26 febbraio 2008

Oscar 2008: tutti i vincitori

Di seguito i vincitori dell'80ma edizione degli Oscar.
A breve i commenti.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

24 febbraio 2008

Non è un paese per vecchi

A prescindere dal fatto che utilizzerei la follia omicida dello spietatissimo killer di questa pellicola contro le persone che credono di essere in salotto e durante la proiezione si permettono di commentare ogni cosa nei modi più beceri e rigorosamente ad alta voce, inizio questa mia recensione con le parole di Todd McCarthy di Variety: "A scorching blast of tense genre filmmaking shot through with rich veins of melancholy, down-home philosophy and dark, dark humor."
Insomma, niente di nuovo sul fronte dei fratelli Coen, ma in quest'occasione credo che Ethan e Joel abbiano davvero centrato il (quasi) capolavoro: sceneggiatura perfetta, attori in assoluto stato di grazia, cast tecnico superlativo e (stringatissima) colonna sonora del solito, bravissimo, Carter Burwell.
Di cosa parla? Beh, tutto ha inizio in Texas quando, durante una battuta di caccia, Llewellyn Moss (un sorprendentemente bravo Josh Brolin) trova in una zona desertica dei camioncini circondati da cadaveri. Su alcune di queste macchine scopre una partita di eroina, mentre in un’altra c’è una valigetta con ben due milioni di dollari. Sebbene sia una persona onesta, Moss decide di tenere i dollari per migliorare la sua vita e quella di sua moglie. Questa decisione innesta una reazione a catena e il protagonista si trova costretto a fuggire, inseguito da spacciatori messicani e da un misterioso serial killer (un incredibile Javier Bardem), che nemmeno lo sceriffo della contea, Bell (Tommy Lee Jones, stratosferico), riesce a fermare...
Evoluzione di Blood Simple e sublimazione di Fargo, Non è un paese per vecchi
"non si accontenta di ironizzare. Non basta infatti ai Coen mostrare quanto sono bravi a suscitare il riso dinanzi a un uomo che muore. Non è questo il loro scopo. Ciò che per loro conta è riuscire a mettere in rilievo anche solo una scintilla di umanità in un mondo che sembra governato dalla follia." (Giancarlo Zappoli, MyMovies.it)
Bruce Newman del San Jose Mercury News si spinge addirittura a dire che "working from a Cormac McCarthy novel that has the heedless, headlong force of an action movie screenplay, Joel and Ethan Coen have improved upon the original by giving it a visual lyricism to match McCarthy's verbal barrage."
Ed è proprio questa facilità ad adattare, integrare e migliorare la parola stampata che sorprende: i Coen sanno creare tensione allo stato puro dal nulla, in una conversazione che nasce per ingannare il tempo; ma è una tensione che non è mai fine a sé stessa, è frutto di un mondo "malato" dal quale si tenta (quasi invano) di uscire.
Candidato a otto premi Oscar, questa notte potrebbe facilmente vincerne almeno quattro: sacrosanto.
Da vedere. Ad ogni costo.

Il petroliere (There Will Be Blood)

Due ore e quarantacinque minuti di film sono un durissimo banco di prova anche per il cinefilo più accanito; se poi si tratta di un pamphlet a metà tra una biografia e un cineromanzo storico, si può giungere alla saturazione nell'arco di breve tempo.
Fortunatamente Il petroliere è uno di quei rari esempi in cui l'attenzione tiene (con qualche tentennamento) e il ritmo è sapientemente cadenzato dal chirurgico verificarsi degli avvenimenti chiave nei tempi giusti. Per carità, come già detto sono presenti alcune lungaggini, ma mi sento di affermare che nell'economia del film non siano solo giustificabili, bensì necessarie.
Stante questo iniziale parere, mi sembra doveroso riconoscere immediatamente il vero artefice di questo soddisfacente risultato: Daniel Day-Lewis.
L'attore britannico, da sempre su standard elevatissimi, entra definitivamente nell'Olimpo della recitazione interpretando in modo virilmente eccezionale un potente cercatore di petrolio dei primi del '900, roso e consumato dall'ambizione e sempre più ingobbito e curvo man mano che la sua fortissima determinazione lascia spazio alla più bieca crudeltà.
Se durante la notte vincerà il suo secondo Oscar (dopo Il mio piede sinistro), non potremo far altro che inchinarci di fronte al suo cristallino talento ed applaudire.
Bravissimi i comprimari e decisamente all'altezza il cast tecnico, su cui svettano le magnifiche scenografie di Jack Fisk.
Spiazzante e splendida la colonna sonora di Jonny Greenwood dei Radiohead, che riprende le sonorità del geniale compositore estone Arvo Paert: in più punti si sostituisce alle parole diventando personaggio integrante di una pellicola non perfetta, ma assolutamente da non perdere.

20 febbraio 2008

Oscar 2008: le mie previsioni

Senza perdermi in lunghi preamboli, ecco le mie personalissime (e opinabilissime) previsioni di tutte le categorie degli Oscar 2008, che verranno assegnati nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

19 febbraio 2008

Miss Potter

Ogni tanto mi chiedo quali motivi spingano un produttore, un regista e uno sceneggiatore a decidere la nascita di un film: sicuramente gli incassi, decisamente la notorietà, in parecchi casi il desiderio di affermare un'idea o un pensiero.
A questo punto, il quesito successivo è il seguente: gli artefici di una pellicola visionano davvero il loro prodotto prima che esca nelle sale o si limitano ad effettuare i soliti pre-screening con audience scelta a caso?
Dopo aver visto Miss Potter, mi sorge spontaneo il dubbio che occasionalmente le braccia e le menti di un film non solo non lo abbiano visionato prima della release, ma si siano semplicemente limitati a montare un insieme di fotogrammi con un vago senso logico.
Di conseguenza poco, anzi pochissimo, da dire: la storia di Beatrix Potter, la più innovatrice ed apprezzata scrittrice di favole per bambini, viene ridotta a un raccontino esile e ricolmo di melassa, con un'insopportabile Renée Zellweger (quante smorfie...) ad ammorbare lo schermo e una fastidiosa quanto fasulla aria fiabesca che finisce per irritare anche lo spettatore più paziente.
In due parole: lasciate perdere...

Becoming Jane

Jane Austen e i suoi (infelici) amori: abbastanza per interessare una platea perlomeno decorosa? Probabilmente no, se si rivolge un'occhiata ai magri incassi di questo biopic professionalmente confezionato ma privo di qualsiasi ombra di pathos nè di trasporto emotivo, sia per quanto riguarda il destino sentimentale della scrittrice, sia per lo scarso interesse verso le decisioni che hanno portato l'autrice di un grandissimo romanzo, "Orgoglio e pregiudizio", allo zitellaggio incallito. Una volta tanto, quindi, risultato al botteghino e pareri del pubblico vanno di pari passo.
Peccato, perchè la seconda parte della pellicola è quantomeno "gustosa", Anne Hathaway smette i panni della bambola di pezza e rivela un discreto talento, il resto del cast si libera del (prolungato) torpore dei primi quaranta minuti e la vicenda acquista tono.
Resta però l'impressione di un film quasi su commissione, un prodotto carino ma che probabilmente ha il difetto di voler piacere a tutti i costi.
In definitiva, si può perdere o eventualmente recuperare sul satellite (non in pay tv, mi raccomando!).

