26 marzo 2012

My Oscar moments: quarto posto

Nicole Kidman
The Hours (2003)
Attrice protagonista


Nel 2003, forse per l'impasse dovuta all'acquisizione di Tele+ da parte di Sky, la cerimonia degli Oscar venne eccezionalmente trasmessa in chiaro da Mediaset: non rendendosi pertanto necessaria la mia presenza in Piemonte, ne approfittai e decisi di godermi la nottata più glam dell'anno nel mio appartamento di Milano. Ricordo che predisposi tutto con la consueta precisione: snack e bibite, files stampati con previsioni del sottoscritto e degli amici (la competizione non scema mai...), plaid flanellato in caso di freddo improvviso, tabacco e soprattutto cuffie wireless per non disturbare la mia flatmate Luisa.
La cornice era inconsueta, e tutto sommato neanche troppo gradevole (blindato nel salotto, nessuna possibilità di interloquire con chicchessia), ma non mi condizionò affatto: quell'anno, con lo scontatissimo Oscar a Chicago in qualità di Miglior Film, l'attenzione era interamente rivolta alle categorie recitative principali, analogamente a quest'anno. Tra gli attori la spuntò, come già raccontato in precedenza, l'allora semisconosciuto Adrien Brody, mentre la lotta per la statuetta al femminile era essenzialmente ristretta a due contendenti: la mia adorata Nicole Kidman, splendida Virginia Woolf in quel quasi capolavoro che è The Hours, e la brava Renée Zellweger, protagonista del musical diretto da Rob Marshall.
Nicole si era aggiudicata il Golden Globe (attrice drammatica) e il BAFTA, mentre la Zellweger aveva vinto il Golden Globe (attrice commedia o musical) e il SAGA: all'incirca come un mese fa, gli ultimissimi sondaggi pendevano dalla parte di chi aveva vinto lo Screen Actors Guild Award. Io, però, non ci stavo: in cuor mio sentivo che Nicole era in forte credito con l'Academy per il mancato riconoscimento dell'anno precedente (quello di Moulin Rouge!, per intenderci), e non volevo credere che sarebbe stata nuovamente sconfitta.
Nonostante le mie presunte certezze, e dopo aver dovuto ingoiare l'amaro boccone della colonna sonora (vinta dalla dozzinale Frida anzichè dalla geniale partitura di Philip Glass per The Hours), quando Denzel Washington salì sul palco per effettuare la premiazione, ero fuori di me: all'atto della presentazione della clip delle cinque candidate, notai che l'unica con il viso talmente contrito da non riuscire ad abbozzare un sorriso era la Zellweger, mentre Nicole era radiosa. Inspiegabilmente, mi tranquillizzai.
Poi, l'annuncio di Denzel: "...and the Oscar goes to... mmm mmm... by a nose... Nicole Kidman!" (Il naso era ovviamente la protesi indossata per assomigliare alla Woolf, che non era certo nota per la bellezza...)
Iniziai a saltare, poi a battere i pugni sulla poltrona, naturalmente a piangere, finchè, in ginocchio e stremato dalla tensione accumulata, ascoltai il commosso discorso di Nicole, ebbro di gioia (riuscendo anche nell'intento di non svegliare Luisa...).
Fu l'unico Oscar della serata per The Hours, ma è ancora poderosamente presente nella mia memoria e nel mio cuore.

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