28 gennaio 2010

A Single Man

Los Angeles, 1962. George Falconer (Colin Firth), professore universitario di letteratura inglese, fatica a dare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim (Matthew Goode) in un incidente. George vive nel passato e non riesce a vedere il suo futuro. Nell'arco di una giornata che si rivelerà risolutiva, George troverà conforto nella sua più cara amica, Charley (Julianne Moore), e incontrerà un giovane studente, Kenny (Nicholas Hoult), ossessionato dalla sua matura allure...
Tom Ford, probabilmente il vero artefice della rinascita della maison Gucci, si cimenta per la prima volta dietro la macchina da presa anzichè dietro la passerella per rendere omaggio a Christopher Isherwood e al suo omonimo romanzo, scritto nel 1964 dopo un incontro tra lo scrittore ed un ragazzo sulla spiaggia.
Ne esce una pellicola ibrida, disturbante, conturbante, raffinatissima ed incompleta: se infatti il talento visionario di Ford è inappuntabile, con alcuni colpi di classe che avrebbero da insegnare anche a supposti grandi director, non altrettanto si può dire della sua capacità di adattare al grande schermo i dialoghi tratti dalla carta stampata: a questo proposito si è parlato su più siti di "decostruzione della narrazione" o di volontaria ordinarietà della sceneggiatura, in modo da concentrare l'attenzione dello spettatore sulla comunicazione visiva.
Francamente, è un pretesto che mi convince poco: lo script, seppur volutamente scarno, risulta veramente dozzinale se non addirittura imbarazzante in alcune situazioni; a questo punto, a mio avviso, sarebbe stato forse più ardito e coraggioso ridurre ulteriormente i dialoghi ad un'unica voce narrante, evitando così questo deprimente aspetto del film, che stride con tutto il resto.
Il cast, infatti, è ineccepibile, a cominciare da un intensissimo e misurato Colin Firth per finire con la solita bravissima Moore, al pari delle bellissime musiche di Abel Korzeniowski e Shigeru Umebayashi, un po' troppo protagoniste nella prima parte, ma assolutamente struggenti nella seconda.
Insomma, A Single Man è un prodotto con alcune indimenticabili perle ma con un difetto di sostanza: la forma non è d'altronde mai stata sinonimo di completezza. A voi la scelta.

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