13 gennaio 2012

Golden Globes 2012: le mie previsioni


Here we are!!!
Con più di due giorni di anticipo sulla cerimonia, mi lancio, come ogni anno, nel mio personalissimo forecast dell'imminente serata dei Golden Globes, che domenica notte a Los Angeles aprirà ufficialmente l'award season 2011-12.
Le mie previsioni, ovviamente, riguardano esclusivamente le categorie cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama
The Help (2011)
Hugo Cabret (2011/II)
War Horse (2011)
Chi vincerà: The Descendants (che in Italia avrà il risibile titolo di "Paradiso amaro") favorito su Hugo Cabret e Moneyball. Le quotazioni di War Horse sono letteralmente crollate negli ultimi tempi.
Chi vorrei che vincesse: ho visto solo The Help, non saprei.

Best Motion Picture - Musical or Comedy
The Artist (2011)
50/50 (2011)
My Week with Marilyn (2011)
Chi vincerà / Chi vorrei che vincesse: The Artist, c'erano dubbi???

Best Actor in a Motion Picture - Drama
Brad Pitt for L'arte di vincere - Moneyball (2011)
Chi vincerà: George Clooney, purtroppo. Mi rendo sempre più conto che l'odio epidermico che provo nei suoi confronti ha raggiunto livelli di guardia. Il povero Leo non dovrebbe farcela nemmeno questa volta.
Chi vorrei che vincesse: ho visto solo DiCaprio, che lo meriterebbe. Ma credo che quest'anno la cinquina sia di altissimo livello. 

Best Actress in a Motion Picture - Drama
Tilda Swinton for We Need to Talk About Kevin (2011)
Chi vincerà: mi auguro, e cercherò di non ripetermi più, che questo sia l'anno della terza statuetta di Meryl Streep. Di conseguenza, non si può che iniziare vincendo il Golden Globe.
Chi vorrei che vincesse: Viola Davis è bravissima, ma, come appena detto, quest'anno voglio sentire solo il nome di Meryl. 

Best Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy
Owen Wilson for Midnight in Paris (2011)
Chi vincerà / Chi vorrei che vincesse: Jean Dujardin, c'erano dubbi??? 

Best Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy
Kate Winslet for Carnage (2011)
Chi vincerà: categoria spinosa, questa. La favorita è Michelle Williams, ma la Wiig potrebbe farle lo scherzetto sull'onda del successo del film.
Chi vorrei che vincesse: beh, quando c'è la sola e unica Kate in una qualsiasi cinquina, come si fa a guardare gli altri nomi?

Best Actor in a Supporting Role in a Motion Picture
Albert Brooks for Drive (2011)
Christopher Plummer for Beginners (2010)
Chi vincerà / Chi vorrei che vincesse: Christopher Plummer, senza rivali e più che meritorio (sulla fiducia)!

Best Actress in a Supporting Role in a Motion Picture

Shailene Woodley for The Descendants (2011)
Chi vincerà: favoritissima è Octavia Spencer. Vedo improbabilissimo l'inserimento di chiunque altra all'ultimo istante.
Chi vorrei che vincesse: la Bejo era straordinaria, ma sia la Spencer che la Chastain erano bravissime. Mi farebbe comunque piacere che la Bejo alla fine prevalesse.

Best Director - Motion Picture

Martin Scorsese for Hugo Cabret (2011/II)
Chi vincerà: escludendo Clooney e Allen, improbabili vincitori, potrebbe addirittura spuntarla Scorsese sull'onda del grandissimo successo di critica del film. A mio avviso però, Payne permettendo, dovrebbe farcela Michel Hazanavicius.
Chi vorrei che vincesse: Hazanavicius, c'erano dubbi???

Best Screenplay - Motion Picture

L'arte di vincere - Moneyball (2011): Steven Zaillian, Aaron Sorkin, Stan Chervin
Chi vincerà: The Descendants dovrebbe farcela. Il possibile outsider potrebbe essere Allen e il suo Midnight in Paris.
Chi vorrei che vincesse: The Artist, c'erano dubbi???

