24 maggio 2007

Zodiac

A questo punto lo posso dire: David Fincher non è il mio regista.
Dopo i sopravvalutati Se7en e Fight Club, l'ex-regista di videoclip conferma, a cinque anni di distanza dal debolissimo Panic Room, di non avere il giusto appeal per il mio palato.
So benissimo che con queste affermazioni vado totalmente controcorrente, ma non posso far altro che rimarcare l'ennesima delusione dopo la visione di Zodiac.
E dire che Fincher aveva iniziato benissimo, firmando il tetro, riuscito ed incompreso terzo capitolo della saga di Alien.
Poi, la suddetta serie di film, che continua a non porre la parola "fine" al mio disappunto.
Zodiac è infatti un film sicuramente ben recitato (ottimi Gyllenhaal e Ruffalo, bravo Edwards), splendidamente messo in scena (costumi, scenografie, fotografia, location e trucco sono perfetti), ma che scivola via in un autocompiacimento piuttosto fastidioso man mano che il film procede verso un finale senza alcuna verve.
Lo script sembra infatti concepito più per un serial (o un tv show) che per una pellicola, e il risultato ne risente pesantemente, soprattutto nel secondo tempo. Complice il montaggio, rivisto più volte, e la durata, eccessiva e ingiustificabile (due ore e quaranta).
Tornando a Fincher, credo di aver raggiunto la conclusione che i suoi film, a mio avviso, sono pervasi da una spocchia e da un perfezionismo a stento tollerabili, e che sostanzialmente la forma prevalga sul contenuto.
In conclusione, un film da non evitare, ma sicuramente da non considerare come l'ennesimo "gioiellino" firmato da un cineasta un po' troppo innamorato del proprio ego.

23 maggio 2007

La vie en rose (La Môme)

"Non! Rien de rien... Non! Je ne regrette rien... Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal tout ça m'est bien égal! Non! Rien de rien... Non! Je ne regrette rien... C'est payé, balayé, oublié! Je me fous du passé!"
Con le parole di questa celeberrima canzone, emblema di una vita vissuta più che pericolosamente, si chiude La vie en rose, biopic struggente e francamente spietato di una delle più caratteristiche voci del secolo scorso, Édith Giovanna Gassion, meglio nota come Édith Piaf ("passerotto" nell'argot di Parigi).
Minata fin da piccola da una salute a dir poco cagionevole, condizionata da un'infanzia passata tra bordelli e saltimbanchi, segnata da una vita di eccessi e perseguitata da una dose di sfortuna capace di far diventare scaramantico anche l'ultimo degli illuministi, Édith è morta a a soli 48 anni (ma ne dimostrava 65) a causa di una broncopolmonite (o un cancro?).
Non privo di difetti, il film, che comunque non scade quasi mai nel retorico o nel ricattatorio, delinea in maniera fin troppo angosciante (il finale è un'autentica discesa agli inferi) le sventure della minuta cantante, ma non disdegna di dipingere con tratti di autentica poesia i momenti più felici o significativi della sua vita: la scena in cui il regista Dahan e la co-sceneggiatrice Sobelman hanno scelto di non far sentire la voce della protagonista proprio nel momento in cui si esibisce per la prima volta con un grande pubblico, sostituendola con un sottofondo stile carillon, è la più bella della pellicola.
Assolutamente strabiliante, per caratterizzazione e autenticità, la recitazione di Marion Cotillard, che si imbruttisce, incupisce, ingobbisce ed estrania fin quasi a non esser più riconoscibile come tale bensì come alter ego della Piaf stessa; se il film sarà saggiamente distribuito negli Stati Uniti, intravedo per lei una sacrosanta nomination ai prossimi Oscar.
Chiudo con una sintetica ma chiarissima analisi di Andrea D'Addio dal sito FilmUp.com: "Un film bello, ricco di trovate registiche interessanti, che evita di fare un'apologia (data l'importanza della Piaf in Francia era possibile cadere nella trappola), ma dando una precisa idea della donna che si celava dietro quella voce così ricca. Stona giusto un poco la scelta di fare vedere la morte della figlia solo a fine film, quando è chiaro che si è trattato di un evento che ha segnato ogni attimo della vita futura della Piaf, compresa la storia d'amore con il pugile Marcel Cerdan."
Da non perdere.

