01 novembre 2007

Stardust

Magico, pieno di incongruenze, divertentissimo, sfilacciato, appassionante, incompiuto e ...ancora magico.
Questo è, in sintesi, Stardust.
Un film che stenta un po' a decollare nonostante la bravura degli interpreti, ma che poi avvolge lo spettatore in un vorticoso susseguirsi di eventi più o meno spettacolari che alla fine servono da corollario al vero protagonista di questa fiaba, l'Amore. Già, perchè da qualsiasi angolazione la si guardi, la storia gravita sul sentimento per eccellenza e lo fa in maniera piacevole, originale e coinvolgente.
Ma andiamo con ordine.
In poche parole, l'incipit: Tristan, diciottenne innamorato, per conquistare il cuore della bella e superficiale Victoria, promette di portarle in dono una stella caduta. L'astro, toccato il suolo, è in realtà diventato una giovane e bellissima ragazza di nome Yvaine. Tristan troverà sì la stella, ma da quel momento dovrà fare i conti con una serie di malvagi personaggi che faranno di tutto per accaparrarsi la grazia e la giovinezza di Yvaine. Tra intrighi, fatture, disavventure e colpi di scena i giovani eroi finiranno anche per attraversare la strada del “terribile” pirata Capitan Shakespeare...
Come si può evincere dal breve riassunto iniziale, svariati erano i rischi (déjà vu, banalità, scarso interesse verso la pellicola); ebbene, a livello generale, posso tranquillamente affermare che tutte queste presunte trappole narrative sono state (più o meno) smarcate grazie all'inserimento di un fattore sicuramente poco sfruttato in questo genere cinematografico: l'ironia. A tratti irresistibile, è il vero sparring partner di tutti gli accadimenti, con buona pace di chi si era già affrettato a screditare il film per manifesta latenza di afflato epico.
Non c'è solo il divertimento, peraltro. Le poche situazioni drammatiche vengono affrontate con mestiere dal regista (e sceneggiatore) Matthew Vaughn (alla sua seconda fatica) e descritte con credibilità dalla co-sceneggiatrice Jane Goldman.
Capitolo a parte merita poi il cast, a dir poco stellare a cominciare dai protagonisti: Claire Danes è una Stella della Sera di raro splendore ed intensità, mentre il quasi esordiente Charlie Cox (Tristan) è un concentrato di energia ed espressività; ma sono i caratteristi di contorno a strappare i veri applausi: una perfida ed agghiacciante Michelle Pfeiffer, uno spassoso Rupert Everett, ma soprattutto un geniale Robert De Niro, ancora capace di sorprendere (e sorprendersi) nell'interpretazione di un pirata con più di uno scheletro nell'armadio...
Strepitoso il supporto tecnico ed adeguate le musiche di Ilan Eshkeri.
In chiusura, una piccola nota polemica: facendo seguito allo scarso successo al botteghino USA, alcuni (spocchiosi) critici d'oltreoceano hanno liquidato il film come "svogliato prodotto adolescenziale": se la pensano davvero così, a mio modesto avviso significa che è purtroppo vero che gli opinionisti made in USA ormai usano i complimenti solo ed esclusivamente per la ristretta cerchia dei registi e produttori ...sopra i 100 milioni di dollari. Che tristezza.

2 commenti:

Massimo ha detto...

Mah, guarda, devo dire che non sono proprio d'accordo con questa tua ultima dichiarazione. Ormai vado pochissimo al cinema ma seguo ancora le critiche e ti assicuro che in genere i critici stroncano sempre le super produzioni mentre lodano piccoli films che alla fine incassano molto poco.

Magari a molti critici questo film semplicemente non è piaciuto... come ad Arianna...

Vittorio Guasti ha detto...

Legittimo il tuo giudizio, ma sempre più spesso i critici USA recensiscono in maniera diametralmente opposta dai colleghi europei ogni genere di film. Può anche essere una questione di differenti esigenze cinematografiche, ma nessuno riuscirà mai a togliermi questa sgradevole sensazione legata al frettoloso e poco professionale commento dei critici d'oltreoceano su "Stardust"...