14 maggio 2009

Le cronache di Spiderwick

La famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella Mallory) lascia New York per trasferirsi in una vecchia casa appartenuta ad un loro famigliare. Si troveranno però di fronte a fatti strani ed insoliti. Dopo alcune ricerche e false accuse tra loro, scopriranno un mondo fantastico popolato da bizzarre creature.
Un incipit sfruttatissimo per un prodotto che in più di un'occasione rischia quasi il plagio, ma riesce sempre, con molteplici colpi di coda, a riprendersi fino ad un gradevole risultato finale. Niente a che vedere con pellicole analoghe (su tutte, ovviamente, Narnia e Neverland, ma anche il datato ma sempre magico La storia infinita), ma Mark Waters, il regista, ottiene, grazie ad un cast equilibrato e arricchito da ottimi caratteristi quali Joan Plowright e David Strathairn, un film professionale che, pur puntando dichiaratamente ad un target under 18, diverte anche il pubblico adulto.
Da recuperare, con calma, al noleggio.

09 maggio 2009

David di Donatello 2009: i vincitori

Sette statuette per ciascuno.
Ma la sfida del cinema italiano tra «Gomorra» e «Il Divo» la vince il film tratto dal libro di Roberto Saviano e diretto da Matteo Garrone, che ottiene i premi più prestigiosi: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura. Consolazione per Paolo Sorrentino nelle categorie dei caratteristi: miglior attore è Toni Servillo, Piera Degli Esposti miglior attrice non protagonista.
Alba Rohrwacher («Il papà di Giovanna») si aggiudica il David come miglior attrice protagonista, mentre miglior attore non protagonista è Giuseppe Battiston per «Non pensarci».
Qui tutti i vincitori.

06 maggio 2009

In Memoriam: Dom DeLuise (1933-2009)

L'attore comico americano Dom DeLuise, interprete di numerosi film di Mel Brooks, è morto in un ospedale di Los Angeles nella serata di lunedì. Aveva 75 anni ed era nato a Brooklyn il 1° agosto 1933.
Di origini italiane, l'attore aveva interpretato film come Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Il mistero delle dodici sedie, Robin Hood - Un uomo in calzamaglia e La corsa più pazza d'America.
Era stato anche per alcune stagioni il conduttore negli anni '90 della serie Tv Candid Camera.

05 maggio 2009

Gran Torino

Walt Kowalski ha appena perso la moglie, e la presenza dei figli con le relative famiglie al funerale non gli è di alcun conforto. Così come non gli è gradita l'insistenza con cui il giovane parroco cerca di convincerlo a confessarsi. Walt è un veterano della guerra in Corea e non sopporta di avere, nell'abitazione a fianco, una famiglia di asiatici di etnia Hmong. Le uniche sue passioni, oltre alla birra, sono il suo cane e un'auto modello Gran Torino che viene sottoposta a continua manutenzione. La sua vita cambia il giorno in cui il giovane vicino Thao, spinto dalla gang capeggiata dal cugino Spider, si introduce nel suo garage cercando di rubargli la preziosa automobile...
Girato in quattro settimane al termine di un progetto che non ha mai visto la luce, Gran Torino è l'ennesima dimostrazione di autentico genio cinematografico da parte di Clint Eastwood.
Senza particolari voli pindarici nello script, negli effetti speciali, nel cast o nell'originalità del soggetto, Clint riesce ancora una volta a smuovere i più reconditi anfratti dell'animo umano con una pellicola dalla prorompente forza morale, girata con piglio leggero e maestria quasi sbalorditiva.
Quello che sorprende sempre più è la naturalezza (e la levità) con cui il grandissimo regista ed interprete californiano parla di temi decisamente sfruttati quali il razzismo, la violenza, l'integrazione, l'amicizia: come al solito, lo fa senza suggerirci nulla, ma presentandoci la sua versione dei fatti, senza mezzi termini.
Straordinario tutto lo sconosciuto cast, scelto e diretto nell'arco di nemmeno due mesi, ma davvero eccezionale la prova di Eastwood, a metà tra Callahan e Frankie Dunn, l'allenatore di Million Dollar Baby, ma soprattutto fratello maggiore di Bill Munny, il cowboy di Unforgiven.
Sottili e di altissima caratura artistica le partiture dirette da Lennie Niehaus, inquietante la fotografia di Tom Stern, che trasforma Detroit in una città semi-fantasma (tranne nella splendida scena finale) e veramente notevole l'apporto del rimanente supporto tecnico.
Ma il vero responsabile di questa ulteriore gemma della settima arte è solo l'ineguagliabile Clint: ideatore, regista, attore, anima di questo piccolo, gigantesco film.
Assolutamente da non perdere.

09 aprile 2009

David di Donatello 2009: le candidature

Il Divo è il front-runner dell'edizione 2009 dei David di Donatello, maggior riconoscimento cinematografico del nostro paese: 16 nomination sono infatti andate alla pellicola di Paolo Sorrentino. Nelle cinquine, che coprono 22 categorie, la fa quindi da padrone il film su Giulio Andreotti, che aspira, tra gli altri, ai titoli di miglior film e miglior regista.
Segue il film di Matteo Garrone Gomorra, con 11 candidature (anche in questo caso miglior film e migliore regia). Seguono Ex di Fausto Brizzi con dieci candidature (una è per il David Giovani), Si può fare di Giulio Manfredonia con nove (compreso un David Giovani), Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con cinque nomination e infine Il papà di Giovanna di Pupi Avati, con quattro.
Le nomination sono state votate dal 21 marzo al 2 aprile dai 1.538 componenti la Giuria dell'Accademia del cinema italiano.
La consegna dei premi avverrà l'8 maggio prossimo, con diretta televisiva su RaiSat.

06 aprile 2009

L'ospite inatteso (The Visitor)

Dal blog di "AmosGitai", che consiglio vivamente, estrapolo la trama: Walter Vale, austero professore universitario di economia, dopo la morte della moglie sembra aver perso ogni interesse vivendo così una vita grigia ed anonima. Un viaggio a New York per la presentazione di un saggio darà inizio ad una serie di episodi che gli cambieranno per sempre la vita. Quando infatti entra nel suo vecchio appartamento della Grande Mela, Walter trova due inaspettati ospiti: Tarek, un suonatore di tamburi siriano, e la compagna senegalese Zainab, ambedue clandestini ed all'oscuro del reale proprietario dell’appartamento. Dopo un primo acceso incontro, il professore deciderà di offrire ospitalità alla coppia.
Incipit curioso e vagamente originale per questa seconda fatica di Tom McCarthy, autore dell'interessante The Station Agent, pellicola off del 2003 che era riuscita a godere di un briciolo di notorietà anche in Italia data la messe di premi ottenuti oltreoceano.
Anche in questo caso McCarthy analizza con non comune sensilibità i temi della solitudine e della discriminazione, intersecandoli in modo egregio, ma senza eccessi o ridondanze moralistiche.
Molto coraggiosa, poi, la scelta di trasformare la presa di coscienza personale di un noioso vedovo del New England in un disegno globale ben più disperato e straziante di quanto non ci si possa aspettare da un prodotto simile.
Strepitosi tutti e quattro i protagonisti: dal navigato Richard Jenkins (giustamente candidato all'Oscar) alla bravissima attrice palestinese Hiam Abbass, dal libanese d'origine Haaz Sleiman alla caratterista Danai Gurira, originaria dello Zimbabwe; un autentico melting pot della settima arte che trova da subito un equilibrio non comune nell'esprimere le più svariate situazioni e i sentimenti più contrapposti.
Splendide le musiche di Jan Kaczmarek e notevole la fotografia di Oliver Bokelberg, che trasforma New York in un luogo arido e spettrale.
Da non perdere.

30 marzo 2009

In Memoriam: Maurice Jarre (1924-2009)

Uno dei più illustri compositori di partiture cinematografiche di ogni tempo ci ha lasciati.
Il grandissimo Maurice Jarre, autore di celeberrime colonne sonore come quella del "Dottor Živago", e' morto a causa di un tumore all'età di 84 anni a Los Angeles.
Jarre, durante la sua prolifica carriera (più di 150 soundtrack) aveva vinto tre premi Oscar: oltre che per l'epocale "Tema di Lara", che aveva venduto milioni di copie, l'eclettico musicista francese si era aggiudicato la statuetta anche per le colonne sonore di "Lawrence d'Arabia" e di "Passaggio in India". Stabilitosi dall'inizio degli anni '60 negli Stati Uniti, Jarre aveva accompagnato con le sue composizioni produzioni di registi del calibro di John Huston, Luchino Visconti e Alfred Hitchcock.

29 marzo 2009

Il club di Jane Austen (The Jane Austen Book Club)

Opera prima della sceneggiatrice Robin Swicord, Il club di Jane Austen è uno sguardo gradevolmente naïf al mondo dei club letterari domestici, solitamente femminili e generalmente incentrati su autori o autrici da (ri)scoprire. Con conseguenti, ingenue, ma simpatiche commistioni tra vita reale e fiction letteraria.
Ottimamente interpretata da un cast più o meno famoso, la pellicola inanella una discreta serie di luoghi comuni e/o eccessi romantici o situazionali (com'è possibile che una delle protagoniste, gay dichiarata, incontri con facilità disarmante presunte anime gemelle a profusione?), ma con grazia e soprattutto senza alcuna pretesa di intellettualismo. Certo, chi non conosce la scrittrice inglese farà inizialmente un po' di fatica a calarsi nei personaggi, ma in seguito la trama si concentra di meno sul supposto lato colto degli interpreti per trasformarsi in un trattato, lieve e sussurrato, sulle differenti sfaccettature dell'Amore.
Come dicevo, brave le caratteriste (su tutte la "Giudice" Amy Brenneman) e decisamente azzeccati i protagonisti maschili (dalla sorpresa Hugh Dancy al redivivo Jimmy Smits), che non fanno da semplici counterpoint alla necessaria predominanza di sesso femminile.
Chiudo con il pensiero di Ilaria Ferri dal sito FilmUp, che sostanzialmente la pensa alla mia stessa maniera su tutta la linea: "I libri di Jane Austen diventano un tramite tra uomini e donne per comunicare: una volta che gli uomini accettano di leggere questi romanzi, riescono ad entrare in contatto profondo con le loro compagne. Sebbene dell’opera della Austen sia preso in considerazione per lo più il lato romantico, dimenticando del tutto quello ironico e pacatamente sovversivo, il film è comunque un prodotto godibile, romantico ma al contempo divertente, probabilmente apprezzato più dalle signore o da fan sfegatati della scrittrice."
Cosa aspettate a correre in libreria?

19 marzo 2009

In Memoriam: Natasha Richardson (1963-2009)

Dopo un'agonia di due giorni in cui era stata anche dichiarata morta a livello cerebrale, è mancata in maniera tragica ed improvvisa l'attrice inglese Natasha Richardson, vittima di una caduta sugli sci tre giorni fa in Canada.
Figlia dell’attrice britannica Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson, era nata a Londra l’11 maggio 1963, per poi naturalizzarsi statunitense. Nel 1998 aveva vinto un Tony Award (l'Oscar del teatro) per la migliore attrice nel musical Cabaret.
Ha recitato in diversi film di Hollywood tra cui «Genitori in trappola» (1998) al fianco di un’allora 11enne Lindsay Lohan. Natasha aveva sposato l'attore Liam Neeson nel 1994 dopo averlo conosciuto sul set del film «Nell».
Mi piace ricordarla in «Blow Dry» del 2001, in cui interpreta l'ex-moglie, diventata nel frattempo lesbica, di un famoso hairdresser. Un ruolo a metà tra il malinconico e l'ironico, un po' come la sua bellissima espressione, radiosa seppur vagamente imbronciata.
Addio, Natasha.

18 marzo 2009

Dedicato a...

Dedicato a chi continua a chiedersi perchè è successo proprio a lei o a lui.
Dedicato a chi ogni giorno scopre di avere un grammo di pazienza in più, e per questo piange di gioia.
Dedicato a mio zio, che ha perso la sua personale battaglia, ma che è riuscito a farmi ridere con le ultime parole che mi ha detto.
Dedicato a chi passa da un raggio X a un letto d'ospedale e non dimentica mai di portare con sè l'ultimo romanzo di grido, perchè l'importante è essere up-to-date.
Dedicato a chi tossisce, vomita, impreca, maltratta, perchè lo farà ancora e ancora, ma alla fine troverà la forza di ripensarci e sorridere.
Dedicato a tutti quelli che ci sono stati o ci stanno vicini in questi momenti indicibili, perchè la loro presenza è il nostro pane.
Dedicato a tutti quelli che ce l'hanno fatta e che ce la faranno.
Dedicato a me stesso.
Dedicato a G.
Dedicato a mia zia.

14 marzo 2009

Rachel sta per sposarsi (Rachel Getting Married)

Come si può giungere al paradosso che un film si riveli così realista da sembrare ...troppo vero? Forse grazie all'idea di un regista premio Oscar (Jonathan Demme, autore del meraviglioso Il silenzio degli innocenti) che assolda un nugolo di caratteristi provenienti dal teatro off (a parte due delle attrici protagoniste) e affida la realizzazione della pellicola ad un cast tecnico pressochè sconosciuto: in una parola, dimostra di volersi cimentare con una dote ormai passata di moda, l'umiltà.
E il risultato, a dirla tutta, è folgorante.
Cinepresa a spalla, riprese cariche di significato emotivo che non vanno a premiare solo gli sguardi degli interpreti o le scene-madri, totale assenza di staticità: per un film quasi esclusivamente ambientato in interni è un risultato sorprendente.
In poche parole, il plot: quando Kym (Anne Hathaway) torna a casa della famiglia per il matrimonio della sorella Rachel (Rosemarie DeWitt), porta con sé una lunga storia di crisi personali, conflitti familiari e tragedie. La grande quantità di amici presenti al matrimonio della coppia si è riunita per un felice weekend di feste, musica ed amore, ma Kym, con le sue taglienti frasi secche e un’inclinazione naturale a provocare dei drammi, rappresenta un catalizzatore per le tensioni a lungo sopite nelle dinamiche familiari.
Assolutamente straordinaria, per adesione al ruolo e capacità espressiva, Anne Hathaway: già semiseria in Becoming Jane, la simpaticissima protagonista de Il diavolo veste Prada merita di stra-meritare la nomination all'Oscar e si candida per il futuro ad interprete bivalente di assoluto valore.
Bravissime anche Rosemarie DeWitt e Debra Winger, quest'ultima capace di rendere con una recitazione in quasi costante sottrazione la figura di una madre assente ed irresponsabile.
Insomma, un piccolo piccolo film reso un gioiello da pochi essenziali elementi, senza dimenticare il fatto che un'ora e quaranta minuti sono una durata più che sufficiente per trasmettere autenticità. Peccato che i distributori italiani abbiano preferito tenere le pizze originali della pellicola in cantina: ancora una volta, grazie alla loro insipienza, quasi nessuno ha potuto vedere Rachel sta per sposarsi.

