31 luglio 2007

Il sipario si chiude per tre miti

Sono giorni decisamente mesti per il mondo di celluloide.
Nello spazio di pochi infausti giorni ci hanno infatti lasciato tre nomi che non meritano alcuna presentazione: l'incommensurabile Ingmar Bergman, l'eterno Michelangelo Antonioni e l'indimenticabile Michel Serrault.
Non credo sia il caso di aggiungere altro: per ricordarli come meritano, non resta altro che rispolverare i loro capolavori, girati e interpretati.

18 luglio 2007

Harry Potter e l'ordine della fenice

Ci risiamo.
Dopo uno splendido terzo capitolo ed un più che onorevole quarto adattamento, ecco ripiombare la saga del maghetto più famoso del mondo nel descrittivo, nell'ovvio e nel più insipido anonimato.
David Yates, sconosciuto director anglosassone, commette gli stessi errori del più collaudato Chris Columbus, regista dei primi due film, trasformando il quinto libro in un'accozzaglia di personaggi senza nerbo e di situazioni ripetitive e francamente puerili. Insomma, torna a fare il bravo e diligente traspositore d'immagini, sfrondando e tagliuzzando dettagli "scomodi" e ritraendo esclusivamente ciò che di più biecamente politically correct si poteva ipotizzare.
Il risultato, come già detto, è un prodotto che si lascia vedere (a stento), ma che non trasmette alcuna emozione, se non ai più piccoli, che altro non aspettano se non di vedere Harry, Ron e Hermione in carne ed ossa per un'altra avventura.
Svogliati anche gli attori, Daniel Radcliffe in testa, che non riescono mai ad essere coinvolgenti, e assolutamente di routine il supporto tecnico.
La speranza, a questo punto, è che per i capitoli conclusivi non ci si limiti a trasporre, ma si provi, nuovamente, ad interpretare.
Delusione.

01 luglio 2007

Il velo dipinto

Ogni tanto è rigenerante gustarsi una pellicola concepita senza alcun desiderio di stupire o entusiasmare, ma realizzata con il solo intento di trasporre in maniera fedele un (bel) romanzo del 1925 di uno degli autori più amati dal cinema d'ogni tempo, William Somerset Maugham.
Dalla sua penna sono infatti stati adattati diversi capolavori di celluloide interpretati dalle più grandi star di tutte le epoche: Gloria Swanson, Joan Crawford, Greta Garbo, Bette Davis, Tyrone Power, e, in tempi più recenti, Sean Penn e Annette Bening.
In ultimis, ecco la seconda versione de Il velo dipinto (dopo quella del 1934), struggente spaccato sulla natura dell'amore sullo sfondo della Cina antimperialista degli anni venti.
Il film di John Curran è ben diretto, splendidamente recitato, solidamente supportato da un cast tecnico di prim'ordine (originale e volutamente patinata la fotografia di Stuart Dryburgh) ed adattato con sapiente misura ed intelligenza da Ron Nyswaner.
Come appena detto, bravissimi gli interpreti Naomi Watts ed Edward Norton, autentico perno di tutta la prima parte del film, che si scatenano nella seconda dando vita ad alcune scene di rarà intensità emotiva, soprattutto per la veridicità con cui rendono la netta trasfigurazione psicofisica dei protagonisti.
Sulla trama è meglio non dire nulla: l'ideale sarebbe leggersi il libro e poi godersi questa bella messinscena. Basti sapere che, come già detto, l'Amore è il perno, il fulcro, il motore di questa storia: appassionata, sincera e disperata.