15 aprile 2008

Come tu mi vuoi

Rovistando nel calderone degli strombazzati ma assolutamente vacui prodotti generazionali, ho deciso di tentare la visione di quest'opera prima di Volfango De Biasi per un'unica ragione: la presenza dei due attori protagonisti, simpatici e sommariamente dotati di talento, Cristiana Capotondi e Nicolas Vaporidis.
Alla fine, non ho avuto torto. Non dico di esser stato premiato con un film godibile, ma almeno ho potuto apprezzare le indubbie qualità recitative della Capotondi, credibile e decisamente accattivante.
Sospendo il mio giudizio, invece, su Vaporidis, troppo macchiettistico e teatrale.
Dovendo sintetizzare la mia personale opinione sulla pellicola, approfitto della recensione di Marzia Gandolfi dal sito MyMovies.it: "Come tu mi vuoi, neanche a dirlo ma è bene dirlo, conferma una standardizzazione drammaturgica e formale tesa ad agganciare e ad aggredire un pubblico di giovanissimi/e. A questo punto la critica può scegliere di porsi come ultimo anello di una catena di promozione e consenso o come ultimo baluardo (forse romantico e probabilmente snobistico) contro un cinema che parla a se stesso, blandendo e impigrendo. Poco credibile sul piano della denuncia che intenderebbe documentare (la noia e i vizi di una gioventù bruciata, lo squallido rituale della droga chic, la rappresentazione dei luoghi dei neo-ricchi spregiudicati), Come tu mi vuoi rimane una prova sfilacciata di una vicenda che si vorrebbe emblematica di una società opulenta ma viziata. L'opera prima di De Biasi cerca le ragioni della diversità mettendo in scena una ragazza bruttina che baratta la propria anima con una presunta accettazione. Il risultato è alla fine ambiguo e l'integrazione viene convertita in omologazione. Il guardare oltre le apparenze richiede un lungo e faticoso tirocinio a cui nessuno, in questo film, sembra davvero disposto."
In sostanza, lasciate perdere se avete più di diciotto anni e non volete ...sperimentare.

20 marzo 2008

David di Donatello 2008: le candidature

E' Caos Calmo di Antonello Grimaldi il film che ha ricevuto il maggior numero di candidature per la 52esima edizione dei Premi David di Donatello, che verranno consegnati il 18 aprile all'Auditorium della Conciliazione di Roma.
Ben 18 nomination per la pellicola interpretata da Nanni Moretti tratta dal romanzo di Sandro Veronesi, che dovrà vedersela con Giorni e Nuvole di Silvio Soldini e La ragazza del lago di Andrea Molaioli (15 candidature ciascuno), La giusta distanza di Carlo Mazzacurati (8 nomination, più una per il David Giovani) e Il vento fa il suo giorno di Giorgio Diritti, 5 nomination.
Questa edizione secondo gli organizzatori servirà a riconciliare cinema d'autore e cinema commerciale. Alla serata del 18 aprile parteciperanno anche protagonisti della nostra cinematografia che non figurano tra i candidati: "I film popolari raramente accedono alle cinquine dei candidati, per questo abbiamo pensato di chiamare i protagonisti più popolari del nostro cinema per premiare i vincitori; - ha sottolineato Tullio Solenghi, che presenterà la serata del 18 aprile - ci saranno, fra gli altri, Nancy Brilli, Massimo Boldi, Giorgio Panariello, Cristina Capotondi, Ambra Angiolini, Neri Marcorè, Silvio Muccino e Ricky Tognazzi. Sarà una festa collettiva del cinema".
Nel corso della cerimonia verranno assegnati anche il David per il miglior documentario, il miglior cortometraggio, e il David Giovani, assegnato da una giuria d 6000 studenti delle scuole superiori, oltre, naturalmente, al David per il miglior film dell'Unione Europea e per il miglior film straniero.

18 marzo 2008

In Memoriam: Anthony Minghella (1954-2008)

All'età di 54 anni, tra lo stupore generale, è deceduto Anthony Minghella, regista anglo-italiano premio Oscar 1996 per "Il paziente inglese".
Da fonti americane sembra che la causa del decesso sia imputabile ad un'emorragia in seguito a un intervento di routine al collo.
Minghella era nato il 6 gennaio 1954 sull'isola di Wight da madre scozzese e padre italo-scozzese di origini laziali. Nel 1975 esordì come regista teatrale per poi passare in televisione. Il suo primo film è del 1990, ma il grande successo internazionale arrivò appunto con il film Il paziente inglese, tratto da un romanzo di Michael Ondaatje ambientato nella seconda guerra mondiale. Nel 2000 il suo film Il talento di Mr. Ripley ebbe cinque nomination, e nel 2004 Ritorno a Cold Mountain ebbe sette candidature, ma prese solo un Oscar. Di recente aveva girato per la Bbc in Botswana il film The No.1 Ladies’ Detective Agency.

26 febbraio 2008

Oscar 2008: i miei commenti

Innanzitutto, mi sembra doveroso dedicare l'immagine di questo post alla più gradita delle sorprese di quest'ottantesima edizione: la vittoria di Marion Cotillard quale Miglior Attrice Protagonista, per la strabiliante interpretazione di Edith Piaf ne La Môme (da noi La vie en rose).
Ma andiamo con ordine.
E' stata una cerimonia snella (3 ore e 15 minuti), ma si sapeva che sarebbe durata decisamente di meno degli altri anni a causa dello sciopero degli sceneggiatori, terminato solo un paio di settimane fa. E' stata una cerimonia piacevole, ben condotta, senza momenti eccessivi o eccessivamente sonnolenti. E' stata, soprattutto, la cerimonia delle sorprese.
Scendiamo quindi nel dettaglio.

