29 dicembre 2006

The Prestige

Dopo un film magnifico (Batman Begins), una pellicola rivoluzionaria e osannata dalla critica di tutto il mondo (Memento) e un flop sonnolento, non solo per la trama (Insomnia), Christopher Nolan dirige la sua quarta fatica senza eccedere, senza strafare, senza convincere appieno, riuscendo tuttavia a coinvolgere lo spettatore e, ancora una volta, a far riflettere.
Con questo film infatti Nolan conferma di essere diventato "autore". A prescindere dal giudizio che si potrà avere sul film, il suo cinema, infatti, comincia ad avere un'identità ben precisa, riconoscibile. E questo è un grande merito da attribuire all'ancora giovane talento londinese.
La storia è tanto semplice quanto drammatica: due giovani illusionisti entrano in una spirale di vendette e controvendette che hanno l'unico esito di distruggere entrambi. Letteralmente.
E qui, cioè nel vorticoso rincorrersi dei due maghi, sta probabilmente il punto debole del film: troppa preparazione, eccessiva lentezza (nella prima parte), colpi di scena abbastanza prevedibili (nel finale). Ma, come ho già detto, il risultato nel complesso risulta piuttosto fluido e sufficientemente godibile fino all'agognato scontro finale (ovviamente a sorpresa).
Nulla da dire, invece, sulle prove degli attori e sul cast tecnico: se i due protagonisti svolgono onestamente il loro compito, Michael Caine emerge ancora una volta come attore di incommensurabile talento e straordinaria presenza scenica; la fotografia di Wally Pfister e le scenografie di Nathan Crowley contribuiscono in maniera essenziale alla creazione di un ambiente cupo ed opprimente; le claustrofobiche musiche di David Julyan sottintendono in modo esemplare un mondo fatto d'inganni e di bugie.
Insomma, un film non perfetto ma apprezzabile, intelligente e discretamente originale, obbligatorio per tutti i fan di Nolan.

18 dicembre 2006

The Departed

Dopo Kundun, capolavoro controcorrente firmato nel 1997, Scorsese ha inanellato una serie di pellicole poco fortunate (Bringing Out the Dead), un po' troppo oleografiche (Il mio viaggio in Italia), decisamente sbagliate (Gangs of New York) e del tutto inutili (The Aviator).
Finalmente, con The Departed, uno dei più grandi registi viventi di tutti i tempi firma un gran film, che riporta (in parte) ai fasti di Quei bravi ragazzi, straordinario ritratto della mafia statunitense del dopoguerra, che probabilmente resta una delle pietre miliari nella cinematografia di Scorsese e di tutti gli amanti del grande schermo.
Tornando al dunque, The Departed è davvero un bel film: magnificamente girato, sontuosamente recitato, ottimamente scritto (da William Monahan), ben musicato da Howard Shore e con un apporto tecnico di prim'ordine (un nome su tutti: Michael Ballhaus alla cinematography).
Stile altissimo e arrischiato, controluce ostinati, ritmo fluido e sincopato, Scorsese, con l'ausilio della montatrice Thelma Schoonmaker, confeziona un prodotto perfetto nel suo isterismo e nella sua disperazione, che cede lievemente nel finale, troppo lungo e in cui vengono scoperte tutte le carte, con buona pace di chi desidererebbe un po' di mistero in più.
Per quanto riguarda la recitazione, come spesso accade in questo genere di film, i comprimari (anche se è decisamente riduttivo chiamarli così) prendono il sopravvento sui protagonisti, peraltro bravi: Jack Nicholson è letteralmente strepitoso nel dipingere un disilluso capomafia (e fortunatamente gigioneggia senza eccessi); Mark Wahlberg è più che convincente nel suo ritratto di un detective duro, volgare e senza fronzoli; Vera Farmiga e Martin Sheen, diretti con maestria, danno vita a due personaggi sinceramente umani, mentre DiCaprio e Matt Damon si danno parecchio da fare e riescono a rendere credibili i difficili personaggi degli infiltrati nelle differenti ma similissime organizzazioni della polizia e della mafia.
Un film fortemente consigliabile, che suggella il ritorno dell'immenso Martin al cinema "vero".