24 febbraio 2009

Il curioso caso di Benjamin Button

Tredici nomination all'Oscar (ma solo tre conquistati, in categorie minori), battage pubblicitario su larghissima scala e articoli di apprezzamento un po' ovunque. Un'esagerazione? Decisamente.
Il curioso caso di Benjamin Button è un film concepito per piacere, ideato per conquistare, scritto per stupire e adattato per emozionare.
Francamente, il risultato lascia alquanto deluse le aspettative. Da Spaziofilm.it ecco le parole di Lorenzo Pedrazzi: "... Nel film di David Fincher, diversamente dal delizioso racconto di Fitzgerald (del quale conserva soltanto l’idea iniziale), Benjamin Button tenta in effetti di dare alla sua vita un senso epico, un valore irripetibile, al punto da attraversare e vivere sulla sua pelle circa ottant’anni di Storia americana, alternando una partecipazione attiva al corso degli eventi a un atteggiamento più passivo, da outsider (se non addirittura da novello Candide, a tratti). Ma la sua prospettiva è davvero quella dell’outsider?
La sceneggiatura di Eric Roth (e prima ancora il soggetto, scritto da Roth con Robin Swicord) non riesce a calarsi completamente nello sguardo e nei sentimenti di un individuo eccezionale che vive una vita eccezionale, non riesce a farne emergere la profonda solitudine, né il senso di inevitabile condanna."
E non potrei essere più d'accordo.
Per quanto riguarda la prova del cast, decisamente degna di nota l'interpretazione di Taraji P. Henson nel ruolo della "madre adottiva" di Brad Pitt, mentre non convincono del tutto, per motivi differenti, sia quest'ultimo che, incredibile a dirsi, Cate Blanchett. Ancora da Spaziofilm.it: "Pacata e calzante, ma non memorabile, l’interpretazione di Brad Pitt, il cui volto invecchiato al digitale è stato applicato a quello di Benjamin “bambino” (ma il computer, all’opposto, è riuscito anche a riportarlo all’epoca di Thelma e Louise). Per il resto sempre splendida Cate Blanchett, ma in un film che pare aver sprecato le sue enormi potenzialità si ricordano più volentieri alcuni ispiratissimi personaggi “di contorno”."
Nulla da eccepire invece al cast tecnico, inappuntabilmente di primissimo ordine.
Un film eventualmente da recuperare al noleggio, con la consapevolezza di dover affrontare una durata di due ore e cinquanta minuti circa. Preparatevi quindi un buon caffè doppio, soprattutto per la parte centrale, decisamente tediosa...

23 febbraio 2009

Oscar 2009: i vincitori e i miei commenti

Innanzitutto, uno statement doveroso: gli 81mi Oscar della storia del cinema non verranno sicuramente ricordati per le sorprese. Period.
D'altronde, se un onesto appassionato di cinema come il sottoscritto centra 21 vincitori su 24 categorie, c'è qualcosa di troppo scritto alla vigilia di (ogni) cerimonia per non dare adito a dubbi...
Comunque, piccata considerazione a parte, vorrei innanzitutto celebrare il primo ATTESISSIMO Oscar per la magnifica Kate Winslet, che, se continuerà di questo passo, potrà diventare l'unica vera antagonista di sua maestà Meryl in quanto a nomination conquistate (per Lady Streep sono 15).
Dallo speech di Kate: "Mentirei se dicessi che non ho mai fatto una versione di questo discorso prima. Penso di aver avuto circa otto anni ed ero davanti allo specchio del bagno. Questo (tenendo in mano l'Oscar, ndr) era una bottiglia di shampoo. Ora no".
In seconda battuta il successo di Sean Penn, molto a sorpresa in Europa ma meno oltreoceano, dove gli scommettitori lo davano già lievemente favorito su Rourke, sebbene quest'ultimo avesse fatto man bassa di riconoscimenti fino a ieri notte.
Proseguendo, poche parole per descrivere l'annunciatissimo trionfo di The Millionaire (Slumdog Millionaire): otto statuette (troppe) e discorsi di ringraziamento simpatici ma poco "stimolanti". Una gioia comunque per l'intero paese dell'India.
Infine, l'unica vera sorpresa di tutta la serata: la vittoria del Giappone nella categoria del miglior film straniero. A bocca asciutta Israele e Francia, favoritissimi. Francamente, non riesco ancora a capire i criteri di assegnazione di questo premio, e forse mai li capirò.

Velocemente, cosa mi è piaciuto:
- il presentatore Hugh Jackman, bravissimo, simpaticissimo e con eccezionali doti canore;
- il concept della serata, snello e gradevole (3 ore e 17 minuti);
- il nuovo format di consegna degli Oscar alla recitazione (cinque ex-vincitori/trici a presentare ognuna delle candidature);
- l'outfit di Natalie Portman, Kate Winslet e Anne Hathaway, le più belle ed eleganti.

Cosa non ho apprezzato:
- come già detto, vittorie eccessivamente prevedibili: così è troppo;
- il solo premio vinto da Wall-E: meritava sicuramente di più;
- dov'è finito l'Oscar alla carriera??? Quest'anno misteriosamente non è stato assegnato...;
- i tremendi abiti di Beyoncé Knowles, Miley Cyrus e Tilda Swinton (again).

