20 marzo 2007

L'ultimo re di Scozia

Tratto dall'omonimo romanzo di Giles Foden, L'ultimo re di Scozia parte dal 1971, anno di ascesa al potere di Idi Amin Dada, per raccontare la storia di un giovane medico scozzese, Nicholas Garrigan che, partito inizialmente per l'Uganda con l'intento di aiutare la povera popolazione locale, si ritrova ad essere dottore e consigliere personale del terribile dittatore africano.
Il film si basa sostanzialmente sul costante confronto tra questi due personaggi (lo scozzese del titolo infatti non è il dottore, bensì il dittatore), ma il nostro punto di vista è quello di Nicholas, l'occidentale che si reca in Africa per aiutare ma anche per noia. La sua superficialità è smaccata, chiara fin dall'inizio (non sa chi sia il dittatore destituito Obote, non conosce la situazione interna del paese in cui si è recato), e sostanzialmente non vede i problemi che lo circondano finché non vi si trova coinvolto in prima persona.
In Amin, invece, la contraddittorietà è più celata. E' un uomo carismatico, che affascina chiunque gli si trovi accanto. Amin è colore, è ballo, è festa (così ci viene presentato all'inizio), ma è anche quello che tiene i mitra vicino a sé mentre la gente ne acclama il nome. Amin è l'Africa, è la bellezza e al contempo la ferocia di una terra che non è la nostra. Misterioso, non si sa mai come possa reagire ad un qualsiasi evento. Un'ambiguità resa alla perfezione dall'interpretazione di un grandioso Forest Whitaker e dalle scelte del regista Kevin Macdonald, che nel descriverlo indugia molto sui primi piani (quello sugli occhi ad inizio film riassume tutto il personaggio), enfatizza sudore e tic nervosi, e, quando sta in scena da solo, a differenza di quanto accade per il medico scozzese, lo riprende camera a mano (dando instabilità all'immagine).
Finché Nicholas (un più che convincente James McAvoy) è vittima del suo appeal gli orrori non sono mai mostrati direttamente, ma solo evocati (o dai telegiornali o dai racconti delle spie inglesi), così come la leggenda che lo vuol cannibale: ma è meglio non spingerci troppo nel dettaglio...
In sostanza un film bello, straordinariamente recitato (oltre ai già citati Whitaker e McAvoy, bravissima -e bellissima- anche Kerry Washington), ben scritto (qualche lungaggine di troppo verso la metà) e ancor meglio girato da Macdonald.
Curiosità: gli esterni sono stati completamente girati proprio in Scozia e Uganda (che danno anche circolarità al racconto: si inizia con un lago scozzese, si finisce con un'inquadratura analoga di un lago ugandese).
Assolutamente da vedere.

Saturno contro

Ma cos'è successo a Ozpetek? Dov'è la poesia di Hamam? E l'introspezione de La finestra di fronte? E ancora la freschezza de Le fate ignoranti? Dopo aver visto questo insignificante ed asettico prodotto, sembrerebbe tutto svanito nel nulla.
Che peccato.
Da sempre considero il regista italo-turco come l'unica vera ventata d'aria nuova nell'agonizzante panorama del cinema italiano: eppure, a malincuore, devo ammettere che, a partire da Cuore Sacro, opera sbagliata sotto tutti i punti di vista, qualcosa si è spezzato.
Saranno forse stati i finanziamenti, giunti copiosi dopo il successo (a sorpresa) de Le fate ignoranti, o una sorta di impasse creativa, o ancora una mira eccessiva verso l'alto: fatto sta che Saturno contro non decolla mai, non comunica nulla di originale, non diverte e non fa riflettere.
Si lascia vedere. Fino alla -scandalosamente prevedibile- scena corale che chiude il film.
Tutto nella mediocrità, pertanto, tranne il cast, ancora una volta azzeccato (anche se i nomi alla fine sono davvero sempre gli stessi) ma non nei primattori: il più convincente, infatti, nel ruolo di un gay lacerato dal dolore, è Pierfrancesco Favino, seguito a ruota da una bravissima Lunetta Savino, matrigna semplice e un po' tonta.
In conclusione, la classica occasione sprecata di rivalsa: e non so se sia nemmeno il caso di dire "sarà per la prossima volta"...
Ancora un volta, che peccato.

12 marzo 2007

M by Madonna per H&M


Una piccola divagazione extra-cinematografica per dire che la liaison tra la one and only per eccellenza, Madonna, e il colosso svedese dell'abbigliamento low cost, H&M, va decisamente a gonfie vele.
Infatti, dopo la serie in edizione limitata di tracksuit in acetato, arriva un'altra linea ispirata alla inimitabile popstar e disegnata da Margareta van den Bosch, disponibile dal 22 marzo e che porterà il nome di "M by Madonna".
Assolutamente ...da regalare!

05 marzo 2007

Daniel Radcliffe sarà Harry Potter fino in fondo

Per la gioia dei fans e lo scetticismo dei puristi della saga, Daniel Radcliffe continuerà a interpretare il ruolo del mago apprendista Harry Potter, nonostante lo scandalo scoppiato di recente per il suo nudo integrale nell'opera teatrale Equus.
Radcliffe, 17 anni, vestirà i panni del celebre personaggio di fantasia nelle ultime due trasposizioni cinematografiche della saga scritta da Joanne K. Rowling. I contratti sono stati già firmati e la lavorazione della sesta puntata comincerà a settembre. La settima invece non arriverà sul grande schermo prima del 2010. Nelle ultime settimane correva voce che l'attore inglese non sarebbe tornato a interpretare il ruolo del maghetto a causa della sua età e alla suddetta scena di nudo on stage.
Alla fine ha prevalso il buon senso.

27 febbraio 2007

Oscar 2007 - Pro e contro

Tralasciando gli ovvi commenti sui premi (mi esprimerò solo per alcuni), direi di lanciarci senza indugio nel succo di questa settantanovesima cerimonia.

PRO

- Il riconoscimento a Scorsese, assolutamente dovuto, più per dargli modo di liberarsi di questo fantasma (e per alcuni autentici capolavori del passato), che per reali meriti legati alla sua ultima fatica, bella ma non fino in fondo.
- L'Oscar alla carriera al grandissimo Ennio nazionale, emozionato e un po' confuso di fronte ad una platea attonita per la sua assoluta incapacità ad esprimersi in lingua inglese.
- La strepitosa performance di Clint Eastwood, interprete improvvisato di Morricone, che ha saputo cavarsela egregiamente.
- Il siparietto delle attrici de Il diavolo veste Prada con Meryl-Miranda: spontaneo quindi meraviglioso.
- L'Oscar ad Helen Mirren, regina di classe, portamento, dizione e humour.
- La bellezza di Cate Blanchett, fasciata in un Armani che sembrava disegnato apposta per lei: una dea.
- La naturalezza (frammista a timidezza) di Ryan Gosling, giovane promessa del cinema americano off.

PERPLESSITA'

- La conduttrice Ellen DeGeneres. Omosessuale dichiarata, avrebbe potuto essere una tigre: si è rivelata un micetto senza idee e senza mordente. Una -parziale- delusione. Senza contare il fatto che il suo piglio risulta piuttosto inesportabile e di difficile comprensione per chi non è statunitense. Whoopi è davvero distante anni luce.
- Gli Oscar a Il labirinto del fauno. Addirittura tre: un autentico sproposito per un film che non ho assolutamente amato e che continuo a non capire.
- L'Oscar onorario a Sherry Lansing: un momento un po' troppo (auto)celebrativo...
- L'omaggio di Celine Dion a Morricone: una performance sottotono (con tutte le scusanti del caso) per una versione un po' troppo melensa dell'immortale tema d'amore di C'era una volta in America.
- L'Oscar a Milena Canonero (scusate...) per i costumi di Marie Antoinette: con tutto il doveroso rispetto, avrebbero meritato di più gli psichedelici outfit de Il diavolo veste Prada o lo scintillante guardaroba anni 70 di Dreamgirls.
- Il look di Meryl Streep, a metà tra il rétro e lo sciatto.

CONTRO

- Ancora una volta, la cerimonia stessa: noiosa, tirata al risparmio, senza un solo sussulto, concepita da chi -evidentemente- voleva puntare sulla tradizione ma ha finito con il privilegiare l'ovvietà e la ripetitività.
- Il solo Oscar per la colonna sonora a Babel: troppo poco per il film forse più meritevole della cinquina.
- I filmati celebrativi della storia del cinema, da sempre cavallo di battaglia della notte degli Oscar, ridotti a montaggi asettici ed abbastanza fuori contesto.
- La mise di Jennifer Lopez, che continua a non azzeccare un solo abito: sembrava un lampadario, per giunta brutto.

