31 ottobre 2011
Mildred Pierce (TV)
Nella Los Angeles dei primi anni trenta, stritolata dalla grande depressione post-crack del '29, la divorziata e madre Mildred Pierce (Kate Winslet) deve fare i conti con due preoccupanti realtà: cercare di investire negli affari sfruttando le sue doti domestiche, e venire a patti con un eccessivo attaccamento all'ingrata e mefistofelica figlia Veda (Morgan Turner adolescente, Evan Rachel Wood adulta).
Tratta dal bellissimo romanzo omonimo di James M. Cain, già trasposto sul grande schermo da Michael Curtiz nel 1945 (film che permise a Joan Crawford di vincere l'unico Oscar in carriera), Mildred Pierce è una miniserie HBO in cinque parti appena trasmessa in Italia, sull'onda del successo primaverile ottenuto oltreoceano.
Vincitrice di cinque premi Emmy (gli "Oscar" della televisione) e presumibile protagonista ai prossimi Golden Globe, la vicenda della signora Pierce per il piccolo schermo è, in una parola, un gioiello.
Diretta da un esperto in ricostruzioni d'epoca, il bravo Todd Haynes di Lontano dal paradiso, la miniserie ha un solo difetto: il lento incedere (ed eccessivo indugiare su alcuni dettagli) nella parte centrale; per il resto, ritmo, scorrevolezza ed emozioni sono dosati con rara sapienza ed equilibrio quasi algebrico.
La messa in scena è a dir poco sontuosa, e nessuno credo si sia accorto che l'intera serie, seppur ambientata sulla West Coast, è stata girata nello stato di New York (a Long Island, soprattutto); i costumi, del premio Oscar Ann Roth, lasciano letteralmente a bocca aperta per la ricercatezza e la cura del minimo dettaglio; le musiche, del grandissimo Carter Burwell (tanto caro ai fratelli Coen), colpiscono nel segno fin dai bellissimi opening titles.
Quasi impossibile poi descrivere la bravura del cast, a cominciare da una Winslet per cui iniziano realmente a mancare gli aggettivi: è disarmante la facilità con cui regge le quasi cinque ore sempre in scena, e ancor più sconcertante l'espressività che la contraddistingue in ogni singola scena, per non parlare del puro e semplice distillato recitativo che ne consegue. In poche parole, la più grande attrice vivente della sua generazione.
Il resto del cast, comunque, non sta a guardare: sono infatti bravissimi nei loro ruoli Guy Pearce, Melissa Leo e Mare Winningham; la Wood, infine, stupisce per aderenza al ruolo e trasposizione assolutamente azzeccata di un carattere ribelle ma ancor prima senza un singolo scrupolo emozionale.
In sintesi, un prodotto assolutamente da vedere (o recuperare), e una conferma da sottolineare, come se ce ne fosse ancora bisogno: la HBO è semplicemente un passo avanti.
Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare
Inutile soffermarsi sulla pretestuosa trama di questo insulso quarto installment della fortunatissima (almeno al botteghino) saga dei Pirati della Disney: basti sapere che l'ormai noto Jack Sparrow (un Johnny Depp fastidiosamente innocuo) va alla ricerca della fonte della giovinezza insieme a una presunta ex-fiamma (una salvabile Penélope Cruz) e ad altri ex-compari. Punto.
Tralasciando la messa in scena (ottima nella prima parte, ridondante nella seconda), stupisce l'incaponimento della produzione nel propinare ridicoli duelli, dialoghi arci-masticati e situazioni fotocopia dei precedenti episodi: se la parte centrale, infatti, riesce quasi a salvarsi, il lunghissimo prologo londinese e l'inevitabile resa finale dei conti mettono alla prova pazienza e resistenza del più tenace degli spettatori.
Sperando calorosamente che la presente abilissima operazione di merchandising finisca qui, di questa pellicola vale la pena segnalare la godibile scena della comparsa delle sirene e il divertentissimo cameo di Dame Judi Dench (trenta secondi circa) in un ruolo comicamente atipico.
Lasciate perdere.
26 ottobre 2011
Tre film da non perdere
Inizio col dire che per queste pellicole non si sa ancora la presunta data d'uscita in Italia: sperando non facciano la fine del bellissimo Precious (uscito un anno dopo) o, peggio, dello strepitoso Little Children (mai neanche doppiato), andiamo a conoscere meglio tre prodotti che, personalmente, attendo con particolare impazienza.
WEEKEND
di Andrew Haigh, con Tom Cullen e Chris New
Russell e Glen si conoscono in un locale, passano la notte insieme, ma quello che dovrebbe essere il classico one-night stand si trasforma in qualcosa di ben più profondo nell'arco di sole quarantott'ore.
Trama lineare e apparentemente molto sfruttata per questo ritratto di gay romance dipinto dalla critica come uno dei più ben scritti, realistici e coinvolgenti film d'amore degli ultimi anni.
50/50
di Jonathan Levine, con Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen e Anna Kendrick
Già segnalata nelle possibili sorprese in previsione Oscar, questa dramedy ispirata alla vera vicenda di un ventisettenne alle prese con un cancro appena diagnosticatogli, ha letteralmente stregato gli esperti a stelle e strisce e conquistato un più che eterogeneo pubblico.
Personalmente, sono piuttosto curioso di vedere il bravo Levitt in un simile ruolo.
TYRANNOSAUR
di Paddy Considine, con Peter Mullan e Olivia Colman
Ritratto dell'Inghilterra più cruda ma forse più vera nel rapporto tra una donna picchiata dal marito e un perdigiorno che sfoga la sua rabbia proprio usando le mani: uno spaccato umano (ma anche sociale) che ha il suo punto di forza nella prestazione dei protagonisti, al punto che per la Colman si potrebbero addirittura aprire le porte di una nomination ai prossimi Academy Award, come segnalato nel precedente post.
WEEKEND
di Andrew Haigh, con Tom Cullen e Chris New
Russell e Glen si conoscono in un locale, passano la notte insieme, ma quello che dovrebbe essere il classico one-night stand si trasforma in qualcosa di ben più profondo nell'arco di sole quarantott'ore.
Trama lineare e apparentemente molto sfruttata per questo ritratto di gay romance dipinto dalla critica come uno dei più ben scritti, realistici e coinvolgenti film d'amore degli ultimi anni.
50/50
di Jonathan Levine, con Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen e Anna Kendrick
Già segnalata nelle possibili sorprese in previsione Oscar, questa dramedy ispirata alla vera vicenda di un ventisettenne alle prese con un cancro appena diagnosticatogli, ha letteralmente stregato gli esperti a stelle e strisce e conquistato un più che eterogeneo pubblico.
Personalmente, sono piuttosto curioso di vedere il bravo Levitt in un simile ruolo.
TYRANNOSAUR
di Paddy Considine, con Peter Mullan e Olivia Colman
Ritratto dell'Inghilterra più cruda ma forse più vera nel rapporto tra una donna picchiata dal marito e un perdigiorno che sfoga la sua rabbia proprio usando le mani: uno spaccato umano (ma anche sociale) che ha il suo punto di forza nella prestazione dei protagonisti, al punto che per la Colman si potrebbero addirittura aprire le porte di una nomination ai prossimi Academy Award, come segnalato nel precedente post.
25 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Attrice
Glenn Close (Albert Nobbs).
Viola Davis (The Help).
Elizabeth Olsen (Martha Marcy May Marlene).
Meryl Streep (The Iron Lady).
Michelle Williams (My Week with Marilyn).
Anche in questo caso ritratto di gruppo e previsioni dal sito dell'esperto Julian Stark per una categoria che presenta però un quadro ben più arzigogolato dell'analoga al maschile.
