03 febbraio 2011

I ragazzi stanno bene (The Kids Are All Right)

Nic (Annette Bening) e Jules (Julianne Moore) sono una serena coppia lesbica di mezza età con due figli adolescenti, Joni (Mia Wasikowska) e Laser (Josh Hutcherson), nati attraverso l’inseminazione artificiale. Quando Joni compie diciotto anni i due ragazzi decidono di voler incontrare il loro padre biologico, Paul (Mark Ruffalo), un affascinante quarantenne che gestisce un ristorante alla periferia di Los Angeles. Ma l’ingresso di Paul all’interno del nucleo familiare provocherà conseguenze imprevedibili…
Una strepitosa dramedy, in perfetto equilibrio tra serio e faceto, interpretata da due attrici che dovrebbero già avere nella loro bacheca personale almeno una dozzina di Oscar, affiancate da almeno tre comprimari perfetti: cosa chiedere di più ad un film?
Scritto benissimo dalla regista Lisa Cholodenko (assieme a Stuart Blumberg), The Kids Are All Right è tutto ciò e ancora di più: è la quotidianità più politically correct nella famiglia meno convenzionale, è la sensibilità in ogni gesto e in ogni parola di due madri che hanno sempre dovuto fungere anche da padri, è la difficoltà di un ragazzo e una ragazza che crescono con qualche dubbio in più ma anche con molte più certezze dei loro coetanei.
Non c'è un solo momento di questa pellicola in cui il ritmo perda efficacia o salti fuori la classica nota stonata: nel panorama attuale, trovare un simile prodotto è merce sempre più rara, pertanto trovo giustissimo sottolinearne in modo sperticato le lodi, soprattutto quelle recitative, che meritano un lungo capitolo a parte; iniziamo quindi dai comprimari per chiudere con i "piatti forti".
Josh Hutcherson (Laser, il figlio quindicenne): il giovane interprete del mediocre Un ponte per Terabithia sfodera un'interpretazione degna di un veterano, calandosi in modo perfetto nel difficile ruolo di un inquieto teenager pieno di incertezze; Mia Wasikowska (Joni, la figlia diciottenne), facendomi finalmente dimenticare l'incolore Alice di Burton, conferma gli svariati apprezzamenti ricevuti in patria con una caratterizzazione fuori dal comune dell'età di passaggio più importante per ognuno di noi; Mark Ruffalo (Paul, il "donatore"), candidato all'Oscar per questo ruolo, incarna senza fronzoli e falsi patetismi un donatore che non è mai davvero voluto crescere nel suo ipotetico ruolo di capofamiglia; Julianne Moore (Jules), SCANDALOSAMENTE dimenticata dall'Academy, riesce a non rendermi capace di usare in modo appropriato alcun aggettivo, tanto la sua caratterizzazione rasenta la perfezione; Annette Bening (Nic), candidata all'Oscar ma ancora una volta sicura di non vincerlo, è, a mio avviso, una delle migliori attrici che la settima arte possa offrirci a livello globale: non ci sono termini idonei a descrivere la sensibilità con cui interpreta ogni personaggio, e a questo punto l'unica cosa che posso dire è che vorrei vederla recitare in molti più prodotti, in modo che finalmente possa stringere tra le sue mani quella statuetta che, lo dico tranquillamente, le appartiene quasi di diritto.
Una delle più belle comedy dolciamare degli ultimi anni, una pellicola assolutamente da non perdere.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono finalmente riuscita a vedere questa bellissima pellicola, sensibile e politically correct al punto giusto.
E le due mamme, che dire, le ho trovate splendide nella loro non più giovinezza. Cosa che le rende ancora, come solo le vere belle donne sanno, più affascinanti.
Nilde