18 febbraio 2008

Into the Wild

Scrivere parole adeguate per una simile pellicola non è sempice, in quanto Into the Wild è prima di tutto il documento romanzato di una storia (vera) di fuga dal materialismo e dalle convenzioni, conclusasi in maniera beffardamente tragica.
Non è facile perchè la vicenda si dovrebbe affrontare con spirito strettamente cinematografico, ma risulta quasi impossibile non partecipare emotivamente alle scelte di questo Kerouac degli anni novanta, tal Christopher McCandless, che dopo la laurea decise di lasciarsi tutto (ma proprio tutto) alle spalle per perdersi nella Natura.
Sean Penn, sicuramente abile nel dirigere il giovane protagonista Emile Hirsch, adatta con fedeltà il romanzo omonimo di Jon Krakauer ed ottiene un risultato sicuramente convincente (anche se non memorabile), con qualche lungaggine di troppo (l'inutile scena dei turisti scandinavi, la didascalità nella vicenda degli hippie) e una partecipazione che sta abilmente a metà tra il sentimento e il gesto. Riuscendo così a fare quello che ai più sembrerebbe appunto davvero difficile: pensare a McCandless e alla sua decisione come ad un sincero ed elegiaco omaggio alla wilderness.
E dire che non è stato assolutamente agevole accaparrarsi i diritti di quest'opera, arrivati dopo quasi 10 anni dalla prima lettura del testo da parte di Penn, col consenso della famiglia McCandless. A quel punto il regista ha riscritto lo script, incontrato i conoscenti di Christopher, ottenuto i suoi diari e le lettere dalla sorella, prodotto il film e girato per otto mesi in condizioni che potremmo definire "al limite", durante i quali Emile Hirsch, per seguire l’evoluzione del ruolo, ha perso quasi venti chili.
Come già detto, ottimo il cast, sontuosa la fotografia di Eric Gautier e belle le musiche di Eddie Vedder. Peccato per l'eccessiva magniloquenza o l'occasionale ripetitività di alcune scene o situazioni, ma non credo che passerà (o rimarrà) inosservata la frase che McCandless (altruista, vulnerabile ed egocentrico anticonformista) scrive prima dell'oblio: "la felicità è reale solo quando condivisa". Pura essenza di presa di coscienza.
Sicuramente da vedere, senza fretta ma con sguardo attento e partecipe.

12 febbraio 2008

Orgoglio e pregiudizio

Innanzitutto chiedo scusa a me stesso per la recensione non sufficientemente esaustiva di Espiazione, autentico gioiellino del 2007, che concorre meritatamente agli Oscar 2008 con ben sette nomination.
In secondo luogo vorrei spendere due parole in più, contrariamente a quanto faccio abitualmente, per un regista, Joe Wright, autore della suddetta pellicola e del meraviglioso prodotto in oggetto: 35 anni, londinese, in precedenza director di alcuni corti e produzioni televisive. Non so chi abbia avuto il merito di scoprire questo talento, ma sono davvero lieto che ciò sia avvenuto, per giunta in tempi ragionevolmente brevi. Dedito all'analisi dell'espressione più che al mero significato delle parole, fanatico del piano-sequenza (sempre ben utilizzato, fatto più unico che raro nel panorama cinematografico mondiale), valorizzatore di interpreti (Keira Knightley, bravissima, e la rediviva Brenda Blethyn, monumentale), Joe Wright è il nome nuovo del movimento britannico della settima arte, già alle prese con la sua terza opera, The Soloist, che uscirà presumibilmente in autunno.
L'unica raccomandazione che mi sento di fare è quella di non perdere nessuno dei suoi prossimi film, sperando non incorra mai nell'immancabile passo falso...
Tornando a Orgoglio e pregiudizio in quanto film, sintetizzo il mio pensiero con l'aiuto di Rex Reed del New York Observer: "at a time when we seem to be inundated by one gruesome, depressing movie after another, it’s reassuring to see an elegant man’s pride and a stubborn woman’s prejudice reach the lushly realized assertion that love conquers all."
Così, senza aggiungere altro, mi sono sentito al termine di questa "esperienza": appagato, felice, con un sentore di irrazionale speranza verso il prossimo, e, forse, verso l'intero universo di celluloide.
D'altronde, è sufficiente leggere il commento di Andrew Sarris, ancora del New York Observer, per soppesare il mio giudizio e non giudicarlo eccessivo: "Dare I say that even Jane Austen herself would have delighted in the final triumph of Ms. Knightley’s quick-witted Elizabeth in this film? Yes, I do, and all the highbrow and middlebrow cinephobes of the world be damned." Esatto. Che tutti i recensori (o presunti tali) di bigini intrisi di ovvietà vadano al diavolo.
Il cinema infatti non ha esclusivamente bisogno di (forzate) originalità o drastiche innovazioni, ma semplicemente di qualità. E Orgoglio e pregiudizio è un inno alla perfezione stilistica e narrativa.
Il cast, come già anticipato, è in stato di grazia (oltre alle sopracitate attrici, menzione per Donald Sutherland, superbo, e per il compassato e fascinoso Matthew Macfadyen); la (misurata) sceneggiatura è un inappuntabile adattamento del celeberrimo romanzo della Austen; il supporto tecnico è decisamente all'altezza (anche se le musiche di Dario Marianelli, pur belle, non raggiungono le vette della partitura di Espiazione).
In conclusione, un film da recuperare a tutti i costi (è uscito due anni fa) e da vedere e rivedere: riconciliarsi in modo incondizionato con il cinema, a volte, è possibile.

06 febbraio 2008

La famiglia Savage

Ancora una volta (quasi) solo contro (quasi) tutti. Quei (quasi) tutti che mi avevano spinto alla visione di questo film con un forte senso d'attesa e anticipazione.
Invece, un'altra delusione.
La famiglia Savage, a mio avviso, è infatti un film non-film, un'esperienza che scivola via inosservata, un prodotto ben interpretato ma che rasenta la totale inconcludenza, cioè l'inutilità.
Ed è davvero un peccato, perchè il trio d'attori è davvero ispirato (Seymour Hoffman su tutti); ma la sceneggiatura della regista Tamara Jenkins è pretenziosa, superficiale e (purtroppo) davvero prevedibile.
Credo sia inutile citare la scarna trama, che poggia su alti temi (il rapporto fratello-sorella-padre anziano e malato) ma che perde più volte la strada per ritrovarsi in una soluzione diluita che sa davvero di poco.
Da recuperare in DVD, senza alcuna necessità di precipitarsi al cinema...

