06 marzo 2006

Pro e contro di un Oscar incompiuto

La prima cosa che mi viene da dire è che raramente la cerimonia degli Academy Award si chiude con una sorpresissima, pertanto dovremmo ritenerci fortunati ad aver assistito a un simile colpo di scena. La seconda cosa che dico di conseguenza è che le sorprese premiano un outsider a scapito del favorito. La terza ed ultima cosa che ammetto con una spessa coltre di delusione è che non è molto gratificante veder premiato l'outsider quando tutto te stesso tifa per il favorito.
Ma così è andata, pertanto lode a "Crash".
I motivi per cui "Brokeback Mountain" ha perso la statuetta per il miglior film possono essere pochi o molteplici, farraginosi o banali, argomentati o soggettivi: resta il fatto che non si può parlare di sconfitta, sia per il numero di premi conquistati, sia per il modo in cui è avvenuto il "fattaccio".
Non mi dilungo oltre, dato che un autorevole critico cinematografico del Los Angeles Times, Kenneth Turan, ha qui sintetizzato in maniera perfetta il mio pensiero.
Mi limiterò pertanto ad elencare i miei personali pro e contro di una cerimonia piacevole, divertente e autorevolmente condotta dal neofita Jon Stewart.

PRO
- L'Oscar che mi ha fatto più piacere in assoluto, quello per la miglior colonna sonora, assegnato alla struggente e meravigliosa partitura di "Brokeback Mountain", composta da Gustavo Santaolalla (nella foto)
- Il ritmo e il piglio dei presentatori, a cominciare dal conduttore
- Il ritorno in pompa magna dei montaggi di filmati rappresentativi di un'epoca o un'idea di cinema
- I virtuosismi al violino di Itzhak Perlman
- La verve di Lily Tomlin e Meryl Streep nel discorso introduttivo all'Oscar onorario a Robert Altman
- L'appassionato, sincero, commovente discorso di ringraziamento del regista di "Tsotsi", vincitore del miglior film straniero, a Madre Africa
- Il doveroso Oscar a Philip Seymour Hoffman, strepitoso Truman Capote

CONTRO
- L'offensivo, scandaloso, deprecabile Oscar alla canzone tratta da "Hustle & Flow", troppo brutta per essere vera
- L'eccessiva insistenza con cui a più riprese l'Academy si è schierata contro la pirateria
- L'Oscar un po' troppo generoso alla fotografia di "Memorie di una Geisha"
- La trasformazione (o meglio deformazione) fisica di alcune star di Hollywood, vedi Keanu Reeves, William Hurt e la povera Lauren Bacall
- L'audace outfit di Charlize Theron, totalmente fuori contesto

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Come tutte le grandi manifestazioni, tali non sarebbero senza colpi di scena,sicuramente gli addetti ai lavori che hanno avuto il compito di decidere a chi andasse l'ambito oscar come miglior film dell'anno si saranno basati solo e soltanto sulla qualità del film, ma il dubbio che certe scelte vengano prese per dare maggiore risalto ad una serata sicuramente viene, se lo strepitoso BBM avesse vinto non coi sarebbe stata novità e quando non ci sono novità i giornali parlano di serata noiosa, lenta ecc... convinto che la notte degli oscar non possa permettersi colpi bassi come è successo al nostro festival di sanremo, i colpi di scena sono doverosi quindi, peccato che a volte vadano a scapito di prodotti veramente meritevoli come BBM.

Massimo ha detto...

Son d'accordo su tante cose che hai scritto, ma non capisco dove o come Keanu Reeves, bono come al solito, sia deformato...?? Stesso potrei dire per William Hurt, che però non è bono per niente. Per ciò che riguarda la Bacall, beh, lei è semplicemente invecchiata ed è chiaramente piena di acciacchi.

Eh, purtroppo sì, c'è stata la sorpresa finale che non è stata piacevole per niente, al contrario di qualche anno fa, quando Shakespeare in Love aveva battuto Saving Private Ryan nonostante la vittoria di Spielberg per la regia del suo film sulla Seconda Guerra Mondiale.

Vorrà dire che dovremo aspettare la prossima volta -- che purtroppo chissà quando si ripresenterà, visto che film a tematica gay così coinvolgenti, belli, e intelligenti sono più unici che rari.

Vittorio Guasti ha detto...

Per la Bacall mi rifaccio a quello che hai scritto sul tuo blog, che condivido. Per Hurt diciamo che sono rimasto allibito da come l'età lo stia rapidamente consumando, mentre Reeves, a mio parere, sembrava un cotechino con gli occhi...

Massimo ha detto...

Beh, allora devo dire che andrei volentieri a letto coi cotechini... ;-)