Un nome, infatti, emerge ormai da diverso tempo su tutti, e quest'anno sembra destinato a resistere fino alla fine: quello della più grande attrice vivente, Queen Meryl Streep, capace di collezionare, fino ad ora, 16 nomination all'Oscar (due vittorie, l'ultima però nel 1983), 12 nomination ai BAFTA, gli "Oscar" britannici (una vittoria, nell'82), 25 nomination ai Golden Globe (sette vittorie), 8 nomination ai SAG Award (due vittorie) e 3 nomination agli Emmy, gli "Oscar" della televisione (due vittorie). Tra pochi mesi l'intero (o quasi) pianeta assisterà, con tutta probabilità, al terzo sospiratissimo, attesissimo, agognatissimo, ultrameritatissimo terzo Oscar per la "one and only" Mrs. Streep, alias Margaret Thatcher.
Dietro alla regina della settima arte troviamo un altro nome assolutamente da capogiro, la grandissima Glenn Close che, dopo 5 candidature agli Academy Award ottenute negli anni ottanta e un ventennio da protagonista sul piccolo schermo, torna prepotentemente in corsa per l'Oscar vestendo i panni maschili di un maggiordomo nell'Irlanda di fine ottocento: inutile dire che il presente confronto tra titani fa quasi paura.
In costante ascesa secondo le previsioni dei bookmakers, ma ancora dietro alle due regine della settima arte, troviamo Viola Davis, seguita a una certa distanza da Michelle -Marilyn- Williams, mentre ad occupare il quinto slot della cinquina di stelle non sarebbe più la Olsen, ma Rooney Mara (The Girl with the Dragon Tattoo), che ha da poco operato il sorpasso nei confronti dell'interprete di Martha Marcy May Marlene.
Da tenere d'occhio, infine, Charlize Theron (Young Adult), Tilda Swinton (We Need to Talk About Kevin) e Olivia Colman (Tyrannosaur).
Come per la categoria maschile, appuntamento al 14 dicembre con le nomination ai SAG Award per le prime conferme e/o smentite.
24 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Attore
George Clooney (The Descendants).
Leonardo DiCaprio (J. Edgar).
Jean Dujardin (The Artist).
Michael Fassbender (Shame oppure A Dangerous Method).
Brad Pitt (Moneyball).
Cinquina già decisa? Secondo le previsioni più accurate e gettonate del web, sembrerebbe di sì. Anche l'esperto Julian Stark, al quale ho "rubato" l'utilissimo collage soprastante, tra azzardi e preferenze personali finisce per direzionarsi sempre e comunque verso questi cinque nomi.
E allora giù il cappello di fronte a tanta sicurezza: memorizzate le suddette candidature e tra pochi mesi, con moltissima probabilità, farete un figurone con i vostri amici appassionati di settima arte...
Tutto qui? Ovviamente no.
Premesso che Hollywood riesce sempre a rimescolare le carte nell'imminenza dell'evento, quasi si divertissero gli addetti ai lavori a estrarre qualche nuovo nominativo dal cilindro di celluloide all'ultimo momento, diamo un'occhiata agli odds odierni di presupposta vittoria: Clooney è il momentaneo favorito, seguito da un Dujardin in costante ascesa; DiCaprio, già dato per sicuro vincitore fino a un mesetto fa, occupa attualmente la terza posizione, seguito da Brad Pitt. E giusto per farvi capire quanto in realtà siano aleatori questi pronostici, proprio in questi giorni Fassbender ha perso quotazioni a vantaggio di Gary Oldman, la spia di Tinker Tailor Soldier Spy, che di conseguenza l'avrebbe già scalzato dai magnifici cinque...
Inutile nominare gli eventuali altri, in quanto troppo indietro nelle previsioni rispetto ai sei caratteristi appena descritti.
Visto? Nell'arco di un solo post sono già cambiate le carte in tavola...
In ogni caso appuntamento al 14 dicembre con le nomination del Sindacato degli attori: solo in quell'occasione potremo iniziare a tirare le prime serie conclusioni...
20 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Attrice non Protagonista
Come nel caso dell'analoga categoria al maschile, un nome sembra già emergere su tutti: è quello di Octavia Spencer, la pepata co-protagonista del melodrammone interrazziale The Help, a cui non sfuggirà per certo la candidatura e, forse, addirittura la statuetta.
Le contendenti più pericolose sembrano essere, al momento, la grandissima Vanessa Redgrave (Coriolanus, il film di Ralph Fiennes in cui interpreta Volumnia) e la sconosciuta ventenne Shailene Woodley (The Descendants, in cui interpreta il ruolo della figlia di Clooney).
Un gradino più sotto troviamo l'incommensurabile, grandiosa, gigantesca Judi Dench, madre di Hoover-DiCaprio in J. Edgar di Eastwood e l'emergente Jessica Chastain per The Tree of Life di Malick.
Infine, il "gruppone" da cui è sempre difficile pescare uno o più nomi; come nel post precedente, ne faccio alcuni seguendo la pura casualità: Janet McTeer in Albert Nobbs, Bérénice Bejo nell'attesissimo The Artist e Melissa McCarthy, divertentissima in Le amiche della sposa.
Inutile che ribadisca l'assurda, ingiustificabile, imperdonabile assenza della sola e unica Kate Winslet, ancora e sempre per il film di Polanski.
Oscar 2012: Miglior Attore non Protagonista
Ottant'anni, una lunga e onorata carriera alle spalle, due Emmy vinti, ma fino a due anni fa nemmeno una nomination all'Oscar: Christopher Plummer ha colmato questa lacuna nel 2010, e quest'anno potrebbe addirittura centrare la vittoria. L'attore canadese è infatti il nettissimo favorito nella categoria dei supporter per un ruolo tragicomico che ha già conquistato tutta la critica specializzata: un distinto padre ultrasettantenne che improvvisamente informa il figlio di essere ammalato di cancro e di avere un amante... maschio. Il film in questione è Beginners, in uscita in Italia all'inizio di dicembre.
A seguire, ma molto distaccato nelle previsioni degli esperti, un poker di caratteristi di indubbia fama e indiscutibile talento: Albert Brooks per Drive, Kenneth Branagh per My Week with Marilyn, Jim Broadbent per The Iron Lady e Max Von Sydow per Extremely Loud and Incredibly Close.
Nella cosiddetta terza fascia troviamo poi un foltissimo gruppo di attori dal quale sceglierei, più per intuito personale che per scelta documentata, i nomi di Viggo Mortensen (A Dangerous Method), David Thewlis (War Horse) e Philip Seymour Hoffman (Le idi di marzo).
Anche in questo caso mi permetto di dire che l'esclusione a priori di John C. Reilly (e Christoph Waltz, ovviamente) per Carnage di Roman Polanski suona sempre più come un ottuso gesto politico perpetrato, in questo caso, ai danni di un grandissimo performer.
18 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Regista
Seguendo le indicazioni degli esperti (che raramente in questi ultimi anni hanno sbagliato) e prendendo in considerazione il lotto delle pellicole già praticamente sicure della candidatura, per la Miglior Regia sembrerebbero certi i nomi di Steven Spielberg (War Horse), Alexander Payne (The Descendants), Michel Hazanavicius (The Artist) e Clint Eastwood (J. Edgar); a questo punto resterebbe un solo slot libero, per il quale battaglierebbero almeno sei o sette nomi...
Francamente, a metà ottobre, trovo quantomeno eccessiva la sicurezza con la quale la stragrande maggioranza dei siti specializzati USA elenca i nominativi di quattro registi candidati su cinque, ma tant'è: Spielberg, Payne, Hazanavicius e Eastwood faranno parte della cinquina. Punto.