04 febbraio 2008

DGA e PGA

Non sono due strane malattie infettive, ma gli acronimi di Directors Guild of America e Producers Guild of America, che, avendo da poco assegnato i loro riconoscimenti 2008, non hanno fatto altro che decretare in sostanza il favoritissimo agli Oscar che verranno assegnati tra tre settimane: Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) dei fratelli Coen, che quest'anno si è appunto aggiudicato sia il DGA Award che il PGA Award. E ai prossimi WGA Awards (Writers Guild of America) potrebbe arrivare la tripletta...
Poco importa che il film agli ultimi Golden Globes sia stato poco considerato: ora Ethan e Joel Coen potrebbero finalmente conquistare le statuette più ambite dopo quella vinta nel 1997 con Fargo in qualità di sceneggiatori.
Il film uscirà in Italia il 22 febbraio: ovvio che si debba correre a vederlo...

03 febbraio 2008

Away from Her

Julie Christie.
Questo era l'unico motivo che mi spingeva a vedere questo film canadese uscito più di un anno e mezzo fa ma mai distribuito sia negli USA che in Europa.
Poi, quando l'attrice inglese ha iniziato a fare incetta di premi (essendo tuttora la favorita numero uno agli Academy Award in qualità di Miglior Attrice Protagonista), ho scoperto che la regia era di Sarah Polley, talentuosa attrice musa di Atom Egoyan. Motivo in più, quindi, per dedicargli una visione.
Ebbene, Christie (e cast) a parte, non sono rimasto folgorato.
Per nulla.
Il tema è quello dell'amore ai tempi dell'Alzheimer, e francamente la pur dotata Polley non dice assolutamente nulla di nuovo al riguardo.
L'impressione è infatti quella di un lussuoso tv-movie, molto ben interpretato (anche se non è facile immaginare Julie Christie recitare al di sotto dell'eccellenza), ma freddo e tutto sommato un po' troppo semplicistico nell'evolversi del plot.
Insomma, un prodotto trascinato dai riconoscimenti per la protagonista: si può vedere, ma si può anche tranquillamente perdere.

Juno

Un giorno dopo aver gustato Junebug, senza assolutamente aver premeditato il tutto, ho deciso di affrontare la visione in lingua originale di Juno, film candidato a quattro premi Oscar 2008 (con ardue probabilità di vittoria): titolo rassomigliante, incipit similare, trama basata sui principali temi e sulle fondamentali dissertazioni della nostra vita (famiglia, maternità, amore, amicizia).
Ebbene, non avrei potuto fare scelta migliore: si può infatti dire, a mio avviso, che Juno sia la versione ritoccata in positività, profondità e saggezza di Junebug, con qualche piccolo sprazzo di Little Children (un abominio il fatto che non sia mai stato distribuito in Italia) e Little Miss Sunshine. Il fatto poi che Juno, la protagonista del film, sia chiamata in casa con l'affettuoso nomignolo "Junebug" la dice lunga sulle similitudini...
Coincidenze a parte, qualcosina sul plot: Juno, una sedicenne molto cool e molto curiosa, seduce il migliore amico e ne rimane incinta. Dopo aver rinunciato all'aborto, decide di avere il bambino ma di affidarlo, una volta nato, ad una coppia di thirty-something che non riesce ad avere figli. Le conseguenze non saranno né facili né prevedibili...
Girata con stile fresco e moderno ma mai troppo sincopato da Jason Reitman (Thank you for smoking), la pellicola è assolutamente godibile, argutamente sceneggiata (da una ex-spogliarellista!) e splendidamente recitata: Ellen Page (Juno), ha il physique du role e l'espressione giusta di una teenager in corso d'opera, Michael Cera (il padre del bambino) è assolutamente geniale nella sua saggia ingenuità, Jennifer Garner e Jason Bateman (i futuri genitori adottivi) incarnano in modo perfetto la coppia ultra-benestante a cui manca solo il suggello dell'erede, mentre Allison Janney e J.K. Simmons (padre e matrigna di Juno) sono, al solito, eccezionali nella loro professionalità e tagliente ironia.
Da preferire, come già detto, in lingua originale, ma attenzione alla miriade di espressioni in slang giovanile, micidiali se si ha la fortuna di riuscire a capire (ho dovuto ricorrere, a visione conclusa, ad alcuni stralci di screenplay trovati fortunatamente in rete)...
Assolutamente da non perdere.

Junebug

Uscito nell'indifferenza generale nel vecchio continente (dopo aver riscosso unanimi consensi al Sundance Film Festival del 2005), Junebug è un film assolutamente double-face: dietro alla commedia agrodolce, si cela infatti un sottostrato arido e stagnante, un autentico pugno nello stomaco all'America puritana e culla dei fanatismi religiosi più beceri.
La trama è, apparentemente, come si suol dire, "la solita": Madeleine, neo-moglie del giovane George, possiede una galleria d'arte a Chicago. Quando per concludere un affare deve andare nel North Carolina, George ne approfitta per presentarla alla sua "strana" famiglia: la permalosa madre Peg, il taciturno padre Eugene, lo scontroso fratello minore Johnny e la sua innocente moglie incinta Ashley...
Il consueto ritratto di famiglia fuori dagli schemi, viene da pensare: invece, e questa è la novità, nulla di positivo o negativo (beh, quasi...) succederà in occasione dell'incontro di Madeleine con la famiglia del marito: tutto, come ho già detto prima, continuerà a "stagnare", anche se forse con un barlume di ritrovata speranza in più.
Ottimo il cast (strepitosa Amy Adams, giustamente candidata all'Oscar) e finissima la regia, capace di fondere l'aspetto meramente verbale con alcune immagini-cartolina mai fuori luogo.
Peccato che la pellicola si sgonfi parzialmente con l'avvicinarsi del lieto evento, e che la sceneggiatura si spinga ad alcune scene curiosamente fuori contesto (cosa vorrebbe rappresentare il pittore di uomini superdotati avvezzi alla guerra?).
Resta in ogni caso un prodotto godibile e sopra la media dei veri o presunti film "indipendenti" (aggettivo ormai abusatissimo).
A sintesi e compendio delle mie parole, chiudo con la telegrafica tagline di Carina Chocano del Los Angeles Times: "A deceptively simple, deeply resonant story about the inherent loneliness of family, the odds against assimilation and the enormous distances that can divide two people."

