In poche parole, la storia: un giovane ebreo americano alla ricerca delle proprie radici europee in un film che è allo stesso tempo un delizioso viaggio nelle problematiche del mondo di oggi e una straziante testimonianza della distruzione di uno shtetl ucraino.Tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, appartenente alla terza generazione di scrittori che hanno ricordato la Shoah, Ogni cosa è illuminata è pertanto una pellicola che si può in qualche maniera dividere in due: dapprima, il confronto tra le differenti culture (americana e ucraina) e sensibilità dei due protagonisti (entrambi bravissimi), poi la ricerca storica che conduce alla (triste ed inesorabile) verità.
Un film consigliato a tutti e assolutamente da vedere per le molteplici sfaccettature e per la splendida sceneggiatura: ironica, profonda, commovente.
Esordio decisamente convincente di Liev Schreiber alla regia e, come già detto, grande prova del cast (su tutti un fantastico Eugene Hutz).
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