Concentriamoci quindi sui favoriti a ricoprire, al momento attuale, il ruolo di quinto incomodo: in pole position(s) l'eterno Woody Allen (Midnight in Paris), il sempre sottovalutato Stephen Daldry (Extremely Loud and Incredibly Close) e il visionario David Fincher (The Girl with the Dragon Tattoo); meno probabile l'inserimento in questa categoria di Terrence Malick (nonostante la Palma d'Oro vinta a Cannes con The Tree of Life), George Clooney (Le idi di marzo) o Bennett Miller (Moneyball).
In chiusura, una nota fortemente polemica: supera abbondantemente lo scandalo la nomination che Roman Polanski NON otterrà per il meraviglioso Carnage.
13 ottobre 2011
Le amiche della sposa (Bridesmaids)
Autentico boom al botteghino USA (170 milioni di dollari d'incasso a fronte di meno di 33 spesi), il film diretto da Paul Feig e prodotto da Judd Apatow, nuovo Re Mida della commedia americana, è stato lanciato come una sorta di incrocio tra Una notte da leoni (The Hangover), 2 single a nozze (Wedding Crashers) e un'altra dozzina di "bromance-movies" (brothers + romance): in realtà Le amiche della sposa, pur avendo qualche digressione volgarotta, scatologica e "machista", non è altro che l'ennesimo chick flick mascherato da film alternativo.
Scritto in più di quattro anni (!!!) dalla protagonista Kristen Wiig, star del Saturday Night Live, assieme alla collega Annie Mumolo (che si ritaglia la parte della passeggera terrorizzata dal volo aereo), questo prodotto leggero leggero non ha alcun senso del ritmo, è slegato, approssimativo e francamente prevedibile, e le poche gag riuscite sono completamente decontestualizzate.
Anche la recitazione lascia piuttosto a desiderare: la Wiig non ha né la fisicità né i tempi comici richiesti, la Rudolph è decisamente ingessata e Rose Byrne è completamente sprecata, e il suo personaggio difetta di (auto)ironia. Bravi, invece, i comprimari: spassoso Jon Hamm che interpreta un incallito seduttore, divertentissime Melissa McCarthy e Wendi McLendon-Covey nei loro improbabili ruoli di damigelle; una punta di tristezza, infine, nell'assaporare gli ultimi momenti sul grande schermo della grande Jill Clayburgh, mancata poco dopo la fine delle riprese.
In buona sostanza: una pellicola discontinua, troppo lunga, divertente a (pochi) tratti.
Se ne può tranquillamente attendere il passaggio in televisione.
Mordimi (Vampires Suck)
Nel caso di questa parodia vampiresca, che prende di mira i primi due capitoli della saga di Twilight, il tutto è avvenuto con la complicità di un paio di azzeccate battute iniziali che mi hanno "invogliato" a proseguire.
Grandissimo errore.
Il film, infatti, dopo una ventina di minuti si sgonfia come un pallone da spiaggia per finire nella noia più mortifera, vero e reiterato problema di tutti gli spoof degli ultimi dieci anni.
Null'altro da aggiungere, se non che la protagonista (la più che sconosciuta Jenn Proske) è decisamente più affascinante e quasi più credibile dell'insulsa e francamente bruttina Kristen Stewart, inspiegabilmente diventata una star grazie alla pellicola originale.
12 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Film - Gli altri titoli
CARNAGE di Roman Polanski: già osteggiato alla più recente Mostra di Venezia e pur contando su un quartetto d'attori a dir poco strepitoso, non dovrebbe farcela ad entrare nei magnifici dieci (il che, a mio avviso, equivarrebbe a uno scandalo).
DRIVE di Nicolas Winding Refn: acclamato dalla critica tutta, ha qualche residua possibilità, spinto soprattutto dalla più che lodata prova di Ryan Gosling.
A DANGEROUS METHOD di David Cronenberg: sembrava un titolo già predestinato alla nomination, ma la tiepida accoglienza iniziale sembra aver raffreddato gli entusiasmi.
WE BOUGHT A ZOO di Cameron Crowe: dramedy intrigante e dal cast interessante (Matt Damon e Scarlett Johansson), è ancora in fase embrionale di lancio. Vedremo.
50/50 di Jonathan Levine: interpretata da Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen, una commedia agrodolce che proprio in questi ultimi giorni sta mandando in visibilio la critica USA.
SHAME di Steve McQueen: l'acclamatissima prestazione di Michael Fassbender (premiato a Venezia e praticamente sicuro della nomination in qualità di Miglior Attore) potrebbe trascinare il film verso lidi ben più "esotici" di una singola candidatura.
YOUNG ADULT di Jason Reitman: stesso discorso fatto per il sopracitato film di Crowe; ancora in fase di studio da parte della critica d'oltreoceano, è interpretato da Charlize Theron e Patrick Wilson.
ALBERT NOBBS di Rodrigo García: non si sa ancora nulla della sua uscita, ma la più che sicura candidatura di Glenn Close come Miglior Attrice potrebbe spingere questo prodotto molto understated verso una considerazione globale e fruttifera.
MELANCHOLIA di Lars Von Trier: l'incauto (e stupido, aggiungo io) gesto all'ultimo Festival di Cannes presumo abbia azzerato le possibilità di questa pellicola del regista danese, peraltro interpretata da una Kirsten Dunst in stato di grazia.
CONTAGION di Steven Soderbergh: critiche non eccelse per uno dei registi più dichiaratamente controcorrente degli ultimi anni, che rischiano di vanificare il lavoro di un cast stellare.
THE IRON LADY di Phyllida Lloyd: sua maestà Meryl Streep che interpreta la lady di ferro Margaret Thatcher. Neanche questo "particolare" potrebbe bastare alla pellicola per essere presa in considerazione nella sua integrità.
BEGINNERS di Mike Mills: commedia dal cast stravagante e dal plot intrigante, potrebbe rivelarsi una sorpresa dell'ultim'ora. Nel cast Ewan McGregor e Christopher Plummer.
E con i suddetti dodici film si chiude l'intero lotto degli attuali pretendenti alla statuetta più ambita della settima arte. La cosa più bella? Che tutto (o quasi) potrebbe cambiare a poche settimane dal fatidico giorno dell'annuncio delle nomination...
10 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Film - Gli outsider
Al momento attuale i film appartenenti a questo piccolo gruppo si possono definire "cani sciolti", e solo il tempo ci dirà se cadranno nell'anonimato o assurgeranno al ruolo di protagonisti nella corsa ai prossimi Academy Award: i critici e gli esperti, in ogni caso, li hanno già reputati degni di nota.
THE GIRL WITH THE DRAGON TATTOO
Regia: David Fincher
Interpreti: Rooney Mara, Daniel Craig e Stellan Skarsgård
Forse il (quasi) definitivo titolo italiano ("Millennium: Uomini che odiano le donne") risulterà più che chiarificatore: ebbene sì, si tratta della versione made in USA del primo capitolo della trilogia di Stieg Larsson, che tutti (o quasi) conoscono a menadito, essendo già stata trasposta sul grande schermo dai registi svedesi Arden Oplev e Alfredson.
Da Fincher lecito attendersi una confezione extra-lusso.
Uscita italiana: 27 gennaio 2012.
THE TREE OF LIFE
Regia: Terrence Malick
Interpreti: Brad Pitt, Sean Penn e Jessica Chastain
Vincitrice della Palma d'Oro a Cannes 2011 e amata/odiata da critica e pubblico, questa parabola sulla perdita dell'innocenza da parte di un ragazzino negli anni cinquanta potrebbe rientrare in lizza con un colpo di coda proprio in questi mesi, nonostante la tiepida accoglienza oltreoceano.
Uscita italiana: 9 novembre 2011 in homevideo, per chi l'avesse perso al cinema.