I PRO
- Le sorprese!
- Il trionfo della qualità sul botteghino
- Il conduttore Jon Stewart, brillante, mai sopra le righe, sicuro, telegenico
- Le scelte dell'Academy, una volta tanto non inflazionate nè condizionate dai premi assegnati nelle settimane precedenti
- La decisione di far tornare a ringraziare la co-autrice della canzone vincitrice: lo stacco musicale prima dello spot pubblicitario l'aveva zittita
- Il coraggio dei giurati nel premiare quattro attori non americani su quattro (tra cui una francese che recita nella lingua madre)
- Un po' di campanilismo non guasta: due vittorie su tre nomination per l'Italia
- L'umiltà e l'eleganza di Marion Cotillard

I CONTRO
- L'Oscar alla carriera assegnato ancora una volta in modo consolatorio più che per reale celebrazione di un mito
- I "dimenticati" durante il tributo alle persone scomparse nell'ultimo anno; in testa Ulrich Mühe e Brad Renfro
- L'atteggiamento e il vestito di Diablo Cody, vincitrice della Miglior Sceneggiatura Originale
- Gli outfit di Tilda Swinton (orrenda), Jennifer Hudson e Cameron Diaz
- L'eccessivo ermetismo dei fratelli Coen
- Una sola statuetta a Espiazione: decisamente troppo poco
- I tre premi a The Bourne Ultimatum: decisamente troppi
- Le enormi innaturali labbra rifatte di Nicole Kidman (e qui mi piange davvero il cuore)

LE SORPRESE
- Da dove cominciare??? In primis, come già detto, la vittoria della Cotillard, autentico climax della serata
- Il premio a Tilda Swinton, che non si è nemmeno accorta che Alan Arkin aveva pronunciato il suo nome
- La bocciatura di Transformers: nessun premio
- I Migliori Costumi, andati alla stilista del secondo capitolo di Elizabeth, quando tutti si aspettavano l'Oscar postumo a Marit Allen, creatrice degli abiti di Edith Piaf ne La vie en rose

Credo sia tutto. Al prossimo anno!

Michael Clayton

Inizio con un pensiero sicuramente ad effetto: Michael Clayton è uno di quei film che non possono non piacere, o perlomeno difficilmente deludono.
La motivazione è lineare: trama solida, interpreti assolutamente in stato di grazia (non è un caso l'Oscar a Tilda Swinton), regia sicura e senza fronzoli di Tony Gilroy, supporto tecnico di prim'ordine.
Eppure, a mio personalissimo avviso, la pellicola non riesce ad intrigare fino in fondo.
La motivazione, anche in questo caso, è semplice: non si può progettare un diadema utilizzando fini diamanti e poi costruirlo utilizzando fondi di bottiglia...
Non sono stato chiaro? Forse... Quello che intendo dire è che la prima parte del film è sicuramente ricchissima di eventi preparatori e contesti destabilizzanti, pertanto lo spettatore si prefigura un secondo tempo altrettanto interessante: ebbene, non è così. La matassa si dipana nel modo (ahimè) più logico e didascalico e l'attenzione (fortunatamente) si sposta sugli attori (ancora più fortunatamente bravissimi, come già detto), senza i quali questo prodotto non sarebbe sicuramente stato lo stesso.
Di chi sto parlando? Della sopracitata Swinton, del sottovalutato Tom Wilkinson e del gigione per eccellenza, il buon George Clooney, che una volta abbandona il viso da piacione stropicciandosi i lineamenti e risultando assolutamente credibile.
Qualcosa sul plot, anche solo per capire il tema fondamentale della pellicola: Michael Clayton lavora per uno dei più grossi studi legali di New York, che da anni è impegnata a difendere una importante società che produce prodotti chimici per l'agricoltura. Quest'ultima è, infatti, accusata di aver provocato la morte di diverse persone dopo aver messo in vendita un prodotto cancerogeno. Quando ormai la battaglia legale sembra che stia andando a favore della società il miglior avvocato dello studio ha una crisi di coscienza ed è deciso a svelare le prove che ne dimostrerebbero la colpevolezza. Michael Clayton, che da anni si preoccupa di risolvere le grosse grane dello studio con sotterfugi ed espedienti, dovrà ora darsi da fare per accomodare anche questo guaio...
Insomma, soggetto un po' inflazionato...
Comunque da vedere, oltre che per le suddette ragioni, per le riflessioni che inevitabilmente ci porterà a fare.

Oscar 2008: tutti i vincitori

Di seguito i vincitori dell'80ma edizione degli Oscar.
A breve i commenti.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

24 febbraio 2008

Non è un paese per vecchi

A prescindere dal fatto che utilizzerei la follia omicida dello spietatissimo killer di questa pellicola contro le persone che credono di essere in salotto e durante la proiezione si permettono di commentare ogni cosa nei modi più beceri e rigorosamente ad alta voce, inizio questa mia recensione con le parole di Todd McCarthy di Variety: "A scorching blast of tense genre filmmaking shot through with rich veins of melancholy, down-home philosophy and dark, dark humor."
Insomma, niente di nuovo sul fronte dei fratelli Coen, ma in quest'occasione credo che Ethan e Joel abbiano davvero centrato il (quasi) capolavoro: sceneggiatura perfetta, attori in assoluto stato di grazia, cast tecnico superlativo e (stringatissima) colonna sonora del solito, bravissimo, Carter Burwell.
Di cosa parla? Beh, tutto ha inizio in Texas quando, durante una battuta di caccia, Llewellyn Moss (un sorprendentemente bravo Josh Brolin) trova in una zona desertica dei camioncini circondati da cadaveri. Su alcune di queste macchine scopre una partita di eroina, mentre in un’altra c’è una valigetta con ben due milioni di dollari. Sebbene sia una persona onesta, Moss decide di tenere i dollari per migliorare la sua vita e quella di sua moglie. Questa decisione innesta una reazione a catena e il protagonista si trova costretto a fuggire, inseguito da spacciatori messicani e da un misterioso serial killer (un incredibile Javier Bardem), che nemmeno lo sceriffo della contea, Bell (Tommy Lee Jones, stratosferico), riesce a fermare...
Evoluzione di Blood Simple e sublimazione di Fargo, Non è un paese per vecchi
"non si accontenta di ironizzare. Non basta infatti ai Coen mostrare quanto sono bravi a suscitare il riso dinanzi a un uomo che muore. Non è questo il loro scopo. Ciò che per loro conta è riuscire a mettere in rilievo anche solo una scintilla di umanità in un mondo che sembra governato dalla follia." (Giancarlo Zappoli, MyMovies.it)
Bruce Newman del San Jose Mercury News si spinge addirittura a dire che "working from a Cormac McCarthy novel that has the heedless, headlong force of an action movie screenplay, Joel and Ethan Coen have improved upon the original by giving it a visual lyricism to match McCarthy's verbal barrage."
Ed è proprio questa facilità ad adattare, integrare e migliorare la parola stampata che sorprende: i Coen sanno creare tensione allo stato puro dal nulla, in una conversazione che nasce per ingannare il tempo; ma è una tensione che non è mai fine a sé stessa, è frutto di un mondo "malato" dal quale si tenta (quasi invano) di uscire.
Candidato a otto premi Oscar, questa notte potrebbe facilmente vincerne almeno quattro: sacrosanto.
Da vedere. Ad ogni costo.

