Tredici nomination all'Oscar (ma solo tre conquistati, in categorie minori), battage pubblicitario su larghissima scala e articoli di apprezzamento un po' ovunque. Un'esagerazione? Decisamente.Il curioso caso di Benjamin Button è un film concepito per piacere, ideato per conquistare, scritto per stupire e adattato per emozionare.
Francamente, il risultato lascia alquanto deluse le aspettative. Da Spaziofilm.it ecco le parole di Lorenzo Pedrazzi: "... Nel film di David Fincher, diversamente dal delizioso racconto di Fitzgerald (del quale conserva soltanto l’idea iniziale), Benjamin Button tenta in effetti di dare alla sua vita un senso epico, un valore irripetibile, al punto da attraversare e vivere sulla sua pelle circa ottant’anni di Storia americana, alternando una partecipazione attiva al corso degli eventi a un atteggiamento più passivo, da outsider (se non addirittura da novello Candide, a tratti). Ma la sua prospettiva è davvero quella dell’outsider?
La sceneggiatura di Eric Roth (e prima ancora il soggetto, scritto da Roth con Robin Swicord) non riesce a calarsi completamente nello sguardo e nei sentimenti di un individuo eccezionale che vive una vita eccezionale, non riesce a farne emergere la profonda solitudine, né il senso di inevitabile condanna."
E non potrei essere più d'accordo.
Per quanto riguarda la prova del cast, decisamente degna di nota l'interpretazione di Taraji P. Henson nel ruolo della "madre adottiva" di Brad Pitt, mentre non convincono del tutto, per motivi differenti, sia quest'ultimo che, incredibile a dirsi, Cate Blanchett. Ancora da Spaziofilm.it: "Pacata e calzante, ma non memorabile, l’interpretazione di Brad Pitt, il cui volto invecchiato al digitale è stato applicato a quello di Benjamin “bambino” (ma il computer, all’opposto, è riuscito anche a riportarlo all’epoca di Thelma e Louise). Per il resto sempre splendida Cate Blanchett, ma in un film che pare aver sprecato le sue enormi potenzialità si ricordano più volentieri alcuni ispiratissimi personaggi “di contorno”."
Nulla da eccepire invece al cast tecnico, inappuntabilmente di primissimo ordine.
Un film eventualmente da recuperare al noleggio, con la consapevolezza di dover affrontare una durata di due ore e cinquanta minuti circa. Preparatevi quindi un buon caffè doppio, soprattutto per la parte centrale, decisamente tediosa...
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