28 gennaio 2008

Screen Actors Guild Awards 2008: i vincitori

Una sola (grossa) sorpresa nei vincitori 2008 di questi Screen Actors Guild Awards: l'affermazione della decana Dee in qualità di supporter. Per il resto, tutto amplissimamente secondo previsione, con Day-Lewis, Christie e Bardem che prenotano l'Oscar, già peraltro vinto dai primi due, dato che hanno bissato la vittoria ottenuta ai Golden Globes.
Di seguito tutti i vincitori in dettaglio.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GEORGE CLOONEY / “Michael Clayton”
DANIEL DAY-LEWIS / “There Will Be Blood”
RYAN GOSLING / “Lars And The Real Girl”
EMILE HIRSCH / “Into The Wild”
VIGGO MORTENSEN / “Eastern Promises”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
CATE BLANCHETT / “Elizabeth: The Golden Age”
JULIE CHRISTIE / “Away From Her”
MARION COTILLARD / “La Vie En Rose”
ANGELINA JOLIE / “A Mighty Heart”
ELLEN PAGE / “Juno”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CASEY AFFLECK / “The Assassination of Jesse James By The...”
JAVIER BARDEM / “No Country For Old Men”
HAL HOLBROOK / “Into The Wild”
TOMMY LEE JONES / “No Country For Old Men”
TOM WILKINSON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
CATE BLANCHETT / “I’m Not There”
RUBY DEE / “American Gangster”
CATHERINE KEENER / “Into The Wild”
AMY RYAN / “Gone Baby Gone”
TILDA SWINTON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
3:10 TO YUMA (Lionsgate)
AMERICAN GANGSTER (Universal Pictures)
HAIRSPRAY (New Line Cinema)
INTO THE WILD (Paramount Vantage)
NO COUNTRY FOR OLD MEN (Miramax Films)

23 gennaio 2008

Espiazione (Atonement)

In apertura, il parere di Peter Bradshaw del Guardian: "What a clever, ambitious, compassionate picture it is; what a success for Joe Wright and for Knightley and McAvoy. It's a film which aims at big ideas, and it treats us like grownups."
Per continuare, il giudizio di Ann Hornaday del Washington Post: "In the almost spookily capable hands of 34-year-old director Joe Wright, the film version of Atonement has achieved that to which every literary adaptation should aspire." E scusate se è poco...
In chiusura, la sintesi di Mick LaSalle del San Francisco Chronicle: "Atonement takes a familiar movie environment, a setting that we think we know, and uses it for an examination of a host of dark impulses, such as jealousy, lust, cruelty and deceit."
In sostanza, potrei fondere i tre suddetti pensieri ed otterrei, semplicemente, il mio.
Ottimamente recitato, vagamente retrò, magnificamente sorretto da una sontuosa colonna sonora del nostro Dario Marianelli e da una (sorprendentemente) talentuosa regia, Espiazione è una trasposizione quasi fedele dell'omonimo crudele romanzo di Ian McEwan, che esplicita il finale in modo esemplificativo ma necessario, pur conservando il reale spirito del testo.
Come già detto, bravissimi gli interpreti (McAvoy in testa), che riescono a sorreggere la pellicola anche nei pochi momenti più deboli (la parte centrale dedicata alla guerra in terra di Francia), e monumentale il cameo di Vanessa Redgrave, favolosa nei 9 minuti di monologo a lei riservati.
Assolutamente da vedere, anche solo per ammirare Keira Knightley nel suo ormai celeberrimo outfit verde smeraldo.

22 gennaio 2008

In Memoriam: Heath Ledger (1979-2008)

In tarda serata in Italia arriva scioccante la notizia della morte di Heath Ledger, 28 anni, attore conosciuto soprattutto per il ruolo del cowboy gay in Brokeback Mountain, film vincitore di tre premi Oscar nel 2006.
L'attore australiano è stato trovato morto nel suo appartamento a Manhattan per circostanze legate all'uso di stupefacenti.
E non vorrei dire di più.
Heath, ci mancherai.

American Gangster

No. No. No. Ora basta.
Vorrei davvero sapere perchè bastano due gigioni di comprovato mestiere, un cast tecnico di lusso e soprattutto un regista di innegabile talento per far considerare film "da non perdere" un prodottucolo spocchioso e ridondante come American Gangster, dove per i tre quarti del film prevalgono tedio e maniera. Mai un'idea o una definizione caratteriale, mai un vero sussulto: eppure, ancora una volta, l'orda dei "saputi" della settima arte ha colpito ancora, osando arrivare a definire l'ultima fatica di Ridley Scott "un quasi capolavoro".
Ma stiamo scherzando?
Dove sono finiti i veri film d'autore, quelli che ci sapevano emozionare con una singola scena o addirittura una semplice battuta?
E' per questa ragione che dico basta. Perchè sono stanco di questa superficialità e di quest'ostinazione nello scovare il "bello" dove non ce n'è traccia.
American Gangster è un film mediocre, noioso, troppo lungo (due ore e quaranta), incredibilmente vacuo e soprattutto pervaso da uno sconfortante piattume di fondo.
Quei bravi ragazzi, quanto mi manchi...

Qualche commento sulle nominations agli Oscar

Conferme: sicuramente tutti i titoli erano in pole position, ma lode alla tenacia con cui Michael Clayton ha retto fino alla fine.
Sorprese: le tre nominations di Sweeney Todd sicuramente stridono con le aspettative iniziali; piacevole invece l'inaspettato inserimento di The Savages con due candidature "pesanti".
Chi vorrei...: beh, sarebbe davvero splendido se venissero premiate l'incredibile caratterizzazione di Edith Piaf da parte di Marion Cotillard o la glaciale maestria di Viggo Mortensen, ma è probabilmente chiedere troppo...
Chi non vorrei...: Clooney. Francamente la sua onnipresenza ha stancato, come pure la sua (fasulla) aria semiseria.
Per chi piangerei ...di gioia: Laura Linney, favolosa attrice troppo spesso dimenticata.
Per chi maledirei l'Academy: scusate la ripetizione, ancora Clooney.
L'Oscar più meritato: troppo facile, Ratatouille!
L'Oscar più rubato: quello al miglior film straniero, senza nulla togliere ai titoli candidati.

