06 aprile 2009

L'ospite inatteso (The Visitor)

Dal blog di "AmosGitai", che consiglio vivamente, estrapolo la trama: Walter Vale, austero professore universitario di economia, dopo la morte della moglie sembra aver perso ogni interesse vivendo così una vita grigia ed anonima. Un viaggio a New York per la presentazione di un saggio darà inizio ad una serie di episodi che gli cambieranno per sempre la vita. Quando infatti entra nel suo vecchio appartamento della Grande Mela, Walter trova due inaspettati ospiti: Tarek, un suonatore di tamburi siriano, e la compagna senegalese Zainab, ambedue clandestini ed all'oscuro del reale proprietario dell’appartamento. Dopo un primo acceso incontro, il professore deciderà di offrire ospitalità alla coppia.
Incipit curioso e vagamente originale per questa seconda fatica di Tom McCarthy, autore dell'interessante The Station Agent, pellicola off del 2003 che era riuscita a godere di un briciolo di notorietà anche in Italia data la messe di premi ottenuti oltreoceano.
Anche in questo caso McCarthy analizza con non comune sensilibità i temi della solitudine e della discriminazione, intersecandoli in modo egregio, ma senza eccessi o ridondanze moralistiche.
Molto coraggiosa, poi, la scelta di trasformare la presa di coscienza personale di un noioso vedovo del New England in un disegno globale ben più disperato e straziante di quanto non ci si possa aspettare da un prodotto simile.
Strepitosi tutti e quattro i protagonisti: dal navigato Richard Jenkins (giustamente candidato all'Oscar) alla bravissima attrice palestinese Hiam Abbass, dal libanese d'origine Haaz Sleiman alla caratterista Danai Gurira, originaria dello Zimbabwe; un autentico melting pot della settima arte che trova da subito un equilibrio non comune nell'esprimere le più svariate situazioni e i sentimenti più contrapposti.
Splendide le musiche di Jan Kaczmarek e notevole la fotografia di Oliver Bokelberg, che trasforma New York in un luogo arido e spettrale.
Da non perdere.

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