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06 giugno 2012

Diciassette candidature...

Ancora Meryl, la più grande attrice vivente.
Ancora un omaggio.
Ancora un meraviglioso filmato, splendidamente montato dall'utente YT JasonMovieGuy.
Nove minuti di celebrazione della più cristallina arte recitativa moderna.
Gustiamocelo insieme.

27 marzo 2012

My Oscar moments: secondo posto

Meryl Streep
The Iron Lady (2012)
Attrice protagonista


Esattamente un mese fa, ero fuori di me: la sola e unica Meryl Streep vinceva il suo terzo Oscar, contro ogni aspettativa e qualsiasi pronostico. Ho già scritto di tutto e ancor di più sulla fatidica serata e sulle fortissime emozioni provate, pertanto mi limiterei a un ulteriore aneddoto.
Negli ultimi vent'anni o più, salvo pochissime eccezioni, l'attore protagonista che vince l'Oscar lo consegna l'anno successivo all'attrice (stessa cosa, ovviamente, a parti invertite): quello che faccio io, in maniera del tutto priva di senso, è una sorta di prova, immaginando come suonerebbero in bocca al presentatore i nominativi delle cinque candidate. Lo so, è totalmente meaningless, ma ognuno avrà pur le sue fissazioni...
Quest'anno, ovviamente sapendo che sarebbe stato Colin Firth a consegnare l'Oscar, dopo diverse "simulazioni" ho deciso, limitatamente a quest'idiozia, che no, il nome di Viola Davis non sarebbe potuto uscire dalla sua bocca: quello di Meryl, associato all'interpretazione di una figura iconica degli anni ottanta, per giunta britannica come Firth, era il nome giusto. E suonava divinamente...
Fa ridere, vero? In effetti sì, ma questi giochetti a volte servono a tener viva la speranza, che per quanto riguarda la terza statuetta di Meryl non è mai venuta meno. Era solo questione di (poco) tempo: che è fortunatamente arrivato.

02 marzo 2012

La stagione d'oro di Meryl

A parte lo Screen Actors Guild, che ha letteralmente "divinizzato" il film The Help portandolo al successo in tutte e tre le categorie in cui era nominato (ivi compresa quella della migliore attrice, vinta da Viola Davis), per Meryl Streep la cavalcata verso il trionfo agli Academy Awards era iniziata con il Golden Globe vinto a gennaio e il BAFTA assegnatole pochi giorni prima dell'Oscar.
Ripercorriamo quindi le prime due importanti affermazioni in stagione della più grande attrice vivente.

Golden Globe Awards - 15 gennaio 2012



B.A.F.T.A. Awards - 12 febbraio 2012

28 febbraio 2012

Oscar 2012: the Meryl day


A quasi trenta ore dalla conclusione dell'ottantaquattresima cerimonia degli Academy Awards, l'euforia per la fatidica, attesissima, storica, strameritata, agognata e sacrosanta terza stauetta della più grande attrice del nostro tempo, la sola e unica Meryl Streep, non si è ancora minimamente affievolita.
Troppo intensa la gioia provata dopo averci creduto, contro tutto e contro tutti (ma proprio tutti, migliori amici compresi) fino all'ultimo istante: semplicemente, la mia sensazione era quella che Meryl non potesse perdere anche questa volta. E così, fortunatamente, è stato.
Quando Colin Firth l'ha presentata c'era come un'aura di celebrazione nell'aria. Il grandissimo attore inglese ha iniziato così: "Meryl, Mamma Mia! We were in Greece, we danced, I was gay and we were happy!". Suscitando ovviamente le sonore risate dell'audience, oltre a quelle della diretta interessata. Ha poi proseguito citando il record delle diciassette nomination e i continui limiti della perfezione attoriale che Meryl sposta sempre più in alto, definendola "unreasonably good".

Poi, l'apoteosi.



Il suo discorso è stato, in una sola parola, perfetto. Esilarante l'inizio: "When they called my name I've had this feeling I could hear half of America going 'oh no. oh c'mon. her. again. but, whatever...'". Toccante la dedica al marito di una vita: "First I'm going to thank Don because when you thank your husband at the end of the speech they play him out with the music and I want him to know that everything I value most in our lives you have given me." Poi le parole per il make-up artist Roy Helland, che due ore prima aveva vinto il suo primo Oscar, sempre per The Iron Lady: Meryl ha ricordato che le loro strade si erano incrociate ben trentasette anni prima a Broadway e che le loro collaborazioni cinematografiche erano iniziate addirittura con La scelta di Sophie (dal canto suo, Helland aveva in precedenza ringraziato Meryl perchè grazie a lei aveva continuato a lavorare negli ultimi trent'anni). Infine, la parte più genuinamente sentita: "but also I want to thank — because I really understand I’ll never be up here again — I really want to thank all my colleagues, all my friends. I look out here and I see my life before my eyes, my old friends, my new friends, and really this is such a great honor but the thing that counts the most with me is the friendships and the love and the sheer joy we have shared making movies together. My friends, thank you, all of you, departed and here, for this inexplicably wonderful career. Thank you so much. Thank you." E il senso di "chiusura" che si avvertiva alla fine del suo speech potrebbe davvero voler dire, purtroppo, che Meryl d'ora in poi potrebbe fare scelte differenti e abbandonare, almeno in parte, la settima arte: giusto? Personalmente ritengo di no. A mio avviso Meryl merita a tutti gli effetti di raggiungere Katharine Hepburn (unica tra attori ed attrici ad essere riuscita a vincere l'Oscar per ben quattro volte), anche se nel mito c'è già entrata: 17 nomination (record dell'acting) e 3 statuette (al pari di Ingrid Bergman, Jack Nicholson e Walter Brennan).
Ma non voglio pensare a ciò che sarà, almeno per qualche giorno.
Meryl ce l'ha fatta.
E gli Oscar numero 84 saranno per sempre identificati con questa straordinaria impresa.

Grazie, Meryl.

24 febbraio 2012

The Iron Lady


Ormai afflitta da una galoppante demenza senile, l'ex Prime Minister Margaret Thatcher (Meryl Streep), prima donna nella storia ad aver rivestito la carica politica più importante del Regno Unito, ripercorre gli inizi della fulgida carriera in qualità di signorina Roberts, l'incontro con il marito Denis (Jim Broadbent) e le continue lotte per affermare un nuovo concetto di figura femminile in una società prettamente e orgogliosamente maschilista.
Diretto dalla regista inglese Phyllida Lloyd, che già aveva collaborato con la Streep nel godibilissimo Mamma Mia!, The Iron Lady è sostanzialmente un ritratto smussato, banalizzato e fin edulcorato di una delle più controverse figure politiche degli anni ottanta. Se infatti la Thatcher era famosa per la sua austera rigidità, qui il concetto che si vuole trasmettere è di appassionata abnegazione verso i propri ideali e totale dedizione nei confronti dello Stato, insieme a uno spaccato di vita personale al quale lo spettatore molto onestamente non riesce a partecipare, vista la natura del personaggio in questione.
Non aiuta poi la conduzione piatta e totalmente priva di pathos sia della regia che della sceneggiatura, costruite ad arte per non distrarre l'audience dalla performance dell'indiscussa (e peraltro unica) protagonista di questo prodotto: Meryl Streep. Che, ovviamente, non delude. La più grande attrice vivente sciorina infatti un'altra grandissima interpretazione (aiutata da un riuscitissimo makeup): mastodontica nella depiction della vecchia lady Thatcher che parla con lo spettro del defunto marito, diligente e aderentissima al ruolo negli anni di Downing Street.
Quello che stride, però, è come determinate scene e/o inquadrature sembrino cercare l'effetto o l'impressione mnemonica a tutti i costi, svilendo di conseguenza l'impressionante lavoro di accento, mimica e caratterizzazione fatto dalla signora Streep.
In considerazione di tutto ciò, posso assolutamente capire come mai l'Oscar possa nuovamente sfuggire di mano alla grandissima Meryl: il talento cristallino, ineguagliato e ineguagliabile, non può purtroppo sopperire a un film non-film e a una campagna pubblicitaria ridondante e ossessiva, che alla fine, da quando il mondo è mondo, stanca.
In definitiva, seppur imperdibile per tutti i fan di Meryl Streep, non ne consiglierei la visione, se non in lingua originale e comodamente seduti davanti al televisore...

16 febbraio 2012

Meryl/Viola & George/Jean: UPDATE


Alla luce dei più recenti articoli pubblicati sul web dagli "esperti" e soprattutto degli ultimi premi assegnati (BAFTA in testa, che hanno decretato il trionfo di Meryl e Jean), ecco le nuove percentuali di vittoria in entrambi i duelli recitativi.

GEORGE CLOONEY 45%
JEAN DUJARDIN 55%
Se Clooney partiva con i favori del pronostico all'inizio della stagione cinematografica, ora sembra non esserci più gara: se il 26 febbraio il buon George vincerà, a questo punto sarà una sorpresa, dato che Jean ha sempre primeggiato in tutti gli scontri diretti.

