Innanzitutto, mi sembra doveroso dedicare l'immagine di questo post alla più gradita delle sorprese di quest'ottantesima edizione: la vittoria di Marion Cotillard quale Miglior Attrice Protagonista, per la strabiliante interpretazione di Edith Piaf ne La Môme (da noi La vie en rose).Ma andiamo con ordine.
E' stata una cerimonia snella (3 ore e 15 minuti), ma si sapeva che sarebbe durata decisamente di meno degli altri anni a causa dello sciopero degli sceneggiatori, terminato solo un paio di settimane fa. E' stata una cerimonia piacevole, ben condotta, senza momenti eccessivi o eccessivamente sonnolenti. E' stata, soprattutto, la cerimonia delle sorprese.
Scendiamo quindi nel dettaglio.
I PRO
- Le sorprese!
- Il trionfo della qualità sul botteghino
- Il conduttore Jon Stewart, brillante, mai sopra le righe, sicuro, telegenico
- Le scelte dell'Academy, una volta tanto non inflazionate nè condizionate dai premi assegnati nelle settimane precedenti
- La decisione di far tornare a ringraziare la co-autrice della canzone vincitrice: lo stacco musicale prima dello spot pubblicitario l'aveva zittita
- Il coraggio dei giurati nel premiare quattro attori non americani su quattro (tra cui una francese che recita nella lingua madre)
- Un po' di campanilismo non guasta: due vittorie su tre nomination per l'Italia
- L'umiltà e l'eleganza di Marion Cotillard
I CONTRO
- L'Oscar alla carriera assegnato ancora una volta in modo consolatorio più che per reale celebrazione di un mito
- I "dimenticati" durante il tributo alle persone scomparse nell'ultimo anno; in testa Ulrich Mühe e Brad Renfro
- L'atteggiamento e il vestito di Diablo Cody, vincitrice della Miglior Sceneggiatura Originale
- Gli outfit di Tilda Swinton (orrenda), Jennifer Hudson e Cameron Diaz
- L'eccessivo ermetismo dei fratelli Coen
- Una sola statuetta a Espiazione: decisamente troppo poco
- I tre premi a The Bourne Ultimatum: decisamente troppi
- Le enormi innaturali labbra rifatte di Nicole Kidman (e qui mi piange davvero il cuore)
LE SORPRESE
- Da dove cominciare??? In primis, come già detto, la vittoria della Cotillard, autentico climax della serata
- Il premio a Tilda Swinton, che non si è nemmeno accorta che Alan Arkin aveva pronunciato il suo nome
- La bocciatura di Transformers: nessun premio
- I Migliori Costumi, andati alla stilista del secondo capitolo di Elizabeth, quando tutti si aspettavano l'Oscar postumo a Marit Allen, creatrice degli abiti di Edith Piaf ne La vie en rose
Credo sia tutto. Al prossimo anno!
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