18 luglio 2007

Harry Potter e l'ordine della fenice

Ci risiamo.
Dopo uno splendido terzo capitolo ed un più che onorevole quarto adattamento, ecco ripiombare la saga del maghetto più famoso del mondo nel descrittivo, nell'ovvio e nel più insipido anonimato.
David Yates, sconosciuto director anglosassone, commette gli stessi errori del più collaudato Chris Columbus, regista dei primi due film, trasformando il quinto libro in un'accozzaglia di personaggi senza nerbo e di situazioni ripetitive e francamente puerili. Insomma, torna a fare il bravo e diligente traspositore d'immagini, sfrondando e tagliuzzando dettagli "scomodi" e ritraendo esclusivamente ciò che di più biecamente politically correct si poteva ipotizzare.
Il risultato, come già detto, è un prodotto che si lascia vedere (a stento), ma che non trasmette alcuna emozione, se non ai più piccoli, che altro non aspettano se non di vedere Harry, Ron e Hermione in carne ed ossa per un'altra avventura.
Svogliati anche gli attori, Daniel Radcliffe in testa, che non riescono mai ad essere coinvolgenti, e assolutamente di routine il supporto tecnico.
La speranza, a questo punto, è che per i capitoli conclusivi non ci si limiti a trasporre, ma si provi, nuovamente, ad interpretare.
Delusione.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma quando muore Harry Potter?
Non lo reggiamo più!!

Anonimo ha detto...

Sono daccordo. Sono andata ieri e mi sono un pò annoiata. troppo casino e mancano informazioni importanti per capire la trama.

Anonimo ha detto...

A mio parere tutto sommato un film leggero ma godibile...sempre che lo spettatore non ebbro di aspettative tali da lasciare l'amaro in bocca! Di rado l' "ars" cinematografica e'in grado supera o almeno eguaglia quella letteraria: quanti e quali universi una singola parola, in un libro, evoca nella mente umana! eppure, la sua trasposizione in immagine, sebbene realizzata con dovizia di dettagli ed effetti speciali, finisce per essere intrinsecamente limitativa. Resta poi da analizzare quale fosse l'intento, del film: se non altro "tagliuzzare e sfrondare dettagli scomodi" avra' forse evitato al film le medesime sorti che secondo la stessa Rowling pare siano toccate ai suoi libri: essere tra libri i piu' banditi negli US. Un film da godere a cuor leggero, senza troppe aspettative, cercando di seguire il fil rouge spesso cangiante in cinereo...

Vittorio Guasti ha detto...

Innanzitutto ringrazio il mio carissimo amico Vic per il suo aulico ed ispirato "debutto" sul mio blog, concordando su un aspetto fondamentale: l'attesa dell'evento. Senza eccessive aspettative, il divertimento è assicurato, ma avendo letto i libri è difficile distaccarsi fino a tal punto...