Di seguito tutti i vincitori. Al prossimo anno!

Best Motion Picture of the Year
Slumdog Millionaire (2008): Christian Colson

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Sean Penn for Milk (2008)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Kate Winslet for The Reader (2008)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Heath Ledger for The Dark Knight (2008)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Penélope Cruz for Vicky Cristina Barcelona (2008)

Best Achievement in Directing
Danny Boyle for Slumdog Millionaire (2008)

Best Writing, Original Screenplay
Milk (2008): Dustin Lance Black

Best Writing, Adapted Screenplay
Slumdog Millionaire (2008): Simon Beaufoy

Best Achievement in Cinematography
Slumdog Millionaire (2008): Anthony Dod Mantle

Best Achievement in Editing
Slumdog Millionaire (2008): Chris Dickens

Best Achievement in Art Direction
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo

Best Achievement in Costume Design
The Duchess (2008): Michael O'Connor

Best Achievement in Makeup
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Greg Cannom

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Score
Slumdog Millionaire (2008): A.R. Rahman

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song
Slumdog Millionaire (2008): A.R. Rahman, Gulzar("Jai Ho")

Best Achievement in Sound
Slumdog Millionaire (2008)

Best Achievement in Sound Editing
The Dark Knight (2008)

Best Achievement in Visual Effects
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Eric Barba, Edson Williams

Best Animated Feature Film of the Year
WALL·E (2008)

Best Foreign Language Film of the Year
Okuribito (2008)(Japan)

Best Documentary, Features
Man on Wire (2008)

Best Documentary, Short Subjects
Smile Pinki

Best Short Film, Animated
La Maison en Petits Cubes: Kunio Kato

Best Short Film, Live Action
Spielzeugland (2007)

22 febbraio 2009

Hancock

Interpretato da Will Smith, Re Mida del botteghino made in USA, Hancock non ha tradito le attese, superando ampiamente i 200 milioni di dollari.
Una volta tanto, però, il successo di pubblico non è andato di pari passo con le stroncature dei critici, che hanno visto in questo prodotto una ventata d'aria fresca nel panorama congestionato dei superhero movies.
In tutta franchezza, posso anche trovarmi parzialmente d'accordo con questo sommario giudizio: Smith è simpatico, Charlize Theron è splendida, alcune trovate sono divertentissime.
Non è un capolavoro, certo, ma è un film tutto sommato onesto, in cui gli effetti visivi sono davvero ben congegnati da John Dykstra e il ritmo non cede mai.
Il pregio più eclatante: la durata, sull'ora e mezza circa. Incredibile, di questi tempi.

21 febbraio 2009

In Memoriam: Oreste Lionello (1927-2009)


Colpevolmente in ritardo, vengo a sapere della morte di uno dei più grandi caratteristi, cabarettisti e doppiatori italiani di ogni tempo: l'indimenticabile Oreste Lionello, scomparso il 19 febbraio scorso all'età di 81 anni a Roma, dopo lunga malattia.
Lionello, nato nell'isola greca di Rodi nel 1927, oltre alle innumerevoli apparizioni in teatro e televisione fino a pochi mesi fa, è diventato celeberrimo per aver dato la voce a Woody Allen in tutti i suoi film, oltre ad aver doppiato in maniera strepitosamente divertente Michel Serrault ne "Il vizietto".
Addio Oreste, ci mancherai moltissimo.

20 febbraio 2009

Oscar 2009: le mie previsioni

Domenica notte a Los Angeles verranno assegnati gli 81mi Oscar del cinema: di conseguenza, non potevano mancare le mie documentatissime (ma spesso errate) previsioni in tutte le categorie, che quest'anno sembrano decisamente blindate.
Non riesco però a liberarmi dal pensiero che ancora una volta ci possa essere qualche grossa sorpresa... Ce la farà infatti Sean Penn a prevalere su Rourke nonostante quest'ultimo abbia fatto messe di premi? Vincerà, come da ipotetica scontata previsione, la Cruz come supporter? O avverrà anche in questo caso il colpaccio da parte di una delle due caratteriste de "Il dubbio"?
Per le risposte, appuntamento alla notte tra domenica e lunedì a partire dalle 2,30 circa.
Quindi, dubbi a parte, dopo aver consultato i maggiori siti americani della settima arte, i quotidiani d'oltreoceano, le pagine amatoriali e i blog, ecco di seguito il mio forecast.
In rosso chi probabilmente vincerà.
In verde, se sussiste, un'alternativa molto probabile.

