25 giugno 2007

Blood Diamond

Il plot, prima di tutto: Solomon Vandy (Djimon Hounsou), un uomo che è disposto a tutto pur di ritrovare suo figlio, scopre fortuitamente un raro diamante rosa che farà intrecciare il suo destino con quello di un cinico ex mercenario dello Zimbabwe, Danny Archer (Leonardo DiCaprio), che vede nel possesso di quella pietra l'occasione per riscattare tutta una vita e lasciare per sempre un paese (la Sierra Leone) e un tragico passato che lo ha visto complice nel sanguinario ciclo di corruzione e violenza.
Solido prodotto semi-hollywoodiano ben costruito e ancor meglio recitato, Blood Diamond è un film gradevole, senza fronzoli, necessariamente violento (soprattutto nella prima parte) e di grande impatto emotivo, anche se gli ultimi 40 minuti scivolano verso un finale telefonato e le situazioni si susseguono forse un po' troppo meccanicamente.
Resta il fatto che gli ottimi attori (strepitoso Hounsou) contribuiscono ad elevare ben al di sopra della media una pellicola che altrimenti non avrebbe sicuramente superato il limite del buon film d'azione con paesaggi africani cartolineschi a far da cornice.
Bravi anche gli attori provenienti dalla Mecca del cinema: DiCaprio si lascia definitivamente alle spalle l'abusato ruolo di idolo delle teenager originando un personaggio senza scrupoli e valori morali di alcun genere, mentre Jennifer Connelly non ricopre semplicemente la parte di sparring partner di coppia, ma tratteggia in maniera impeccabile un'accanita giornalista alla caccia di forti emozioni professionali.
Ottimo il cast tecnico, anche se le musiche e la fotografia sono un po' accademiche.
Un film che non si deve vedere a tutti i costi ma che, a conti fatti, è un peccato perdere.

18 giugno 2007

I figli degli uomini

Per cercare di comprendere questo particolarissimo film, mi faccio aiutare nell'incipit dall'immancabile Andrea D'Addio di FilmUp.com: "...siamo nel 2027 e il grande problema di tutto il pianeta è l'infertilità degli umani. Non si riescono a fare bambini, il più giovane è appena morto ed aveva già 18 anni. Ogni nazione cerca di salvaguardare i propri territori, le frontiere sono ipercontrollate e gli immigrati irregolari trattati alla stregua degli ultimi dei criminali. A Londra l'ex attivista e ormai triste burocrate Theo (Clive Owen) si trova però tra le mani la possibilità di dare nuova speranza all'intera umanità: una profuga con cui entra accidentalmente in contatto infatti è incinta…"
Una sorta di Apocalisse infanticida, quindi.
E la domanda che sorge spontanea, che è anche l'unico -pesante- neo del film è la seguente: ne avevamo bisogno? Era davvero necessario adattare l'omonimo romanzo della scrittrice inglese P.D. James, scritto peraltro quando l'autrice aveva 72 anni?
Personalmente, ritengo di no. Ma queste sono riflessioni che vanno al di là dell'esclusivo ambito cinematografico, pertanto mi limiterò al mero aspetto legato al lato "artistico" della pellicola, tralasciando le motivazioni che possono aver portato il bravissimo Alfonso Cuarón (suoi lo strepitoso Y tu mamá también e il terzo splendido capitolo della saga di Harry Potter) a girare un film così scomodo, duro e disturbante.
Come già anticipato, la regia è assolutamente di prim'ordine, nobilitata da una maestria non comune nell'utilizzo dei piani-sequenza (mozzafiato le scene dell'assalto nel bosco e dell'incursione dei militari nel campo profughi); la fotografia (di uno strepitoso Emmanuel Lubezki, scandalosamente scippato dell'Oscar) e le scenografie sono così aderenti al tema trattato da traformare Londra in una metropoli da incubo; le musiche, vagamente liriche, contribuiscono a rendere quasi poetiche alcune scene ad alto contenuto di pathos.
E gli attori? Tutti bravi, molto bravi, eccezion fatta per un Michael Caine troppo desideroso di sfondare in qualità di ex-hippie.
In ultimis, l'ineccepibile sceneggiatura, precisa e tagliente come un coltello ben affilato, che entra facile nel labile involucro dell'anima.
Una grande pellicola, pertanto, ma il tarlo del dubbio continua a rodermi: perchè un simile prodotto? Siamo davvero così disperati?