Best Original Song - Motion Picture

Albert Nobbs (2011): Brian Byrne, Glenn Close ("Lay Your Head Down")
Machine Gun Preacher (2011): Chris Cornell ("The Keeper")
Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Madonna, Julie Frost, Jimmy Harry ("Masterpiece")
Chi vincerà: non ne ho idea. Magari The Help, oppure Elton John. Boh. Io dico The Help.
Chi vorrei che vincesse: beh, la sola e unica signora Ciccone!!!

Best Original Score - Motion Picture

Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Abel Korzeniowski
Chi vincerà / Chi vorrei che vincesse:  The Artist, c'erano dubbi???

Best Animated Film

Cars 2 (2011)
Rango (2011)
Chi vincerà: dovrebbe farcela Rango.
Chi vorrei che vincesse: io desidero solo che NON vinca Cars 2.

Best Foreign Language Film

Una separazione (2011) (Iran)
La pelle che abito (2011) (Spain)
Chi vincerà: sulla base di quanto è stato incensato dalla critica USA, dovrebbe spuntarla Una separazione.
Chi vorrei che vincesse: anche in questo caso, spero solo che NON vinca Almodóvar.

La morte del cine-panettone


Innanzitutto, la definizione da parte di Wikipedia: Cine-panettone o cinepanettone è il termine italiano coniato per indicare alcuni film comico/demenziali di produzione italiana destinati ad uscire nelle sale cinematografiche durante il periodo natalizio.
Poi, il dato: fino al 2008 questi indecenti agglomerati di mera ignoranza e non comune volgarità (non ce la farò mai a chiamarli "film") ottenevano regolarmente incassi superiori ai 20 milioni di euro, divertendo a dismisura le platee (???) e facendo arrossire di vergogna gli italiani appassionati della settima arte, quella vera (scusate il banale assioma).
Ora, tardivamente ma fortunatamente, il cine-panettone ha finalmente fatto crack: 20 milioni e poco più nel 2009, 18 milioni nel 2010 e, attenzione attenzione, poco più di 11 milioni (con il "prodotto" ancora in diffusione, a dire il vero) nel 2011, con un massimo ipotizzabile che non dovrebbe superare i 13 milioni. Se quindi una sorta di calo fisiologico (data la formula ormai più che usurata) poteva starci fino a due anni fa, appare un vertiginoso crollo quello appena subito: cinque milioni in meno dell'anno precedente corrispondono a una vera e propria resa.
Che, dopo la débacle televisiva del Grande Fratello (giunto scandalosamente alla dodicesima edizione), il popolo tricolore stia lentamente riassaporando il gusto della novità o addirittura della qualità?
Incrociamo le dita...

Easy Girl (Easy A)


Olive (Emma Stone), scafata ma non popolarissima teenager americana, ha un'improvvisa quanto chiacchierata popolarità nell'ambito della sua high school californiana di provincia quando, mentendo, confessa all'amica del cuore Rhiannon (Aly Michalka) di aver perso la verginità. Questa voce, apparentemente innocua, innesterà un'impensabile reazione a catena all'interno dell'apparentemente mite istituto scolastico...
Gradevole commedia uscita poco più di un anno fa, lanciò la simpatica protagonista Emma Stone nel firmamento hollywoodiano (The Help, l'imminente The Amazing Spider-Man) e contribuì a rigenerare l'ormai agonizzante filone delle teen-comedy.
Arguto, divertente, sapientemente sopra le righe, Easy Girl (saggio titolo per il pubblico italiano, che non avrebbe mai potuto afferrare il doppio/triplo senso di quello originale) è la classica pellicola che scorre tutta d'un fiato, rilassa il cerebro e si dimentica di lì a pochi minuti. Ma, e non è poco, si rivede anche con piacere.
Da segnalare, all'interno del buon cast, la grandissima Patricia Clarkson, che interpreta in modo ironico e ingenuamente divertito la madre bohémienne di Olive. Quasi commovente, poi, l'omaggio al compianto John Hughes.
Preparate bibita e popcorn, stendete le gambe e spegnete il cervello.
Buona visione.