LE IDI DI MARZO (THE IDES OF MARCH)
Regia: George Clooney
Interpreti: Ryan Gosling, George Clooney e Philip Seymour Hoffman
Trama chiara ed essenziale: durante le primarie del Partito Democratico in Ohio, il portavoce di uno dei candidati rimane coinvolto nei tradimenti e negli inganni del mondo della politica.
Classico prodotto in cui il maggior "pro" è anche il principale "contro": la sovraesposizione (un po' ruffiana, aggiungo io) di Clooney, che alla lunga potrebbe stancare.
Uscita italiana: 28 dicembre 2011.
LA TALPA (TINKER TAILOR SOLDIER SPY)
Regia: Tomas Alfredson
Interpreti: Gary Oldman, Colin Firth e Tom Hardy
Durante la Guerra Fredda, un agente di spionaggio quasi in pensione viene richiamato per stanare una spia all'interno dell'organizzazione MI6.
Dall'emergente regista svedese e dalla penna di John Le Carré, un solidissimo thriller dall'aplomb britannico e con un cast da urlo.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
THE GIRL WITH THE DRAGON TATTOO
Regia: David Fincher
Interpreti: Rooney Mara, Daniel Craig e Stellan Skarsgård
Forse il (quasi) definitivo titolo italiano ("Millennium: Uomini che odiano le donne") risulterà più che chiarificatore: ebbene sì, si tratta della versione made in USA del primo capitolo della trilogia di Stieg Larsson, che tutti (o quasi) conoscono a menadito, essendo già stata trasposta sul grande schermo dai registi svedesi Arden Oplev e Alfredson.
Da Fincher lecito attendersi una confezione extra-lusso.
Uscita italiana: 27 gennaio 2012.
THE TREE OF LIFE
Regia: Terrence Malick
Interpreti: Brad Pitt, Sean Penn e Jessica Chastain
Vincitrice della Palma d'Oro a Cannes 2011 e amata/odiata da critica e pubblico, questa parabola sulla perdita dell'innocenza da parte di un ragazzino negli anni cinquanta potrebbe rientrare in lizza con un colpo di coda proprio in questi mesi, nonostante la tiepida accoglienza oltreoceano.
Uscita italiana: 9 novembre 2011 in homevideo, per chi l'avesse perso al cinema.
LE IDI DI MARZO (THE IDES OF MARCH)
Regia: George Clooney
Interpreti: Ryan Gosling, George Clooney e Philip Seymour Hoffman
Trama chiara ed essenziale: durante le primarie del Partito Democratico in Ohio, il portavoce di uno dei candidati rimane coinvolto nei tradimenti e negli inganni del mondo della politica.
Classico prodotto in cui il maggior "pro" è anche il principale "contro": la sovraesposizione (un po' ruffiana, aggiungo io) di Clooney, che alla lunga potrebbe stancare.
Uscita italiana: 28 dicembre 2011.
LA TALPA (TINKER TAILOR SOLDIER SPY)
Regia: Tomas Alfredson
Interpreti: Gary Oldman, Colin Firth e Tom Hardy
Durante la Guerra Fredda, un agente di spionaggio quasi in pensione viene richiamato per stanare una spia all'interno dell'organizzazione MI6.
Dall'emergente regista svedese e dalla penna di John Le Carré, un solidissimo thriller dall'aplomb britannico e con un cast da urlo.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
Oscar 2012: Miglior Film - Gli sfidanti
In questa sorta di "seconda fascia" quattro pellicole a cui non dovrebbe sfuggire la candidatura a Best Motion Picture, seppur con probabilità decisamente inferiori di aggiudicarsi la statuetta. Breve descrizione e relativo trailer anche in questo caso.
MIDNIGHT IN PARIS
Regia: Woody Allen
Interpreti: Owen Wilson, Rachel McAdams e Michael Sheen
Oltreoceano, ha rappresentato il maggior incasso di tutti i tempi di Woody Allen, anche se la prestazione dell'attore protagonista è stata criticata, soprattutto nel presunto mancato rendering dello stesso regista e delle sue nevrosi. Resta comunque un prodotto a cui guardare con attenzione, soprattutto per i risvolti salacemente romantici di questa comedy ambientata nella capitale mondiale dell'amore.
Uscita italiana: 2 dicembre 2011.
THE HELP
Regia: Tate Taylor
Interpreti: Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer
Durante gli anni sessanta, nel cuore dei movimenti per i diritti civili, un'aspirante giornalista decide di scrivere un libro sul punto di vista delle inservienti di colore nei confronti dei loro datori di lavoro, ovviamente bianchi.
A sorpresa, boom al botteghino (oltre 160 milioni di dollari incassati a fronte di meno di 25 spesi) per questo drammone sulla discriminazione razziale, interpretato da un cast d'eccellenza e già diventato un piccolo cult negli USA.
Uscita italiana: 17 febbraio 2012.
MONEYBALL
Regia: Bennett Miller
Interpreti: Brad Pitt, Robin Wright e Jonah Hill
Dalla penna di Michael Lewis, già autore di The Blind Side (da cui è stato tratto il mediocre film omonimo), un'altra storia sportiva (questa volta il baseball) che descrive il modo in cui il manager degli Oakland Athletics cercò di salvare la società dal fallimento utilizzando metodologie informatiche per scegliere i giocatori da utilizzare in campo.
Uscita italiana: 25 novembre 2011.
EXTREMELY LOUD AND INCREDIBLY CLOSE
Regia: Stephen Daldry
Interpreti: Thomas Horn, Tom Hanks e Sandra Bullock
Tratto dall'omonimo best-seller di Jonathan Safran Foer (Molto forte, incredibilmente vicino la traduzione italiana) e dal regista di Billy Elliot e The Hours, la storia di un bambino di dieci anni scarsi, incredibilmente dotato, che dovrà cercare di trovare la serratura di una chiave che il padre gli ha lasciato prima di morire nell'attentato dell'11 settembre.
Uscita italiana: non ancora annunciata.
MIDNIGHT IN PARIS
Regia: Woody Allen
Interpreti: Owen Wilson, Rachel McAdams e Michael Sheen
Oltreoceano, ha rappresentato il maggior incasso di tutti i tempi di Woody Allen, anche se la prestazione dell'attore protagonista è stata criticata, soprattutto nel presunto mancato rendering dello stesso regista e delle sue nevrosi. Resta comunque un prodotto a cui guardare con attenzione, soprattutto per i risvolti salacemente romantici di questa comedy ambientata nella capitale mondiale dell'amore.
Uscita italiana: 2 dicembre 2011.
THE HELP
Regia: Tate Taylor
Interpreti: Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer
Durante gli anni sessanta, nel cuore dei movimenti per i diritti civili, un'aspirante giornalista decide di scrivere un libro sul punto di vista delle inservienti di colore nei confronti dei loro datori di lavoro, ovviamente bianchi.
A sorpresa, boom al botteghino (oltre 160 milioni di dollari incassati a fronte di meno di 25 spesi) per questo drammone sulla discriminazione razziale, interpretato da un cast d'eccellenza e già diventato un piccolo cult negli USA.
Uscita italiana: 17 febbraio 2012.
MONEYBALL
Regia: Bennett Miller
Interpreti: Brad Pitt, Robin Wright e Jonah Hill
Dalla penna di Michael Lewis, già autore di The Blind Side (da cui è stato tratto il mediocre film omonimo), un'altra storia sportiva (questa volta il baseball) che descrive il modo in cui il manager degli Oakland Athletics cercò di salvare la società dal fallimento utilizzando metodologie informatiche per scegliere i giocatori da utilizzare in campo.
Uscita italiana: 25 novembre 2011.
