12 febbraio 2011

The Fighter

-Attenzione: sono presenti spoiler (a partire dalla trama).-
Trasposizione sullo schermo della vera storia del pugile "Irish" Micky Ward (Mark Wahlberg) e del fratellastro maggiore Dicky Eklund (Christian Bale), anch'egli pugile. Assillati da una madre-manager (Melissa Leo) ossessionata dal successo e dal dio denaro, il primo, di carattere mansueto, finirà a combattere incontri sulla carta impossibili, mentre il secondo, dopo un match (perso) contro il famoso Sugar Ray Leonard, entrerà nella spirale del crack.
Ma nella terra della seconda occasione, entrambi sapranno riscattarsi: Micky, dopo aver conosciuto l'attuale moglie Charlene (Amy Adams), riuscirà a conquistare la corona di campione mondiale dei pesi welter proprio grazie all'appoggio del fratello Dicky, riabilitatosi dalla droga dopo una lunga parentesi in carcere.
Pellicola biografica di impostazione classica, The Fighter è un prodotto solido, piuttosto ben scritto, diretto con buon mestiere e interpretato in modo egregio, anche se con eccessi gigioneschi tutto sommato perdonabili.
Ambientato nei proletari centri del New England abitati soprattutto da immigrati irlandesi, il film annaspa un po' nella prima parte faticando ad assumere un'identità, per poi prendere corpo nella fase di separazione dei due fratellastri e culminare nel catartico finale.
David O. Russell, che ha definito quest'opera "la sua migliore", ottiene una meritata nomination all'Oscar (la pellicola in totale ne ha ottenute sette) incentrando l'evolversi dei fatti sulle figure meno positive della vicenda (Dicky e la madre) e lasciando da parte solo in linea di principio il vero protagonista del film: ne esce così uno squilibrio di caratteri profondamente reale (nella vita Micky Ward è davvero una persona timida e taciturna), che esalta le doti recitative di tutto il cast.
Christian Bale e Melissa Leo, entrambi favoriti per la conquista dell'Oscar come supporter, sfoggiano prestazioni notevolissime e grazie anche a qualche smorfia di troppo (quelle che tanto piacciono alle giurie) assurgono al ruolo di autentici leader di questa vicenda; Amy Adams, bravissima, trova finalmente un personaggio a tutto tondo, capace di condizionare in senso positivo la vita del bonaccione Micky Ward; proprio quest'ultimo, infine, è a mio avviso la vera rivelazione: sto parlando ovviamente di Mark Wahlberg, che dipinge in modo sorprendente un carattere imbranato ma deciso, introverso ma combattivo, silenzioso ma vincente.
Ah, per la cronaca, dopo The King's Speech anche questo film cade nell'assurdo anagrafico: Dicky Eklund, maggiore di otto anni rispetto a Micky, è interpretato da Bale, che di anni ne ha tre in meno di Wahlberg; c'è comunque da dire che almeno in questo caso Bale, invecchiato in modo accettabile, ha perso moltissimo peso per essere più credibile nei panni del suo personaggio.
In definitiva un film più che gradevole di cui consiglio sicuramente la visione.

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