13 ottobre 2011

Le amiche della sposa (Bridesmaids)


Annie (Kristen Wiig), single e al verde, viene scelta come damigella d'onore dalla migliore amica Lillian (Maya Rudolph): tra una cena brasiliana e una prova del vestito, un disastroso addio al nubilato e un'ancor più disastrosa festa pre-matrimoniale, dovrà cercare di tenere a bada un inconsueto gruppo di damigelle, ma soprattutto sè stessa e le sue proverbiali sventure.
Autentico boom al botteghino USA (170 milioni di dollari d'incasso a fronte di meno di 33 spesi), il film diretto da Paul Feig e prodotto da Judd Apatow, nuovo Re Mida della commedia americana, è stato lanciato come una sorta di incrocio tra Una notte da leoni (The Hangover), 2 single a nozze (Wedding Crashers) e un'altra dozzina di "bromance-movies" (brothers + romance): in realtà Le amiche della sposa, pur avendo qualche digressione volgarotta, scatologica e "machista", non è altro che l'ennesimo chick flick mascherato da film alternativo.
Scritto in più di quattro anni (!!!) dalla protagonista Kristen Wiig, star del Saturday Night Live, assieme alla collega Annie Mumolo (che si ritaglia la parte della passeggera terrorizzata dal volo aereo), questo prodotto leggero leggero non ha alcun senso del ritmo, è slegato, approssimativo e francamente prevedibile, e le poche gag riuscite sono completamente decontestualizzate.
Anche la recitazione lascia piuttosto a desiderare: la Wiig non ha né la fisicità né i tempi comici richiesti, la Rudolph è decisamente ingessata e Rose Byrne è completamente sprecata, e il suo personaggio difetta di (auto)ironia. Bravi, invece, i comprimari: spassoso Jon Hamm che interpreta un incallito seduttore, divertentissime Melissa McCarthy e Wendi McLendon-Covey nei loro improbabili ruoli di damigelle; una punta di tristezza, infine, nell'assaporare gli ultimi momenti sul grande schermo della grande Jill Clayburgh, mancata poco dopo la fine delle riprese.
In buona sostanza: una pellicola discontinua, troppo lunga, divertente a (pochi) tratti.
Se ne può tranquillamente attendere il passaggio in televisione.

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