28 febbraio 2006

L'Olimpiade italiana

Non è stata sicuramente l'Olimpiade dei protagonisti annunciati. Giorgio Rocca che capitombola dopo trenta secondi durante la prima manche dello slalom; Carolina Kostner, portabandiera azzurra, che si fa tradire dall'emozione pattinando in maniera mediocre; Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio che scivolano a tre secondi dal termine del loro programma originale. Tutti episodi che cercheremo di spazzar via presto dalla nostra memoria.
Ma fortunatamente, come in ogni Olimpiade, ecco i nomi che ci hanno fatto gonfiare il petto d'orgoglio, di cui alcuni spuntati (quasi) dal nulla: l'incredibile, fantastico Enrico Fabris, re del pattinaggio velocità con due medaglie d'oro e una di bronzo; l'inossidabile Armin Zoeggeler, capace di vincere una medaglia d'argento e due d'oro nell'arco di tre Olimpiadi; gli strepitosi atleti dello sci di fondo, da sempre fucina di allori per il nostro Paese.
E' stata quindi, nonostante tutto, una buona Olimpiade per il Tricolore.
Ma è stata addirittura fantastica per Torino.
Ecco qualche dato: sono stati venduti 900.000 biglietti per un incasso totale di circa 70 milioni di euro; il sito internet di Torino 2006 ha infranto molti record, registrando un totale di 667.258.000 di pagine viste in 15 giorni; infine, sono stati venduti 540.000 prodotti di licensing e merchandising ufficiale per un incasso complessivo di 11 milioni di euro (un cliente giapponese ha fatto emettere con un solo acquisto uno scontrino da 11.000 euro!!!).
In ogni caso, è stata soprattutto la passione, il calore, l'entusiasmo della prima capitale d'Italia a stupire e conquistare il mondo intero. E che spero continui a muovere lo spirito dei torinesi anche da questa settimana ...in poi. Perchè Torino ha bisogno di sentirsi viva, e se lo merita davvero. Parola di chi ci ha vissuto per sette anni.
Arrivederci, Torino 2006!

Nessun commento: