31 ottobre 2011
Mildred Pierce (TV)
Nella Los Angeles dei primi anni trenta, stritolata dalla grande depressione post-crack del '29, la divorziata e madre Mildred Pierce (Kate Winslet) deve fare i conti con due preoccupanti realtà: cercare di investire negli affari sfruttando le sue doti domestiche, e venire a patti con un eccessivo attaccamento all'ingrata e mefistofelica figlia Veda (Morgan Turner adolescente, Evan Rachel Wood adulta).
Tratta dal bellissimo romanzo omonimo di James M. Cain, già trasposto sul grande schermo da Michael Curtiz nel 1945 (film che permise a Joan Crawford di vincere l'unico Oscar in carriera), Mildred Pierce è una miniserie HBO in cinque parti appena trasmessa in Italia, sull'onda del successo primaverile ottenuto oltreoceano.
Vincitrice di cinque premi Emmy (gli "Oscar" della televisione) e presumibile protagonista ai prossimi Golden Globe, la vicenda della signora Pierce per il piccolo schermo è, in una parola, un gioiello.
Diretta da un esperto in ricostruzioni d'epoca, il bravo Todd Haynes di Lontano dal paradiso, la miniserie ha un solo difetto: il lento incedere (ed eccessivo indugiare su alcuni dettagli) nella parte centrale; per il resto, ritmo, scorrevolezza ed emozioni sono dosati con rara sapienza ed equilibrio quasi algebrico.
La messa in scena è a dir poco sontuosa, e nessuno credo si sia accorto che l'intera serie, seppur ambientata sulla West Coast, è stata girata nello stato di New York (a Long Island, soprattutto); i costumi, del premio Oscar Ann Roth, lasciano letteralmente a bocca aperta per la ricercatezza e la cura del minimo dettaglio; le musiche, del grandissimo Carter Burwell (tanto caro ai fratelli Coen), colpiscono nel segno fin dai bellissimi opening titles.
Quasi impossibile poi descrivere la bravura del cast, a cominciare da una Winslet per cui iniziano realmente a mancare gli aggettivi: è disarmante la facilità con cui regge le quasi cinque ore sempre in scena, e ancor più sconcertante l'espressività che la contraddistingue in ogni singola scena, per non parlare del puro e semplice distillato recitativo che ne consegue. In poche parole, la più grande attrice vivente della sua generazione.
Il resto del cast, comunque, non sta a guardare: sono infatti bravissimi nei loro ruoli Guy Pearce, Melissa Leo e Mare Winningham; la Wood, infine, stupisce per aderenza al ruolo e trasposizione assolutamente azzeccata di un carattere ribelle ma ancor prima senza un singolo scrupolo emozionale.
In sintesi, un prodotto assolutamente da vedere (o recuperare), e una conferma da sottolineare, come se ce ne fosse ancora bisogno: la HBO è semplicemente un passo avanti.
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