11 gennaio 2012

J. Edgar


Dagli anni venti al 1972, l'ascesa al potere di uno degli uomini più temuti, ammirati, odiati e riveriti di tutto l'apparato istituzionale statunitense del ventesimo secolo: J. Edgar Hoover, l'ideatore e più longevo presidente del Federal Bureau of Investigation, il celeberrimo FBI. Ma anche, e soprattutto, la tormentata vita privata di un uomo capace di nascondere per un'intera esistenza i segreti che gli avrebbero rovinato l'immagine e la carriera.
J. Edgar è, in sostanza, l'analisi dettagliata e in parte romanzata di quanto descritto sopra da parte di uno dei più grandi registi del nostro tempo, the one and only Clint Eastwood.
Il mitico uomo dagli occhi di ghiaccio in questi ultimi anni ci aveva abituati a sontuose pellicole basate sull'essenzialità del plot e sull'esaltazione/sottrazione emozionale più profonda, quasi a volerci costringere a prendere posizione e riflettere su scomode vicende umane di difficile approccio (basti pensare a Mystic River, Changeling o Gran Torino): in questo caso Eastwood cambia completamente registro, si affida a Dustin Lance Black (noto affabulatore) per lo script, articola in modo quasi sincopato il montaggio e affronta di petto la mole di informazioni da elargire allo spettatore, sciorinando analisi e dettagli fin dalla primissima scena.
E, a mio avviso e a malincuore, sbaglia.
Il film infatti non ha un momento di autentica partecipazione emotiva (tranne il bel pre-finale), l'editing è assemblato in maniera caotica e anche un po' soporifera, la sceneggiatura è verbosissima e la didascalia ha purtroppo la meglio sulla descrizione costruttiva dei fatti. Non è un fallimento, sia chiaro, ma il buon Clint era solito propinarci ben altri prodotti...
Nulla da dire, invece, sullo straordinario cast che da solo vale il prezzo del biglietto: Leonardo DiCaprio (truccato piuttosto bene) è - lo dico col cuore - bravissimo, e per la prima volta credibile in ogni trasformazione fisica richiesta dal soggetto; Armie Hammer (truccato in modo pessimo) interpreta in modo encomiabile il partner (nel business e presumibilmente nella vita) di un sostanziale invasato sentimentalmente più che represso; Naomi Watts (truccata in modo splendido) è letteralmente eccezionale nella resa di una figura di apparente contorno ma di cruciale importanza nella vita di Hoover; Dame Judi Dench non ha più bisogno di aggettivi per quanto risulti aderente a qualsiasi ruolo le si proponga.
Insomma, una pellicola incompiuta ma non inconcludente, da guardare senza il tipico hype che accompagna ogni uscita di mister Eastwood.

30 dicembre 2011

Tanti auguri di Buon Anno, amici miei!

Omaggio alla regina Meryl


Era il 4 dicembre quando è andata in scena la trentaquattresima edizione dei Kennedy Center Honors, cerimonia che annualmente premia personalità di spicco in ambito artistico: tra i cinque "vincitori" del 2011, c'era anche sua maestà Meryl Streep, omaggiata da un fantastico parterre de roi: Robert De Niro, Mike Nichols, Stanley Tucci, Emily Blunt, Kevin Kline, Anne Hathaway e Tracey Ullman.
A prescindere dalle malelingue che hanno dipinto quest'onorificenza verso la più grande attrice vivente come una sorta di (ulteriore) campagna promozionale nella corsa all'Oscar, mi auguro di tutto cuore che non sia altro che un ottimo auspicio verso l'agognata terza statuetta, ormai attesa da troppo, troppo tempo.

