28 giugno 2006

Ogni cosa è illuminata

In poche parole, la storia: un giovane ebreo americano alla ricerca delle proprie radici europee in un film che è allo stesso tempo un delizioso viaggio nelle problematiche del mondo di oggi e una straziante testimonianza della distruzione di uno shtetl ucraino.
Tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, appartenente alla terza generazione di scrittori che hanno ricordato la Shoah, Ogni cosa è illuminata è pertanto una pellicola che si può in qualche maniera dividere in due: dapprima, il confronto tra le differenti culture (americana e ucraina) e sensibilità dei due protagonisti (entrambi bravissimi), poi la ricerca storica che conduce alla (triste ed inesorabile) verità.
Un film consigliato a tutti e assolutamente da vedere per le molteplici sfaccettature e per la splendida sceneggiatura: ironica, profonda, commovente.
Esordio decisamente convincente di Liev Schreiber alla regia e, come già detto, grande prova del cast (su tutti un fantastico Eugene Hutz).

16 giugno 2006

Il calamaro e la balena

Non ho ancora visto questo film (in originale The Squid and the Whale), ma credo di sentirmi già sicuro nel consigliarne la visione.
A partire dal curioso titolo (una volta tanto tradotto letteralmente), che fa riferimento ad un ricordo d'infanzia di uno dei protagonisti, fino all'interessante cast (fra tutti il nome di Laura Linney, fantastica caratterista da ricordare soprattutto per Kinsey e Mystic River), passando per l'osannata sceneggiatura di Noah Baumbach, candidato all'Oscar proprio per questo film.
E' vero, è distribuito poco e male, ma credo valga la pena armarsi di pazienza e scovare una sala che -miracolo- lo proietti.
Qui la scheda dettagliata della pellicola.

27 maggio 2006

Shopgirl

Un film in punta di piedi. Lieve, sussurrato e forse anche un po' anacronistico. Ma intelligente, non banale e piacevolissimo.
In sintesi può essere questo il mio giudizio sull'opera scritta, diretta e interpretata da Steve Martin, peraltro da un suo gradevole racconto che, senza alcun dubbio, ha concepito soprattutto per il grande schermo.
In una (brutta) epoca di film urlati, roboanti, dispendiosi e privi di solida sostanza cinematografica, Shopgirl si colloca pertanto come prodotto forse un po démodé ma davvero fresco, godibile e genuino. Merito soprattutto della prova tutta in sottrazione di una strepitosa Claire Danes (da rivedere il suo bellissimo Stage Beauty), che solamente grazie a un gesto o a un accenno di sguardo riesce a dichiarare il suo mondo interiore in maniera chiara e inequivocabile. Merito anche della recitazione "dietro le quinte" dell'istrionico Steve Martin che una volta tanto (e fortunatamente) rinuncia ai suoi eccessi per limitarsi a (ben) dirigere, dopo aver sfogato tutto sé stesso nella stesura del romanzo omonimo.
La storia è semplice: Mirabelle, commessa presso il grande magazzino Saks di Los Angeles al reparto guanti, dove non si ferma mai nessuno, conosce un ragazzo decisamente sciroccato e qualche tempo dopo un ricchissimo uomo d'affari, attraverso i quali cercherà di riconquistare una sorta di "piacevole stabilità".
Niente di nuovo, quindi, ma sicuramente un film da vedere in questo scialbo universo fatto di Da Vinci, Templari, Madagascar e ...tanto altro ancora.