26 febbraio 2007

Oscar 2007 - I vincitori

Nel contesto di una cerimonia gradevole e ben condotta da una misurata Ellen DeGeneres (nella foto), sono stati consegnati ieri notte a Los Angeles i 79simi Academy Award.
Molte conferme, alcune -clamorose- sorprese per una serata meno prevedibile di quanto si potesse pensare.
Commenti, curiosità e perplessità nei prossimi giorni.
Ah, il mio personal score quest'anno è stato appena sufficiente: 13 winners correttamente pronosticati su un totale di 24 categorie. Si poteva fare di meglio...
Di seguito tutti i vincitori.

CATEGORIE PRINCIPALI

Best motion picture of the year
BABEL
THE DEPARTED
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Achievement in directing
Alejandro González Iñárritu - BABEL
Martin Scorsese - THE DEPARTED
Clint Eastwood - LETTERS FROM IWO JIMA
Stephen Frears - THE QUEEN
Paul Greengrass - UNITED 93

Performance by an actor in a leading role
Leonardo DiCaprio - BLOOD DIAMOND
Ryan Gosling - HALF NELSON
Peter O'Toole - VENUS
Will Smith - THE PURSUIT OF HAPPYNESS
Forest Whitaker - THE LAST KING OF SCOTLAND

Performance by an actress in a leading role
Penélope Cruz - VOLVER
Judi Dench - NOTES ON A SCANDAL
Helen Mirren - THE QUEEN
Meryl Streep - THE DEVIL WEARS PRADA
Kate Winslet - LITTLE CHILDREN

Performance by an actor in a supporting role
Alan Arkin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jackie Earle Haley - LITTLE CHILDREN
Djimon Hounsou - BLOOD DIAMOND
Eddie Murphy - DREAMGIRLS
Mark Wahlberg - THE DEPARTED

Performance by an actress in a supporting role
Adriana Barraza - BABEL
Cate Blanchett - NOTES ON A SCANDAL
Abigail Breslin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jennifer Hudson - DREAMGIRLS
Rinko Kikuchi - BABEL

Adapted screenplay
BORAT: CULTURAL LEARNINGS OF AMERICA...
CHILDREN OF MEN
THE DEPARTED
LITTLE CHILDREN
NOTES ON A SCANDAL

Original screenplay
BABEL
EL LABERINTO DEL FAUNO
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Best animated feature film of the year
CARS
HAPPY FEET
MONSTER HOUSE

Best foreign language film of the year
EFTER BRYLLUPPET - Denmark
INDIGÈNES - Algeria
EL LABERINTO DEL FAUNO - Mexico
DAS LEBEN DER ANDEREN - Germany
WATER - Canada

CATEGORIE TECNICHE E MINORI

Art Direction & Set Decoration
Dreamgirls
The Good Shepherd
Pan's Labyrinth
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
The Prestige

Cinematography
The Black Dahlia
Children of Men
The Illusionist
Pan's Labyrinth
The Prestige

Sound Mixing
Apocalypto
Blood Diamond
Dreamgirls
Flags of Our Fathers
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

Sound Editing
Apocalypto
Blood Diamond
Flags of Our Fathers
Letters From Iwo Jima
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

Original Score
Gustavo Santaolalla, BABEL
Thomas Newman, THE GOOD GERMAN
Philip Glass, NOTES ON A SCANDAL
Javier Navarrete, PAN'S LABYRINTH
Alexandre Desplat, THE QUEEN

Original Song
I Need to Wake Up from An Inconvenient Truth
Listen from Dreamgirls
Love You I Do from Dreamgirls
Our Town from Cars
Patience from Dreamgirls

Costume Design
Curse of the Golden Flower
The Devil Wears Prada
Dreamgirls
Marie Antoinette
The Queen

Documentary Feature
Deliver Us From Evil
An Inconvenient Truth
Iraq in Fragments
Jesus Camp
My Country, My Country

Documentary Short Subject
The Blood of Yingzhou District
Recycled Life
Rehearsing a Dream
Two Hands

Film Editing
Babel
Blood Diamond
Children of Men
The Departed
United 93

Makeup
Apocalypto
Click
Pan's Labyrinth

Animated Short Film
The Danish Poet
Lifted
The Little Matchgirl
Maestro
No Time for Nuts

