Giunto al nono lungometraggio, Ferzan Ozpetek affina le armi e affronta, con la consueta classe e un'ispirata vis comica, il tema del soprannaturale: lo fa senza clamori, con citazioni importanti (la Badessa, ben interpretata da Mauro Coruzzi-Platinette, non può non richiamare il Kurtz di Apocalypse Now) e con il collaudato canovaccio sviluppato sull'alternanza dei toni (commedia, dramma, introspezione) che costituisce il cardine dell'opera del regista italo-turco.
Indovina la prima parte, con il supporto di una Paola Minaccioni strepitosa, strutturata come una sorta di spin-off di Mine vaganti, esagera con il segmento centrale, troppo d'attesa e con un numero eccessivo di esche lanciate agli ami dell'audience, e conclude con alcune scene "forti" che, seppur disomogenee, restituiscono al film una sorta di "logica illogicità" spiazzante ma liberatoria. Non tutte le situazioni e i personaggi sono fini al plot stesso, sia ben chiaro, ma l'amalgama riesce, e la pellicola risulta comunque piuttosto originale e tutto sommato molto gradevole.
Il merito ancora una volta è da attribuirsi soprattutto al cast: detto della Minaccioni, che merita un ruolo di primissimo piano nella settima arte di casa nostra, la mia personale e onnicomprensiva lode va a Elio Germano. Questo trentunenne di Roma, a mio avviso, è talento cristallino all'ennesima potenza: non a caso già Palma d'Oro a Cannes in qualità di Miglior Attore nel 2010 e doppio vincitore del David di Donatello (2007 e 2011), non credo sia esagerato definirlo il miglior attore italiano della sua generazione. L'intensità, la preparazione, l'inaudita bravura con cui sciorina accenti diversissimi tra loro sono merce rara: se si aggiunge poi l'eclettismo, il più che lusinghiero quadro è completo. Sarà mia premura recuperare nei prossimi mesi la sua cinematografia più significativa, avendolo visto, mea culpa, solo in Tutta la vita davanti (dove peraltro era bravissimo).
Detto di Germano, e sottolineata ancora una volta la straordinaria capacità di Ozeptek in qualità di direttore d'attori, una nota conclusiva: i fasti di perle quali La finestra di fronte e Hamam-Il bagno turco sono lontanucci, ma questo film ha un fascino tutto suo, e merita sicuramente la visione.
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