A parte i non estimatori del genere fantasy e chi si sente troppo maturo per "certi" film, credo di essere uno dei pochi che non era corso al cinema, durante il periodo natalizio, per andare a vedere "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio", film-evento tratto dalla saga bestseller di C.S. Lewis.Le ragioni di questo mio inspiegabile e fermissimo rifiuto possono essere ricondotte ad un'unica semplicissima conclusione: il ridondante, eccessivo, martellante, ossessivo, onnipresente battage pubblicitario al quale sono stato esposto per almeno due o tre mesi. Il tutto condito dal fatto che le critiche erano decisamente contraddittorie e che la pellicola appariva rivolta ad un pubblico decisamente underage.
Ebbene, mai impressione è stata così fuorviante.
"Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio" è un film fresco, godibile, positivo, per nulla pretenzioso e girato con estrema grazia dal regista dei due Shrek, Andrew Adamson.
Attenzione, non siamo di fronte a un capolavoro, ma si può tranquillamente affermare che la sceneggiatura non perde un colpo, la digi-animazione è pressochè perfetta (splendidi i castori) e gli attori, soprattutto la disincantata e simpaticissima Lucy (Georgie Henley), sono sinceri, espressivi e totalmente in parte.
Mi sento poi di elogiare in maniera particolare la trascinante e dolcissima partitura di Harry Gregson-Williams e la prova algida e perfetta di Tilda Swinton, capricciosa e crudelissima Strega Bianca.
Per chi poi si è scagliato contro il film per la presunta ovvietà del plot, cito l'opinionista Valter di Torino dal sito Film.Tv.It: "sicuramente la storia non è particolarmente originale, ma a questo proposito occorre osservare che il fantasy è forse il genere letterario (insieme al thriller) che più dipende dai propri modelli (che si potrebbero anche definire clichè, in termine dispregiativo). Questo non significa che non sia possibile offrire anche qualcosa di nuovo (ed in ogni caso sarebbe una caratteristica del libro, non del film) ma la scelta dell'autore potrebbe invece essere quella di costruire una storia utilizzando materiali pre-esistenti in modo da non discostarsi dal modello leggendario di riferimento."
Insomma, da vedere. Aspettando fiduciosi i prossimi due episodi.
1 commento:
Pur non apprezzando il genere, ho visto il film incuriosita dalla criniera e dalla voce del leone.
Invece, mi sono fiabescamente innamorata del marginale e seducente centauro.
Praticamente uno zoo. :)
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