28 dicembre 2011

Midnight in Paris


Gil Pender (Owen Wilson), in vacanza nella capitale transalpina con la futura sposa (Rachel McAdams) e i genitori di lei, è uno scrittore di sceneggiature inquieto e insicuro, che vivrà una serie di incredibili avventure allo scoccare della mezzanotte di ogni serata trascorsa a passeggiare, a ritroso nel tempo e a confronto con tutti i suoi miti letterari (e non). Che gli cambieranno la vita.
Più di 145 milioni di dollari incassati a livello planetario (di cui 56 negli USA, record di Woody Allen in patria) e lodi sperticate un po' da tutte le tipologie di audience, dallo spettatore profano al critico più navigato, per quest'ultima fatica di uno dei cineasti più sui generis di tutto il panorama mondiale della settima arte.
Inutile dire che attendevo con un certo grado di curiosità questa specie di miracolo alleniano, capace di entusiasmare oltre ogni aspettativa critica e pubblico nordamericani: ebbene, anche se preannunciato dal mio amico Fabio, da sempre adoratore (ma anche giusto detrattore) del buon Woody, Midnight in Paris si è rivelato un inesplicabile, vacuo, inconcludente fallimento.
E le domande sono ovviamente sorte più che spontanee: record di pubblico oltreoceano? Allen rinato? Personaggi memorabili? Film gradevolissimo???
A mio avviso, infatti, escludendo il solito impeccabile cast tecnico (più convincente nella piccola parte della Belle Epoque rispetto agli anni venti), si tratta di un prodotto che lascia a bocca aperta per inconsistenza e autoreferenzialità: al signor Allen, infatti, sarebbe bastato dire durante un'intervista che aveva una spiccata predilezione per gli anni venti. Punto.
Invece no. Sobillati da una critica che sembra sempre più cieca e/o votata a trovare il genio per giustificare la propria professione, noi malcapitati (il mio amico e io, perlomeno...) ci siamo dovuti sorbire uno script rabbrividente con dialoghi da cinepanettone recitati da un cast imbarazzante, a cominciare dal pessimo Owen Wilson, più insopportabile macchietta che alter-ego del regista.
Allen rinato? Fuori dal coro, dico: assolutamente no.
Lasciate perdere.

25 dicembre 2011

The Artist

 

1927: George Valentin (Jean Dujardin) è uno degli attori hollywoodiani più famosi nell'ambito del cinema muto. L'avvento del sonoro, l'incontro con una ragazza (Bérénice Bejo) e il suo orgoglio cambieranno per sempre la sua esistenza.


I critici: un omaggio. Un tributo. Una ventata d'aria fresca e nuova. Un colpo di genio. Nulla a che vedere con le solite spocchiose pellicole tipiche del cinema transalpino, decisamente autoreferenziale. Spettatori rapiti. Risate e applausi.
Sarà vero?



Settantacinque chilometri percorsi per andare a soddisfare una curiosità che mi attanagliava ormai da settimane. Proiezione delle 17,40 in un multiplex dell'hinterland torinese: nessuno. Tutta la sala per me. Inizia la visione.



In un'ora e quaranta minuti mi sono emozionato come poche volte nella mia vita in una sala cinematografica: ero lì, piangevo, ridevo, commentavo in totale solitudine, scuotevo la testa e continuavo a dirmi "no, non è possibile...".



The Artist è un esperienza, non è un film. Non c'è una parola per un'ora e trentanove minuti. La musica è un personaggio, una sceneggiatura, una partitura. Gli attori sembra siano nati con il cinema muto. E non si sente la mancanza di alcun dialogo, anzi.
Non dirò altro.
Quando ho introdotto il sistema di voto riassuntivo del mio giudizio ho preso in considerazione anche le cinque stelle, pensando che non le avrei MAI usate: sbagliavo.

CAPOLAVORO.

