14 maggio 2009

Le cronache di Spiderwick

La famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella Mallory) lascia New York per trasferirsi in una vecchia casa appartenuta ad un loro famigliare. Si troveranno però di fronte a fatti strani ed insoliti. Dopo alcune ricerche e false accuse tra loro, scopriranno un mondo fantastico popolato da bizzarre creature.
Un incipit sfruttatissimo per un prodotto che in più di un'occasione rischia quasi il plagio, ma riesce sempre, con molteplici colpi di coda, a riprendersi fino ad un gradevole risultato finale. Niente a che vedere con pellicole analoghe (su tutte, ovviamente, Narnia e Neverland, ma anche il datato ma sempre magico La storia infinita), ma Mark Waters, il regista, ottiene, grazie ad un cast equilibrato e arricchito da ottimi caratteristi quali Joan Plowright e David Strathairn, un film professionale che, pur puntando dichiaratamente ad un target under 18, diverte anche il pubblico adulto.
Da recuperare, con calma, al noleggio.

09 maggio 2009

David di Donatello 2009: i vincitori

Sette statuette per ciascuno.
Ma la sfida del cinema italiano tra «Gomorra» e «Il Divo» la vince il film tratto dal libro di Roberto Saviano e diretto da Matteo Garrone, che ottiene i premi più prestigiosi: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura. Consolazione per Paolo Sorrentino nelle categorie dei caratteristi: miglior attore è Toni Servillo, Piera Degli Esposti miglior attrice non protagonista.
Alba Rohrwacher («Il papà di Giovanna») si aggiudica il David come miglior attrice protagonista, mentre miglior attore non protagonista è Giuseppe Battiston per «Non pensarci».
Qui tutti i vincitori.

06 maggio 2009

In Memoriam: Dom DeLuise (1933-2009)

L'attore comico americano Dom DeLuise, interprete di numerosi film di Mel Brooks, è morto in un ospedale di Los Angeles nella serata di lunedì. Aveva 75 anni ed era nato a Brooklyn il 1° agosto 1933.
Di origini italiane, l'attore aveva interpretato film come Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Il mistero delle dodici sedie, Robin Hood - Un uomo in calzamaglia e La corsa più pazza d'America.
Era stato anche per alcune stagioni il conduttore negli anni '90 della serie Tv Candid Camera.

05 maggio 2009

Gran Torino

Walt Kowalski ha appena perso la moglie, e la presenza dei figli con le relative famiglie al funerale non gli è di alcun conforto. Così come non gli è gradita l'insistenza con cui il giovane parroco cerca di convincerlo a confessarsi. Walt è un veterano della guerra in Corea e non sopporta di avere, nell'abitazione a fianco, una famiglia di asiatici di etnia Hmong. Le uniche sue passioni, oltre alla birra, sono il suo cane e un'auto modello Gran Torino che viene sottoposta a continua manutenzione. La sua vita cambia il giorno in cui il giovane vicino Thao, spinto dalla gang capeggiata dal cugino Spider, si introduce nel suo garage cercando di rubargli la preziosa automobile...
Girato in quattro settimane al termine di un progetto che non ha mai visto la luce, Gran Torino è l'ennesima dimostrazione di autentico genio cinematografico da parte di Clint Eastwood.
Senza particolari voli pindarici nello script, negli effetti speciali, nel cast o nell'originalità del soggetto, Clint riesce ancora una volta a smuovere i più reconditi anfratti dell'animo umano con una pellicola dalla prorompente forza morale, girata con piglio leggero e maestria quasi sbalorditiva.
Quello che sorprende sempre più è la naturalezza (e la levità) con cui il grandissimo regista ed interprete californiano parla di temi decisamente sfruttati quali il razzismo, la violenza, l'integrazione, l'amicizia: come al solito, lo fa senza suggerirci nulla, ma presentandoci la sua versione dei fatti, senza mezzi termini.
Straordinario tutto lo sconosciuto cast, scelto e diretto nell'arco di nemmeno due mesi, ma davvero eccezionale la prova di Eastwood, a metà tra Callahan e Frankie Dunn, l'allenatore di Million Dollar Baby, ma soprattutto fratello maggiore di Bill Munny, il cowboy di Unforgiven.
Sottili e di altissima caratura artistica le partiture dirette da Lennie Niehaus, inquietante la fotografia di Tom Stern, che trasforma Detroit in una città semi-fantasma (tranne nella splendida scena finale) e veramente notevole l'apporto del rimanente supporto tecnico.
Ma il vero responsabile di questa ulteriore gemma della settima arte è solo l'ineguagliabile Clint: ideatore, regista, attore, anima di questo piccolo, gigantesco film.
Assolutamente da non perdere.