Ogni tanto è rigenerante gustarsi una pellicola concepita senza alcun desiderio di stupire o entusiasmare, ma realizzata con il solo intento di trasporre in maniera fedele un (bel) romanzo del 1925 di uno degli autori più amati dal cinema d'ogni tempo, William Somerset Maugham.Dalla sua penna sono infatti stati adattati diversi capolavori di celluloide interpretati dalle più grandi star di tutte le epoche: Gloria Swanson, Joan Crawford, Greta Garbo, Bette Davis, Tyrone Power, e, in tempi più recenti, Sean Penn e Annette Bening.
In ultimis, ecco la seconda versione de Il velo dipinto (dopo quella del 1934), struggente spaccato sulla natura dell'amore sullo sfondo della Cina antimperialista degli anni venti.
Il film di John Curran è ben diretto, splendidamente recitato, solidamente supportato da un cast tecnico di prim'ordine (originale e volutamente patinata la fotografia di Stuart Dryburgh) ed adattato con sapiente misura ed intelligenza da Ron Nyswaner.
Come appena detto, bravissimi gli interpreti Naomi Watts ed Edward Norton, autentico perno di tutta la prima parte del film, che si scatenano nella seconda dando vita ad alcune scene di rarà intensità emotiva, soprattutto per la veridicità con cui rendono la netta trasfigurazione psicofisica dei protagonisti.
Sulla trama è meglio non dire nulla: l'ideale sarebbe leggersi il libro e poi godersi questa bella messinscena. Basti sapere che, come già detto, l'Amore è il perno, il fulcro, il motore di questa storia: appassionata, sincera e disperata.
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