Spider-Man 3

Bistrattato dalla critica d'oltreoceano e snobbato anche dagli esperti di casa nostra, il terzo capitolo dell'uomo aracnide non eccelle sicuramente per ritmo (fiacco), dialoghi (banali) e recitazione (incolore, tranne James Franco alias New Goblin), ma si lascia comunque vedere per fluidità e consecutio temporum, oltre che per i sontuosi effetti visivi, dozzinali ma riusciti.
Più infantile e meno introspettivo del secondo capitolo, il film diverte soprattutto per l'alternarsi di situazioni ad alto contenuto adrenalinico con frammenti posati e di (blanda) riflessione sui valori morali dell'umanità, ed è forse il più "raimiano" dei tre.
Qualcosa sul cast: Maguire, la Dunst e Topher Grace (un incolore Venom) sono imbarazzanti per inespressività e svogliatezza, Haden Church (l'uomo di sabbia) se la cavicchia appena, mentre, come già detto, James Franco dimostra di non avere dalla sua solamente l'avvenenza fisica.
E qualcosa anche sul cast tecnico: le musiche di Christopher Young riprendono pedissequamente il bel tema originale di Danny Elfman, la fotografia e le scenografie risultano asetticamente perfette.
Insomma, forse meglio del secondo, ma decisamente lontano dalla prima pellicola.
Consigliato ai soli appassionati del fumetto e dello stile "un po' così" del regista.

14 giugno 2007

David di Donatello 2007: i vincitori


Tutto più o meno - e fortunatamente - secondo previsione.
La sconosciuta, splendido, durissimo noir di Giuseppe Tornatore, trionfa con i due riconoscimenti più prestigiosi (film e regia), a cui si aggiungono le vittorie di Ksenia Rappoport in qualità di Migliore Attrice (sacrosanto), Ennio Morricone per le musiche (sacrosanto bis) e Fabio Zamarion per la fotografia (sacrosanto ter).
Anche Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti porta a casa cinque statuette (da segnalare la sceneggiatura e l'attore protagonista, un bravissimo Elio Germano), ma non quella per Riccardo Scamarcio, sopravvalutato ed altezzoso attorucolo idolo delle teenager di casa nostra (e di certa critica non meglio precisata).
Un pizzico di delusione per Nuovomondo di Emanuele Crialese, fermatosi a quota tre, che si è aggiudicato i David per i costumi, le scenografie e gli effetti speciali.
Ottimo risultato invece per L'aria salata, piccolo film dell'esordiente Alessandro Angelini, capace di vincere due significativi premi quali l'attore non protagonista e la produzione.
Meritato il riconoscimento a Kim Rossi Stuart come Miglior Regista Esordiente e giuste vittorie de Le vite degli altri e Babel in qualità di Miglior Film UE e Miglior Film Straniero.
Unica nota di disappunto la necessità di premiare ex-aequo l'attrice non protagonista (la Angiolini per Saturno Contro e la Finocchiaro per Mio fratello è figlio unico): scegliere di non scegliere non è mai un vanto per una giuria.

Di seguito i vincitori delle categorie principali.

MIGLIOR FILM
"ANCHE LIBERO VA BENE"
RAICinema, Carlo Degli Esposti, Giorgio Magliulo, Andrea Costantini
"CENTOCHIODI"
Luigi Musini, Roberto Cicutto per CinemaUndici e RAICinema
"MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO"
Cattleya
"NUOVOMONDO"
Fabrizio Mosca per Titti Film
"LA SCONOSCIUTA"
Medusa Film


MIGLIOR REGISTA
Marco BELLOCCHIO "Il regista di matrimoni"
Emanuele CRIALESE "Nuovomondo"
Daniele LUCHETTI "Mio fratello è figlio unico"
Ermanno OLMI "Centochiodi"
Giuseppe TORNATORE "La sconosciuta"

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Francesco AMATO "Ma che ci faccio qui!"
Alessandro ANGELINI "L’aria salata"
Giambattista AVELLINO, FICARRA e PICONE "Il 7 e l’8"
Davide MARENGO "Notturno Bus"
Kim ROSSI STUART "Anche libero va bene"