Oscar 2008: le candidature

In rigoroso ordine A.M.P.A.S, ecco tutte le nominations ai prossimi Oscar, che verranno assegnati il 24 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in "Michael Clayton"
Daniel Day-Lewis in "There Will Be Blood"
Johnny Depp in "Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street"
Tommy Lee Jones in "In the Valley of Elah"
Viggo Mortensen in "Eastern Promises"

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in "The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford"
Javier Bardem in "No Country for Old Men"
Philip Seymour Hoffman in "Charlie Wilson's War"
Hal Holbrook in "Into the Wild"
Tom Wilkinson in "Michael Clayton"

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in "Elizabeth: The Golden Age"
Julie Christie in "Away from Her"
Marion Cotillard in "La Vie en Rose"
Laura Linney in "The Savages"
Ellen Page in "Juno"

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in "I'm Not There"
Ruby Dee in "American Gangster"
Saoirse Ronan in "Atonement"
Amy Ryan in "Gone Baby Gone"
Tilda Swinton in "Michael Clayton"

Best animated feature film of the year
"Persepolis": Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
"Ratatouille": Brad Bird
"Surf's Up": Ash Brannon and Chris Buck

Achievement in art direction
"American Gangster": Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
"Atonement": Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
"The Golden Compass": Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street": Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
"There Will Be Blood": Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

Achievement in cinematography
"The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford": Roger Deakins
"Atonement": Seamus McGarvey
"The Diving Bell and the Butterfly": Janusz Kaminski
"No Country for Old Men": Roger Deakins
"There Will Be Blood": Robert Elswit

Achievement in costume design
"Across the Universe" Albert Wolsky
"Atonement" Jacqueline Durran
"Elizabeth: The Golden Age" Alexandra Byrne
"La Vie en Rose" Marit Allen
"Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street" Colleen Atwood

Achievement in directing
"The Diving Bell and the Butterfly", Julian Schnabel
"Juno", Jason Reitman
"Michael Clayton", Tony Gilroy
"No Country for Old Men", Joel Coen and Ethan Coen
"There Will Be Blood", Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
"No End in Sight"
"Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience"
"Sicko"
"Taxi to the Dark Side"
"War/Dance"

Best documentary short subject
"Freeheld"
"La Corona (The Crown)"
"Salim Baba"
"Sari's Mother"

Achievement in film editing
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
"The Diving Bell and the Butterfly": Juliette Welfling
"Into the Wild": Jay Cassidy
"No Country for Old Men": Roderick Jaynes
"There Will Be Blood": Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
"Beaufort" Israel
"The Counterfeiters" Austria
"Katyn" Poland
"Mongol" Kazakhstan
"12" Russia

Achievement in makeup
"La Vie en Rose" Didier Lavergne and Jan Archibald
"Norbit" Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
"Pirates of the Caribbean: At World's End" Ve Neill and Martin Samuel

Achievement in music (Original score)
"Atonement" Dario Marianelli
"The Kite Runner" Alberto Iglesias
"Michael Clayton" James Newton Howard
"Ratatouille" Michael Giacchino
"3:10 to Yuma" Marco Beltrami

Achievement in music (Original song)
"Falling Slowly" from "Once"
"Happy Working Song" from "Enchanted"
"Raise It Up" from "August Rush"
"So Close" from "Enchanted"
"That's How You Know" from "Enchanted"

Best motion picture of the year
"Atonement" (Focus Features)
"Juno" (Fox Searchlight)
"Michael Clayton" (Warner Bros.)
"No Country for Old Men" (Miramax and Paramount Vantage)
"There Will Be Blood" (Paramount Vantage and Miramax)

Best animated short film
"I Met the Walrus"
"Madame Tutli-Putli"
"Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)"
"My Love (Moya Lyubov)"
"Peter & the Wolf"

Best live action short film
"At Night"
"Il Supplente (The Substitute)"
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)"
"Tanghi Argentini"
"The Tonto Woman"

Achievement in sound editing
"The Bourne Ultimatum": Karen Baker Landers and Per Hallberg
"No Country for Old Men": Skip Lievsay
"Ratatouille": Randy Thom and Michael Silvers
"There Will Be Blood": Matthew Wood
"Transformers": Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
"The Bourne Ultimatum" Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
"No Country for Old Men" Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
"Ratatouille" Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
"3:10 to Yuma" Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
"Transformers" Kevin O'Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
"The Golden Compass" Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
"Pirates of the Caribbean: At World's End" John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
"Transformers" Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

Adapted screenplay
"Atonement" Screenplay by Christopher Hampton
"Away from Her" Written by Sarah Polley
"The Diving Bell and the Butterfly" Screenplay by Ronald Harwood
"No Country for Old Men" Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
"There Will Be Blood" Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
"Juno" Written by Diablo Cody
"Lars and the Real Girl" Written by Nancy Oliver
"Michael Clayton" Written by Tony Gilroy
"Ratatouille" Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
"The Savages" Written by Tamara Jenkins

14 gennaio 2008

Golden Globes 2008: i vincitori

In una cornice quanto mai atipica ed asettica, l'Hollywood Foreign Press Association ha annunciato i suoi vincitori; senza clamore, senza glamour, senza gossip e soprattutto senza red carpet. Il tutto si è infatti svolto all'interno di una sbrigativa conferenza stampa a causa dello sciopero del sindacato degli screenwriters, in atto da più di due mesi, che sta continuando a mietere vittime illustri. Per non parlare del fatto che anche gli Oscar sono a rischio...

In ogni caso, qualche rapido commento.
Le sorprese: sicuramente l'affermazione di Espiazione come miglior film drammatico e la vittoria di Schnabel in qualità di miglior regista.
Le conferme: beh, quasi tutte, e devo dire con merito, a cominciare dalla strepitosa Cotillard ne La vie en rose e dalla camaleontica Blanchett in I'm not there.
La gioia: il premio a Dario Marianelli, compositore di casa nostra, per le musiche di Espiazione.
La delusione: incredibile a dirsi, nessuna.

Di seguito tutti i vincitori delle categorie cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama
American Gangster
Atonement
Eastern Promises
The Great Debaters
Michael Clayton
No Country for Old Men
There Will Be Blood

Best Performance by an Actress in a Drama
Cate Blanchett – Elizabeth: The Golden Age
Julie Christie – Away From Her
Jodie Foster – The Brave One
Angelina Jolie – A Mighty Heart
Keira Knightley – Atonement

Best Performance by an Actor in a Drama
George Clooney – Michael Clayton
Daniel Day-Lewis – There Will Be Blood
James McAvoy – Atonement
Viggo Mortensen – Eastern Promises
Denzel Washington – American Gangster

Best Motion Picture - Musical Or Comedy
Across The Universe
Charlie Wilson's War
Hairspray
Juno
Sweeney Todd

Best Performance by an Actress in a Musical or Comedy
Amy Adams – Enchanted
Nikki Blonsky – Hairspray
Helena Bonham Carter – Sweeney Todd
Marion Cotillard – La Vie En Rose
Ellen Page – Juno

Best Performance by an Actor in a Musical Or Comedy
Johnny Depp – Sweeney Todd
Ryan Gosling – Lars and the Real Girl
Tom Hanks – Charlie Wilson's War
Philip Seymour Hoffman – The Savages
John C. Reilly – Walk Hard: the Dewey Cox Story

Best Performance by an Actress In A Supporting Role in a Movie
Cate Blanchett – I'm Not There
Julia Roberts – Charlie Wilson's War
Saoirse Ronan – Atonement
Amy Ryan – Gone Baby Gone
Tilda Swinton – Michael Clayton

Best Performance by an Actor In A Supporting Role in a Movie
Casey Affleck – The Assassination Of Jesse James
Javier Bardem – No Country for Old Men
Philip Seymour Hoffman – Charlie Wilson's War
John Travolta – Hairspray
Tom Wilkinson – Michael Clayton