22 dicembre 2011

The Help


Tre storie: quelle di Aibileen (Viola Davis), colf di colore presso la famiglia Leefolt, Skeeter (Emma Stone), anticonformista ragazza bianca desiderosa di sfondare nel campo del giornalismo, e Minny (Octavia Spencer), anche lei colf, nonchè amica del cuore di Aibileen e vittima quotidiana di violenze domestiche. Le loro vicende si incroceranno in modo cruciale quando Skeeter deciderà di scrivere un doculibro sulle continue vessazioni a cui sono sottoposte le "help" (collaboratrici domestiche) del titolo, dando inedita voce a chi non aveva mai avuto il privilegio di esprimere la propria opinione.
Ambientato in Mississippi all'inizio degli anni sessanta, un momento storico e particolarmente rappresentativo di lotta interrazziale (basti pensare a Martin Luther King), The Help è un film d'altri tempi: trama piuttosto telefonata (da un libro, appena letto, godibile ma tutt'altro che memorabile), cliché da consumato drammone (il marito nero violento, la landlady strega e cattivissima, la madre che ha perso l'unico figlio, l'emarginata dal cuore d'oro) e dosaggio d'emozioni puntuale e calcolato. Il tutto, però, funziona alla grande e, nonostante le numerose situazioni troppo edulcorate, il ritmo risulta scorrevole fino al bel finale.
Il merito, inutile nasconderlo, è a mio avviso da attribuirsi in grandissima parte allo strepitoso cast, decisamente in stato di grazia: da una Viola Davis mai così intensa ad un'esplosiva Octavia Spencer, dalla rivelazione Jessica Chastain alla perfida Bryce Dallas Howard, tutte risultano completamente in parte, sia nell'esternazione che nella sottrazione emotiva dei loro personaggi.
Peccato per la schematica e femminista descrizione della componente maschile del ghetto colored, e per la totale omissione dell'abuso più grave verosimilmente perpetrato all'interno delle mura domestiche verso le colf di colore: lo stupro (probabilmente reiterato).
Ultima nota agrodolce degna di menzione è quella sulla partitura del pur bravo Thomas Newman, in netta crisi creativa: gli eccessivi richiami ai suoi precedenti lavori gridano infatti vendetta...
In definitiva un prodotto ruffiano ma ben confezionato, per nulla urlato e anche un po' in controtendenza: doti non da poco nel panorama attuale della settima arte.

La conversazione (The Conversation)


Harry Caul (Gene Hackman) è un esperto in tecniche d'intercettazione che conduce un'esistenza solitaria e paranoide: durante un lavoro su commissione apparentemente di routine, intuisce che i nastri da lui registrati potrebbero portare a un omicidio. Da quel momento, nulla sarà più ciò che sembra.
Nel 1974 avevo quattro anni, stava per nascere mio fratello e probabilmente non avevo nemmeno ancora visto un film a cartoni animati; nel mentre, l'incommensurabile Francis Ford Coppola usciva con due film che hanno fatto la storia della settima arte, seppur in maniera diametralmente opposta: Il Padrino - Parte II e, appunto, la pellicola in questione, lo splendido La conversazione. Il primo, infatti, è universalmente conosciuto e riconosciuto come il più bel capitolo di una delle migliori saghe cinematografiche di tutti i tempi, mentre il secondo è stato fagocitato dalla gloria e dai successi dei Corleone e non è riuscito a far breccia nel pubblico, travolto per l'appunto dall'onda siculo-americana.
La conversazione non è però passato inosservato agli occhi della critica e dell'audience del vecchio continente, aggiudicandosi la Palma d'Oro a Cannes e conducendo gli esperti ad affermare che Coppola aveva ulteriormente affinato il suo talento portando il thriller a nuovi confini di sperimentazione e pathos.
Personalmente, ritengo che il film in oggetto, che desideravo vedere da moltissimo tempo, riesca a creare pura tensione con un semplice piano sequenza, l'estemporaneità di una parola o un effetto sonoro, e, con il dovuto sforzo d'immedesimazione in una pellicola che ha quasi quarant'anni (ma non li dimostra affatto), può indubbiamente essere ritenuto un caposaldo del giallo non sanguinolento: un agghiacciante ritratto di lucida paranoia, che sfocia in uno dei finali più belli mai visti nel genere.
Da segnalare poi la gigantesca prova di Gene Hackman, vergognosamente dimenticato dall'Oscar, e la bellissima partitura di David Shire.
Assolutamente da non perdere per chi a distanza di trentasette anni non avesse ancora avuto il piacere di vederlo...

21 dicembre 2011

Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato - Il primo teaser trailer


A distanza di un anno dall'uscita, il primo, attesissimo teaser trailer di due minuti abbondanti della prima parte del nuovo dittico cinematografico di Peter Jackson.
Inutile dire che l'hype è già alle stelle...

