09 giugno 2011

La versione di Barney (Barney's Version)

In occasione dell'uscita della sua autobiografia, che dovrebbe rivelare ciò che realmente successe all'amico Boogie (Scott Speedman), Barney Panofsky (Paul Giamatti) compie un viaggio a ritroso nel tempo ripensando ai tre matrimoni vissuti, all'onnipresente condizionamento etilico e a quel fatidico giorno in cui Boogie "scomparve".
Dal famosissimo romanzo di Mordecai Richler (che peraltro non ho letto), l'attesa trasposizione per il grande schermo, diretta dal regista televisivo Richard J. Lewis e interpretata da un cast di primissimo ordine, aveva l'arduo compito di rendere la sottile e perfida ironia di un elaborato testo di oltre cinquecento pagine: a parer mio, impresa riuscita a metà, e principalmente grazie allo strepitoso cast. La sceneggiatura di Michael Konyves, infatti, scinde il film in due parti diametralmente opposte, con l'episodio di Boogie a far da spartiacque: il primo tempo decisamente frivolo e abbastanza divertente, in cui vengono scelti efficaci perni comici (Minnie Driver, brava, e Dustin Hoffman, meravigliosamente esilarante) ad alzare il tono di quella che sembra decisamente essere una commedia; la seconda tranche meditativa, malinconica e fortemente seriosa, in cui esplode il personaggio della terza moglie, l'amatissima Miriam (una strepitosa Rosamund Pike) e il nostro protagonista si avvia verso il crepuscolo della sua esistenza.
Questa marcata dualità del film è, a mio avviso, abbastanza spiazzante anche per lo spettatore più avvezzo ai cambi di direzione emotiva di una pellicola, e non giova all'equilibrio di un prodotto che alla fine, purtroppo, nonostante qualche riuscitissima battuta, viene ricordato molto di più per la prestazione degli attori, peraltro superlativi. A questo proposito, viene davvero da gridare allo scandalo per la mancata candidatura all'Oscar di Paul Giamatti, attore troppo spesso dimenticato perchè non particolarmente prestante, ma dotato di qualità recitative sopraffine.
In buona sostanza, un gran bell'adattamento dalla carta stampata, molto al di sopra della media d'essai degli ultimi cinque o sei anni.
Da vedere.

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