09 maggio 2007

Le candidature ai David di Donatello 2007

Ieri in Campidoglio sono state annunciate le nomination ai David di Donatello 2007, maggior riconoscimento cinematografico italiano, giunto alla 51ma edizione.
Con mia enorme soddisfazione La sconosciuta è stato il film che ha ottenuto più candidature (12), seguito da Nuovomondo e dalla sorpresa Mio fratello è figlio unico con 11.
Poche le sorprese, e sacrosante le esclusioni pressochè totali del secondo capitolo di Notte prima degli esami e Manuale d'amore.
I riconoscimenti verranno consegnati il 14 giugno al Gran Teatro di Tor di Quinto a Roma.
Di seguito le candidature delle principali categorie.

MIGLIOR FILM
"ANCHE LIBERO VA BENE"
RAICinema, Carlo Degli Esposti, Giorgio Magliulo, Andrea Costantini
"CENTOCHIODI"
Luigi Musini, Roberto Cicutto per CinemaUndici e RAICinema
"MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO"
Cattleya
"NUOVOMONDO"
Fabrizio Mosca per Titti Film
"LA SCONOSCIUTA"
Medusa Film

MIGLIOR REGISTA
Marco BELLOCCHIO "Il regista di matrimoni"
Emanuele CRIALESE "Nuovomondo"
Daniele LUCHETTI "Mio fratello è figlio unico"
Ermanno OLMI "Centochiodi"
Giuseppe TORNATORE "La sconosciuta"

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Francesco AMATO "Ma che ci faccio qui!"
Alessandro ANGELINI "L’aria salata"
Giambattista AVELLINO, FICARRA e PICONE "Il 7 e l’8"
Davide MARENGO "Notturno Bus"
Kim ROSSI STUART "Anche libero va bene"

MIGLIORE SCENEGGIATURA
L. FERRI, F. STARNONE, F. GIAMMUSSO, K. ROSSI STUART
"Anche libero va bene"
Ermanno OLMI "Centochiodi"
S. PETRAGLIA, S. RULLI, D. LUCHETTI "Mio fratello è figlio unico"
Emanuele CRIALESE "Nuovomondo"
Giuseppe TORNATORE "La sconosciuta"

MIGLIOR PRODUTTORE
Donatella BOTTI "L’aria salata"
Luigi MUSINI, Roberto CICUTTO "Centochiodi"
Cattleya "Mio fratello è figlio unico"
Fabrizio MOSCA "Nuovomondo"
Medusa Film "La sconosciuta"

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Margherita BUY "Saturno contro"
Donatella FINOCCHIARO "Il regista di matrimoni"
Giovanna MEZZOGIORNO "Lezioni di volo"
Laura MORANTE "Liscio"
Ksenia RAPPOPORT "La sconosciuta"

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Vincenzo AMATO "Nuovomondo"
Elio GERMANO "Mio fratello è figlio unico"
Michele PLACIDO "La sconosciuta"
Giacomo RIZZO "L’amico di famiglia"
Kim ROSSI STUART "Anche libero va bene"

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Ambra ANGIOLINI "Saturno contro"
Michela CESCON "L’aria salata"
Angela FINOCCHIARO "Mio fratello è figlio unico"
Sabrina IMPACCIATORE "N – Io e Napoleone"
Francesca NERI "La cena per farli conoscere"

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Giorgio COLANGELI "L’aria salata"
Ninetto DAVOLI "Uno su due"
Ennio FANTASTICHINI "Saturno contro"
Valerio MASTANDREA "N – Io e Napoleone"
Riccardo SCAMARCIO "Mio fratello è figlio unico"

MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Luca BIGAZZI "L’amico di famiglia"
Agnés GODARD "Nuovomondo"
Fabio OLMI "Centochiodi"
Alessandro PESCI "N – Io e Napoleone"
Fabio ZAMARION "La sconosciuta"

MIGLIOR MUSICISTA
Ennio MORRICONE "La sconosciuta"
NEFFA (Giovanni Pellino) "Saturno contro"
Franco PIERSANTI "Mio fratello è figlio unico"
Teho TEARDO "L’amico di famiglia"
Fabio VACCHI "Centochiodi"