Live Action Short Film
Binta and the Great Idea (Binta Y La Gran Idea)
Eramos Pocos (One Too Many)
Helmer & Son
The Saviour
West Bank Story

Visual Effects
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
Poseidon
Superman Returns

22 febbraio 2007

Oscar 2007 - Previsioni definitive

Nonostante ci siano diverse categorie che si decideranno sul filo di lana, mi sento di azzardare, con ben quattro giorni di anticipo, le mie previsioni definitive su tutte le candidature agli Oscar 2007, che verranno assegnati domenica notte a Los Angeles.
Per chi volesse tentare la medesima sorte, c'è addirittura la possibilità di partecipare ad un concorso internazionale seguendo questo link.
Ed ora via all'azzardo, che quest'anno è davvero tale!

CATEGORIE PRINCIPALI

Best motion picture of the year
BABEL
THE DEPARTED
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Achievement in directing
Alejandro González Iñárritu - BABEL
Martin Scorsese - THE DEPARTED
Clint Eastwood - LETTERS FROM IWO JIMA
Stephen Frears - THE QUEEN
Paul Greengrass - UNITED 93

Performance by an actor in a leading role
Leonardo DiCaprio - BLOOD DIAMOND
Ryan Gosling - HALF NELSON
Peter O'Toole - VENUS
Will Smith - THE PURSUIT OF HAPPYNESS
Forest Whitaker - THE LAST KING OF SCOTLAND

Performance by an actress in a leading role
Penélope Cruz - VOLVER
Judi Dench - NOTES ON A SCANDAL
Helen Mirren - THE QUEEN
Meryl Streep - THE DEVIL WEARS PRADA
Kate Winslet - LITTLE CHILDREN

Performance by an actor in a supporting role
Alan Arkin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jackie Earle Haley - LITTLE CHILDREN
Djimon Hounsou - BLOOD DIAMOND
Eddie Murphy - DREAMGIRLS
Mark Wahlberg - THE DEPARTED

Performance by an actress in a supporting role
Adriana Barraza - BABEL
Cate Blanchett - NOTES ON A SCANDAL
Abigail Breslin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jennifer Hudson - DREAMGIRLS
Rinko Kikuchi - BABEL

Adapted screenplay
BORAT: CULTURAL LEARNINGS OF AMERICA...
CHILDREN OF MEN
THE DEPARTED
LITTLE CHILDREN
NOTES ON A SCANDAL

Original screenplay
BABEL
EL LABERINTO DEL FAUNO
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Best animated feature film of the year
CARS
HAPPY FEET
MONSTER HOUSE

Best foreign language film of the year
EFTER BRYLLUPPET - Denmark
INDIGÈNES - Algeria
EL LABERINTO DEL FAUNO - Mexico
DAS LEBEN DER ANDEREN - Germany
WATER - Canada

CATEGORIE TECNICHE E MINORI

Art Direction & Set Decoration
Dreamgirls
The Good Shepherd
Pan's Labyrinth
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
The Prestige

Cinematography
The Black Dahlia
Children of Men
The Illusionist
Pan's Labyrinth
The Prestige

Sound Mixing
Apocalypto
Blood Diamond
Dreamgirls
Flags of Our Fathers
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

Sound Editing
Apocalypto
Blood Diamond
Flags of Our Fathers
Letters From Iwo Jima
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

Original Score
Gustavo Santaolalla, BABEL
Thomas Newman, THE GOOD GERMAN
Philip Glass, NOTES ON A SCANDAL
Javier Navarrete, PAN'S LABYRINTH
Alexandre Desplat, THE QUEEN

Original Song
I Need to Wake Up from An Inconvenient Truth
Listen from Dreamgirls
Love You I Do from Dreamgirls
Our Town from Cars
Patience from Dreamgirls

Costume Design
Curse of the Golden Flower
The Devil Wears Prada
Dreamgirls
Marie Antoinette
The Queen

Documentary Feature
Deliver Us From Evil
An Inconvenient Truth
Iraq in Fragments
Jesus Camp
My Country, My Country

Documentary Short Subject
The Blood of Yingzhou District
Recycled Life
Rehearsing a Dream
Two Hands

Film Editing
Babel
Blood Diamond
Children of Men
The Departed
United 93

Makeup
Apocalypto
Click
Pan's Labyrinth

Animated Short Film
The Danish Poet
Lifted
The Little Matchgirl
Maestro
No Time for Nuts

