Uno dei pochi Oscar sacrosanti della 78ma edizione degli Academy Award appartiene a questo gioiello di film, snobbato dal grande pubblico (ma così doveva essere) e non particolarmente acclamato dalla critica d'essai, che l'ha comunque accolto positivamente.L'Oscar di cui sopra è quello assegnato alla perfetta interpretazione di Philip Seymour Hoffman, che non è solo perfetto nelle movenze e nel tono particolarissimo della voce di Capote, ma è la profondità delle sensazioni che sa esprimere a colpire al cuore lo spettatore. Hoffman infatti non gigioneggia mai, quasi non si muove eppure esprime tutto il mondo interiore di uno scrittore alle prese con la sua opera definitiva.
Sorretto dalla prestazione monstre di Hoffman, il film risulta incantevole e algido allo stesso tempo, conquistando lo spettatore per la perfezione stilistica e interpretativa.
Inutile dire che è assolutamente da non perdere.
E chiudo affermando che se doveva sussistere un'alternativa a "Brokeback Mountain", doveva essere questa pellicola, e nessun'altra.
1 commento:
Completamente d'accordo con te Vittorio. Seguo con interesse le performance di quest'attore dai tempi di "The big Lebowsky" e ho molto apprezzato il suo personaggio ne "La 25a ora".
In una parola sola: APPROVED!
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