15 dicembre 2011

Golden Globes 2012: le candidature


A distanza di ventiquattr'ore dai SAG Awards, sono state annunciate circa due ore fa le candidature ai prossimi Golden Globes, universalmente riconosciuti quali anticamera degli Academy Award (ovvero gli Oscar, per i profani...) ormai da diversi anni.
Come per le nominees del sindacato attori, poche sorprese: su tutte, la peraltro sorprendente esclusione di Spielberg in qualità di Miglior Regista e la doppia presenza di Scorsese sia nella categoria di Miglior Film Drammatico che in quella di director.
In prospettiva Oscar, sembra ormai profilarsi un duello Clooney vs. The Artist, con l'attore americano forte della spinta di due film (Le idi di marzo e The Descendants) e la pellicola francese che ha ottenuto il massimo (sei nomination su sei possibili). A seguire nel favore dei pronostici il grandissimo Woody Allen per l'acclamatissimo Midnight in Paris. Perdono quota, invece, il film-sensazione The Help e, come detto prima, l'epopea bellica di Spielberg, War Horse, anche se non è semplice ipotizzare futuri sviluppi seguendo le indicazioni di un premio che utilizza ancora lo sdoppiamento del genere (Drammatico / Commedia o Musical).
Un paio di note conclusive: ancora una volta l'Italia non ce la fa ad entrare nella cinquina del Miglior Film straniero, mentre the one and only Lady Ciccone alias Madonna porta a casa entrambe le candidature musicali per il suo omaggio a Wallis Simpson (W.E.).
Qui tutte le nominations, di seguito quelle cinematografiche.

Best Motion Picture - Drama

The Help (2011)
Hugo Cabret (2011/II)
War Horse (2011)

Best Motion Picture - Musical or Comedy

The Artist (2011)
50/50 (2011)

Best Actor in a Motion Picture - Drama


Best Actress in a Motion Picture - Drama


Best Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy


Best Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy


Best Actor in a Supporting Role in a Motion Picture

Albert Brooks for Drive (2011)

Best Actress in a Supporting Role in a Motion Picture


Best Director - Motion Picture


Best Screenplay - Motion Picture


Best Original Song - Motion Picture

Albert Nobbs (2011): Brian Byrne, Glenn Close ("Lay Your Head Down")
Machine Gun Preacher (2011): Chris Cornell ("The Keeper")
Edward e Wallis: Il mio regno per una donna (2011): Madonna, Julie Frost, Jimmy Harry ("Masterpiece")

Best Original Score - Motion Picture


Best Animated Film

Cars 2 (2011)
Rango (2011)

Best Foreign Language Film

Una separazione (2011) (Iran)
La pelle che abito (2011) (Spain)

14 dicembre 2011

Screen Actors Guild Awards 2012: le candidature


Poco meno di un'ora fa sono state annunciate a Los Angeles le nomination ai prossimi SAG Awards, i premi del sindacato attori d'America, da sempre considerati indicatore più significativo e prestigioso dei Golden Globes nella corsa all'Oscar: nessuna grossa sorpresa, se si esclude l'estromissione di Michael Fassbender a favore dello sconosciutissimo attore messicano Demián Bichir, protagonista dell'ancor più sconosciuto film di Chris Weitz "A Better Life". Null'altro di eclatante da segnalare.
Qui tutte le candidature dei premi che verranno assegnati il prossimo 29 gennaio.
Di seguito quelle cinematografiche.

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
DEMIÁN BICHIR / Carlos Galindo - “A BETTER LIFE”
GEORGE CLOONEY / Matt King - "THE DESCENDANTS”
LEONARDO DiCAPRIO / J. Edgar Hoover - "J. EDGAR"
JEAN DUJARDIN / George - "THE ARTIST"
BRAD PITT / Billy Beane - "MONEYBALL"

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
GLENN CLOSE  / Albert Nobbs - "ALBERT NOBBS”
VIOLA DAVIS / Aibileen Clark - “THE HELP”
MERYL STREEP / Margaret Thatcher - “THE IRON LADY”
TILDA SWINTON / Eva - “WE NEED TO TALK ABOUT KEVIN”
MICHELLE WILLIAMS / Marilyn Monroe - “MY WEEK WITH MARILYN”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
KENNETH BRANAGH / Sir Laurence Olivier - “MY WEEK WITH MARILYN”
ARMIE HAMMER / Clyde Tolson - "J. EDGAR"
JONAH HILL / Peter Brand - "MONEYBALL"
NICK NOLTE / Paddy Conlon - “WARRIOR”
CHRISTOPHER PLUMMER / Hal - “BEGINNERS”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
BÉRÉNICE BEJO / Peppy - "THE ARTIST"
JESSICA CHASTAIN / Celia Foote - “THE HELP”
MELISSA McCARTHY / Megan - “BRIDESMAIDS”
JANET McTEER / Hubert Page - "ALBERT NOBBS”
OCTAVIA SPENCER / Minny Jackson - “THE HELP”