EXTREMELY LOUD AND INCREDIBLY CLOSE
Regia: Stephen Daldry
Interpreti: Thomas Horn, Tom Hanks e Sandra Bullock
Tratto dall'omonimo best-seller di Jonathan Safran Foer (Molto forte, incredibilmente vicino la traduzione italiana) e dal regista di Billy Elliot e The Hours, la storia di un bambino di dieci anni scarsi, incredibilmente dotato, che dovrà cercare di trovare la serratura di una chiave che il padre gli ha lasciato prima di morire nell'attentato dell'11 settembre.
Uscita italiana: non ancora annunciata.
09 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Film - I favoriti
Quattro titoli emergono al momento attuale su tutti i possibili candidati, il che equivale a una nomination sicura. Di seguito una breve descrizione e il relativo trailer.
WAR HORSE
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Jeremy Irvine, Emily Watson e David Thewlis
Produzione americana, cast e location inglesi (anche se buona parte del film è ambientata in Francia): il Maestro Spielberg torna alla regia (dopo Indiana Jones 4 e Tin Tin) con una storia incentrata sul profondo legame tra un ragazzino e il suo cavallo sullo sfondo della prima guerra mondiale. Quando l'animale verrà spedito al fronte, l'adolescente non esiterà a fingersi abile per raggiungere l'amato quadrupede. Vicenda "umana" a dir poco edificante, si avvia a conquistare un congruo numero di nominee.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
THE DESCENDANTS
Regia: Alexander Payne
Interpreti: George Clooney, Judy Greer e Matthew Lillard
Un proprietario terriero hawaiiano, dopo l'incidente della moglie, dovrà prendersi cura delle proprie figlie e venire a patti con ben altre questioni nel frattempo emerse.
Dramedy dal soggetto apparentemente scarno, ma alla regia c'è un "certo" Alexander Payne (Election, Sideways) e il main actor di cognome fa Clooney...
Uscita italiana: non ancora annunciata.
THE ARTIST
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo e John Goodman
Bastano due semplici (eppure cardinali) dettagli per capire che questo film (osannato qualche mese fa a Cannes) andrà assolutamente visto: è interamente muto, oltre ad essere girato in bianco e nero.
Personalmente, non vedo l'ora.
Uscita italiana: 9 dicembre 2011.
J. EDGAR
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts e Judi Dench
In questo caso basterebbe dare una semplice occhiata al nome del regista e la nomination potrebbe scattare automatica: questa volta però Clint si è voluto superare andando a scavare piuttosto intimamente nel privato di J. Edgar Hoover, leggendario presidente dell'FBI.
Uscita italiana: gennaio 2012.
WAR HORSE
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Jeremy Irvine, Emily Watson e David Thewlis
Produzione americana, cast e location inglesi (anche se buona parte del film è ambientata in Francia): il Maestro Spielberg torna alla regia (dopo Indiana Jones 4 e Tin Tin) con una storia incentrata sul profondo legame tra un ragazzino e il suo cavallo sullo sfondo della prima guerra mondiale. Quando l'animale verrà spedito al fronte, l'adolescente non esiterà a fingersi abile per raggiungere l'amato quadrupede. Vicenda "umana" a dir poco edificante, si avvia a conquistare un congruo numero di nominee.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
THE DESCENDANTS
Regia: Alexander Payne
Interpreti: George Clooney, Judy Greer e Matthew Lillard
Un proprietario terriero hawaiiano, dopo l'incidente della moglie, dovrà prendersi cura delle proprie figlie e venire a patti con ben altre questioni nel frattempo emerse.
Dramedy dal soggetto apparentemente scarno, ma alla regia c'è un "certo" Alexander Payne (Election, Sideways) e il main actor di cognome fa Clooney...
Uscita italiana: non ancora annunciata.
THE ARTIST
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo e John Goodman
Bastano due semplici (eppure cardinali) dettagli per capire che questo film (osannato qualche mese fa a Cannes) andrà assolutamente visto: è interamente muto, oltre ad essere girato in bianco e nero.
Personalmente, non vedo l'ora.
Uscita italiana: 9 dicembre 2011.
J. EDGAR
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts e Judi Dench
In questo caso basterebbe dare una semplice occhiata al nome del regista e la nomination potrebbe scattare automatica: questa volta però Clint si è voluto superare andando a scavare piuttosto intimamente nel privato di J. Edgar Hoover, leggendario presidente dell'FBI.
Uscita italiana: gennaio 2012.
Signore e signori, è già tempo di Oscar!
Meryl contro Glenn.
George contro Leo.
La sorpresa The Help.
Il primo possibile sospiratissimo Oscar per l'ottantaduenne Christopher Plummer in un un ruolo a dir poco inedito.
E questo giusto in qualità di appetitoso amuse-bouche...
Non c'è che dire, mancano poco più di cento giorni all'annuncio dei candidati ai prossimi Academy Award, e già Hollywood è più che in fermento: nomination quasi certe, shortlist pressochè definite, sorprese costantemente dietro l'angolo...
Ma innanzitutto diamo un'occhiata (e marchiamoci, di conseguenza) le date più importanti dell'imminente stagione dei premi cinematografici made in USA:
- 14 dicembre 2011: candidature agli Screen Actors Guild Award
- 15 dicembre 2011: candidature ai Golden Globe
- 15 gennaio 2012: cerimonia dei Golden Globe
- 21 gennaio 2012: cerimonia dei Producers Guild Award
- 24 gennaio 2012: candidature agli Oscar
- 28 gennaio 2012: cerimonia dei Directors Guild Award
- 29 gennaio 2012: cerimonia degli Screen Actors Guild Award
- 12 febbraio 2012: cerimonia dei BAFTA (UK)
- 19 febbraio 2012: cerimonia dei Writers Guild Award
- 26 febbraio 2012: the Oscar night!
Nei prossimi giorni, con post debitamente dedicati alle varie categorie e agli scontri più attesi, entreremo nel vivo della competizione...
07 ottobre 2011
Carnage
Zachary, il figlio undicenne di Nancy (Kate Winslet) e Alan Cowan (Christoph Waltz), borghesi della upper middle class newyorchese, picchia con un bastone Ethan, primogenito di Penelope (Jodie Foster) e Michael Longstreet (John C. Reilly), appartenenenti alla ben più modesta lower middle class. I quattro decidono di incontrarsi per chiudere la faccenda in modo responsabile e civile, insomma da adulti...
Dall'incipit, e dal consueto caustico approccio di Roman Polanski al territorio della commedia, si possono tranquillamente evincere gli sviluppi di questa sorta di "cordial meeting" concepito per appianare una ragazzata commessa dai rispettivi rampolli: una discesa agli inferi vera e propria, uno scannatoio sociale, economico e di genere, in cui non vince nessuno. Anzi.
Il grandissimo cineasta franco-polacco (snobbato dalla giuria di Venezia 2011, sembra a causa di forti pressioni giunte dagli Stati Uniti, dove Polanski non può tuttora entrare) si diverte infatti a costruire quattro personaggi di nerbo ma dalla personalità smaccatamente bifronte, che si rivela lentamente o all'improvviso, generando più di una catarsi nell'evolversi della vicenda.
Geniale poi è il modo in cui la tensione, a tratti insopportabile, viene stemperata da una battuta o un gesto letteralmente esilaranti, che sciolgono i nervi temporaneamente ma che non evitano allo spettatore un costante senso di (relativo) disagio emotivo.
Quasi impossibile descrivere la prestazione degli attori, letteralmente straordinari, con una menzione speciale per la sola e unica Ms. Winslet (strepitosa anche solo con uno sguardo o una particolare postura) e per John C. Reilly, attore troppo spesso relegato a ruoli di secondo piano.
Ultima nota: Carnage dura esattamente un'ora e diciannove minuti.
Per cortesia, cari signori registi, imparate da Mister Polanski.Imperdibile.
06 ottobre 2011
Tra segno e materia
Quattro anni e mezzo fa scrissi di Silvana Castellucchio, "la mia amica pittrice", e di come iniziasse a imporsi sulla scena nazionale e internazionale con le sue tele magnetiche e spiazzanti.
