08 febbraio 2009

The Reader

Seguendo la nouvelle vague delle pellicole ad effetto ritardato, The Reader, come Revolutionary Road e Il dubbio, si rivela anch'esso prodotto a gradimento differito (si consiglia almeno una notte di profonda riflessione), seppur l'impatto iniziale non sia affatto negativo.
Il tema trattato, i processi alle kapò naziste, non era assolutamente semplice da affrontare e rendere con credibilità e verosimiglianza storica, senza incorrere nelle paludi della retorica e soprattutto del déjà vu: il regista Stephen Daldry ha quindi abilmente deciso di concentrarsi su un presunto love affair tra una ex-aguzzina delle SS e un quindicenne poco più di dieci anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la caccia alle streghe non era ancora iniziata.
Il loro rapporto, appassionato e distruttivo, condizionerà in maniera totalmente diseguale le loro vite fino agli anni novanta.
Formalmente elegantissimo, tecnicamente e visivamente splendido (qualche piccola riserva sulle musiche di Nico Muhly), il film è l'ennesima riprova del cristallino talento di Kate Winslet, giustamente candidata all'Oscar (e vincitrice di un Golden Globe e un SAG Award per questo ruolo) per l'interpretazione algida ed al contempo infantile di quest'anima perduta, in apparenza asettica e glaciale.
Se paragonata, però, alla performance di Revolutionary Road, Hanna Schmitz non ha le sfumature e la carica emotiva di April Wheeler: se però questo personaggio varrà alla Winslet il suo primo Oscar, ben venga. Certo è che l'Academy troppo spesso premia attori ed attrici strepitosi per ruoli smaccatamente "da Oscar", penalizzandone altri, molto più sottili e raffinati (vedi la stessa Winslet nello straordinario Little Children), che meriterebbero tutt'altra ribalta.
Tornando alla pellicola, bravi anche i comprimari, dal giovanissimo attore tedesco David Kross a due navigati caratteristi quali Bruno Ganz e Lena Olin, senza dimenticare Ralph Fiennes, finalmente in parte dopo alcuni ruoli non indovinatissimi.
In conclusione un prodotto solido, ottimamente confezionato, che può essere apprezzato ma potrebbe anche deludere se lo si analizza con eccessiva sbrigatività.
Comunque, da vedere.

Nessun commento: