In una zona montuosa del Missouri, fra le più sinistre profondità situate nel cuore degli Stati Uniti d'America, l'adolescente Ree (Jennifer Lawrence) tiene sulle proprie spalle l'intera gestione della famiglia. Da quando la madre si è ammalata e il padre è stato arrestato per produzione e spaccio di metanfetamine, Ree è l'unica che possa occuparsi dei due fratelli più piccoli, accudendoli e, letteralmente, procacciando loro il cibo. Un giorno, lo sceriffo della zona bussa alla porta per annunciarle che il padre è uscito di prigione garantendo la loro proprietà come cauzione e che se non risponderà al mandato di comparizione, la casa verrà confiscata dalla polizia. Ree si mette così sulle tracce del padre all'interno di un universo di reietti, di disperazione e di loschi trafficanti che cercano di non far emergere la verità.Un incipit interessante ma sicuramente non originale, un incedere costantemente sul filo dell'inerzia, uno svolgersi dei "fatti" certamente non all'insegna dei ritmi cinematografici contemporanei (il che è un grande pregio): nonostante tutto ciò, Winter's Bone (da tradursi più o meno come "Un gelido inverno" oppure in diversi altri modi ma che rimandano esplicitamente ad episodi del film) è da considerarsi a tutti gli effetti una sorta di thriller, estremamente understated, ma maledettamente angosciante. Opera seconda della talentuosa Debra Granik, è una pellicola solida, coinvolgente, straordinariamente ben recitata e assolutamente meritevole delle quattro candidature all'Oscar appena ricevute.
Tratto dal romanzo omonimo di Daniel Woodrell e ambientato nella provincia americana più cupa e disperata, dove l'omertà regna sovrana al pari delle temperature glaciali, Winter's Bone, classico prodotto in stile Sundance, colpisce per l'essenziale crudezza sia dei dialoghi che della messa in scena: nulla è filtrato, al punto che in alcuni tratti sembra di assistere più a un docu-drama che a un prodotto di fiction.
Come detto, il punto forte del film è la recitazione: Jennifer Lawrence, 20 anni, ha una presenza scenica stupefacente, mentre John Hawkes, già visto ne La tempesta perfetta e Me and You and Everyone We Know, sembra capace di esprimersi solo con uno sguardo; il resto del cast, composto perlopiù da caratteristi sconosciuti al grande pubblico, è letteralmente straordinario per aderenza e credibilità.
In buona sostanza un film da non perdere, malsano e disturbante ma autentico e rinvigorente.
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