In questo lasso di tempo il talento si è affinato, un sito personale curato in ogni minimo dettaglio è stato lanciato e gli happening in cui la signora Castellucchio (che nel frattempo ha anche avuto il tempo e le energie di mettere al mondo due bambini) esibisce le sue fatiche si susseguono a ritmo serrato.
Il prossimo evento, al QuiLab di Imbersago (LC), inizierà sabato 8 ottobre per concludersi a fine mese.
Andateci, se non altro per cercare di comprendere cosa possa significare il titolo di questo post...
28 settembre 2011
Opera on Ice
1 Ottobre 2011. Una data evento. Una vera e propria anteprima mondiale all'Arena di Verona. Un evento che cambierà per sempre il modo di vedere l'Opera e il pattinaggio. Che, per la prima volta, saranno legati dal comune denominatore della musica lirica nella cornice più suggestiva del globo.
Carolina Kostner, Stéphane Lambiel, Tatiana Tomnianina e Maxim Marinin, Qing Pang e Jian Tong, Isabelle Delobel e Olivier Schoenfelder, Anna Cappellini e Luca Lanotte, Emanuel Sandhu: un parterre de roi per uno spettacolo unico, esaurito in tutti i settori ormai da settimane.
Sperando prima o poi venga trasmesso, auguro a tutti i fortunati possessori dei biglietti di godere di ogni singolo momento...
23 settembre 2011
The Iron Lady: il poster ufficiale
Never Compromise.
Questo il pensiero di Margaret Thatcher, storico Prime Minister britannico: questa anche la tagline del film interpretato da Meryl Streep, che ieri ha presentato il poster ufficiale.
Neanche a dirlo, la somiglianza è da brivido...
22 settembre 2011
Albert Nobbs: il primo clip
Dopo aver ammirato le doti di sua maestà Meryl Streep, che interpreterà Margaret Thatcher in The Iron Lady, gustiamoci questo minuto dell'altra probabile principale candidata all'Oscar, Glenn Close, nei panni maschili del maggiordomo Albert Nobbs.
Una lotta che appare già serratissima, un confronto tra due colossi della recitazione che promette scintille...
Una lotta che appare già serratissima, un confronto tra due colossi della recitazione che promette scintille...
In Memoriam: Andy Whitfield (1972-2011)
Andy Whitfield era un ragazzo inglese trasferitosi in Australia dopo la laurea, nel 1999. Bellissimo, era giunto a improvvisa e meritata notorietà per il ruolo di Spartacus nell'omonima serie della Starz, andata in onda nel 2010.Poi è arrivato il cancro, e se l'è portato via in diciotto mesi.
Andy aveva un linfoma non-Hodgkin, proprio come me. Ma io, quasi undici anni dopo, sono qui a raccontarlo. Andy no.
E, ringraziando, continuerò a non capire.
J. Edgar: il primo trailer
Il solo e unico signor Eastwood, più prolifico che mai, ritorna con l'attesissimo biopic sul presidente dell'FBI (in uscita a novembre negli USA) che potrebbe consegnare a Leonardo DiCaprio il primo, sospiratissimo Oscar. Nel cast anche Naomi Watts e una delle più grandi attrici di tutti i tempi, Dame Judi Dench, nella parte della madre di Hoover.
Imperdibile.
Imperdibile.
Eddie Murphy presenterà l'84ma Oscar Night
Dopo il fiasco totale dello scorso anno, in cui Anne Hathaway riuscì solo in parte a limitare l'insopportabile spocchia dell'ex enfant prodige James Franco, i produttori della cerimonia di consegna degli Academy Award sono corsi ai ripari reclutando uno dei re della commedia americana all black, autentico divo del grande schermo negli anni ottanta: il grande Eddie Murphy.Riuscirà il "Beverly Hills Cop" a riportare l'Oscar night ai fasti di Billy Crystal e Whoopi Goldberg? Io, francamente, lo spero. Anche se devo riconoscere che la scelta non mi ha entusiasmato, soprattutto perchè ho il timore che Murphy si lasci tentare dalla facile provocazione razziale basata sul puro e gratuito vittimismo, sullo stile di quella perpetrata dall'odiosissimo, insopportabile, fastidiosissimo e becero Chris Rock nel 2005, abominevole conduttore della peggior cerimonia mai trasmessa in tempi recenti.
Appuntamento a domenica 26 febbraio 2012 per la sentenza...
Harry Potter e i doni della morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2)

The End.
Finalmente, dopo dieci anni di (discutibili) film e sette (più che discreti) libri, la saga del maghetto per eccellenza si è conclusa, in un tripudio di articoli, speciali, retrospettive e altro ancora.
Sul film in sè non dirò assolutamente nulla, essendo l'onesta trasposizione di un testo troppo farraginoso (giustamente scisso in due pellicole) e l'ideale conclusione di un fenomeno mediatico che ritengo sia impossibile replicare nell'immediato.
Vorrei invece tracciare una brevissima sintesi dell'intero stream di prodotti cinematografici legati all'occhialuto magician, magari attraverso il controverso strumento delle Q&A.
Il film più bello? Indiscutibilmente il terzo (Il prigioniero di Azkaban), non a caso diretto dal grandissimo Alfonso Cuarón. Paradossalmente, è quello che ha incassato di meno.
E il più brutto? Se la giocano il secondo (La camera dei segreti) e il quinto (L'ordine della Fenice): noiosi e inconcludenti.
Il momento più emozionante? Nel terzo, la rivelazione di chi realmente sia Sirius Black.
La scena meglio trasposta? Direi l'intero torneo dei Tre Maghi, appassionante sia nel libro che sullo schermo.
Il miglior attore? Stendendo un pietosissimo velo sui tre protagonisti (solo la Watson "prova" a recitare), vittime di un clamoroso miscasting (ma d'altronde è difficile scovare il talento a undici anni), tutto il cast di contorno, su cui svettano Alan Rickman (il professor Piton) e Dame Maggie Smith (la professoressa McGranitt).
E il peggiore? Senza dubbio di sorta, l'inespressivo e fin fastidioso Rupert Grint, a cui qualcuno dovrebbe dire di FARE ALTRO.
In definitiva, addio Harry. Ci hai tenuto compagnia (emozionandoci o tediandoci) per dieci lunghi anni, e, volenti o nolenti, negli anni a venire dovremo necessariamente paragonare tutti i cloni che sopraggiungeranno alla tua folgore frontale e al tuo sorrisetto un po' ebete.
Farewell, Mr. Potter.
I'm back
Un post negli ultimi due mesi, solo per comunicare la chiusura temporanea di questo spazio.Un viaggio.
Un compleanno.
E infinite riflessioni sul perchè valga davvero la pena continuare a scrivere i miei pensieri cinematografici sullo strumento virtuale per eccellenza delle nuove generazioni, il blog.
Non ho trovato risposte soddisfacenti, ma ho sentito un senso di vuoto.
Perchè queste pagine elettroniche, presenti in qualche modo da più di sei anni, rappresentano una specie di box della memoria al quale non vorrei rinunciare.
E' vero, potrei curarlo e diffonderlo maggiormente, e ricercare continuamente la notizia più fresca o appetitosa per desiderio di anticipazione, ma io non sono così.
Voglio solo continuare a dire la mia.
E allora, ripartiamo.
04 agosto 2011
21 luglio 2011
18 luglio 2011
News sparse di luglio
All'ultima occasione possibile, la seconda parte de I doni della morte, Harry Potter centra il record al box-office degli Stati Uniti, ottenendo la cifra primato di 169,2 milioni di dollari in quanto a opening weekend surclassando così The Dark Knight, che era riuscito a incassare poco più di 158 milioni. Ma non solo. Il maghetto, al commiato ufficiale (?) dal grande pubblico, raggiunge anche un fantasmagorico risultato nel resto del mondo: 312,3 milioni (record), per un mostruoso totale generale di 481,5 milioni di dollari in 3 giorni (o 5, ad esempio in Italia dove è uscito mercoledì scorso), record anche in questo caso, ovviamente.