Live Action Short Film
Binta and the Great Idea (Binta Y La Gran Idea)
Eramos Pocos (One Too Many)
Helmer & Son
The Saviour
West Bank Story

Visual Effects
Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
Poseidon
Superman Returns

19 febbraio 2007

Verso il sud

Tratto da alcuni racconti di Dany Laferrière, Verso il sud sarebbe probabilmente dovuto essere un interessante ritratto di Haiti e dei peccaminosi soggiorni delle sue turiste alla fine degli anni '70.
Avrebbe potuto affrontare con successo temi spinosi come la prostituzione (maschile), l'immigrazione, il razzismo, la noia esistenziale e addirittura la mafia locale.
Invece, in una (ben poco) torbida e (parecchio) noiosa cornice, la storia si dipana senza un preciso filo conduttore, mescolando personaggi e situazioni e descrivendo in superficie e mai analizzando il susseguirsi degli eventi. Insomma, un pastiche senza nerbo, senza inventiva, senza ritmo e soprattutto senza alcun briciolo di sostanza.
Il colpevole? Beh, probabilmente non il cast, che si strugge di fatica per cercare di sembrare quantomeno credibile; indubbiamente non l'ambientazione, realistica ed ambigua anche se un poco cartolinesca.
Chi, pertanto? A questo punto, non c'è più molta scelta: il regista e co-sceneggiatore Laurent Cantet, autentico creatore e distruttore di questo prodotto. Cantet, infatti, non sa mai quale direzione prendere, stuzzica ma fa marcia indietro, provoca per poi rifugiarsi nelle soluzioni più triviali, ambisce all'introspezione ma trova esclusivamente banalità spicciole.
Una delusione, quindi, senza particolari attenuanti.
Non credo valga neanche la pena recuperarlo in occasione del passaggio televisivo: meglio una partita a carte...

14 febbraio 2007

C.R.A.Z.Y.

Per iniziare, una cifra: 100%. Come la percentuale di critiche positive di C.R.A.Z.Y. sull'autorevolissimo sito di critica cinematografica Rotten Tomatoes, che raccoglie e sintetizza i giudizi di tutta la stampa specializzata del Nord America.
Non basta? Un'altra cifra, allora: 8,2. Come la media voto degli utenti del website maximo del cinema mondiale, l'Internet Movie Database.
Cifre impressionanti. Per un film davvero impressionante.
Dopo un simile esordio non risulta quindi facile provare a concentrare in poche frasi di commento una pellicola così ricca di emozioni, situazioni, sentimenti, dettagli e pathos.
Chiedo pertanto aiuto ad alcuni illustri giornalisti d'oltreoceano.
Angela Baldassarre di Sympatico.ca scrive: "If ever a Canadian movie deserved an Academy Award nomination, this is it."
Proseguendo con qualcosa di più pregnante, cito lo staff dell'Urban Cinefile, che dichiara: "C.R.A.Z.Y. goes far beyond what could have simply been a coming of age story. Director Jean-Marc Vallée delves beneath all the complex layers that unite and divide a family."
Rene Rodriguez del Miami Herald si sbilancia ancor di più arrivando a dire: "An exuberant, disarming entertainment, C.R.A.Z.Y. makes a familiar story seem new all over again through its sheer showmanship, sharp humor and a wise, profound understanding of the highs and lows of family ties."
Ma attenzione alla dichiarazione d'amore di Rick Groen del quotatissimo Globe and Mail: "A full-to-bursting picture that shouts and whispers and darts and meanders and fascinates and frustrates and teems at the seams with raw vitality."
In poche significative parole Groen ha così sintetizzato anche il mio pensiero.
C.R.A.Z.Y. è infatti un film che diverte, commuove, fa riflettere, smuove, trafigge al cuore, disturba, affascina.
Qualche scarna parola sul plot, in modo da non svelare troppo: sostanzialmente i protagonisti sono due intrecci amorosi. L’amore di un padre per i suoi cinque figli. E l’amore di un figlio per suo padre, un amore così forte che lo costringe a mentire sulla propria natura.
Un po' di spazio in più ai dettagli puramente tecnici, sui quali non possono che essere espressi giudizi entusiastici: cast strepitoso, tutto canadese del Québec, di conseguenza sconosciuto da noi (una citazione particolare per la madre, interpretata da una meravigliosa Danielle Proulx); musiche coinvolgenti e nostalgiche (Pink Floyd e David Bowie, per citare i miti del giovane Zach); virtuosismi registici toccanti ed esilaranti allo stesso tempo; direzione degli attori esemplare.
Un film non solo da vedere, ma assolutamente da non perdere. Che fa capire quanto la settima arte possa, in alcuni casi, davvero definirsi tale.