Il petroliere (There Will Be Blood)

Due ore e quarantacinque minuti di film sono un durissimo banco di prova anche per il cinefilo più accanito; se poi si tratta di un pamphlet a metà tra una biografia e un cineromanzo storico, si può giungere alla saturazione nell'arco di breve tempo.
Fortunatamente Il petroliere è uno di quei rari esempi in cui l'attenzione tiene (con qualche tentennamento) e il ritmo è sapientemente cadenzato dal chirurgico verificarsi degli avvenimenti chiave nei tempi giusti. Per carità, come già detto sono presenti alcune lungaggini, ma mi sento di affermare che nell'economia del film non siano solo giustificabili, bensì necessarie.
Stante questo iniziale parere, mi sembra doveroso riconoscere immediatamente il vero artefice di questo soddisfacente risultato: Daniel Day-Lewis.
L'attore britannico, da sempre su standard elevatissimi, entra definitivamente nell'Olimpo della recitazione interpretando in modo virilmente eccezionale un potente cercatore di petrolio dei primi del '900, roso e consumato dall'ambizione e sempre più ingobbito e curvo man mano che la sua fortissima determinazione lascia spazio alla più bieca crudeltà.
Se durante la notte vincerà il suo secondo Oscar (dopo Il mio piede sinistro), non potremo far altro che inchinarci di fronte al suo cristallino talento ed applaudire.
Bravissimi i comprimari e decisamente all'altezza il cast tecnico, su cui svettano le magnifiche scenografie di Jack Fisk.
Spiazzante e splendida la colonna sonora di Jonny Greenwood dei Radiohead, che riprende le sonorità del geniale compositore estone Arvo Paert: in più punti si sostituisce alle parole diventando personaggio integrante di una pellicola non perfetta, ma assolutamente da non perdere.

20 febbraio 2008

Oscar 2008: le mie previsioni

Senza perdermi in lunghi preamboli, ecco le mie personalissime (e opinabilissime) previsioni di tutte le categorie degli Oscar 2008, che verranno assegnati nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

19 febbraio 2008

Miss Potter

Ogni tanto mi chiedo quali motivi spingano un produttore, un regista e uno sceneggiatore a decidere la nascita di un film: sicuramente gli incassi, decisamente la notorietà, in parecchi casi il desiderio di affermare un'idea o un pensiero.
A questo punto, il quesito successivo è il seguente: gli artefici di una pellicola visionano davvero il loro prodotto prima che esca nelle sale o si limitano ad effettuare i soliti pre-screening con audience scelta a caso?
Dopo aver visto Miss Potter, mi sorge spontaneo il dubbio che occasionalmente le braccia e le menti di un film non solo non lo abbiano visionato prima della release, ma si siano semplicemente limitati a montare un insieme di fotogrammi con un vago senso logico.
Di conseguenza poco, anzi pochissimo, da dire: la storia di Beatrix Potter, la più innovatrice ed apprezzata scrittrice di favole per bambini, viene ridotta a un raccontino esile e ricolmo di melassa, con un'insopportabile Renée Zellweger (quante smorfie...) ad ammorbare lo schermo e una fastidiosa quanto fasulla aria fiabesca che finisce per irritare anche lo spettatore più paziente.
In due parole: lasciate perdere...

Becoming Jane

Jane Austen e i suoi (infelici) amori: abbastanza per interessare una platea perlomeno decorosa? Probabilmente no, se si rivolge un'occhiata ai magri incassi di questo biopic professionalmente confezionato ma privo di qualsiasi ombra di pathos nè di trasporto emotivo, sia per quanto riguarda il destino sentimentale della scrittrice, sia per lo scarso interesse verso le decisioni che hanno portato l'autrice di un grandissimo romanzo, "Orgoglio e pregiudizio", allo zitellaggio incallito. Una volta tanto, quindi, risultato al botteghino e pareri del pubblico vanno di pari passo.
Peccato, perchè la seconda parte della pellicola è quantomeno "gustosa", Anne Hathaway smette i panni della bambola di pezza e rivela un discreto talento, il resto del cast si libera del (prolungato) torpore dei primi quaranta minuti e la vicenda acquista tono.
Resta però l'impressione di un film quasi su commissione, un prodotto carino ma che probabilmente ha il difetto di voler piacere a tutti i costi.
In definitiva, si può perdere o eventualmente recuperare sul satellite (non in pay tv, mi raccomando!).

18 febbraio 2008

Into the Wild

Scrivere parole adeguate per una simile pellicola non è sempice, in quanto Into the Wild è prima di tutto il documento romanzato di una storia (vera) di fuga dal materialismo e dalle convenzioni, conclusasi in maniera beffardamente tragica.
Non è facile perchè la vicenda si dovrebbe affrontare con spirito strettamente cinematografico, ma risulta quasi impossibile non partecipare emotivamente alle scelte di questo Kerouac degli anni novanta, tal Christopher McCandless, che dopo la laurea decise di lasciarsi tutto (ma proprio tutto) alle spalle per perdersi nella Natura.
Sean Penn, sicuramente abile nel dirigere il giovane protagonista Emile Hirsch, adatta con fedeltà il romanzo omonimo di Jon Krakauer ed ottiene un risultato sicuramente convincente (anche se non memorabile), con qualche lungaggine di troppo (l'inutile scena dei turisti scandinavi, la didascalità nella vicenda degli hippie) e una partecipazione che sta abilmente a metà tra il sentimento e il gesto. Riuscendo così a fare quello che ai più sembrerebbe appunto davvero difficile: pensare a McCandless e alla sua decisione come ad un sincero ed elegiaco omaggio alla wilderness.
E dire che non è stato assolutamente agevole accaparrarsi i diritti di quest'opera, arrivati dopo quasi 10 anni dalla prima lettura del testo da parte di Penn, col consenso della famiglia McCandless. A quel punto il regista ha riscritto lo script, incontrato i conoscenti di Christopher, ottenuto i suoi diari e le lettere dalla sorella, prodotto il film e girato per otto mesi in condizioni che potremmo definire "al limite", durante i quali Emile Hirsch, per seguire l’evoluzione del ruolo, ha perso quasi venti chili.
Come già detto, ottimo il cast, sontuosa la fotografia di Eric Gautier e belle le musiche di Eddie Vedder. Peccato per l'eccessiva magniloquenza o l'occasionale ripetitività di alcune scene o situazioni, ma non credo che passerà (o rimarrà) inosservata la frase che McCandless (altruista, vulnerabile ed egocentrico anticonformista) scrive prima dell'oblio: "la felicità è reale solo quando condivisa". Pura essenza di presa di coscienza.
Sicuramente da vedere, senza fretta ma con sguardo attento e partecipe.

12 febbraio 2008

Orgoglio e pregiudizio

Innanzitutto chiedo scusa a me stesso per la recensione non sufficientemente esaustiva di Espiazione, autentico gioiellino del 2007, che concorre meritatamente agli Oscar 2008 con ben sette nomination.
In secondo luogo vorrei spendere due parole in più, contrariamente a quanto faccio abitualmente, per un regista, Joe Wright, autore della suddetta pellicola e del meraviglioso prodotto in oggetto: 35 anni, londinese, in precedenza director di alcuni corti e produzioni televisive. Non so chi abbia avuto il merito di scoprire questo talento, ma sono davvero lieto che ciò sia avvenuto, per giunta in tempi ragionevolmente brevi. Dedito all'analisi dell'espressione più che al mero significato delle parole, fanatico del piano-sequenza (sempre ben utilizzato, fatto più unico che raro nel panorama cinematografico mondiale), valorizzatore di interpreti (Keira Knightley, bravissima, e la rediviva Brenda Blethyn, monumentale), Joe Wright è il nome nuovo del movimento britannico della settima arte, già alle prese con la sua terza opera, The Soloist, che uscirà presumibilmente in autunno.
L'unica raccomandazione che mi sento di fare è quella di non perdere nessuno dei suoi prossimi film, sperando non incorra mai nell'immancabile passo falso...
Tornando a Orgoglio e pregiudizio in quanto film, sintetizzo il mio pensiero con l'aiuto di Rex Reed del New York Observer: "at a time when we seem to be inundated by one gruesome, depressing movie after another, it’s reassuring to see an elegant man’s pride and a stubborn woman’s prejudice reach the lushly realized assertion that love conquers all."
Così, senza aggiungere altro, mi sono sentito al termine di questa "esperienza": appagato, felice, con un sentore di irrazionale speranza verso il prossimo, e, forse, verso l'intero universo di celluloide.
D'altronde, è sufficiente leggere il commento di Andrew Sarris, ancora del New York Observer, per soppesare il mio giudizio e non giudicarlo eccessivo: "Dare I say that even Jane Austen herself would have delighted in the final triumph of Ms. Knightley’s quick-witted Elizabeth in this film? Yes, I do, and all the highbrow and middlebrow cinephobes of the world be damned." Esatto. Che tutti i recensori (o presunti tali) di bigini intrisi di ovvietà vadano al diavolo.
Il cinema infatti non ha esclusivamente bisogno di (forzate) originalità o drastiche innovazioni, ma semplicemente di qualità. E Orgoglio e pregiudizio è un inno alla perfezione stilistica e narrativa.
Il cast, come già anticipato, è in stato di grazia (oltre alle sopracitate attrici, menzione per Donald Sutherland, superbo, e per il compassato e fascinoso Matthew Macfadyen); la (misurata) sceneggiatura è un inappuntabile adattamento del celeberrimo romanzo della Austen; il supporto tecnico è decisamente all'altezza (anche se le musiche di Dario Marianelli, pur belle, non raggiungono le vette della partitura di Espiazione).
In conclusione, un film da recuperare a tutti i costi (è uscito due anni fa) e da vedere e rivedere: riconciliarsi in modo incondizionato con il cinema, a volte, è possibile.

06 febbraio 2008

La famiglia Savage

Ancora una volta (quasi) solo contro (quasi) tutti. Quei (quasi) tutti che mi avevano spinto alla visione di questo film con un forte senso d'attesa e anticipazione.
Invece, un'altra delusione.
La famiglia Savage, a mio avviso, è infatti un film non-film, un'esperienza che scivola via inosservata, un prodotto ben interpretato ma che rasenta la totale inconcludenza, cioè l'inutilità.
Ed è davvero un peccato, perchè il trio d'attori è davvero ispirato (Seymour Hoffman su tutti); ma la sceneggiatura della regista Tamara Jenkins è pretenziosa, superficiale e (purtroppo) davvero prevedibile.
Credo sia inutile citare la scarna trama, che poggia su alti temi (il rapporto fratello-sorella-padre anziano e malato) ma che perde più volte la strada per ritrovarsi in una soluzione diluita che sa davvero di poco.
Da recuperare in DVD, senza alcuna necessità di precipitarsi al cinema...

04 febbraio 2008

DGA e PGA

Non sono due strane malattie infettive, ma gli acronimi di Directors Guild of America e Producers Guild of America, che, avendo da poco assegnato i loro riconoscimenti 2008, non hanno fatto altro che decretare in sostanza il favoritissimo agli Oscar che verranno assegnati tra tre settimane: Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) dei fratelli Coen, che quest'anno si è appunto aggiudicato sia il DGA Award che il PGA Award. E ai prossimi WGA Awards (Writers Guild of America) potrebbe arrivare la tripletta...
Poco importa che il film agli ultimi Golden Globes sia stato poco considerato: ora Ethan e Joel Coen potrebbero finalmente conquistare le statuette più ambite dopo quella vinta nel 1997 con Fargo in qualità di sceneggiatori.
Il film uscirà in Italia il 22 febbraio: ovvio che si debba correre a vederlo...

03 febbraio 2008

Away from Her

Julie Christie.
Questo era l'unico motivo che mi spingeva a vedere questo film canadese uscito più di un anno e mezzo fa ma mai distribuito sia negli USA che in Europa.
Poi, quando l'attrice inglese ha iniziato a fare incetta di premi (essendo tuttora la favorita numero uno agli Academy Award in qualità di Miglior Attrice Protagonista), ho scoperto che la regia era di Sarah Polley, talentuosa attrice musa di Atom Egoyan. Motivo in più, quindi, per dedicargli una visione.
Ebbene, Christie (e cast) a parte, non sono rimasto folgorato.
Per nulla.
Il tema è quello dell'amore ai tempi dell'Alzheimer, e francamente la pur dotata Polley non dice assolutamente nulla di nuovo al riguardo.
L'impressione è infatti quella di un lussuoso tv-movie, molto ben interpretato (anche se non è facile immaginare Julie Christie recitare al di sotto dell'eccellenza), ma freddo e tutto sommato un po' troppo semplicistico nell'evolversi del plot.
Insomma, un prodotto trascinato dai riconoscimenti per la protagonista: si può vedere, ma si può anche tranquillamente perdere.

Juno

Un giorno dopo aver gustato Junebug, senza assolutamente aver premeditato il tutto, ho deciso di affrontare la visione in lingua originale di Juno, film candidato a quattro premi Oscar 2008 (con ardue probabilità di vittoria): titolo rassomigliante, incipit similare, trama basata sui principali temi e sulle fondamentali dissertazioni della nostra vita (famiglia, maternità, amore, amicizia).
Ebbene, non avrei potuto fare scelta migliore: si può infatti dire, a mio avviso, che Juno sia la versione ritoccata in positività, profondità e saggezza di Junebug, con qualche piccolo sprazzo di Little Children (un abominio il fatto che non sia mai stato distribuito in Italia) e Little Miss Sunshine. Il fatto poi che Juno, la protagonista del film, sia chiamata in casa con l'affettuoso nomignolo "Junebug" la dice lunga sulle similitudini...
Coincidenze a parte, qualcosina sul plot: Juno, una sedicenne molto cool e molto curiosa, seduce il migliore amico e ne rimane incinta. Dopo aver rinunciato all'aborto, decide di avere il bambino ma di affidarlo, una volta nato, ad una coppia di thirty-something che non riesce ad avere figli. Le conseguenze non saranno né facili né prevedibili...
Girata con stile fresco e moderno ma mai troppo sincopato da Jason Reitman (Thank you for smoking), la pellicola è assolutamente godibile, argutamente sceneggiata (da una ex-spogliarellista!) e splendidamente recitata: Ellen Page (Juno), ha il physique du role e l'espressione giusta di una teenager in corso d'opera, Michael Cera (il padre del bambino) è assolutamente geniale nella sua saggia ingenuità, Jennifer Garner e Jason Bateman (i futuri genitori adottivi) incarnano in modo perfetto la coppia ultra-benestante a cui manca solo il suggello dell'erede, mentre Allison Janney e J.K. Simmons (padre e matrigna di Juno) sono, al solito, eccezionali nella loro professionalità e tagliente ironia.
Da preferire, come già detto, in lingua originale, ma attenzione alla miriade di espressioni in slang giovanile, micidiali se si ha la fortuna di riuscire a capire (ho dovuto ricorrere, a visione conclusa, ad alcuni stralci di screenplay trovati fortunatamente in rete)...
Assolutamente da non perdere.

Junebug

Uscito nell'indifferenza generale nel vecchio continente (dopo aver riscosso unanimi consensi al Sundance Film Festival del 2005), Junebug è un film assolutamente double-face: dietro alla commedia agrodolce, si cela infatti un sottostrato arido e stagnante, un autentico pugno nello stomaco all'America puritana e culla dei fanatismi religiosi più beceri.
La trama è, apparentemente, come si suol dire, "la solita": Madeleine, neo-moglie del giovane George, possiede una galleria d'arte a Chicago. Quando per concludere un affare deve andare nel North Carolina, George ne approfitta per presentarla alla sua "strana" famiglia: la permalosa madre Peg, il taciturno padre Eugene, lo scontroso fratello minore Johnny e la sua innocente moglie incinta Ashley...
Il consueto ritratto di famiglia fuori dagli schemi, viene da pensare: invece, e questa è la novità, nulla di positivo o negativo (beh, quasi...) succederà in occasione dell'incontro di Madeleine con la famiglia del marito: tutto, come ho già detto prima, continuerà a "stagnare", anche se forse con un barlume di ritrovata speranza in più.
Ottimo il cast (strepitosa Amy Adams, giustamente candidata all'Oscar) e finissima la regia, capace di fondere l'aspetto meramente verbale con alcune immagini-cartolina mai fuori luogo.
Peccato che la pellicola si sgonfi parzialmente con l'avvicinarsi del lieto evento, e che la sceneggiatura si spinga ad alcune scene curiosamente fuori contesto (cosa vorrebbe rappresentare il pittore di uomini superdotati avvezzi alla guerra?).
Resta in ogni caso un prodotto godibile e sopra la media dei veri o presunti film "indipendenti" (aggettivo ormai abusatissimo).
A sintesi e compendio delle mie parole, chiudo con la telegrafica tagline di Carina Chocano del Los Angeles Times: "A deceptively simple, deeply resonant story about the inherent loneliness of family, the odds against assimilation and the enormous distances that can divide two people."

28 gennaio 2008

Screen Actors Guild Awards 2008: i vincitori

Una sola (grossa) sorpresa nei vincitori 2008 di questi Screen Actors Guild Awards: l'affermazione della decana Dee in qualità di supporter. Per il resto, tutto amplissimamente secondo previsione, con Day-Lewis, Christie e Bardem che prenotano l'Oscar, già peraltro vinto dai primi due, dato che hanno bissato la vittoria ottenuta ai Golden Globes.
Di seguito tutti i vincitori in dettaglio.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GEORGE CLOONEY / “Michael Clayton”
DANIEL DAY-LEWIS / “There Will Be Blood”
RYAN GOSLING / “Lars And The Real Girl”
EMILE HIRSCH / “Into The Wild”
VIGGO MORTENSEN / “Eastern Promises”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
CATE BLANCHETT / “Elizabeth: The Golden Age”
JULIE CHRISTIE / “Away From Her”
MARION COTILLARD / “La Vie En Rose”
ANGELINA JOLIE / “A Mighty Heart”
ELLEN PAGE / “Juno”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CASEY AFFLECK / “The Assassination of Jesse James By The...”
JAVIER BARDEM / “No Country For Old Men”
HAL HOLBROOK / “Into The Wild”
TOMMY LEE JONES / “No Country For Old Men”
TOM WILKINSON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
CATE BLANCHETT / “I’m Not There”
RUBY DEE / “American Gangster”
CATHERINE KEENER / “Into The Wild”
AMY RYAN / “Gone Baby Gone”
TILDA SWINTON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
3:10 TO YUMA (Lionsgate)
AMERICAN GANGSTER (Universal Pictures)
HAIRSPRAY (New Line Cinema)
INTO THE WILD (Paramount Vantage)
NO COUNTRY FOR OLD MEN (Miramax Films)

23 gennaio 2008

Espiazione (Atonement)

In apertura, il parere di Peter Bradshaw del Guardian: "What a clever, ambitious, compassionate picture it is; what a success for Joe Wright and for Knightley and McAvoy. It's a film which aims at big ideas, and it treats us like grownups."
Per continuare, il giudizio di Ann Hornaday del Washington Post: "In the almost spookily capable hands of 34-year-old director Joe Wright, the film version of Atonement has achieved that to which every literary adaptation should aspire." E scusate se è poco...
In chiusura, la sintesi di Mick LaSalle del San Francisco Chronicle: "Atonement takes a familiar movie environment, a setting that we think we know, and uses it for an examination of a host of dark impulses, such as jealousy, lust, cruelty and deceit."
In sostanza, potrei fondere i tre suddetti pensieri ed otterrei, semplicemente, il mio.
Ottimamente recitato, vagamente retrò, magnificamente sorretto da una sontuosa colonna sonora del nostro Dario Marianelli e da una (sorprendentemente) talentuosa regia, Espiazione è una trasposizione quasi fedele dell'omonimo crudele romanzo di Ian McEwan, che esplicita il finale in modo esemplificativo ma necessario, pur conservando il reale spirito del testo.
Come già detto, bravissimi gli interpreti (McAvoy in testa), che riescono a sorreggere la pellicola anche nei pochi momenti più deboli (la parte centrale dedicata alla guerra in terra di Francia), e monumentale il cameo di Vanessa Redgrave, favolosa nei 9 minuti di monologo a lei riservati.
Assolutamente da vedere, anche solo per ammirare Keira Knightley nel suo ormai celeberrimo outfit verde smeraldo.

22 gennaio 2008

In Memoriam: Heath Ledger (1979-2008)

In tarda serata in Italia arriva scioccante la notizia della morte di Heath Ledger, 28 anni, attore conosciuto soprattutto per il ruolo del cowboy gay in Brokeback Mountain, film vincitore di tre premi Oscar nel 2006.
L'attore australiano è stato trovato morto nel suo appartamento a Manhattan per circostanze legate all'uso di stupefacenti.
E non vorrei dire di più.
Heath, ci mancherai.

American Gangster

No. No. No. Ora basta.
Vorrei davvero sapere perchè bastano due gigioni di comprovato mestiere, un cast tecnico di lusso e soprattutto un regista di innegabile talento per far considerare film "da non perdere" un prodottucolo spocchioso e ridondante come American Gangster, dove per i tre quarti del film prevalgono tedio e maniera. Mai un'idea o una definizione caratteriale, mai un vero sussulto: eppure, ancora una volta, l'orda dei "saputi" della settima arte ha colpito ancora, osando arrivare a definire l'ultima fatica di Ridley Scott "un quasi capolavoro".
Ma stiamo scherzando?
Dove sono finiti i veri film d'autore, quelli che ci sapevano emozionare con una singola scena o addirittura una semplice battuta?
E' per questa ragione che dico basta. Perchè sono stanco di questa superficialità e di quest'ostinazione nello scovare il "bello" dove non ce n'è traccia.
American Gangster è un film mediocre, noioso, troppo lungo (due ore e quaranta), incredibilmente vacuo e soprattutto pervaso da uno sconfortante piattume di fondo.
Quei bravi ragazzi, quanto mi manchi...

