Tratto dall'omonimo testo teatrale del regista John Patrick Shanley (premio Oscar per la sceneggiatura di Stregata dalla luna), Il dubbio è essenzialmente una "pellicola da camera", un film girato in interni (c'è una sola scena ambientata al di fuori dell'istituto cattolico) in cui ogni cosa, ogni situazione, ogni parola proferita è studiata, cadenzata, soppesata.1964: in una rigorosa scuola cattolica del Bronx, l'integerrima ed inflessibile preside, suor Aloysius Beauvier (Meryl Streep), viene allertata da una giovane insegnante (Amy Adams) riguardo al carismatico sacerdote padre Flynn (Philip Seymour Hoffman) che avrebbe attenzioni particolari nei confronti di un ragazzino della scuola, Donald Miller, primo afroamericano iscritto all'Istituto. Senza alcuna prova ma con incrollabile certezza Suor Aloysius inizia una personale crociata nei confronti di padre Flynn...
Strepitoso il cast, un po' meno l'adattamento a cura dello stesso regista, che non è riuscito ad esulare dal proprio testo (vincitore del Pulitzer 2005), rendendolo un po' involuto e a tratti poco coinvolgente.
Tornando agli attori, fantastica l'interpretazione di Hoffman, sempre più autorevole e di una maturità impressionante; brave sia la Adams che Viola Davis, per non più di 10 minuti sullo schermo ma capace di un'intensissima performance.
Dulcis in fundo, sua maestà Meryl Streep, la più grande attrice vivente e sicuramente tra le top 5 di ogni tempo, stratosferica nel calarsi in modo camaleonticamente perfetto in qualsiasi parte le possa essere proposta: da Mamma Mia! a Miranda Priestly, da Karen Blixen ad una suora cinica e determinata, che finisce per combattere sola contro tutti. Il suo confronto finale con padre Flynn, poi, è assolutamente da antologia.
Un film ammirevole in quanto a recitazione, facilmente apprezzabile se si amano le pellicole tratte dal palcoscenico; da vedere, comunque, in tutti gli altri casi.
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