MIGLIORE SCENEGGIATURA
L. FERRI, F. STARNONE, F. GIAMMUSSO, K. ROSSI STUART
"Anche libero va bene"
Ermanno OLMI "Centochiodi"
S. PETRAGLIA, S. RULLI, D. LUCHETTI "Mio fratello è figlio unico"
Emanuele CRIALESE "Nuovomondo"
Giuseppe TORNATORE "La sconosciuta"

MIGLIOR PRODUTTORE
Donatella BOTTI "L’aria salata"
Luigi MUSINI, Roberto CICUTTO "Centochiodi"
Cattleya "Mio fratello è figlio unico"
Fabrizio MOSCA "Nuovomondo"
Medusa Film "La sconosciuta"

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Margherita BUY "Saturno contro"
Donatella FINOCCHIARO "Il regista di matrimoni"
Giovanna MEZZOGIORNO "Lezioni di volo"
Laura MORANTE "Liscio"
Ksenia RAPPOPORT "La sconosciuta"

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Vincenzo AMATO "Nuovomondo"
Elio GERMANO "Mio fratello è figlio unico"
Michele PLACIDO "La sconosciuta"
Giacomo RIZZO "L’amico di famiglia"
Kim ROSSI STUART "Anche libero va bene"

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Ambra ANGIOLINI "Saturno contro"
Michela CESCON "L’aria salata"
Angela FINOCCHIARO "Mio fratello è figlio unico"
Sabrina IMPACCIATORE "N – Io e Napoleone"
Francesca NERI "La cena per farli conoscere"

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Giorgio COLANGELI "L’aria salata"
Ninetto DAVOLI "Uno su due"
Ennio FANTASTICHINI "Saturno contro"
Valerio MASTANDREA "N – Io e Napoleone"
Riccardo SCAMARCIO "Mio fratello è figlio unico"

MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Luca BIGAZZI "L’amico di famiglia"
Agnés GODARD "Nuovomondo"
Fabio OLMI "Centochiodi"
Alessandro PESCI "N – Io e Napoleone"
Fabio ZAMARION "La sconosciuta"

MIGLIOR MUSICISTA
Ennio MORRICONE "La sconosciuta"
NEFFA (Giovanni Pellino) "Saturno contro"
Franco PIERSANTI "Mio fratello è figlio unico"
Teho TEARDO "L’amico di famiglia"
Fabio VACCHI "Centochiodi"

MIGLIORE SCENOGRAFO
Carlos CONTI "Nuovomondo"

Andrea CRISANTI "La masseria delle allodole"
Francesco FRIGERI "N – Io e Napoleone"
Giuseppe PIRROTTA "Centochiodi"
Tonino ZERA"La sconosciuta"

MIGLIORE COSTUMISTA
Maria Rita BARBERA "Mio fratello è figlio unico"
Nicoletta ERCOLE "La sconosciuta"
Maurizio MILLENOTTI "N – Io e Napoleone"
Lina NERLI TAVIANI "La masseria delle allodole"
Mariano TUFANO "Nuovomondo"

MIGLIOR MONTATORE
Francesca CALVELLI "Il regista di matrimoni"
Mirco GARRONE "Mio fratello è figlio unico"
Patrizio MARONE "Saturno contro"
Maryline MONTHIEUX "Nuovomondo"
Massimo QUAGLIA "La sconosciuta"

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Marco GRILLO "Saturno contro"
Mario IAQUONE "Anche libero va bene"
Pierre-Yves LAVOUE "Nuovomondo"
Gilberto MARTINELLI "La sconosciuta"
Bruno PUPPARO "Mio fratello è figlio unico"

MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA
"NOTES ON A SCANDAL" di Richard Eyre
"MON MEILLEUR AMI" di Patrice Leconte
"THE QUEEN" di Stephen Frears
"DAS LEBEN DER ANDEREN" di Florian Henckel von Donnersmarck
"VOLVER" di Pedro Almodovar

MIGLIOR FILM STRANIERO
"BABEL" di Alejandro Gonzalez Inarritu
"THE DEPARTED" di Martin Scorsese
"LETTERS FROM IWO JIMA" di Clint Eastwood
"LITTLE MISS SUNSHINE" di Jonathan Dayton e Valerie Faris
"THE PURSUIT OF HAPPYNESS" di Gabriele Muccino