Qualche commento sulle nominations agli Oscar

Conferme: sicuramente tutti i titoli erano in pole position, ma lode alla tenacia con cui Michael Clayton ha retto fino alla fine.
Sorprese: le tre nominations di Sweeney Todd sicuramente stridono con le aspettative iniziali; piacevole invece l'inaspettato inserimento di The Savages con due candidature "pesanti".
Chi vorrei...: beh, sarebbe davvero splendido se venissero premiate l'incredibile caratterizzazione di Edith Piaf da parte di Marion Cotillard o la glaciale maestria di Viggo Mortensen, ma è probabilmente chiedere troppo...
Chi non vorrei...: Clooney. Francamente la sua onnipresenza ha stancato, come pure la sua (fasulla) aria semiseria.
Per chi piangerei ...di gioia: Laura Linney, favolosa attrice troppo spesso dimenticata.
Per chi maledirei l'Academy: scusate la ripetizione, ancora Clooney.
L'Oscar più meritato: troppo facile, Ratatouille!
L'Oscar più rubato: quello al miglior film straniero, senza nulla togliere ai titoli candidati.

Oscar 2008: le candidature

In rigoroso ordine A.M.P.A.S, ecco tutte le nominations ai prossimi Oscar, che verranno assegnati il 24 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

14 gennaio 2008

Golden Globes 2008: i vincitori

In una cornice quanto mai atipica ed asettica, l'Hollywood Foreign Press Association ha annunciato i suoi vincitori; senza clamore, senza glamour, senza gossip e soprattutto senza red carpet. Il tutto si è infatti svolto all'interno di una sbrigativa conferenza stampa a causa dello sciopero del sindacato degli screenwriters, in atto da più di due mesi, che sta continuando a mietere vittime illustri. Per non parlare del fatto che anche gli Oscar sono a rischio...

In ogni caso, qualche rapido commento.
Le sorprese: sicuramente l'affermazione di Espiazione come miglior film drammatico e la vittoria di Schnabel in qualità di miglior regista.
Le conferme: beh, quasi tutte, e devo dire con merito, a cominciare dalla strepitosa Cotillard ne La vie en rose e dalla camaleontica Blanchett in I'm not there.
La gioia: il premio a Dario Marianelli, compositore di casa nostra, per le musiche di Espiazione.
La delusione: incredibile a dirsi, nessuna.

Di seguito tutti i vincitori delle categorie cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama
American Gangster
Atonement
Eastern Promises
The Great Debaters
Michael Clayton
No Country for Old Men
There Will Be Blood

Best Performance by an Actress in a Drama
Cate Blanchett – Elizabeth: The Golden Age
Julie Christie – Away From Her
Jodie Foster – The Brave One
Angelina Jolie – A Mighty Heart
Keira Knightley – Atonement

Best Performance by an Actor in a Drama
George Clooney – Michael Clayton
Daniel Day-Lewis – There Will Be Blood
James McAvoy – Atonement
Viggo Mortensen – Eastern Promises
Denzel Washington – American Gangster

Best Motion Picture - Musical Or Comedy
Across The Universe
Charlie Wilson's War
Hairspray
Juno
Sweeney Todd

Best Performance by an Actress in a Musical or Comedy
Amy Adams – Enchanted
Nikki Blonsky – Hairspray
Helena Bonham Carter – Sweeney Todd
Marion Cotillard – La Vie En Rose
Ellen Page – Juno

Best Performance by an Actor in a Musical Or Comedy
Johnny Depp – Sweeney Todd
Ryan Gosling – Lars and the Real Girl
Tom Hanks – Charlie Wilson's War
Philip Seymour Hoffman – The Savages
John C. Reilly – Walk Hard: the Dewey Cox Story

Best Performance by an Actress In A Supporting Role in a Movie
Cate Blanchett – I'm Not There
Julia Roberts – Charlie Wilson's War
Saoirse Ronan – Atonement
Amy Ryan – Gone Baby Gone
Tilda Swinton – Michael Clayton

Best Performance by an Actor In A Supporting Role in a Movie
Casey Affleck – The Assassination Of Jesse James
Javier Bardem – No Country for Old Men
Philip Seymour Hoffman – Charlie Wilson's War
John Travolta – Hairspray
Tom Wilkinson – Michael Clayton

Best Animated Feature Film
Bee Movie
Ratatouille
The Simpsons

Best Foreign Languge Film
4 Months, 3 Weeks And 2 Days (Romania)
The Diving Bell And The Butterfly (France, United States)
The Kite Runner (United States)
Lust, Caution (Taiwan)
Persepolis (France)

Best Director - Motion Picture
Tim Burton – Sweeney Todd
Ethan & Joel Coen – No Country For Old Men
Julian Schnabel – The Diving Bell And The Butterfly
Ridley Scott – American Gangster
Joe Wright – Atonement

Best Screenplay - Motion Picture
Atonement - Written by Christopher Hampton
Charlie Wilson's War - Written by Aaron Sorkin
The Diving Bell And The Butterfly - Written by Ronald Harwood
Juno - Written by Diablo Cody
No Country For Old Men - Written by Ethan Coen, Joel Coen

Best Original Score - Motion Picture
Grace Is Gone - Composed by Clint Eastwood
The Kite Runner - Composed by Alberto Iglesias
Atonement - Composed by Dario Marianelli
Eastern Promises - Composed by Howard Shore
Into The Wild - Composed by E. Vedder, M. Vedder, K. Vedder

Best Original Song - Motion Picture
"Despedida" – Love In The Time Of Cholera
Music By: Shakira and Antonio Pinto - Lyrics By: Shakira
"Grace Is Gone" – Grace Is Gone
Music By: Clint Eastwood - Lyrics By: Carole Bayer Sager
"Guaranteed" – Into The Wild
Music & Lyrics By: Eddie Vedder