21 maggio 2006

Il Codice Da Vinci

Povero Leonardo.
Chissà cosa avrebbe pensato se avesse visto una simile strumentalizzazione del suo nome e delle sue opere in nome del sensazionalismo e del marketing.
E poveri noi.
Che ci siamo dovuti sorbire 2 ore e 29 minuti di nulla, cinematograficamente parlando.
Premesso che non ho letto il libro e il film non ha fatto altro che incrementare questo mio distacco nei confronti dell'opera di Dan Brown, ho trovato il film assolutamente insulso e privo del benché minimo serio spunto di riflessione teologica.
Non voglio addentrarmi nell'opinabilità di certe arditezze storiche nè esprimere il mio parere sull'idea -peraltro intrigante- dello scrittore americano che sta alla base del film; quello che voglio fare è esprimere il mio sonoro disappunto su una delle operazioni commerciali più riuscite ma più vergognose della storia del cinema moderno (nella quale peraltro sono consapevolmente cascato).
Inizierò quindi dalla sceneggiatura, scritta dal premio Oscar (!!!) Akiva Goldsman probabilmente dopo una consistente dose di allucinogeni: infatti, sebbene gli eventi si susseguano ad una velocità imbarazzante, non si prova MAI un vero e proprio sussulto. Le emozioni arrivano piuttosto da qualche azzeccata espressione di Ian McKellen o dalla ridicola ferocia con cui il monaco-sicario Silas (ma perchè poi è vestito come un francescano del 1200??? Non è la maniera migliore di farsi notare???) frantuma il viso della povera suora di Saint Sulpice. Stendiamo poi un pietosissimo velo su quello che il signor Goldsman mette in bocca ai protagonisti della "storia". Hanks parla a rate (i primi 20 minuti, poi 20 di buio, poi 15 minuti, poi 15 di buio e così via), la Tautou sembra un po' tarantolata e un po' balbuziente.
Aiuto.
Per salvarmi, potrei provare a concentrarmi sugli attori, ma anche in questo caso il piatto è magro e piuttosto sconfortante. Come ho già detto, McKellen riesce a dare una parvenza d'ironia persino credibile e a stemperare l'inesistente tensione, Paul Bettany si cala nella parte in maniera diligente (salvo esagerare, come già sottolineato, nella scena dello sgretolamento della suorina) e gli attori di contorno fanno il loro onesto lavoro, ma l'abulia e la svogliatezza con cui recitano Tom Hanks e Audrey Tautou va al di là del fastidio epidermico.
Aiuto, again.
Le musiche? Per carità. Il pur bravissimo Hans Zimmer si concede una pausa realizzando una partitura banale e ridondante. E dire che è uno dei miei compositori cinematografici preferiti...
Aiuto. E tre.
Per finire, la regia. Ron Howard, discutibilissimo regista super-hollywoodiano, si preoccupa solo di creare scene tecnicamente perfette a scapito del ritmo e del coinvolgimento visivo.
E ho finito. Parlando anche troppo, contagiato dallo spirito onnivoro del film.
Che disastro...

01 maggio 2006

Questo mese torniamo al cinema...

Nel panorama cinematografico mondiale, in costante crisi ormai da più di un decennio, emergono comunque alcuni titoli che vale veramente la pena segnalare. Eccoli di seguito, in ordine cronologico di uscita (date italiane, ovviamente).

ANCHE LIBERO VA BENE (5 maggio)
di Kim Rossi Stuart, con Kim Rossi Stuart, Barbora Bobulova, Tommaso Ragno
Esordio alla regia di un'attore understated e molto talentuoso: è la storia di un ragazzino che si trova ad affrontare la vita con l'ausilio di due genitori non esattamente all'altezza.
Da vedere perchè: per soddisfare la curiosità dell'esordio registico di Rossi Stuart

ROMANCE & CIGARETTES (5 maggio)
di John Turturro, con James Gandolfini, Kate Winslet, Susan Sarandon
Prodotto dai fratelli Coen, è in sostanza una storia romantica raccontata attraverso le note di un musical, con un cast d'eccezione e con il solito tocco irriverente ed arguto di Turturro.
Da vedere perchè: non capita tutti i giorni di sentir cantare (bene) attori di prima grandezza

FREE ZONE (12 maggio)
di Amos Gitai, con Natalie Portman, Hana Laszlo, Carmen Maura
Presentata al Festival di Cannes 2005 (dove la Laszlo vinse la Palma d'Oro come miglior attrice), arriva finalmente l'interessantissima pellicola di Gitai, storia di una donna americana che insieme ad una tassista israeliana dovrà raggiungere la cosiddetta "Zona Libera" in Giordania.
Da vedere perchè: per ammirare Natalie Portman in un ruolo importante e attualissimo