15 dicembre 2006

Il labirinto del fauno

Adesso ditemi come si fanno a sprecare aggettivi quali "strepitoso" e "magnifico" per un simile film. E poi spiegatemi come questa pellicola abbia potuto fregiarsi del titolo di miglior film in lingua straniera per le associazioni dei critici di New York, Washington e San Francisco. Ma soprattutto vorrei capire come questo film possa aver influenzato a tal punto pubblico e critica.
Per quanto mi riguarda si è trattato di un'autentica, cocente delusione.
Storia poco interessante e mal orchestrata, incedere noioso e prevedibile, la tanto decantata visionarietà del regista ridotta a un paio di simbologie peraltro ritrite, recitazione sopra le righe e musica fin troppo epica.
Insomma, un disastro.
A questo punto, e mai avrei creduto di dire una cosa simile, rimpiango la leggerezza e la spontaneità del precedente film di Del Toro, Hellboy, che almeno non aveva pretese troppo seriose ed era interpretato da attori simpatici ed autoironici.
Secondo la mia opinione, totalmente controcorrente, un film da evitare: tronfio, pretenzioso e sbagliato.

14 dicembre 2006

Commenti sulle nomination ai Golden Globes

Innanzitutto, questo è il sito in cui visionare la lista completa di tutte le candidature (incluse quelle televisive).
Ora i miei commenti inerenti le categorie più significative.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Assolutamente ingiustificata l'esclusione di Flags of Our Fathers, soprattutto considerato che Eastwood ha ricevuto DUE nomination come miglior regista. Piuttosto sorprendente la candidatura di Bobby, pellicola sull'assassinio di Bob Kennedy nel 1968.
Prevedibili tutte le altre nominee.
Favorito: Babel, seguito da The Departed.

MIGLIOR ATTRICE DRAMMATICA
Unica grossa sorpresa Maggie Gyllenhaal, protagonista del film d'esordio della regista indipendente Laurie Collyer.
Assolutamente nelle previsioni gli altri nomi.
Favorita, anzi favoritissima: Helen Mirren.

MIGLIOR ATTORE DRAMMATICO
Di fronte a un doppio Leo, cosa si può dire? Che l'Hollywood Foreign Press Association lo ama davvero... Ma saprà giungere a premiarlo? Vedremo.
In questa categoria nessuna grossa sorpresa.
Favorito: Peter O'Toole, ma Leo potrebbe farcela.

MIGLIOR FILM - COMMEDIA O MUSICAL
Poche sorprese e poco reale valore cinematografico in questo lotto di concorrenti, a parte l'annunciatissimo Dreamgirls.
Favorito: l'ho appena detto, Dreamgirls.

MIGLIOR ATTRICE - COMMEDIA O MUSICAL
Un mostro sacro, tre bravissime attrici e una cantante per questo gruppo di attrici decisamente eterogeneo. Sorprendente la candidatura della Zellweger per un film piccolo piccolo.
Favorita: ovviamente Meryl, ma attenzione a Beyoncé.

MIGLIOR ATTORE - COMMEDIA O MUSICAL
Categoria un po' "pazza", dato che non è assolutamente facile pronosticare un vincitore. Nessuna chance per Depp ed Ejiofor, quasi sullo stesso piano i restanti tre.
Favorito: proviamo ad azzardare... Sacha Baron Cohen.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Cars è una scelta sicura, ma forse alla fine potrebbero spuntarla i pinguini di Happy Feet. Poche chances per il primo horror animato mai realizzato, Monster House.
Favorito: Cars, di un'incollatura.

MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA
Scelte ovvie e scontate nella categoria che ha escluso l'Italia.
Non è molto facile azzardare, anche se Almodóvar sembra nuovamente favorito con il suo Volver. Outsider assoluto e possibile sorpresa il tedesco Das Leben der Anderen, che ha trionfato ai recenti European Film Award, proprio insieme a Volver.
Favorito: Volver.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
In questa bella categoria la lotta è probabilmente a due, tra la rivelazione Kikuchi e la scatenata Hudson. Pochissime probabilità per le altre.
Favorita: Jennifer Hudson, comunque.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Nomi ultracelebri in questo lotto, e potrebbe essere la volta buona -udite, udite- per Brad Pitt o addirittura Eddie Murphy. Poche chances per gli altri, a cominciare da Affleck, vincitore a Venezia 2006.
Favorito: Brad Pitt!!!

MIGLIOR REGISTA
Martin, Martin, Martin! E basta! Questo sarà il suo anno senza alcun dubbio...
Favorito: devo ancora ripeterlo?

Le nomination ai Golden Globes 2007


BEST MOTION PICTURE – DRAMA
BABEL

Anonymous Content/Zeta/Central; Paramount Pictures
BOBBY
Bold Films; The Weinstein Company
THE DEPARTED
Warner Bros. Pictures
LITTLE CHILDREN
New Line Cinema
THE QUEEN
A Granada Production; Miramax Films

BEST ACTRESS IN A MOTION PICTURE – DRAMA
PENÉLOPE CRUZ in VOLVER
JUDI DENCH in NOTES ON A SCANDAL
MAGGIE GYLLENHAAL in SHERRYBABY
HELEN MIRREN in THE QUEEN
KATE WINSLET in LITTLE CHILDREN

BEST ACTOR IN A MOTION PICTURE – DRAMA
LEONARDO DiCAPRIO
in BLOOD DIAMOND
LEONARDO DiCAPRIO in THE DEPARTED
PETER O’TOOLE in VENUS
WILL SMITH in THE PURSUIT OF HAPPYNESS
FOREST WHITAKER in THE LAST KING OF SCOTLAND

BEST MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
BORAT: CULTURAL LEARNINGS...
One America; Twentieth Century Fox
THE DEVIL WEARS PRADA
Twentieth Century Fox
DREAMGIRLS
DreamWorks Pictures; Paramount Pictures
LITTLE MISS SUNSHINE
Big Beach/Bonafide Productions; Fox Searchlight Pictures
THANK YOU FOR SMOKING
Room 9/David O. Sacks/Content; Fox Searchlight Pictures

BEST ACTRESS IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
ANNETTE BENING in RUNNING WITH SCISSORS
TONI COLLETTE in LITTLE MISS SUNSHINE
BEYONCÉ KNOWLES in DREAMGIRLS
MERYL STREEP in THE DEVIL WEARS PRADA
RENÉE ZELLWEGER in MISS POTTER

BEST ACTOR IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
SACHA BARON COHEN in BORAT: CULTURAL LEARNINGS...
JOHNNY DEPP in PIRATES OF THE CARIBBEAN: DEAD MAN’S CHEST
AARON ECKHART in THANK YOU FOR SMOKING
CHIWETEL EJIOFOR in KINKY BOOTS
WILL FERRELL in STRANGER THAN FICTION

BEST ANIMATED FEATURE FILM
CARS
Walt Disney/Pixar; Buena Vista
HAPPY FEET
Kingdom Pictures, LLC; Warner Bros. /Village Roadshow
MONSTER HOUSE
Columbia Pictures; Sony Pictures Releasing

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
APOCALYPTO (USA)
LETTERS FROM IWO JIMA (USA/JAPAN)
DAS LEBEN DER ANDEREN (GERMANY)
EL LABERINTO DEL FAUNO (MEXICO)
VOLVER (SPAIN)

BEST ACTRESS IN A SUPPORTING ROLE IN A MOTION PICTURE
ADRIANA BARRAZA in BABEL
CATE BLANCHETT in NOTES ON A SCANDAL
EMILY BLUNT in THE DEVIL WEARS PRADA
JENNIFER HUDSON in DREAMGIRLS
RINKO KIKUCHI in BABEL

BEST ACTOR IN A SUPPORTING ROLE IN A MOTION PICTURE
BEN AFFLECK
in HOLLYWOODLAND
EDDIE MURPHY in DREAMGIRLS
JACK NICHOLSON in THE DEPARTED
BRAD PITT in BABEL
MARK WAHLBERG in THE DEPARTED

BEST DIRECTOR – MOTION PICTURE
CLINT EASTWOOD
for FLAGS OF OUR FATHERS
CLINT EASTWOOD for LETTERS FROM IWO JIMA
STEPHEN FREARS for THE QUEEN
ALEJANDRO GONZALEZ IÑÁRRITU for BABEL
MARTIN SCORSESE for THE DEPARTED

BEST SCREENPLAY – MOTION PICTURE
GUILLERMO ARRIAGA for BABEL
TODD FIELD & TOM PERROTTA for LITTLE CHILDREN
PATRICK MARBER for NOTES ON A SCANDAL
WILLIAM MONAHAN for THE DEPARTED
PETER MORGAN for THE QUEEN