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture

THE ARTIST
BÉRÉNICE BEJO / Peppy
JAMES CROMWELL / Clifton
JEAN DUJARDIN / George
JOHN GOODMAN / Al Zimmer
PENELOPE ANN MILLER / Doris

BRIDESMAIDS
ROSE BYRNE / Helen
JILL CLAYBURGH / Annie’s Mom
ELLIE KEMPER / Becca
MATT LUCAS  / Gil
MELISSA McCARTHY / Megan
WENDI McLENDON-COVEY / Rita
CHRIS O’DOWD / Rhodes
MAYA RUDOLPH / Lillian
KRISTEN WIIG / Annie

THE DESCENDANTS
BEAU BRIDGES / Cousin Hugh
GEORGE CLOONEY / Matt King
ROBERT FORSTER / Scott Thorson
JUDY GREER  / Julie Speer
MATTHEW LILLARD  / Brian Speer
SHAILENE WOODLEY  / Alexandra King

THE HELP
JESSICA CHASTAIN / Celia Foote
VIOLA DAVIS / Aibileen Clark
BRYCE DALLAS HOWARD / Hilly Holbrook
ALLISON JANNEY / Charlotte Phelan
CHRIS LOWELL / Stuart Whitworth
AHNA O’REILLY / Elizabeth Leefolt
SISSY SPACEK / Missus Walters
OCTAVIA SPENCER / Minny Jackson
MARY STEENBURGEN / Elaine Stein
EMMA STONE / Skeeter Phelan
CICELY TYSON / Constantine Jefferson
MIKE VOGEL / Johnny Foote

MIDNIGHT IN PARIS
KATHY BATES / Gertrude Stein
ADRIEN BRODY / Salvador Dali
CARLA BRUNI / Museum Guide
MARION COTILLARD / Adriana
RACHEL McADAMS / Inez
MICHAEL SHEEN / Paul
OWEN WILSON / Gil

21 novembre 2011

The Iron Lady: il trailer ufficiale UK

Non poteva durare per sempre...


Come ampiamente anticipatomi in tempi non sospetti dal mio amico Massimo, residente negli USA, Cars 2, l'ultimo lungometraggio della fantasmagorica Pixar, aveva raccolto giudizi men che tiepidi e critiche tutt'altro che entusiastiche: mai, però, dalla grandissima casa produttrice dei più accattivanti, arguti e visivamente splendidi cartoon digitali degli ultimi quindici anni, mi sarei aspettato un'idiozia simile.
Anzi, una parziale idiozia.
Eh sì. Perchè, incredibile ma vero, dopo circa quaranta minuti di noia imperante, di effetti visivi stucchevoli e reiterati e, soprattutto, di dialoghi IMBARAZZANTI per illogicità e assenza di verve, i miei amici ed io abbiamo interrotto la visione della pellicola. Con un output unanime: (l'incipit di) Cars 2 è il prodotto Pixar più incredibilmente brutto della gloriosa storia della compagnia americana, e uno dei più spocchiosi in assoluto degli ultimi anni. Ma è anche un attestato di disistima nei confronti della stessa major, che ha volgarmente ceduto alle leggi del merchandising nel tentativo di replicare il successo del (per nulla eccezionale) primo capitolo, partorendo una sceneggiatura vergognosa con personaggi offensivi più che stereotipati, cioè l'esatto contrario a cui ci aveva abituati la stessa Pixar.
Ma tant'è... Non poteva durare per sempre...
Però quanto fa male una prima delusione di questa portata...