Chiudiamo infine con una chicca per gli amanti dello strepitoso Jonny Groove, al secolo Giovanni Vernia: lo sciroccato, ignorantissimo e simpaticissimo "zarro" della discoteca Hollywood di Milano, esploso poco meno di tre anni fa sullo stage di "Zelig" e immediatamente entrato nell'immaginario collettivo grazie ad alcuni esilaranti tormentoni, sarà protagonista di un film dall'emblematico titolo "Ti stimo fratello". L'uscita è prevista per fine anno.
12 luglio 2011
Oscar 2012: Meryl vs. Glenn?

Meryl Streep nel ruolo di Margaret Thatcher in The Iron Lady di Phyllida Lloyd.Glenn Close nei panni di un uomo nella pellicola Albert Nobbs di Rodrigo Garcia.
La più grande attrice vivente (16 nomination e due Oscar) contro l'icona cinematografica degli anni ottanta (5 nomination, tra cui quelle per Le relazioni pericolose, Attrazione fatale e Il grande freddo).
Una conferma assoluta a far da contraltare a un graditissimo ritorno.
A più di sei mesi dall'uscita delle prossime nomination all'Oscar, sembrerebbe già profilarsi un fantastico duello tra due delle più grandi interpreti del nostro tempo.
Fermo restando che i due suddetti film non saranno assolutamente da perdere e in attesa del trailer di Albert Nobbs, gustiamoci il primo teaser di The Iron Lady, in cui le doti di sua maestà Meryl emergono già in modo disarmante.
07 luglio 2011
Estate USA: boom, flop e sorprese
Con l'esordio nelle sale nordamericane del prequel della saga degli "X-Men" (3 giugno) è ufficialmente partita la Movie Summer Season 2011, che presenterà nei prossimi mesi tutte (o quasi) le più attese uscite autunnali del vecchio continente (anche se sempre con maggiore frequenza i blockbuster tendono ad uscire in quasi contemporanea).Dopo un mese circa, con il long weekend del 4 luglio, si è realmente entrati nel vivo della "competition" del botteghino: è pertanto tempo di un primo bilancio.
BOOM & SORPRESE - Assolutamente straordinario il risultato del secondo capitolo de "Un weekend da leoni", che raccoglie 250 milioni di dollari in sei settimane (ottima la scelta di anticipare lievemente la release della pellicola rispetto a tutti i grandi nomi della stagione), e roboante il risultato ottenuto dal terzo episodio dei "Transformers" (180 milioni in quattro giorni), che si avvia a conquistare lo scettro di re dell'estate. Ragguardevole anche la cifra raggiunta da "Super 8" di J.J. Abrams (110 milioni in quattro settimane a fronte di 50 milioni di budget).
FLOP - Sotto le aspettative l'esordio di "Cars 2", frenato per la prima volta dalla critica ampiamente negativa (!!!), che incassa "solo" 122 milioni nelle prime due settimane ma con una flessione del 52% tra l'opening weekend e il secondo; malissimo, poi, il supereroe "Green Lantern", costato più di 200 milioni e capace di racimolare la "miseria" di 103 milioni in 3 settimane; deludenti anche gli stessi "X-Men" (139 milioni in 5 settimane a fronte di 160 milioni di spesa) e, parzialmente, i "Pirati dei Caraibi" nella loro quarta trasposizione (234 milioni, ottimo incasso, ma a fronte di 250 milioni di budget!).
Insomma, non sembrerebbe essere un inizio d'estate memorabile, ma devono ancora uscire diversi titoli molto interessanti per il box-office (il capitolo conclusivo di Harry Potter, Capitan America, Cowboys & Aliens e il prequel de Il pianeta delle scimmie), quindi sospendiamo momentaneamente il giudizio e aspettiamo almeno fino a Ferragosto...
24 giugno 2011
Nuove regole anche per me!
Dopo averci pensato per diverso tempo, e dietro consiglio del mio amico Massimo (qui l'indirizzo del suo blog), ho deciso di sintetizzare il mio giudizio cinematografico sulle pellicole che recensisco con il celeberrimo metodo delle stellette.D'ora in poi, ma anche retroattivamente (a partire dal 1° ottobre 2010), tutti quelli che vorranno immediatamente sapere come la penso su un determinato film, potranno scorrere la recensione fino a trovare la classica fila di stellette secondo il seguente metro di giudizio (personale e insindacabile!):
0 stellette - indecente
1 stelletta - lasciate perdere
2 stellette - si può vedere o perdere, a voi la scelta
3 stellette - da vedere
4 stellette - imperdibile
5 stellette - capolavoro assoluto
Buona lettura!
16 giugno 2011
Nuove regole per gli Oscar
Un paio di giorni fa sono state annunciate dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences alcune novità relative al numero di pellicole considerate e nominate in tre categorie, tra cui la più importante, quella di Miglior Film.Da Film.it: "L'Academy ha modificato le regole per la selezione dei candidati alla categoria “Miglior Film”, con il risultato che, d'ora in poi, il numero di nomination potrebbe variare da cinque a dieci a seconda degli anni. Il numero sarà annunciato solo a gennaio, quando verranno svelate tutte le nomination. Una nomination per il Miglior Film dovrebbe essere indice di un merito straordinario – spiega il direttore esecutivo dell'Academy Bruce Davis – Se in un anno ci fossero solo otto film che meritano davvero l'onore, non dovremmo sentirci obbligati ad arrotondare il numero”. Sono state anche modificate alcune regole per l'ammissione alla categoria “Miglior Film d'Animazione”: ora, se in un anno uscissero da otto a dodici lungometraggi animati, i candidati potrebbero essere due o tre. Se invece ne uscissero fra tredici e quindici, le nomination potrebbero arrivare a quattro, e addirittura a cinque se i film fossero più di sedici. Infine, nella categoria degli “Effetti Speciali”, i candidati alla nomination saranno aumentati da sette a dieci. Il cambiamento è dovuto all'aumento delle nomination, da tre a cinque."
Ringraziando il mio amico Massimo e il suo post, che mi ha permesso di venire a conoscenza dell'annuncio di questo cambiamento che mi ero sinceramente perso, posso dire che in linea generale la decisione è opinabile (soprattutto quella del film d'animazione), ma il fatto che d'ora in poi non si saprà mai quanti film abbiano raggiunto il quorum (5% di primi posti nelle classifiche dei giurati) potrebbe aggiungere un minimo di verve a questa cerimonia alla disperata ricerca di nuovi stimoli...
09 giugno 2011
La versione di Barney (Barney's Version)
In occasione dell'uscita della sua autobiografia, che dovrebbe rivelare ciò che realmente successe all'amico Boogie (Scott Speedman), Barney Panofsky (Paul Giamatti) compie un viaggio a ritroso nel tempo ripensando ai tre matrimoni vissuti, all'onnipresente condizionamento etilico e a quel fatidico giorno in cui Boogie "scomparve".Dal famosissimo romanzo di Mordecai Richler (che peraltro non ho letto), l'attesa trasposizione per il grande schermo, diretta dal regista televisivo Richard J. Lewis e interpretata da un cast di primissimo ordine, aveva l'arduo compito di rendere la sottile e perfida ironia di un elaborato testo di oltre cinquecento pagine: a parer mio, impresa riuscita a metà, e principalmente grazie allo strepitoso cast. La sceneggiatura di Michael Konyves, infatti, scinde il film in due parti diametralmente opposte, con l'episodio di Boogie a far da spartiacque: il primo tempo decisamente frivolo e abbastanza divertente, in cui vengono scelti efficaci perni comici (Minnie Driver, brava, e Dustin Hoffman, meravigliosamente esilarante) ad alzare il tono di quella che sembra decisamente essere una commedia; la seconda tranche meditativa, malinconica e fortemente seriosa, in cui esplode il personaggio della terza moglie, l'amatissima Miriam (una strepitosa Rosamund Pike) e il nostro protagonista si avvia verso il crepuscolo della sua esistenza.
