierò quindi dalla sceneggiatura, scritta dal premio Oscar (!!!) Akiva Goldsman probabilmente dopo una consistente dose di allucinogeni: infatti, sebbene gli eventi si susseguano ad una velocità imbarazzante, non si prova MAI un vero e proprio sussulto. Le emozioni arrivano piuttosto da qualche azzeccata espressione di Ian McKellen o dalla ridicola ferocia con cui il monaco-sicario Silas (ma perchè poi è vestito come un francescano del 1200??? Non è la maniera migliore di farsi notare???) frantuma il viso della povera suora di Saint Sulpice. Stendiamo poi un pietosissimo velo su quello che il signor Goldsman mette in bocca ai protagonisti della "storia". Hanks parla a rate (i primi 20 minuti, poi 20 di buio, poi 15 minuti, poi 15 di buio e così via), la Tautou sembra un po' tarantolata e un po' balbuziente.
Aiuto.
Per salvarmi, potrei provare a concentrarmi sugli attori, ma anche in questo caso il piatto è magro e piuttosto sconfortante. Come ho già detto, McKellen riesce a dare una parvenza d'ironia persino credibile e a stemperare l'inesistente tensione, Paul Bettany si cala nella parte in maniera diligente (salvo esagerare, come già sottolineato, nella scena dello sgretolamento della suorina) e gli attori di contorno fanno il loro onesto lavoro, ma l'abulia e la svogliatezza con cui recitano Tom Hanks e Audrey Tautou va al di là del fastidio epidermico.
Aiuto, again.
Le musiche? Per carità. Il pur bravissimo Hans Zimmer si concede una pausa realizzando una partitura banale e ridondante. E dire che è uno dei miei compositori cinematografici preferiti...
Aiuto. E tre.
Per finire, la regia. Ron Howard, discutibilissimo regista super-hollywoodiano, si preoccupa solo di creare scene tecnicamente perfette a scapito del ritmo e del coinvolgimento visivo.
E ho finito. Parlando anche troppo, contagiato dallo spirito onnivoro del film.
Che disastro...

01 maggio 2006

Questo mese torniamo al cinema...

Nel panorama cinematografico mondiale, in costante crisi ormai da più di un decennio, emergono comunque alcuni titoli che vale veramente la pena segnalare. Eccoli di seguito, in ordine cronologico di uscita (date italiane, ovviamente).

ANCHE LIBERO VA BENE (5 maggio)
di Kim Rossi Stuart, con Kim Rossi Stuart, Barbora Bobulova, Tommaso Ragno
Esordio alla regia di un'attore understated e molto talentuoso: è la storia di un ragazzino che si trova ad affrontare la vita con l'ausilio di due genitori non esattamente all'altezza.
Da vedere perchè: per soddisfare la curiosità dell'esordio registico di Rossi Stuart

ROMANCE & CIGARETTES (5 maggio)
di John Turturro, con James Gandolfini, Kate Winslet, Susan Sarandon
Prodotto dai fratelli Coen, è in sostanza una storia romantica raccontata attraverso le note di un musical, con un cast d'eccezione e con il solito tocco irriverente ed arguto di Turturro.
Da vedere perchè: non capita tutti i giorni di sentir cantare (bene) attori di prima grandezza

FREE ZONE (12 maggio)
di Amos Gitai, con Natalie Portman, Hana Laszlo, Carmen Maura
Presentata al Festival di Cannes 2005 (dove la Laszlo vinse la Palma d'Oro come miglior attrice), arriva finalmente l'interessantissima pellicola di Gitai, storia di una donna americana che insieme ad una tassista israeliana dovrà raggiungere la cosiddetta "Zona Libera" in Giordania.
Da vedere perchè: per ammirare Natalie Portman in un ruolo importante e attualissimo

IL CODICE DA VINCI (19 maggio)
di Ron Howard, con Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno
Dall'acclamato e vendutissimo best-seller di Dan Brown, una trasposizione cinematografica altrettanto attesa, con la star Hanks a interpretare il ruolo di Robert Langdon.
Da vedere perchè: il classico film di cui non si può fare a meno, che piaccia o no

VERSO IL SUD (26 maggio)
di Laurent Cantet, con Ménothy Cesar, Charlotte Rampling, Karen Young
Sesso e coscienza politica di tre signore americane conquistate da un giovane nativo nella Haiti della dittatura. Molto apprezzato al Festival di Venezia 2005.
Da vedere perchè: Haiti non è sicuramente un luogo molto frequentato dal cinema

X-MEN 3 (26 maggio)
di Brett Ratner, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Famke Janssen
Terzo ultimo capitolo della bella saga dei mutanti: cambia il regista, ma sembra che il risultato possa essere analogo (se non superiore) ai primi due episodi.
Da vedere perchè: è la conclusione di una riuscita serie di film trasposti dall'omonimo fumetto

RADIO AMERICA (1° giugno)
di Robert Altman, con Meryl Streep, Kevin Kline, Lily Tomlin
Un programma radiofonico ("A Prairie Home Companion", che è anche il titolo originale del film), arrivato ormai all'ultima puntata, si appresta a regalare l'ultimo show: e questo film ne analizza il backstage, tra tensioni e preparativi.
Da vedere perchè: cast stellare e il nome di Altman che è (quasi) sempre una garanzia