19 gennaio 2007

Casino Royale

Non sono mai stato un fanatico di Ian Fleming, di 007, di James Bond, di Miss Moneypenny e di tutti gli incredibili gadget sciorinati dall'agente segreto più famoso del mondo.
Nel passato avrò guardato sì e no tre o quattro film della saga più longeva del cinema.
Dopo Sean Connery, non ho mai reputato all'altezza gli attori che si sono avvicendati nell'impersonare il mitico Bond.
Poco prima che uscisse questo Casino Royale (non quello del 1967, versione parodistica interpretata da David Niven e Peter Sellers), non avevo la benché minima ombra di stimolo a spingermi al cinema per vederlo.
Poi, le prime (positivissime) critiche, i primi (entusiastici) passaparola, gli (ottimi) incassi, ma soprattutto un'aggettivo che era sulla bocca di tutti: diverso.
Al che, senza documentarmi più di tanto, ho deciso di compiere il passo. E il risultato è stato folgorante.
Casino Royale non solo stravolge gli (apparentemente intoccabili e francamente stanchi) canoni della serie, ma ridisegna il personaggio principale della saga dipingendone la nascita professionale in maniera dura e accattivante (Ian Fleming scrisse infatti questo libro per primo).
Se i precedenti agenti erano icone dell'aplomb britannico, questo muscolosissimo Bond è rozzo, sbrigativo e manesco. Se i vari 007 erano supportati da una miriade di futuristici gadget, il primo James usa quasi esclusivamente le mani e poco altro. Se i vari Connery, Moore e Brosnan avevano le caratteristiche del perfetto (e un po' ingessato) gentleman, Daniel Craig ha l'aspetto del pugile e i modi del seduttore senza ritegno.
Insomma, un James Bond differente: più sanguigno, più simpatico e per il quale si fa molto più volentieri il tifo. E il già citato Daniel Craig lo interpreta in maniera impeccabile, dando prova di una fisicità e di un carisma non comuni.
Quello che vale la pena dire è che, a prescindere da queste considerazioni, il film è davvero bello, avvincente, tecnicamente straordinario (i forsennati inseguimenti sono incredibili) e molto ben interpretato da tutto il cast.
Alcuni critici si sono sbilanciati nel ritenerlo addirittura il più riuscito della serie: io non posso pronunciarmi in merito, ma credo valga assolutamente la pena fare il possibile per vederlo, ovviamente al cinema.

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