29 marzo 2009

Il club di Jane Austen (The Jane Austen Book Club)

Opera prima della sceneggiatrice Robin Swicord, Il club di Jane Austen è uno sguardo gradevolmente naïf al mondo dei club letterari domestici, solitamente femminili e generalmente incentrati su autori o autrici da (ri)scoprire. Con conseguenti, ingenue, ma simpatiche commistioni tra vita reale e fiction letteraria.
Ottimamente interpretata da un cast più o meno famoso, la pellicola inanella una discreta serie di luoghi comuni e/o eccessi romantici o situazionali (com'è possibile che una delle protagoniste, gay dichiarata, incontri con facilità disarmante presunte anime gemelle a profusione?), ma con grazia e soprattutto senza alcuna pretesa di intellettualismo. Certo, chi non conosce la scrittrice inglese farà inizialmente un po' di fatica a calarsi nei personaggi, ma in seguito la trama si concentra di meno sul supposto lato colto degli interpreti per trasformarsi in un trattato, lieve e sussurrato, sulle differenti sfaccettature dell'Amore.
Come dicevo, brave le caratteriste (su tutte la "Giudice" Amy Brenneman) e decisamente azzeccati i protagonisti maschili (dalla sorpresa Hugh Dancy al redivivo Jimmy Smits), che non fanno da semplici counterpoint alla necessaria predominanza di sesso femminile.
Chiudo con il pensiero di Ilaria Ferri dal sito FilmUp, che sostanzialmente la pensa alla mia stessa maniera su tutta la linea: "I libri di Jane Austen diventano un tramite tra uomini e donne per comunicare: una volta che gli uomini accettano di leggere questi romanzi, riescono ad entrare in contatto profondo con le loro compagne. Sebbene dell’opera della Austen sia preso in considerazione per lo più il lato romantico, dimenticando del tutto quello ironico e pacatamente sovversivo, il film è comunque un prodotto godibile, romantico ma al contempo divertente, probabilmente apprezzato più dalle signore o da fan sfegatati della scrittrice."
Cosa aspettate a correre in libreria?

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