Questa marcata dualità del film è, a mio avviso, abbastanza spiazzante anche per lo spettatore più avvezzo ai cambi di direzione emotiva di una pellicola, e non giova all'equilibrio di un prodotto che alla fine, purtroppo, nonostante qualche riuscitissima battuta, viene ricordato molto di più per la prestazione degli attori, peraltro superlativi. A questo proposito, viene davvero da gridare allo scandalo per la mancata candidatura all'Oscar di Paul Giamatti, attore troppo spesso dimenticato perchè non particolarmente prestante, ma dotato di qualità recitative sopraffine.
In buona sostanza, un gran bell'adattamento dalla carta stampata, molto al di sopra della media d'essai degli ultimi cinque o sei anni.
Da vedere.
08 giugno 2011
Hereafter
Tre storie. Comune denominatore: il rapporto con la morte.Una reporter francese che la sperimenta per alcuni istanti durante lo tsunami thailandese.
Un sensitivo americano che cerca di far capire che il suo dono è in realtà una condanna.
Un ragazzino inglese che perde il gemello in un incidente stradale e non si rassegna.
Tre storie. Comune denominatore: la mancanza d'amore.
Tre vite che inevitabilmente finiranno per incrociarsi.
L'incommensurabile Clint Eastwood, dopo una serie quasi imbarazzante di titoli che senza esagerazioni meriterebbero l'epiteto di "masterpiece", sente forse più vicina una certa figura munita di falce e martello e, piuttosto a sorpresa, decide di cimentarsi con il soprannaturale. Il risultato? Un film dichiaratamente sperimentale, onesto, commovente, intelligente, forse non troppo audace ma sicuramente interessante. Lontano dai fasti dei sopracitati capolavori, ma infinitamente meglio realizzato della stragrande maggioranza dei (presunti) film d'autore contemporanei.
Piuttosto scostante negli episodi (molto ben realizzato quello francese, struggente quello inglese, un po' noiosetto quello americano), Hereafter ha il suo punto di forza nella pastosa fotografia di Tom Stern e nel cast, davvero notevolissimo: Cécile de France, attrice belga, ha un'intensità fuori dell'ordinario; Matt Damon, imbolsito e compassato, risulta più che credibile nel ruolo del sensitivo; i gemelli George e Frankie McLaren, dal dolente sguardo che smuove anche i sassi, sono, senza mezzi termini, strepitosi.
Qualche parola sulla sceneggiatura dell'osannatissimo Peter Morgan? Una gran prima stesura, ma a dirla tutta il fatto che si sia realmente trattato di una prima scrittura si percepisce tutto...
Ultima nota di merito agli strepitosi effetti speciali dello tsunami, che nulla, ma proprio nulla, hanno da invidiare a quelli dei fantakolossal hollywoodiani che proprio su di essi basano le loro alterne fortune al botteghino.
Ultima nota di demerito ai critici statunitensi che hanno bocciato senza appello un film dal sapore sicuramente molto più europeo, ma che i suddetti esperti a stelle e strisce non hanno assolutamente mostrato di voler capire.
Clint è comunque sempre Clint: non dimentichiamocelo.
Il truffacuori (L'arnacoeur)
Alex Lippi (Romain Duris) è un uomo che di professione manda all'aria relazioni di donne innamorate dell'uomo sbagliato. Insieme alla sorella Melanie (Julie Ferrier) e al marito Marc (François Damiens) viene pagato da clienti che vogliono porre fine a queste passioni problematiche. Ogni ingaggio riesce con successo fino a quando la troupe di Alex viene incaricata per una missione che si fa sempre più complicata: affiancare e conquistare l'introversa Juliette (Vanessa Paradis) in soli dieci giorni e mandare all'aria il suo imminente matrimonio. Ma la ragazza stavolta non lascia trasparire nessuna debolezza… (Sinossi da MyMovies.it)Interpretato dal Luca Argentero francese per fascino e simpatia, Il truffacuori è una commedia appena gradevole, molto sporadicamente divertente, sufficientemente interpretata, ma con un finale di quarta o quinta mano che lascia francamente a bocca aperta dallo sconforto. Non è ammissibile, a mio avviso, che da un incipit tutto sommato intrigante (ma troppo frettoloso) si passi, nel volgere di una ventina di minuti, alla più prevedibile, irritante e melensa love story immaginabile. E' però ancora più fastidioso che la rivista cinematografica per eccellenza di casa nostra, l'autorevole Ciak edito da Mondadori, affibbi a questa sciocchezzuola l'abnormità di quattro stelle su cinque: va bene il direzionamento critico "suggerito" dagli sponsor, ma così siamo veramente al servilismo più smaccato.
Cos'altro aggiungere? Che Duris è comunque simpatico e che la Paradis algida risulta piuttosto credibile: peccato che, come già detto, il secondo tempo ci faccia quasi rimpiangere i cinepanettoni di casa nostra.
Calma, calma, ho detto quasi...
07 giugno 2011
Kick-Ass
Dave Lizewski (Aaron Johnson) è un adolescente come tanti, magari un po' sfigato ma tutto sommato nella norma. Con un'idea fissa, però: perchè, con tutti i fumetti dedicati ai supereroi, nessuno ha mai avuto la concreta idea di diventarlo? A quel punto il buon Dave acquista una muta da sub sul web e decide di ergersi a paladino degli oppressi con lo pseudonimo di Kick-Ass, diventando una sorta di eroe grazie a un filmato pubblicato su YouTube. Tra mafiosi, uomini mascherati in cerca di vendetta, ragazzine terribili e l'immancabile nemesi, Dave alias Kick-Ass entrerà in un turbinio di avvenimenti decisamente molto più grandi della sua idea...Dal comic book di Mark Millar, dalla penna di Jane Goldman (adoro la sua chioma...) e dall'inventiva di Matthew Vaughn, uno scardinatissimo pulp d'azione semiseria che finalmente convince, partendo un po' lentamente ma riabilitandosi nella seconda parte, letteralmente strepitosa. Un po' Tarantino e un po' Scott Pilgrim, a metà tra lo spoof e lo splatter, Kick-Ass centra l'obiettivo del puro entertainment grazie all'intuizione, da parte di Vaughn, di non stravolgere il fumetto di Millar soprattutto nell'evolversi del personaggio di Dave, a cui viene concesso, a differenza della carta stampata, di fidanzarsi con l'amata Katie (Lyndsy Fonseca, già vista in Desperate Housewives).
Criticatissimo per il linguaggio e la violenza, la pellicola ha invece in questi due aspetti i suoi punti di forza, esplicitati dalla più che letale Hit-Girl (una strepitosa Chloe Moretz) e da un Nicolas Cage a cui l'espressione catatonica una volta tanto giova.
Bellissima anche la sciroccata soundtrack, che spazia dai Prodigy a Ennio Morricone e assolutamente originale l'approccio agli effetti visivi: quasi volutamente caserecci quelli "speciali", decisamente favolosi quelli incentrati su duelli e combattimenti.
Un prodotto da non perdere, che fortunatamente, dopo un anno di peripezie distributive, è approdato nelle nostre sale con un doppiaggio lievissimamente edulcorato ma che nulla toglie all'arguta screenplay.
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