IL CODICE DA VINCI (19 maggio)
di Ron Howard, con Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno
Dall'acclamato e vendutissimo best-seller di Dan Brown, una trasposizione cinematografica altrettanto attesa, con la star Hanks a interpretare il ruolo di Robert Langdon.
Da vedere perchè: il classico film di cui non si può fare a meno, che piaccia o no

VERSO IL SUD (26 maggio)
di Laurent Cantet, con Ménothy Cesar, Charlotte Rampling, Karen Young
Sesso e coscienza politica di tre signore americane conquistate da un giovane nativo nella Haiti della dittatura. Molto apprezzato al Festival di Venezia 2005.
Da vedere perchè: Haiti non è sicuramente un luogo molto frequentato dal cinema

X-MEN 3 (26 maggio)
di Brett Ratner, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Famke Janssen
Terzo ultimo capitolo della bella saga dei mutanti: cambia il regista, ma sembra che il risultato possa essere analogo (se non superiore) ai primi due episodi.
Da vedere perchè: è la conclusione di una riuscita serie di film trasposti dall'omonimo fumetto

RADIO AMERICA (1° giugno)
di Robert Altman, con Meryl Streep, Kevin Kline, Lily Tomlin
Un programma radiofonico ("A Prairie Home Companion", che è anche il titolo originale del film), arrivato ormai all'ultima puntata, si appresta a regalare l'ultimo show: e questo film ne analizza il backstage, tra tensioni e preparativi.
Da vedere perchè: cast stellare e il nome di Altman che è (quasi) sempre una garanzia

22 aprile 2006

Moretti trionfa ai David di Donatello 2006

"Il Caimano" di Nanni Moretti ha vinto il premio per il Miglior Film e la Miglior Regia alla cinquantesima edizione del David di Donatello, maggior riconoscimento cinematografico di casa nostra.
In tutto la nuova acclamatissima pellicola di uno dei registi italiani più controversi si è aggiudicata sei statuette, ma "Romanzo Criminale" di Michele Placido è riuscito a fare ancora meglio con otto riconoscimenti, tra cui la Migliore Sceneggiatura e il Miglior Attore non Protagonista (Pierfrancesco Favino).
Per quanto riguarda le altre categorie recitative, meritati David a Valeria Golino come Miglior Attrice Protagonista per "La Guerra di Mario", Silvio Orlando come Miglior Attore Protagonista per "Il Caimano" e Angela Finocchiaro come Miglior Attrice non Protagonista per "La Bestia nel Cuore".
Qui la lista completa dei vincitori.

18 aprile 2006

Narnia, finalmente...

A parte i non estimatori del genere fantasy e chi si sente troppo maturo per "certi" film, credo di essere uno dei pochi che non era corso al cinema, durante il periodo natalizio, per andare a vedere "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio", film-evento tratto dalla saga bestseller di C.S. Lewis.
Le ragioni di questo mio inspiegabile e fermissimo rifiuto possono essere ricondotte ad un'unica semplicissima conclusione: il ridondante, eccessivo, martellante, ossessivo, onnipresente battage pubblicitario al quale sono stato esposto per almeno due o tre mesi. Il tutto condito dal fatto che le critiche erano decisamente contraddittorie e che la pellicola appariva rivolta ad un pubblico decisamente underage.
Ebbene, mai impressione è stata così fuorviante.
"Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio" è un film fresco, godibile, positivo, per nulla pretenzioso e girato con estrema grazia dal regista dei due Shrek, Andrew Adamson.
Attenzione, non siamo di fronte a un capolavoro, ma si può tranquillamente affermare che la sceneggiatura non perde un colpo, la digi-animazione è pressochè perfetta (splendidi i castori) e gli attori, soprattutto la disincantata e simpaticissima Lucy (Georgie Henley), sono sinceri, espressivi e totalmente in parte.
Mi sento poi di elogiare in maniera particolare la trascinante e dolcissima partitura di Harry Gregson-Williams e la prova algida e perfetta di Tilda Swinton, capricciosa e crudelissima Strega Bianca.
Per chi poi si è scagliato contro il film per la presunta ovvietà del plot, cito l'opinionista Valter di Torino dal sito Film.Tv.It: "sicuramente la storia non è particolarmente originale, ma a questo proposito occorre osservare che il fantasy è forse il genere letterario (insieme al thriller) che più dipende dai propri modelli (che si potrebbero anche definire clichè, in termine dispregiativo). Questo non significa che non sia possibile offrire anche qualcosa di nuovo (ed in ogni caso sarebbe una caratteristica del libro, non del film) ma la scelta dell'autore potrebbe invece essere quella di costruire una storia utilizzando materiali pre-esistenti in modo da non discostarsi dal modello leggendario di riferimento."
Insomma, da vedere. Aspettando fiduciosi i prossimi due episodi.