"That's How You Know" – Enchanted
Music & Lyrics By: Alan Menken
"Walk Hard" – Walk Hard: The Dewey Cox Story
Music & Lyrics By: J. Apatow, L. Kasdan, J. C. Reilly and M. Crenshaw

08 gennaio 2008

Irina Palm

Inizio questo mio commento adattando la frase di chiusura della recensione di Mauro Corso sul sito FilmUP.com, che in poche righe ha sapientemente saputo sintetizzare l'essenza di questa pellicola: "Irina Palm è un film spassoso, in grado di regalare molte risate, ma anche diversi momenti di autentica commozione ed una bella rivincita sulla mentalità ristretta di una comunità bigotta ma certamente non virtuosa. Il tutto chiuso da un finale senza sbavature, conciso ed essenziale, cosa che accade davvero di rado nel panorama cinematografico attuale."
Poco altro da aggiungere, quindi, se non che Irina Palm è uno di quei piccoli gioielli che, semplici nella loro struttura, hanno la rara caratteristica di far ridere e commuovere con intelligenza e senza la minima traccia di volgarità.
Lodi sperticate alla scarna ma azzeccatissima sceneggiatura e soprattutto al formidabile cast, guidato da una sorprendente Marianne Faithfull (da nomination all'Oscar) e da un istrionico Miki Manojlovic.
In chiusura, ancora una citazione dalla suddetta recensione: "probabilmente solo gli inglesi sono in grado di affrontare argomenti scabrosi con una grazia e una leggerezza senza rivali nella cinematografia mondiale. Nonostante il tema sia, come si può forse intuire dal titolo, assolutamente esplicito, non c'è un solo momento in cui situazioni o immagini siano davvero volgari, perché sono anzi sempre improntate ad un divertito imbarazzo. Sarebbe pertanto un errore guardare questo film o le "attività" della protagonista con atteggiamento censorio."
Correte a vederlo, anche solo per sciogliere i dubbi su questa misteriosa attività...

06 gennaio 2008

Monster House

L'idea era decisamente originale: una sorta di thriller ma in versione animata. In pratica come spaventare in maniera più o meno costruttiva i bambini.
Il risultato? Francamente scialbo. Nulla da dire sulla realizzazione tecnica e sulla caratterizzazione dei personaggi, ma la trama langue, la suspense è all'acqua di rose e l'incedere si rivela stanco.
Peccato, perchè, come già detto, i presupposti erano interessanti e si sarebbe potuto osare di più calcando la mano sui risvolti orrorifici della casa: sarebbe però venuto meno l'obiettivo di portare al cinema il target anagrafico più appetibile, cioè quello dell'età scolare. Ma così facendo si è ottenuto l'effetto opposto: allontanare ancor di più l'audience adulta.
Da vedere soltanto se si vogliono apprezzare alcune salaci affermazioni dei protagonisti: il resto è dozzinale.

Eragon

Pellicola bistrattata dai recensori e snobbata dal pubblico, Eragon è senza alcun dubbio un film mal realizzato e decisamente noioso, ma, a mio avviso, ha un grande pregio: trasporre in modo fedele un romanzo (scritto da un adolescente) incredibilmente sopravvalutato, che non è altro che un infantile rimescolamento della summa dei classici fantasy, prima fra tutti la saga di Tolkien. Di conseguenza, non prendiamocela con gli (onesti) produttori, piuttosto con Christopher Paolini (fenomeno paragonabile a Sophie Kinsella), vero creatore e distruttore di questa trilogia ingenua, soporifera e soprattutto quasi imputabile di plagio...
Cosa possiamo salvare della versione per il grande schermo? La professionalità degli attori, gli riusciti effetti del drago e ...la durata.
In chiusura, una nota che vorrei personalmente rivolgere ai direttori dei doppiaggi di casa nostra: "voi che siete i migliori del mondo, in virtù di quale cronica patologia schizoide avete potuto scegliere Ilaria D'Amico come doppiatrice del drago? La prossima volta, se questi sono i vostri standard, chi sceglierete? Funari?"...

Pirati dei Caraibi 2 e 3

Il fatto che abbia deciso di accorpare le recensioni del secondo e terzo capitolo della saga picaresca della Disney, può già far intuire il mio pensiero al riguardo...
Una delusione. Totale. Senz'appello.
Se il primo episodio infatti era godibilissimo (seppur un tantino lungo), Il forziere fantasma e Ai confini del mondo ottengono lo stesso risultato di Matrix, letteralmente obnubilato dall'insipienza artistica dei sequel.
Cosa dire dei film? Il solito gigioneggiare di Depp, le schermaglie pseudo-amorose di Knightley e Bloom, qualche effetto speciale, pochissime idee e un mare di noia... La terza pellicola, poi, è al limite del disastro cinematografico...
Per carità, non è che avessi molti dubbi al riguardo, ma non immaginavo una simile brodaglia di pochezza e inettitudine.
E dato che il finale potrebbe lasciar spazio ad un quarto film, c'è da sperare che il cast rinsavisca e si rifiuti di prendervi parte...

Io non sono qui

Più che un film, un'esperienza audiovisiva sciroccata e inconcludente: questo è Io non sono qui, trasposizione onirica, cervellotica e un po' flippata della vita e della musica del grande Bob Dylan. Poche idee originali, tanta supponenza, ritmo inesistente e risultato francamente sconcertante: si salva solo il cast, su cui svetta (tanto per cambiare) un'imponente Cate Blanchett.
A questo punto, ancora una volta, mi chiedo come abbia fatto la critica di settore a cadere in trappola, scambiando il manierismo per classe e la faciloneria per intuizione, ma soprattutto non trovo giusto non saper osare e non trovare di conseguenza il coraggio per bocciare il prodotto di un validissimo regista (il talentuoso Todd Haynes) che, è umano, può sbagliare.
Alla prossima occasione, quindi, caro Todd e cari "esperti".
Ah, dimenticavo: se i fan di Dylan vogliono cimentarsi con la visione, lo fanno a loro totale rischio...