Best Motion Picture of the Year
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Ceán Chaffin, Kathleen Kennedy, Frank Marshall
Frost/Nixon (2008): Brian Grazer, Ron Howard, Eric Fellner
Milk (2008): Bruce Cohen, Dan Jinks, Michael London
The Reader (2008): Donna Gigliotti, Anthony Minghella, Redmond Morris, Sydney Pollack
Slumdog Millionaire (2008): Christian Colson

Best Performance by an Actor in a Leading Role
Richard Jenkins for The Visitor (2007/I)
Frank Langella for Frost/Nixon (2008)
Sean Penn for Milk (2008)
Brad Pitt for The Curious Case of Benjamin Button (2008)
Mickey Rourke for The Wrestler (2008)

Best Performance by an Actress in a Leading Role
Anne Hathaway for Rachel Getting Married (2008)
Angelina Jolie for Changeling (2008)
Melissa Leo for Frozen River (2008)
Meryl Streep for Doubt (2008/I)
Kate Winslet for The Reader (2008)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role
Josh Brolin for Milk (2008)
Robert Downey Jr. for Tropic Thunder (2008)
Philip Seymour Hoffman for Doubt (2008/I)
Heath Ledger for The Dark Knight (2008)
Michael Shannon for Revolutionary Road (2008)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role
Amy Adams for Doubt (2008/I)
Penélope Cruz for Vicky Cristina Barcelona (2008)
Viola Davis for Doubt (2008/I)
Taraji P. Henson for The Curious Case of Benjamin Button (2008)
Marisa Tomei for The Wrestler (2008)

Best Achievement in Directing
Danny Boyle for Slumdog Millionaire (2008)
Stephen Daldry for The Reader (2008)
David Fincher for The Curious Case of Benjamin Button (2008)
Ron Howard for Frost/Nixon (2008)
Gus Van Sant for Milk (2008)

Best Writing, Original Screenplay
Frozen River (2008): Courtney Hunt
Happy-Go-Lucky (2008): Mike Leigh
In Bruges (2008): Martin McDonagh
Milk (2008): Dustin Lance Black
WALL·E (2008): Andrew Stanton, Pete Docter

Best Writing, Adapted Screenplay
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Eric Roth, Robin Swicord
Doubt (2008/I): John Patrick Shanley
Frost/Nixon (2008): Peter Morgan
The Reader (2008): David Hare
Slumdog Millionaire (2008): Simon Beaufoy

Best Achievement in Cinematography
Changeling (2008): Tom Stern
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Claudio Miranda
The Dark Knight (2008): Wally Pfister
The Reader (2008): Roger Deakins, Chris Menges
Slumdog Millionaire (2008): Anthony Dod Mantle

Best Achievement in Editing
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Angus Wall, Kirk Baxter
The Dark Knight (2008): Lee Smith
Frost/Nixon (2008): Daniel P. Hanley, Mike Hill
Milk (2008): Elliot Graham
Slumdog Millionaire (2008): Chris Dickens

Best Achievement in Art Direction
Changeling (2008): James J. Murakami, Gary Fettis
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo
The Dark Knight (2008): Nathan Crowley, Peter Lando
The Duchess (2008): Michael Carlin, Rebecca Alleway
Revolutionary Road (2008): Kristi Zea, Debra Schutt

Best Achievement in Costume Design
Australia (2008): Catherine Martin
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Jacqueline West
The Duchess (2008): Michael O'Connor
Milk (2008): Danny Glicker
Revolutionary Road (2008): Albert Wolsky

Best Achievement in Makeup
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Greg Cannom
The Dark Knight (2008)
Hellboy II: The Golden Army (2008)

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Score
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Alexandre Desplat
Defiance (2008): James Newton Howard
Milk (2008): Danny Elfman
Slumdog Millionaire (2008): A.R. Rahman
WALL·E (2008): Thomas Newman

Best Achievement in Music Written for Motion Pictures, Original Song
Slumdog Millionaire (2008): A.R. Rahman, Gulzar("Jai Ho")
Slumdog Millionaire (2008): A.R. Rahman, M.I.A("O Saya")
WALL·E (2008): Peter Gabriel, Thomas Newman("Down to Earth")

Best Achievement in Sound
The Curious Case of Benjamin Button (2008)
The Dark Knight (2008): Ed Novick, Lora Hirschberg, Gary Rizzo
Slumdog Millionaire (2008)
WALL·E (2008)
Wanted (2008)

Best Achievement in Sound Editing
The Dark Knight (2008)
Iron Man (2008)
Slumdog Millionaire (2008)
WALL·E (2008)
Wanted (2008)

Best Achievement in Visual Effects
The Curious Case of Benjamin Button (2008): Eric Barba, Edson Williams
The Dark Knight (2008): Nick Davis, Chris Corbould, Timothy Webber, Paul J. Franklin
Iron Man (2008)

Best Animated Feature Film of the Year
Bolt (2008)
Kung Fu Panda (2008)
WALL·E (2008)

Best Foreign Language Film of the Year
Der Baader Meinhof Komplex (2008)(Germany)
Entre les murs (2008)(France)
Revanche (2008)(Austria)
Okuribito (2008)(Japan)
Vals Im Bashir (2008)(Israel)

Best Documentary, Features
The Betrayal - Nerakhoon (2008)
Encounters at the End of the World (2007)
The Garden (2008/I)
Man on Wire (2008)
Trouble the Water (2008)

Best Documentary, Short Subjects
The Conscience of Nhem En
The Final Inch
Smile Pinki
The Witness from the Balcony of Room 306

Best Short Film, Animated
Ubornaya istoriya - lyubovnaya istoriya (2007): Konstantin Bronzit
La Maison en Petits Cubes: Kunio Kato
Oktapodi (2007): Julien Bocabeille, François-Xavier Chanioux, Olivier Delabarre, Thierry Marchand, Quentin Marmier, Emud Mokhberi
Presto (2008): Doug Sweetland
This Way Up (2008): Alan Smith, Adam Foulkes