09 aprile 2006

Le candidature dei David di Donatello 2006

Alcuni giorni fa sono state comunicate le candidature ai premi David di Donatello 2006, maggior riconoscimento cinematografico italiano, che verrà assegnato venerdì 21 aprile. Nessuna sostanziale sorpresa, con "Il Caimano" di Nanni Moretti e "Romanzo Criminale" di Michele Placido a farla da padroni, con 13 nomination a testa. A seguire, "Il mio miglior nemico" di Carlo Verdone con 11 , "Notte prima degli esami" di Fausto Brizzi (positiva sorpresa sia al botteghino che per i critici) con 10 e "La terra" di Sergio Rubini con 6.
Di seguito le candidature delle categorie principali.

Miglior Film
"IL CAIMANO"
prodotto da Angelo Barbagallo, Nanni Moretti
"IL MIO MIGLIOR NEMICO"
prodotto da Aurelio De Laurentiis
"NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI"
prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, Giannandrea Pecorelli
"ROMANZO CRIMINALE"
prodotto da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz
"LA TERRA"
prodotto da Domenico Procacci

Migliore Regista
Antonio CAPUANO "La guerra di Mario"
Nanni MORETTI "Il caimano"
Michele PLACIDO "Romanzo criminale"
Sergio RUBINI "La terra"
Carlo VERDONE "Il mio miglior nemico"

Migliore Regista Esordiente
Fausto BRIZZI "Notte prima degli esami"
Vittorio MORONI "Tu devi essere il lupo"
Francesco MUNZI "Saimir"
Fausto PARAVIDINO "Texas"
Stefano PASETTO "Tartarughe sul dorso"

Migliore Sceneggiatura
Nanni MORETTI, Francesco PICCOLO, Federica PONTREMOLI
"Il caimano"
S. MUCCINO, P. PLASTINO, S. RANFAGNI, C. VERDONE
"Il mio miglior nemico"
Fausto BRIZZI, Massimiliano BRUNO, Marco MARTANI
"Notte prima degli esami"
S. RULLI, S. PETRAGLIA, G. DE CATALDO, M. PLACIDO
"Romanzo criminale"
Angelo PASQUINI, Carla CAVALLUZZI, Sergio RUBINI
"La terra"

Migliore Produttore
Angelo BARBAGALLO, Nanni MORETTI
"Il caimano"
Domenico PROCACCI, Nicola GIULIANO, Francesca CIMA
"La guerra di Mario"
Aurelio DE LAURENTIIS
"Il mio miglior nemico"
Fulvio e Federica LUCISANO, Gianandrea PECORELLI
"Notte prima degli esami"
Riccardo TOZZI, Giovanni STABILINI, Marco CHIMENZ
"Romanzo criminale"

Migliore Attrice Protagonista
Margherita BUY "Il caimano "
Cristiana CAPOTONDI "Notte prima degli esami"
Valeria GOLINO "La guerra di Mario"
Giovanna MEZZOGIORNO "La bestia nel cuore"
Ana Caterina MORARIU "Il mio miglior nemico"

Migliore Attore Protagonista
Antonio ALBANESE "La seconda notte di nozze"
Fabrizio BENTIVOGLIO "La terra"
Silvio ORLANDO "Il caimano"
Kim ROSSI STUART "Romanzo criminale"
Carlo VERDONE "Il mio miglior nemico"

Migliore Attrice Non Protagonista
Isabella FERRARI "Arrivederci amore, ciao"
Angela FINOCCHIARO "La bestia nel cuore"
Marisa MERLINI "La seconda notte di nozze"
Stefania ROCCA "La bestia nel cuore"
Jasmine TRINCA "Il caimano"

Migliore Attore Non Protagonista
Giorgio FALETTI "Notte prima degli esami"
Pierfrancesco FAVINO "Romanzo criminale"
Neri MARCORE’ "La seconda notte di nozze"
Nanni MORETTI "Il caimano"
Sergio RUBINI "La terra"

29 marzo 2006

Un amaro in bocca che non se ne va

E' già passato un po' di tempo dall'ultima notte degli Oscar, eppure questa sensazione di profondo, persistente, fastidiosissimo amaro in bocca stenta ad andarsene.
Il modo in cui l'Academy ha sovvertito non solo i pronostici ma anche e soprattutto i reali meriti artistici di questa edizione non verrà facilmente dimenticato. E questo è un dato di fatto.
Non mi dilungo a spiegare ragioni, motivazioni o altro, perchè c'è chi l'ha fatto (e benissimo) per me, e cioè il mio amico Massimo, che nel suo blog ha espresso i medesimi concetti che avrei potuto esprimere io utilizzando né più né meno che le stesse sacrosante parole che avrei potuto adoperare. L'articolo si intitola "I'm still bitter, and with good reason". Un pizzico di concentrazione, pertanto, e buona lettura...

22 marzo 2006

E' davvero il nostro angelo

Poche parole per esprimere la grazia, la leggerezza e l'eleganza della nostra Carolina Kostner impegnata ai Campionati Mondiali di Calgary. Appuntamento a sabato per la prova decisiva.

09 marzo 2006

Capote

Uno dei pochi Oscar sacrosanti della 78ma edizione degli Academy Award appartiene a questo gioiello di film, snobbato dal grande pubblico (ma così doveva essere) e non particolarmente acclamato dalla critica d'essai, che l'ha comunque accolto positivamente.
L'Oscar di cui sopra è quello assegnato alla perfetta interpretazione di Philip Seymour Hoffman, che non è solo perfetto nelle movenze e nel tono particolarissimo della voce di Capote, ma è la profondità delle sensazioni che sa esprimere a colpire al cuore lo spettatore. Hoffman infatti non gigioneggia mai, quasi non si muove eppure esprime tutto il mondo interiore di uno scrittore alle prese con la sua opera definitiva.
Sorretto dalla prestazione monstre di Hoffman, il film risulta incantevole e algido allo stesso tempo, conquistando lo spettatore per la perfezione stilistica e interpretativa.
Inutile dire che è assolutamente da non perdere.
E chiudo affermando che se doveva sussistere un'alternativa a "Brokeback Mountain", doveva essere questa pellicola, e nessun'altra.

06 marzo 2006

Pro e contro di un Oscar incompiuto

La prima cosa che mi viene da dire è che raramente la cerimonia degli Academy Award si chiude con una sorpresissima, pertanto dovremmo ritenerci fortunati ad aver assistito a un simile colpo di scena. La seconda cosa che dico di conseguenza è che le sorprese premiano un outsider a scapito del favorito. La terza ed ultima cosa che ammetto con una spessa coltre di delusione è che non è molto gratificante veder premiato l'outsider quando tutto te stesso tifa per il favorito.
Ma così è andata, pertanto lode a "Crash".
I motivi per cui "Brokeback Mountain" ha perso la statuetta per il miglior film possono essere pochi o molteplici, farraginosi o banali, argomentati o soggettivi: resta il fatto che non si può parlare di sconfitta, sia per il numero di premi conquistati, sia per il modo in cui è avvenuto il "fattaccio".
Non mi dilungo oltre, dato che un autorevole critico cinematografico del Los Angeles Times, Kenneth Turan, ha qui sintetizzato in maniera perfetta il mio pensiero.
Mi limiterò pertanto ad elencare i miei personali pro e contro di una cerimonia piacevole, divertente e autorevolmente condotta dal neofita Jon Stewart.