MIGLIORE SCENOGRAFO
Carlos CONTI "Nuovomondo"
Andrea CRISANTI "La masseria delle allodole"
Francesco FRIGERI "N – Io e Napoleone"
Giuseppe PIRROTTA "Centochiodi"
Tonino ZERA"La sconosciuta"

MIGLIORE COSTUMISTA
Maria Rita BARBERA "Mio fratello è figlio unico"
Nicoletta ERCOLE "La sconosciuta"
Maurizio MILLENOTTI "N – Io e Napoleone"
Lina NERLI TAVIANI "La masseria delle allodole"
Mariano TUFANO "Nuovomondo"

MIGLIOR MONTATORE
Francesca CALVELLI "Il regista di matrimoni"
Mirco GARRONE "Mio fratello è figlio unico"
Patrizio MARONE "Saturno contro"
Maryline MONTHIEUX "Nuovomondo"
Massimo QUAGLIA "La sconosciuta"

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Marco GRILLO "Saturno contro"
Mario IAQUONE "Anche libero va bene"
Pierre-Yves LAVOUE "Nuovomondo"
Gilberto MARTINELLI "La sconosciuta"
Bruno PUPPARO "Mio fratello è figlio unico"

MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA
"NOTES ON A SCANDAL" di Richard Eyre
"MON MEILLEUR AMI" di Patrice Leconte
"THE QUEEN" di Stephen Frears
"DAS LEBEN DER ANDEREN" di Florian Henckel von Donnersmarck
"VOLVER" di Pedro Almodovar

MIGLIOR FILM STRANIERO
"BABEL" di Alejandro Gonzalez Inarritu
"THE DEPARTED" di Martin Scorsese
"LETTERS FROM IWO JIMA" di Clint Eastwood
"LITTLE MISS SUNSHINE" di Jonathan Dayton e Valerie Faris
"THE PURSUIT OF HAPPYNESS" di Gabriele Muccino

01 maggio 2007

Maggio al cinema

In ordine di uscita, cinque consigli che esulano dalle solite produzioni sempre più fracassone e sempre meno vicine al concetto di cinema come settima arte.

4 maggio
LA VIE EN ROSE (LA MÔME)
Regia di Olivier Dahan
Con Marion Cotillard, Sylvie Testud
Trama: la vita della straordinaria cantante transalpina Edith Piaf e le difficoltà che ha incontrato sin da bambina, quando fu costretta a crescere nel bordello gestito dalla nonna paterna. Scoperta dal proprietario di un night, ben presto la sua voce e le sue canzoni la resero famosa da una parte all'altra dell'oceano Atlantico...

11 maggio
LE VERITÀ NEGATE (IRRESISTIBLE)
Regia di Ann Turner
Con Susan Sarandon, Sam Neill, Emily Blunt
Trama: Sophie é convinta che la giovane e bella collega del marito stia cercando non solo di conquistarlo, ma anche di impossessarsi della sua vita. Sono solo ossessioni come crede la gente che sta intorno a Sophie, oppure dietro tutto quello che sta accadendo si nasconde qualcosa che neanche Sophie avrebbe potuto mai immaginare?

18 maggio
ZODIAC (Id.)
Regia di David Fincher
Con Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr., Mark Ruffalo
Trama: è la storia di un pericoloso serial killer, soprannominato Zodiac, che terrorizzò San Francisco negli anni '60, con una serie di crudeli omicidi e la cui identità rimane ancora ignota.

25 maggio
BREAKFAST ON PLUTO (Id.)
Regia di Neil Jordan
Con Cillian Murphy, Liam Neeson
Trama: Patrick é un ragazzo irlandese, abbandonato dalla madre, che cresce in una famiglia adottiva. Ben presto scopre le sue preferenze verso i trucchi ed i vestiti della sorella maggiore e crescendo si troverà sempre più in disaccordo con le autorità e gli abitanti della cittadina confinante con l'Irlanda del Nord, che reputa esageratamente bigotta, decidendo di trasferirsi nella più libera e permissiva Londra.

THE HISTORY BOYS (Id.)
Regia di Nicholas Hytner
Con Richard Griffiths, Samuel Anderson
Trama: Alcuni alunni particolarmente dotati e molto affascinanti fanno parte di una classe molto affiatata ma estremamente indisciplinata...