BEST ORIGINAL SCORE – MOTION PICTURE
ALEXANDRE DESPLAT
for THE PAINTED VEIL
CLINT MANSELL for THE FOUNTAIN
GUSTAVO SANTAOLALLA for BABEL
CARLO SILIOTTO for NOMAD
HANS ZIMMER for THE DA VINCI CODE

BEST ORIGINAL SONG – MOTION PICTURE
A FATHER’S WAY” — THE PURSUIT OF HAPPYNESS
Music by: Seal and Christopher Bruce / Lyrics by: Seal
LISTEN” — DREAMGIRLS
Music & Lyrics by: Henry Krieger, Anne Preven, Scott Cutler and Beyoncé Knowles
NEVER GONNA BREAK MY FAITH” — BOBBY
Music & Lyrics by: Bryan Adams, Eliot Kennedy and Andrea Remanda
THE SONG OF THE HEART” — HAPPY FEET
Music & Lyrics by: Prince Rogers Nelson
TRY NOT TO REMEMBER” — HOME OF THE BRAVE
Music & Lyrics by: Sheryl Crow

Oscar alla carriera a Ennio Morricone

Ennio Morricone riceverà l'Oscar alla carriera nel corso della cerimonia degli Academy Awards che si terrà il 25 febbraio prossimo a Los Angeles.
Per il compositore italiano, che ha creato musiche per più di 300 film, si tratta della prima statuetta nonostante le cinque candidature ricevute in quarantacinque anni di attività. Era stato nominato nel 1979 per I giorni del cielo, otto anni dopo per Mission, nel 1988 per la colonna sonora de Gli Intoccabili di Brian De Palma, nel '92 per Bugsy e nel 2001 per Malèna di Giuseppe Tornatore, ma la memoria di tutti è segnata dalle musiche degli spaghetti-western di Sergio Leone.
L'elenco dei film di cui Morricone è stato compositore è davvero lungo e spazia da Il vizietto con Ugo Tognazzi e Michel Serrault, a Nuovo cinema Paradiso, il film di Tornatore che nel 1990 vinse l'Oscar per il miglior film straniero. Ma la vita artistica e personale di Morricone è legata a Sergio Leone, con cui iniziò a lavorare nel 1965 per la colonna sonora di Per un pugno di dollari, proseguendo per tutta la serie successiva di spaghetti-western diretti dal regista romano (Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C'era una volta il West, Giù la testa): un sodalizio che durò fino all'ultimo film di Leone, il gangster-movie C'era una volta in America, per il quale Morricone musicò una partitura che entrò immediatamente nelle memorie di tutti i cinefili.
Ora il Maestro si appresta ad affrontare altri due impegni notevoli: il prequel degli Intoccabili, The Untouchables: Capone rising di De Palma e Leningrado, con cui Giuseppe Tornatore racconterà l'assedio della città sovietica da parte dell'esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

12 dicembre 2006

Shortbus


Chiacchieratissimo. Spiazzante. Divertente. Intenso. Dissacrante. Disperato.
In questi sei discordanti aggettivi c'è l'essenza di Shortbus, scomodissima seconda regia dell'istrionico John Cameron Mitchell, autore ed interprete del fracassone (e sopravvalutato) Hedwig and the Angry Inch.
Il soggetto del film è semplice: storie di vita di ragazzi newyorchesi (eterosessuali, omosessuali, bisessuali, etc.), del loro rapporto con il Sesso e del locale dove i loro destini si incrociano, lo "Shortbus" appunto.
Il modo in cui queste storie sono raccontate è tutt'altro che semplice, a partire dall'incredibile spensieratezza con cui viene mostrato il sesso meno censurato che si sia mai visto in una pellicola non intesa per il mercato hardcore; si passa infatti dallo spasso all'afflizione con un dinamismo a tratti destabilizzante, e dalla risata alla lacrima in un batter d'occhio.
Pregio? Difetto? Francamente non l'ho ancora capito...
Quello che posso dire è che non si tratta di un film per il grande pubblico e probabilmente neanche per quello medio, ma di un prodotto fresco, coraggioso e soprattutto concepito per esprimere un'idea e non per autocompiacimento.
Da vedere, anche solo per qualche strepitosa chicca comica o per sapere il vero nome di Severin, uno dei personaggi principali...