PRO
- L'Oscar che mi ha fatto più piacere in assoluto, quello per la miglior colonna sonora, assegnato alla struggente e meravigliosa partitura di "Brokeback Mountain", composta da Gustavo Santaolalla (nella foto)
- Il ritmo e il piglio dei presentatori, a cominciare dal conduttore
- Il ritorno in pompa magna dei montaggi di filmati rappresentativi di un'epoca o un'idea di cinema
- I virtuosismi al violino di Itzhak Perlman
- La verve di Lily Tomlin e Meryl Streep nel discorso introduttivo all'Oscar onorario a Robert Altman
- L'appassionato, sincero, commovente discorso di ringraziamento del regista di "Tsotsi", vincitore del miglior film straniero, a Madre Africa
- Il doveroso Oscar a Philip Seymour Hoffman, strepitoso Truman Capote

CONTRO
- L'offensivo, scandaloso, deprecabile Oscar alla canzone tratta da "Hustle & Flow", troppo brutta per essere vera
- L'eccessiva insistenza con cui a più riprese l'Academy si è schierata contro la pirateria
- L'Oscar un po' troppo generoso alla fotografia di "Memorie di una Geisha"
- La trasformazione (o meglio deformazione) fisica di alcune star di Hollywood, vedi Keanu Reeves, William Hurt e la povera Lauren Bacall
- L'audace outfit di Charlize Theron, totalmente fuori contesto

01 marzo 2006

E' tempo di Oscar!

Tra quattro giorni, finalmente, sarà nuovamente Oscar time. Domenica notte l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences assegnerà infatti il più prestigioso premio cinematografico mondiale durante la cerimonia allestita all'interno del sontuoso Kodak Theatre e presentata per la prima volta da Jon Stewart.
Poche sorprese sembrano possibili, ma alcuni critici hollywoodiani stanno alimentando le voci di sorprendenti ribaltoni: vedremo...
Per intanto, di seguito le principali nomination con le mie personalissime indicazioni su chi probabilmente vincerà e su chi dovrebbe vincere.
Buon Oscar a tutti!

BEST MOTION PICTURE OF THE YEAR
BROKEBACK MOUNTAIN
CAPOTE
CRASH
GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK.
MUNICH
Chi vincerà: BROKEBACK MOUNTAIN
Chi dovrebbe vincere: BROKEBACK MOUNTAIN

BEST DIRECTOR
Ang Lee - BROKEBACK MOUNTAIN
Bennett Miller - CAPOTE
Paul Haggis - CRASH
George Clooney - GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK.
Steven Spielberg - MUNICH
Chi vincerà: Ang Lee
Chi dovrebbe vincere: Ang Lee

BEST ACTOR IN A LEADING ROLE
Philip Seymour Hoffman - CAPOTE
Terrence Howard - HUSTLE & FLOW
Heath Ledger - BROKEBACK MOUNTAIN
Joaquin Phoenix - WALK THE LINE
David Strathairn - GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK.
Chi vincerà: Philip Seymour Hoffman
Chi dovrebbe vincere: Philip Seymour Hoffman

BEST ACTOR IN A SUPPORTING ROLE
George Clooney - SYRIANA
Matt Dillon - CRASH
Paul Giamatti - CINDERELLA MAN
Jake Gyllenhaal - BROKEBACK MOUNTAIN
William Hurt - A HISTORY OF VIOLENCE
Chi vincerà: fotofinish tra Clooney e Giamatti
Chi dovrebbe vincere: William Hurt

BEST ACTRESS IN A LEADING ROLE
Judi Dench - MRS. HENDERSON PRESENTS
Felicity Huffman - TRANSAMERICA
Keira Knightley - PRIDE & PREJUDICE
Charlize Theron - NORTH COUNTRY
Reese Witherspoon - WALK THE LINE
Chi vincerà: Reese Witherspoon
Chi dovrebbe vincere: Felicity Huffman

BEST ACTRESS IN A SUPPORTING ROLE
Amy Adams - JUNEBUG
Catherine Keener - CAPOTE
Frances McDormand - NORTH COUNTRY
Rachel Weisz - THE CONSTANT GARDENER
Michelle Williams - BROKEBACK MOUNTAIN
Chi vincerà: Rachel Weisz
Chi dovrebbe vincere: Rachel Weisz

