Mah...Diciamo sempre che il cinema italiano è in crisi.
Ci lamentiamo delle solite facce, dei soliti registi, delle solite sceneggiature.
E poi?
Riutilizziamo alcune storiche gag di un Verdone che è stato grande, piazziamo la faccetta simpatica e un po' sbruffoncella dell'onnipresente Muccino junior e condiamo il tutto con uno script senza capo né coda, che fa il verso a Muccino senior e l'occhiolino a Virzì, ottenendo un prodotto scialbo, inconcludente e francamente incomprensibile, sempre a metà tra commedia e spaccato generazionale.
Peccato, perchè l'idea di partenza era buona (rovina la vita a chi ha rovinato la tua), Verdone fa veramente di tutto per rendere credibile il suo personaggio, e la freschezza di Ana Caterina Morariu per un po' cattura l'attenzione. Poi, il baratro.
Illudiamoci quindi che il cinema italiano non sia in crisi e che esistano nuove risorse: illudiamoci fino in fondo, magari arriveremo a crederci...