Best Short Film, Live Action
Auf der Strecke (2007)
Manon on the Asphalt
New Boy (2007)
The Pig
Spielzeugland (2007)

09 febbraio 2009

B.A.F.T.A. 2009: i vincitori

La British Academy of Film and Television Arts ha assegnato ieri alla Royal Opera House di Londra i premi cinematografici più importanti del Regno Unito, i BAFTA Awards.
Assoluto mattatore The Millionaire (Slumdog Millionaire), che si è aggiudicato ben 7 statuette, tra cui quelle di miglior film, regia e sceneggiatura.
Tra gli attori nessuna sorpresa, con le conferme di Rourke, Winslet e Ledger che a questo punto diventano i favoritissimi agli Oscar, e il successo di Penélope Cruz che era già comunque ampiamente nelle previsioni.
Di seguito tutti i vincitori.

BEST FILM
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON
FROST/NIXON
MILK
THE READER
SLUMDOG MILLIONAIRE

DIRECTOR
CHANGELING – Clint Eastwood
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – David Fincher
FROST/NIXON – Ron Howard
THE READER – Stephen Daldry
SLUMDOG MILLIONAIRE – Danny Boyle

ORIGINAL SCREENPLAY
BURN AFTER READING – Joel Coen, Ethan Coen
CHANGELING – J. Michael Straczynski
I’VE LOVED YOU SO LONG – Philippe Claudel
IN BRUGES – Martin McDonagh
MILK – Dustin Lance Black

ADAPTED SCREENPLAY
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – Eric Roth
FROST/NIXON – Peter Morgan
THE READER – David Hare
REVOLUTIONARY ROAD – Justin Haythe
SLUMDOG MILLIONAIRE – Simon Beaufoy

FILM NOT IN THE ENGLISH LANGUAGE
THE BAADER MEINHOF COMPLEX – Bernard Eichinger, Uli Edel
GOMORRAH – Domenico Procacci, Matteo Garrone
I'VE LOVED YOU SO LONG – Yves Marmion, Philippe Claudel
PERSEPOLIS – M. Robert, X. Rigault, M. Satrapi, V. Parannaud
WALTZ WITH BASHIR – S. Lalou, G. Meixner, Y. Nahl Ieli, A. Folman

ANIMATED FILM
PERSEPOLIS – Marjane Satrapi, Vincent Parannaud
WALL•E – Andrew Stanton
WALTZ WITH BASHIR – Ari Folman

LEADING ACTOR
FRANK LANGELLA – Frost/Nixon
DEV PATEL – Slumdog Millionaire
SEAN PENN – Milk
BRAD PITT – The Curious Case of Benjamin Button
MICKEY ROURKE – The Wrestler

LEADING ACTRESS
ANGELINA JOLIE – Changeling
KRISTIN SCOTT THOMAS – I’ve Loved You So Long
MERYL STREEP – Doubt
KATE WINSLET – The Reader
KATE WINSLET – Revolutionary Road

SUPPORTING ACTOR
ROBERT DOWNEY JR. – Tropic Thunder
BRENDAN GLEESON – In Bruges
PHILIP SEYMOUR HOFFMAN – Doubt
HEATH LEDGER – The Dark Knight
BRAD PITT – Burn After Reading

SUPPORTING ACTRESS
AMY ADAMS – Doubt
PENÉLOPE CRUZ – Vicky Cristina Barcelona
FREIDA PINTO – Slumdog Millionaire
TILDA SWINTON – Burn After Reading
MARISA TOMEI – The Wrestler

MUSIC
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – Alexandre Desplat
THE DARK KNIGHT – Hans Zimmer, James Newton Howard
MAMMA MIA! – Benny Andersson, Björn Ulvaeus
SLUMDOG MILLIONAIRE – A. R. Rahman
WALL•E – Thomas Newman

CINEMATOGRAPHY
CHANGELING – Tom Stern
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – Claudio Miranda
THE DARK KNIGHT – Wally Pfister
THE READER – Chris Menges, Roger Deakins
SLUMDOG MILLIONAIRE – Anthony Dod Mantle

EDITING
CHANGELING – Joel Cox, Gary D. Roach
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – Kirk Baxter, Angus Wall
THE DARK KNIGHT – Lee Smith
FROST/NIXON – Mike Hill, Dan Hanley
IN BRUGES – Jon Gregory
SLUMDOG MILLIONAIRE – Chris Dickens

PRODUCTION DESIGN
CHANGELING – James J. Murakami, Gary Fettis
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – D. G. Burt, V. J. Zolfo
THE DARK KNIGHT – Nathan Crowley, Peter Lando
REVOLUTIONARY ROAD – Kristi Zea, Debra Schutt
SLUMDOG MILLIONAIRE – Mark Digby, Michelle Day

COSTUME DESIGN
CHANGELING – Deborah Hopper
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – Jacqueline West
THE DARK KNIGHT – Lindy Hemming
THE DUCHESS – Michael O'Connor
REVOLUTIONARY ROAD – Albert Wolsky