BEST ADAPTED SCREENPLAY
BROKEBACK MOUNTAIN
CAPOTE
THE CONSTANT GARDENER
A HISTORY OF VIOLENCE
MUNICH
Chi vincerà: Brokeback Mountain
Chi dovrebbe vincere: Brokeback Mountain

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
CRASH
GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK.
MATCH POINT
THE SQUID AND THE WHALE
SYRIANA
Chi vincerà: Crash
Chi dovrebbe vincere: Match Point

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
LA BESTIA NEL CUORE - ITALY
JOYEUX NOEL - FRANCE
PARADISE NOW - PALESTINE
SOPHIE SCHOLL-DIE LETZTEN TAGE - GERMANY
TSOTSI - SOUTH AFRICA
Chi vincerà: TSOTSI
Chi dovrebbe vincere: LA BESTIA NEL CUORE (mi sembra ovvio...)

28 febbraio 2006

Walk the Line

Anche in questo caso, come per The Family Stone, preferisco stendere un pietosissimo velo sul titolo italiano, che non oso nemmeno citare.
Ma passiamo al film: un bel prodotto, impeccabile nella confezione, equilibrato nel necessario utilizzo delle canzoni di Johnny Cash (che comunque, personalmente, dopo un po' ritengo invariabilmente noiose...) e ottimamente recitato dai due attori protagonisti, Joaquin Phoenix, davvero in parte, e Reese Witherspoon, credibile e appassionata. Giuste, pertanto, le nomination agli Oscar dei due attori. Altrettanto giusta, però, l'esclusione dalla categoria di miglior film e miglior regia, dato che non si può proprio parlare di film definitivo. Sincero sì, ma non memorabile.
In ogni caso, soprattutto per i patiti di questo genere di musica, da vedere.

L'Olimpiade italiana

Non è stata sicuramente l'Olimpiade dei protagonisti annunciati. Giorgio Rocca che capitombola dopo trenta secondi durante la prima manche dello slalom; Carolina Kostner, portabandiera azzurra, che si fa tradire dall'emozione pattinando in maniera mediocre; Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio che scivolano a tre secondi dal termine del loro programma originale. Tutti episodi che cercheremo di spazzar via presto dalla nostra memoria.
Ma fortunatamente, come in ogni Olimpiade, ecco i nomi che ci hanno fatto gonfiare il petto d'orgoglio, di cui alcuni spuntati (quasi) dal nulla: l'incredibile, fantastico Enrico Fabris, re del pattinaggio velocità con due medaglie d'oro e una di bronzo; l'inossidabile Armin Zoeggeler, capace di vincere una medaglia d'argento e due d'oro nell'arco di tre Olimpiadi; gli strepitosi atleti dello sci di fondo, da sempre fucina di allori per il nostro Paese.
E' stata quindi, nonostante tutto, una buona Olimpiade per il Tricolore.
Ma è stata addirittura fantastica per Torino.
Ecco qualche dato: sono stati venduti 900.000 biglietti per un incasso totale di circa 70 milioni di euro; il sito internet di Torino 2006 ha infranto molti record, registrando un totale di 667.258.000 di pagine viste in 15 giorni; infine, sono stati venduti 540.000 prodotti di licensing e merchandising ufficiale per un incasso complessivo di 11 milioni di euro (un cliente giapponese ha fatto emettere con un solo acquisto uno scontrino da 11.000 euro!!!).
In ogni caso, è stata soprattutto la passione, il calore, l'entusiasmo della prima capitale d'Italia a stupire e conquistare il mondo intero. E che spero continui a muovere lo spirito dei torinesi anche da questa settimana ...in poi. Perchè Torino ha bisogno di sentirsi viva, e se lo merita davvero. Parola di chi ci ha vissuto per sette anni.
Arrivederci, Torino 2006!