11 novembre 2011

Omaggio al grande ritorno di Billy

Entusiasta per il ritorno di Billy Crystal dopo otto anni di assenza dal palco di presentatore degli Oscar, vorrei omaggiarlo con questo estratto chiamato "What the stars are thinking about", in cui il grandissimo Mr. Crystal interpreta a suo modo i pensieri di alcuni mostri sacri di Hollywood durante l'ultima cerimonia da lui presentata.
E-s-i-l-a-r-a-n-t-e!!!

Elektra Luxx


Un giorno nella vita della fittizia pornostar Elektra Luxx (Carla Gugino, molto brava), ritiratasi dalle scene perchè incinta: incontri, scontri, opportunità, visioni, ma soprattutto il raggiungimento di un'apparentemente impossibile coscienza di sè e dei propri mezzi.
Il regista venezuelano Sebastian Gutierrez riprende il personaggio, sempre interpretato dalla Gugino, già visto nella pellicola Women in Trouble del 2009, lo amplifica, lo approfondisce e lo circonda di variopinti personaggi un po' sciroccati, riuscendo a plasmare un prodotto gradevole e assai più interessante di moltissimi film tronfi e pseudo-festivalieri che inflazionano ormai da anni il mercato di celluloide.
Elektra Luxx non è una pellicola perfetta, ci mancherebbe, ma è scritta con passione e autoironia, interpretata da un cast davvero in forma e diretta con la giusta verve da un cineasta pressochè sconosciuto ai più (l'unico suo lavoro degno di nota è Judas Kiss del 1998, con nientepopodimeno che Emma Thompson): in questo contesto tutto sommato lusinghiero, svetta poi il cameo della grandissima Julianne Moore nel ruolo della Vergine Maria (!!!).
Un film da riscoprire, quindi, visto grazie alle sporadiche intuizioni di Sky Cinema dopo una distribuzione del tutto inesistente nelle sale.

Billy is back!!!


Con immenso piacere ho appena letto che sarà il grandissimo Billy Crystal a presentare la prossima cerimonia degli Oscar: dopo le recenti dichiarazioni, dimissioni e speculazioni, la scelta dello strepitoso comico americano, già otto volte sul palco degli Academy Award, mi sembra decisamente la più logica e sensata.
Congratulazioni Billy!!!

10 novembre 2011

Scompiglio nell'Academy


Si dice che a Hollywood può succedere di tutto.
Ma, a poco più di tre mesi e mezzo dalla messa in onda dell'84ma edizione degli Oscar, nessuno avrebbe pensato che il producer designato, Brett Ratner, se ne uscisse con l'infelicissima (e smaccatamente fuori luogo) espressione "rehearsal is for fags" (letteralmente, "le prove sono per checche") nel corso di una conferenza stampa.
Risultato? Auto-esclusione (più che suggerita dall'opinione pubblica) e immediata defezione anche del presentatore scelto dallo stesso Ratner, e cioè Eddie Murphy.
In pratica nell'arco di due giorni l'Academy si è trovata senza le due figure di spicco della cerimonia più seguita al mondo inerente il mondo di celluloide.
Ma oltreoceano, si sa, non si può perdere tempo. In un batter d'occhio Don Mischer e Brian Grazer hanno firmato per sostituire Ratner, con l'immediato improbo compito di trovare un host in tempo zero.
Si accettano scommesse su chi se la sentirà di subentrare...

03 novembre 2011

Tanti auguri, Monica


Monica Vitti (nome d'arte di Maria Luisa Ceciarelli) compie oggi ottant'anni.
Assente dai rotocalchi e da ogni tipo di news o gossip da più di dieci anni e dalle scene da più di venti, purtroppo affetta dal morbo di Alzheimer, è stata una delle più grandi e talentuose attrici a cui il Belpaese ha dato i natali.
Ringraziando la mia cara amica Silvana per avermi ricordato quest'importante ricorrenza, mi piace citare, tra tutti gli aforismi della signora Vitti, forse la battuta più famosa: "le attrici - diciamo - bruttine che oggi hanno successo in Italia lo devono a me. Sono io che ho sfondato la porta."
Peraltro alzi la mano chi la trovava "bruttina"...
Signora Ceciarelli, tanti tanti auguri di buon compleanno.