VIOLA DAVIS 50%
MERYL STREEP 50%
Incredibilmente teso il duello al femminile: otto giorni fa, poco dopo il post in cui scrivevo del leggero vantaggio di Meryl, sembrò che Viola avesse la statuetta in pugno. Ora il BAFTA (che negli ultimi anni ha acquisito sempre più valore) a sovvertire nuovamente l'esito della competizione: in questo preciso istante, a mio avviso, una favorita proprio non emerge.

08 febbraio 2012

Meryl vs Viola & George vs Jean

Mancano poco meno di tre settimane all'ottantaquattresima edizione degli Oscar e le speculazioni sulle possibili vittorie nelle categorie recitative principali (dato che in quelle di supporto il discorso appare già chiuso) si fanno sempre più accese e intricate.
Mi sembra pertanto doveroso aggiungere la mia, a compendio e recap di tutte le opinioni, autorevoli e non, dell'intera rete...

MIGLIOR ATTORE


George Clooney
PRO: recitazione compassata, naturale e intensa; è letteralmente adorato dai critici, che hanno sempre amato lo stile direttoriale di Payne.
CONTRO: ha già vinto un Oscar; ha perso ai SAGA, sconfitta che ha completamente ribaltato le carte in tavola.

Jean Dujardin
PRO: la novità di una recitazione puramente fisica, senza l'ausilio delle parole; il film è il favorito, e potrebbe trascinarlo.
CONTRO: la recente polemica, che ha l'aria di esser stata montata ad arte, per il manifesto "sessista"; è francese, il che non aiuta.

Il mio pronostico di oggi: Clooney 51%, Dujardin 49%.

MIGLIORE ATTRICE


Viola Davis
PRO: non ha mai vinto; potrebbe essere la seconda attrice protagonista di colore in ottantaquattro anni di storia degli Academy Award; la sua recitazione è piaciuta immensamente a livello qualitativo, decretandone il trionfo sia ai SAGA che ai Critic's Choice Awards.
CONTRO: la co-protagonista Octavia Spencer ha il premio di supporter in tasca: raramente l'Academy premia due attori o attrici dello stesso sesso per lo stesso film; la co-protagonista Spencer è di colore come Viola: troppo black power?

Meryl Streep
PRO: il terzo Oscar (su un totale record di 17 nomination) sta ormai rasentando il ridicolo in quanto ad attesa e ad attrici di dubbio talento (vedasi la Bullock) che sembrano spuntare appositamente per impedirle questa terza fatidica statuetta; la massiccia campagna promozionale dei Weinstein, che sta tuttora impazzando oltreoceano.
CONTRO: è la più grande attrice vivente, non ha (sulla carta) bisogno di ulteriori riconoscimenti; ha già vinto due volte; in più di un'occasione ha elargito lodi sperticate alla Davis, di fatto promuovendola ai suoi danni.

Il mio pronostico di oggi: Streep 52%, Davis 48%.

30 dicembre 2011

Omaggio alla regina Meryl


Era il 4 dicembre quando è andata in scena la trentaquattresima edizione dei Kennedy Center Honors, cerimonia che annualmente premia personalità di spicco in ambito artistico: tra i cinque "vincitori" del 2011, c'era anche sua maestà Meryl Streep, omaggiata da un fantastico parterre de roi: Robert De Niro, Mike Nichols, Stanley Tucci, Emily Blunt, Kevin Kline, Anne Hathaway e Tracey Ullman.
A prescindere dalle malelingue che hanno dipinto quest'onorificenza verso la più grande attrice vivente come una sorta di (ulteriore) campagna promozionale nella corsa all'Oscar, mi auguro di tutto cuore che non sia altro che un ottimo auspicio verso l'agognata terza statuetta, ormai attesa da troppo, troppo tempo.

23 settembre 2011

The Iron Lady: il poster ufficiale

Never Compromise.
Questo il pensiero di Margaret Thatcher, storico Prime Minister britannico: questa anche la tagline del film interpretato da Meryl Streep, che ieri ha presentato il poster ufficiale.
Neanche a dirlo, la somiglianza è da brivido...

16 febbraio 2010

Meryl Streep: la sola ed unica

Sulle note di The Way We Were di Barbra Streisand, un omaggio (si spera benaugurante) alla più grande attrice vivente, "the one and only" Meryl Streep, candidata all'Oscar per la sedicesima volta (record assoluto) per il suo ruolo brillante in Julie & Julia.
Meryl, questa volta, dopo una serie sconcertante di nominations, la statuetta la vogliamo davvero...