22 febbraio 2006

Transamerica

Eh sì, questo film è proprio un gioiellino.
Dalla stratosferica recitazione di Felicity Huffman, donna che interpreta un uomo che sta per diventare donna, alle bellissime canzoni folk, alla scoppiettante sceneggiatura, ai momenti di intensa (e mai dozzinale) emozione.
Da vedere per apprezzare le indiscutibili doti di una grandissima caratterista. Ma soprattutto per imparare ad essere meno timorosi di fronte alle (coraggiose) scelte che cambiano la vita.

21 febbraio 2006

Caro, va bene così

Niente da fare. Sulla combinazione triplo-triplo (eseguita in precedenza solo da un'atleta americana) che avrebbe forse potuto portarla a lottare per il podio (e che nei sei minuti di riscaldamento aveva eseguito perfettamente), Carolina Kostner è inesorabilmente caduta. Fortunatamente si è poi ripresa con grande grinta, chiudendo il programma corto in undicesima posizione.
A prescindere dal fatto che a questo punto non sarà più possibile lottare per una medaglia, mi hanno colpito le parole della nostra giovanissima portabandiera: "E' un'esperienza che mi porterò per sempre nel cuore; la mia vita non finisce giovedì sera". Brava Carolina, hai ragione tu.
E giovedì sera ti applaudirò come se avessi già vinto.

Il nostro angelo

Ha portato la nostra bandiera durante la cerimonia di apertura di queste Olimpiadi piemontesi. E' uno degli astri nascenti del pattinaggio artistico internazionale. Ha un viso d'angelo e un'aria vagamente malandrina. E' la nostra piccola stella: Carolina Kostner.


Ho iniziato a seguire Carolina nel 2003, quando, quindicenne e debuttante ai campionati europei, si piazzò incredibilmente quarta, ai piedi del podio. Da quel momento non ho più smesso, accrescendo il mio interesse verso di lei di anno in anno ed emozionandomi sempre più durante le sue performance. Ora che tutta l'Italia la celebra ed acclama, posso dire con soddisfazione che "io c'ero" durante i suoi primi passi di rilievo sul ghiaccio.
Stasera il nostro angelo d'inverno debutterà alle sue prime Olimpiadi, per giunta in casa. La pressione dei media e il calore del pubblico potrebbero condizionare la sua prestazione, come già successe lo scorso anno ai Campionati Europei (disputatisi a Torino, ndr), ma io credo che l'unico condizionamento sarà quello presente nella sua testa, che, non dimentichiamolo, è quella di una ragazza di 19 anni, che si sta tuttora preparando a vivere una vita che da stasera potrebbe cambiare per sempre. Carolina infatti ha enormi possibilità di far bene, ma è prematuro aspettarsi troppo da lei: personalmente spero di divertirmi ed appassionarmi ammirando la sua esecuzione, ma senza esagerate aspettative. Il miglior modo, cioè, di godersi la gara del proprio atleta preferito.
Giovedì, poi, avrò la possibilità di vedere dal vivo il programma libero di questa mia elegantissima beniamina, e devo dire che sto già pregustando l'avvenimento e sentendo l'emozione.
A questo punto l'unica cosa che mi rimane da dire, urlando a squarciagola, è:
FORZA CAROLINA!!!

20 febbraio 2006

Occhi di un sogno spezzato

Barbara e Maurizio si sono guardati a fondo, a lungo e si sono scavati dentro, profondamente, capendo di essere passati dall'altare olimpico alla ghiacciata polvere del Palavela in soli due giorni. Quello che è successo l'avranno visto e sentito tutti, ma nessuno avrà realmente inteso cosa c'era dietro a quell'incredibile sguardo che significava il tutto del niente.
Barbara e Maurizio non avranno più alcuna occasione di riscatto olimpico, e lo sanno bene. Però mi sento di dire che le lacrime versate da tutti i loro fan (compresa mia madre, che in questi lunghissimi anni si è "dovuta" trasformare in una tifosa del pattinaggio su ghiaccio, pressata dai miei insistenti ed appassionati sproloqui) significano che questa splendida coppia deve cercare di non abbandonarsi alla demoralizzazione, ma dare il meglio del meglio nel programma libero, e farci sognare attraverso le avvolgenti note del "Principe d'Egitto". Non servirà per l'oro, ma non importa.
Barbara, Maurizio: fatelo per noi.