Best Animated Feature Film
Bee Movie
Ratatouille
The Simpsons

Best Foreign Languge Film
4 Months, 3 Weeks And 2 Days (Romania)
The Diving Bell And The Butterfly (France, United States)
The Kite Runner (United States)
Lust, Caution (Taiwan)
Persepolis (France)

Best Director - Motion Picture
Tim Burton – Sweeney Todd
Ethan & Joel Coen – No Country For Old Men
Julian Schnabel – The Diving Bell And The Butterfly
Ridley Scott – American Gangster
Joe Wright – Atonement

Best Screenplay - Motion Picture
Atonement - Written by Christopher Hampton
Charlie Wilson's War - Written by Aaron Sorkin
The Diving Bell And The Butterfly - Written by Ronald Harwood
Juno - Written by Diablo Cody
No Country For Old Men - Written by Ethan Coen, Joel Coen

Best Original Score - Motion Picture
Grace Is Gone - Composed by Clint Eastwood
The Kite Runner - Composed by Alberto Iglesias
Atonement - Composed by Dario Marianelli
Eastern Promises - Composed by Howard Shore
Into The Wild - Composed by E. Vedder, M. Vedder, K. Vedder

Best Original Song - Motion Picture
"Despedida" – Love In The Time Of Cholera
Music By: Shakira and Antonio Pinto - Lyrics By: Shakira
"Grace Is Gone" – Grace Is Gone
Music By: Clint Eastwood - Lyrics By: Carole Bayer Sager
"Guaranteed" – Into The Wild
Music & Lyrics By: Eddie Vedder

"That's How You Know" – Enchanted
Music & Lyrics By: Alan Menken
"Walk Hard" – Walk Hard: The Dewey Cox Story
Music & Lyrics By: J. Apatow, L. Kasdan, J. C. Reilly and M. Crenshaw

08 gennaio 2008

Irina Palm

Inizio questo mio commento adattando la frase di chiusura della recensione di Mauro Corso sul sito FilmUP.com, che in poche righe ha sapientemente saputo sintetizzare l'essenza di questa pellicola: "Irina Palm è un film spassoso, in grado di regalare molte risate, ma anche diversi momenti di autentica commozione ed una bella rivincita sulla mentalità ristretta di una comunità bigotta ma certamente non virtuosa. Il tutto chiuso da un finale senza sbavature, conciso ed essenziale, cosa che accade davvero di rado nel panorama cinematografico attuale."
Poco altro da aggiungere, quindi, se non che Irina Palm è uno di quei piccoli gioielli che, semplici nella loro struttura, hanno la rara caratteristica di far ridere e commuovere con intelligenza e senza la minima traccia di volgarità.
Lodi sperticate alla scarna ma azzeccatissima sceneggiatura e soprattutto al formidabile cast, guidato da una sorprendente Marianne Faithfull (da nomination all'Oscar) e da un istrionico Miki Manojlovic.
In chiusura, ancora una citazione dalla suddetta recensione: "probabilmente solo gli inglesi sono in grado di affrontare argomenti scabrosi con una grazia e una leggerezza senza rivali nella cinematografia mondiale. Nonostante il tema sia, come si può forse intuire dal titolo, assolutamente esplicito, non c'è un solo momento in cui situazioni o immagini siano davvero volgari, perché sono anzi sempre improntate ad un divertito imbarazzo. Sarebbe pertanto un errore guardare questo film o le "attività" della protagonista con atteggiamento censorio."
Correte a vederlo, anche solo per sciogliere i dubbi su questa misteriosa attività...

06 gennaio 2008

Monster House

L'idea era decisamente originale: una sorta di thriller ma in versione animata. In pratica come spaventare in maniera più o meno costruttiva i bambini.
Il risultato? Francamente scialbo. Nulla da dire sulla realizzazione tecnica e sulla caratterizzazione dei personaggi, ma la trama langue, la suspense è all'acqua di rose e l'incedere si rivela stanco.
Peccato, perchè, come già detto, i presupposti erano interessanti e si sarebbe potuto osare di più calcando la mano sui risvolti orrorifici della casa: sarebbe però venuto meno l'obiettivo di portare al cinema il target anagrafico più appetibile, cioè quello dell'età scolare. Ma così facendo si è ottenuto l'effetto opposto: allontanare ancor di più l'audience adulta.
Da vedere soltanto se si vogliono apprezzare alcune salaci affermazioni dei protagonisti: il resto è dozzinale.

Eragon

Pellicola bistrattata dai recensori e snobbata dal pubblico, Eragon è senza alcun dubbio un film mal realizzato e decisamente noioso, ma, a mio avviso, ha un grande pregio: trasporre in modo fedele un romanzo (scritto da un adolescente) incredibilmente sopravvalutato, che non è altro che un infantile rimescolamento della summa dei classici fantasy, prima fra tutti la saga di Tolkien. Di conseguenza, non prendiamocela con gli (onesti) produttori, piuttosto con Christopher Paolini (fenomeno paragonabile a Sophie Kinsella), vero creatore e distruttore di questa trilogia ingenua, soporifera e soprattutto quasi imputabile di plagio...
Cosa possiamo salvare della versione per il grande schermo? La professionalità degli attori, gli riusciti effetti del drago e ...la durata.
In chiusura, una nota che vorrei personalmente rivolgere ai direttori dei doppiaggi di casa nostra: "voi che siete i migliori del mondo, in virtù di quale cronica patologia schizoide avete potuto scegliere Ilaria D'Amico come doppiatrice del drago? La prossima volta, se questi sono i vostri standard, chi sceglierete? Funari?"...

Pirati dei Caraibi 2 e 3

Il fatto che abbia deciso di accorpare le recensioni del secondo e terzo capitolo della saga picaresca della Disney, può già far intuire il mio pensiero al riguardo...
Una delusione. Totale. Senz'appello.
Se il primo episodio infatti era godibilissimo (seppur un tantino lungo), Il forziere fantasma e Ai confini del mondo ottengono lo stesso risultato di Matrix, letteralmente obnubilato dall'insipienza artistica dei sequel.
Cosa dire dei film? Il solito gigioneggiare di Depp, le schermaglie pseudo-amorose di Knightley e Bloom, qualche effetto speciale, pochissime idee e un mare di noia... La terza pellicola, poi, è al limite del disastro cinematografico...
Per carità, non è che avessi molti dubbi al riguardo, ma non immaginavo una simile brodaglia di pochezza e inettitudine.
E dato che il finale potrebbe lasciar spazio ad un quarto film, c'è da sperare che il cast rinsavisca e si rifiuti di prendervi parte...