SOUND
CHANGELING
THE DARK KNIGHT
QUANTUM OF SOLACE
SLUMDOG MILLIONARE
WALL•E

SPECIAL VISUAL EFFECTS
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON
THE DARK KNIGHT
INDIANA JONES AND THE KINGDOM OF THE CRYSTAL SKULL
IRON MAN
QUANTUM OF SOLACE

MAKE UP & HAIR
THE CURIOUS CASE OF BENJAMIN BUTTON – J. Black, C. Callaghan
THE DARK KNIGHT – Peter Robb-King
THE DUCHESS – Daniel Phillips, Jan Archibald
FROST/NIXON – Edouard Henriques, Kim Santantonio
MILK – Steven E. Anderson, Michael White

08 febbraio 2009

The Reader

Seguendo la nouvelle vague delle pellicole ad effetto ritardato, The Reader, come Revolutionary Road e Il dubbio, si rivela anch'esso prodotto a gradimento differito (si consiglia almeno una notte di profonda riflessione), seppur l'impatto iniziale non sia affatto negativo.
Il tema trattato, i processi alle kapò naziste, non era assolutamente semplice da affrontare e rendere con credibilità e verosimiglianza storica, senza incorrere nelle paludi della retorica e soprattutto del déjà vu: il regista Stephen Daldry ha quindi abilmente deciso di concentrarsi su un presunto love affair tra una ex-aguzzina delle SS e un quindicenne poco più di dieci anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la caccia alle streghe non era ancora iniziata.
Il loro rapporto, appassionato e distruttivo, condizionerà in maniera totalmente diseguale le loro vite fino agli anni novanta.
Formalmente elegantissimo, tecnicamente e visivamente splendido (qualche piccola riserva sulle musiche di Nico Muhly), il film è l'ennesima riprova del cristallino talento di Kate Winslet, giustamente candidata all'Oscar (e vincitrice di un Golden Globe e un SAG Award per questo ruolo) per l'interpretazione algida ed al contempo infantile di quest'anima perduta, in apparenza asettica e glaciale.
Se paragonata, però, alla performance di Revolutionary Road, Hanna Schmitz non ha le sfumature e la carica emotiva di April Wheeler: se però questo personaggio varrà alla Winslet il suo primo Oscar, ben venga. Certo è che l'Academy troppo spesso premia attori ed attrici strepitosi per ruoli smaccatamente "da Oscar", penalizzandone altri, molto più sottili e raffinati (vedi la stessa Winslet nello straordinario Little Children), che meriterebbero tutt'altra ribalta.
Tornando alla pellicola, bravi anche i comprimari, dal giovanissimo attore tedesco David Kross a due navigati caratteristi quali Bruno Ganz e Lena Olin, senza dimenticare Ralph Fiennes, finalmente in parte dopo alcuni ruoli non indovinatissimi.
In conclusione un prodotto solido, ottimamente confezionato, che può essere apprezzato ma potrebbe anche deludere se lo si analizza con eccessiva sbrigatività.
Comunque, da vedere.

07 febbraio 2009

Il dubbio (Doubt)

Tratto dall'omonimo testo teatrale del regista John Patrick Shanley (premio Oscar per la sceneggiatura di Stregata dalla luna), Il dubbio è essenzialmente una "pellicola da camera", un film girato in interni (c'è una sola scena ambientata al di fuori dell'istituto cattolico) in cui ogni cosa, ogni situazione, ogni parola proferita è studiata, cadenzata, soppesata.
1964: in una rigorosa scuola cattolica del Bronx, l'integerrima ed inflessibile preside, suor Aloysius Beauvier (Meryl Streep), viene allertata da una giovane insegnante (Amy Adams) riguardo al carismatico sacerdote padre Flynn (Philip Seymour Hoffman) che avrebbe attenzioni particolari nei confronti di un ragazzino della scuola, Donald Miller, primo afroamericano iscritto all'Istituto. Senza alcuna prova ma con incrollabile certezza Suor Aloysius inizia una personale crociata nei confronti di padre Flynn...
Strepitoso il cast, un po' meno l'adattamento a cura dello stesso regista, che non è riuscito ad esulare dal proprio testo (vincitore del Pulitzer 2005), rendendolo un po' involuto e a tratti poco coinvolgente.
Tornando agli attori, fantastica l'interpretazione di Hoffman, sempre più autorevole e di una maturità impressionante; brave sia la Adams che Viola Davis, per non più di 10 minuti sullo schermo ma capace di un'intensissima performance.
Dulcis in fundo, sua maestà Meryl Streep, la più grande attrice vivente e sicuramente tra le top 5 di ogni tempo, stratosferica nel calarsi in modo camaleonticamente perfetto in qualsiasi parte le possa essere proposta: da Mamma Mia! a Miranda Priestly, da Karen Blixen ad una suora cinica e determinata, che finisce per combattere sola contro tutti. Il suo confronto finale con padre Flynn, poi, è assolutamente da antologia.
Un film ammirevole in quanto a recitazione, facilmente apprezzabile se si amano le pellicole tratte dal palcoscenico; da vedere, comunque, in tutti gli altri casi.