Io non sono qui

Più che un film, un'esperienza audiovisiva sciroccata e inconcludente: questo è Io non sono qui, trasposizione onirica, cervellotica e un po' flippata della vita e della musica del grande Bob Dylan. Poche idee originali, tanta supponenza, ritmo inesistente e risultato francamente sconcertante: si salva solo il cast, su cui svetta (tanto per cambiare) un'imponente Cate Blanchett.
A questo punto, ancora una volta, mi chiedo come abbia fatto la critica di settore a cadere in trappola, scambiando il manierismo per classe e la faciloneria per intuizione, ma soprattutto non trovo giusto non saper osare e non trovare di conseguenza il coraggio per bocciare il prodotto di un validissimo regista (il talentuoso Todd Haynes) che, è umano, può sbagliare.
Alla prossima occasione, quindi, caro Todd e cari "esperti".
Ah, dimenticavo: se i fan di Dylan vogliono cimentarsi con la visione, lo fanno a loro totale rischio...

28 dicembre 2007

La promessa dell'assassino

Dopo A History of Violence, "quasi" capolavoro realizzato due anni fa, l'eclettico e fortemente instabile Cronenberg conferma la vena intimista con questo prodotto cupo, sanguigno e profondamente interiore: quasi una prosecuzione in tono minore del nuovo trend del regista canadese.
Trend che include una modalità registica dichiaratamente cruda ma elegante e finissima, un fortissimo accento sul concetto di famiglia, e un'esplicitazione al limite della sopportabilità della violenza in quanto tale. Non per tutti, pertanto, ma per questa ragione sicuramente più apprezzabile ed anacronistico.
L'incipit non è stravolgente in quanto ad originalità: Anna, un'ostetrica, riesce a far partorire una ragazza incinta, ma in fin di vita. Dopo la morte della giovane, per scoprire le origini del piccolo orfano e capire a chi darlo in affidamento, Anna comincia a fare delle indagini partendo da un diario segreto scritto in lingua russa. Scoprirà pericolosissimi legami con la mafia...
L'abilità di Cronenberg quindi non sta tanto nel descrivere l'aristocrazia criminale russa definita Vory v Zakone (letteralmente, ladri nella legge), ma nel dipingerne un burattino, l'autista-becchino Nikolaj (un trasfigurato e bravissimo Viggo Mortensen), che sembra nascondere più di un segreto, e il suo sospetto ma genuino rapporto con l'ostetrica (Naomi Watts).
In questo legame, ed in quello tra il padre e il figlio, entrambi boss dell'associazione a delinquere russa, sta l'essenza di questa geniale pellicola, sempre sull'orlo dell'esposione (o implosione) che però non arriva nemmeno nel bellissimo finale, speculare a quello -grandioso- di A History of Violence.
Da vedere per la superlativa prova d'attore e per apprezzare un genere diverso, controcorrente e soprattutto vero.

27 dicembre 2007

La bussola d'oro

Sono confuso.
Si è parlato molto (e scritto moltissimo) della trilogia di Philip Pullman Queste oscure materie, ed immancabilmente è giunto l'adattamento del primo libro, da me lungamente atteso per l'innegabile attrazione verso il fantasy e la presenza della Sola e Unica Miss Kidman ad interpretare la perfida Marisa Coulter.
Eppure ribadisco: sono confuso.
Confuso da una magia che non riscontro più negli ultimi tempi (eccezion fatta per l'incommensurabile Signore degli Anelli di Jackson), da un inutile dispendio di effettistica visiva, dalla pochezza compositiva di alcuni (strapagati) sceneggiatori. Insomma, confuso da tanta mediocrità riversata su un prodotto discretamente ben riuscito, sufficientemente godibile e tutto sommato ben recitato.
La domanda, in sostanza, è la seguente: perchè affidare un simile film (e script annesso) al regista (e sceneggiatore) di ...American Pie??? Perchè decidere tout court di partire sconfitti, sancendo così un più che annunciato tonfo al botteghino? Questi sono i quesiti che mi lasciano esterrefatto e, appunto, confuso. E ho l'impressione che le risposte non siano nè facili nè così scontate.
Perchè a conti fatti La bussola d'oro non è un film mal realizzato, anzi: come già detto, è sicuramente piacevole (nel secondo tempo; il primo è un arzigogolio verbosissimo e un po' noiosetto), professionalmente impostato e recitato con garbo. Però lascia quel retrogusto un po' amarognolo che dopo un po' svanisce e ci fa ricordare solo il cattivo sapore.
Peccato, perchè poteva essere un'altra trilogia da brividi: invece, i brividi li avrà probabilmente il produttore, che ha speso 180 milioni di dollari (210 con la promozione) e ne ha finora incassati negli USA solo 50 in tre settimane...

Screen Actors Guild Awards 2008: le nominations

In ritardo di parecchi giorni, pubblico le candidature proposte dal sindacato attori USA per i prossimi SAG Awards, premio attoriale tra i più ambiti oltreoceano e altra cartina al tornasole in previsione Oscar.
Al solito, scelte discutibili (candidato quasi tutto il cast del non particolarmente lodato "Into the wild") ed esclusioni a sorpresa, ma un commento sale spontaneo più di ogni altra edizione: ho la netta sensazione che Hollywood sia a corto, oltre che di idee, anche di nomination degne di questo nome, e si stia fossilizzando sempre di più sugli stessi nomi, a scapito di outsider interessanti o mostri sacri colpevolmente trascurati.
Anche in questo caso, ai posteri l'ardua sentenza...
Di seguito comunque le candidature cinematografiche.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
GEORGE CLOONEY / “Michael Clayton”
DANIEL DAY-LEWIS / “There Will Be Blood”
RYAN GOSLING / “Lars And The Real Girl”
EMILE HIRSCH / “Into The Wild”
VIGGO MORTENSEN / “Eastern Promises”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
CATE BLANCHETT / “Elizabeth: The Golden Age”
JULIE CHRISTIE / “Away From Her”
MARION COTILLARD / “La Vie En Rose”
ANGELINA JOLIE / “A Mighty Heart”
ELLEN PAGE / “Juno”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
CASEY AFFLECK / “The Assassination of Jesse James By The...”
JAVIER BARDEM / “No Country For Old Men”
HAL HOLBROOK / “Into The Wild”
TOMMY LEE JONES / “No Country For Old Men”
TOM WILKINSON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
CATE BLANCHETT / “I’m Not There”
RUBY DEE / “American Gangster”
CATHERINE KEENER / “Into The Wild”
AMY RYAN / “Gone Baby Gone”
TILDA SWINTON / “Michael Clayton”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
3:10 TO YUMA (Lionsgate)
AMERICAN GANGSTER (Universal Pictures)
HAIRSPRAY (New Line Cinema)
INTO THE WILD (Paramount Vantage)
NO COUNTRY FOR OLD MEN (Miramax Films)

13 dicembre 2007

Golden Globes 2008: le nominations

Qualche minuto fa, a cura dell'Hollywood Foreign Press Association, ente organizzatore del premio, sono state annunciate le nominations ai Golden Globe Awards 2008, da sempre considerati la più attendibile fonte di previsione dei premi Oscar.
Poche sorprese (l'esclusione di The Savages è sicuramente inaspettata) e soprattutto pochi titoli che sembrano realmente degni di tali riconoscimenti (era poi il caso di nominare ben sette film in qualità di miglior pellicola drammatica?).
Qui tutte le nomination (incluse quelle televisive); di seguito le categorie principali.

Best Motion Picture - Drama
American Gangster
Atonement
Eastern Promises
The Great Debaters
Michael Clayton
No Country for Old Men
There Will Be Blood

Best Performance by an Actress in a Drama
Cate Blanchett – Elizabeth: The Golden Age
Julie Christie – Away From Her
Jodie Foster – The Brave One
Angelina Jolie – A Mighty Heart
Keira Knightley – Atonement

Best Performance by an Actor in a Drama
George Clooney – Michael Clayton
Daniel Day-Lewis – There Will Be Blood
James McAvoy – Atonement
Viggo Mortensen – Eastern Promises
Denzel Washington – American Gangster

Best Motion Picture - Musical Or Comedy
Across The Universe
Charlie Wilson's War
Hairspray
Juno
Sweeney Todd

Best Performance by an Actress in a Musical or Comedy
Amy Adams – Enchanted
Nikki Blonsky – Hairspray
Helena Bonham Carter – Sweeney Todd
Marion Cotillard – La Vie En Rose
Ellen Page – Juno

Best Performance by an Actor in a Musical Or Comedy
Johnny Depp – Sweeney Todd
Ryan Gosling – Lars and the Real Girl
Tom Hanks – Charlie Wilson's War
Philip Seymour Hoffman – The Savages
John C. Reilly – Walk Hard: the Dewey Cox Story

Best Performance by an Actress In A Supporting Role in a Movie
Cate Blanchett – I'm Not There
Julia Roberts – Charlie Wilson's War
Saoirse Ronan – Atonement
Amy Ryan – Gone Baby Gone
Tilda Swinton – Michael Clayton

Best Performance by an Actor In A Supporting Role in a Movie
Casey Affleck – The Assassination Of Jesse James
Javier Bardem – No Country for Old Men
Philip Seymour Hoffman – Charlie Wilson's War
John Travolta – Hairspray
Tom Wilkinson – Michael Clayton

Best Animated Feature Film
Bee Movie
Ratatouille
The Simpsons

Best Foreign Languge Film
4 Months, 3 Weeks And 2 Days (Romania)
The Diving Bell And The Butterfly (France, United States)
The Kite Runner (United States)
Lust, Caution (Taiwan)
Persepolis (France)

Best Director - Motion Picture
Tim Burton – Sweeney Todd
Ethan & Joel Coen – No Country For Old Men
Julian Schnabel – The Diving Bell And The Butterfly
Ridley Scott – American Gangster
Joe Wright – Atonement

Best Screenplay - Motion Picture
Atonement - Written by Christopher Hampton
Charlie Wilson's War - Written by Aaron Sorkin
The Diving Bell And The Butterfly - Written by Ronald Harwood
Juno - Written by Diablo Cody
No Country For Old Men - Written by Ethan Coen, Joel Coen

Best Original Score - Motion Picture
Grace Is Gone - Composed by Clint Eastwood
The Kite Runner - Composed by Alberto Iglesias
Atonement - Composed by Dario Marianelli
Eastern Promises - Composed by Howard Shore
Into The Wild - Composed by E. Vedder, M. Vedder, K. Vedder

Best Original Song - Motion Picture
"Despedida" – Love In The Time Of Cholera
Music By: Shakira and Antonio Pinto - Lyrics By: Shakira
"Grace Is Gone" – Grace Is Gone
Music By: Clint Eastwood - Lyrics By: Carole Bayer Sager
"Guaranteed" – Into The Wild
Music & Lyrics By: Eddie Vedder
"That's How You Know" – Enchanted
Music & Lyrics By: Alan Menken
"Walk Hard" – Walk Hard: The Dewey Cox Story
Music & Lyrics By: J. Apatow, L. Kasdan, J. C. Reilly and M. Crenshaw

02 dicembre 2007

European Film Awards 2007 - I vincitori

Ieri a Berlino, tra la generale indifferenza degli addetti ai lavori, sono stati premiati i vincitori degli European Film Awards 2007.
Prevedibile ma non scontatissima vittoria del rumeno Mungiu e del suo 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, già Palma d'Oro a Cannes.
Due statuette anche a The Queen (tra cui l'annunciatissima incoronazione di Helen Mirren).
Piccolissima consolazione per La sconosciuta, pellicola premiata dal pubblico in qualità di vincitore del People's Choice Award.
Di seguito i vincitori delle categorie principali.

EUROPEAN FILM 2007
4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE (Romania)
directed by Cristian Mungiu

AUF DER ANDEREN SEITE (Germany/Turkey)
directed by Fatih Akin
THE LAST KING OF SCOTLAND (UK)
directed by Kevin Macdonald
LA MÔME (France/Czech Republic/UK)
directed by Olivier Dahan
PERSEPOLIS (France)
directed by Marjane Satrapi & Vincent Paronnaud
THE QUEEN (UK/France/Italy)
directed by Stephen Frears

EUROPEAN DIRECTOR 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Roy Andersson for DU LEVANDE
Stephen Frears for THE QUEEN
Kevin Macdonald for THE LAST KING OF SCOTLAND
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Giuseppe Tornatore for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTRESS 2007
Marion Cotillard in LA MÔME
Marianne Faithfull in IRINA PALM
Carice van Houten in ZWARTBOEK
Anamaria Marinca in 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE
Helen Mirren in THE QUEEN
Ksenia Rappoport in LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN ACTOR 2007
Sasson Gabai in BIKUR HATIZMORET
Elio Germano in MIO FRATELLO É FIGLIO UNICO
James McAvoy in THE LAST KING OF SCOTLAND
Miki Manojlovic in IRINA PALM
Michel Piccoli in BELLE TOUJOURS
Ben Whishaw in DAS PARFUM

EUROPEAN CINEMATOGRAPHER 2007
Anthony Dod Mantle for THE LAST KING OF SCOTLAND
Frank Griebe for DAS PARFUM
Mikhail Krichman for IZGNANIE
Fabio Zamarion for LA SCONOSCIUTA

EUROPEAN SCREENWRITER 2007
Fatih Akin for AUF DER ANDEREN SEITE
Eran Kolirin for BIKUR HATIZMORET
Peter Morgan for THE QUEEN
Cristian Mungiu for 4 LUNI, 3 SAPTAMINI SI 2 ZILE

EUROPEAN COMPOSER 2007
Alexandre Desplat for THE QUEEN
Alex Heffes for THE LAST KING OF SCOTLAND
Dejan Pejovic for GUCHA
Tom Tykwer, Johnny Klimek & Reinhold Heil for DAS PARFUM