12 febbraio 2007

Writers Guild Awards senza sorprese

Ultimo in ordine cronologico dopo attori, produttori e registi, il sindacato degli sceneggiatori ha annunciato ieri a Los Angeles e New York i vincitori per l'anno 2006.
Ancora una volta, nessuna sorpresa: Michael Arndt (Little Miss Sunshine) ha vinto per il miglior script originale, mentre William Monahan (The Departed) ha trionfato nella categoria riservata ai soggetti adattati. Inutile dire che i vincitori partiranno con i favori del pronostico anche agli Academy Awards, tra due settimane.

11 febbraio 2007

The Constant Gardener

Sempre più frequentemente, i critici di tutto il mondo decantano con smisurate lodi e unanimi consensi prodotti off, magari non destinati alla grande distribuzione, assurgendoli a film che meritano assoluta attenzione.
Purtroppo, in casi via via più numerosi, queste pellicole finiscono per rivelarsi cocenti delusioni (vedi Il labirinto del fauno). The Constant Gardener è una di queste.
Piatto, senz'anima, ricolmo di fastidiosi virtuosismi registici, si trascina fino al termine senza un vero sussulto, retto esclusivamente dalla buona prova recitativa di Rachel Weisz (premiata con l'Oscar, forse persino un po' eccessivo), che comunque sparisce dopo 40 minuti, e da qualche struggente tramonto kenyota, fotografato peraltro in maniera troppo cartolinesca da César Charlone.
Il lato debolissimo è pertanto lo script, talmente brutto da non sembrare vero: dialoghi banalissimi, personaggi sterili, ritmo assente.
Il lato fastidioso è invece la regia di Meirelles, personaggio sicuramente egoriferito che trasla le favelas di Rio de Janeiro (era suo il bel Cidade de Deus) nei sobborghi delle città africane, utilizza filtri impropri per descrivere situazioni e luoghi e concentra la sua cinepresa su inutili dettagli che fanno tanto cinema d'essai ma non hanno un briciolo di sostanza.
In definitiva, un film da vedere solo in casi di estrema necessità o accanito amore verso il continente nero.
Che delusione.

09 febbraio 2007

Dreamgirls

Accattivante. Convenzionale. Rutilante. Furbo. Vorticoso. Un po' freddo.
Con questi dissonanti aggettivi si può sintetizzare Dreamgirls, film non perfetto, scritto in maniera rigida e poco coinvolgente eppure godibile, ben recitato e splendidamente cantato.
Ma entriamo nel dettaglio. Innanzitutto trovo sacrosanto il fatto che la pellicola, seppur abbia ricevuto otto candidature all'Oscar, non sia stata nominata nelle categorie più importanti: l'Academy, una volta tanto, non si è fatta trascinare dai successi di critica e pubblico che stanno accompagnando il musical dalla sua uscita. A dire la verità, se si parla di pubblico ci si dovrebbe fermare agli Stati Uniti, dato che in Europa (e soprattutto in Italia) il film si sta rivelando un autentico flop, a causa probabilmente di un battage pubblicitario praticamente inesistente e di un lotto d'attori non propriamente famoso.
Attori che, peraltro, se la cavano egregiamente, ad eccezione di uno spaesato Jamie Foxx, lontanissimo dalla grandissima performance di Ray. Beyoncé Knowles è davvero convincente nell'interpretazione di una fragile starlette manovrata a piacimento dal proprio manager; Eddie Murphy (sottosfruttato) è molto credibile e finalmente abbandona quasi del tutto la sua caratteristica invadenza verbale e fisica; Jennifer Hudson è una rivelazione: voce stratosfericamente potente, forte presenza scenica, buone doti recitative; Keith Robinson, infine, è una sorpresa, sia come recitazione (volutamente sottotono) che come voce (veramente portentosa).
Per quanto riguarda lo script, sarebbe meglio soprassedere, dato che i dialoghi, oltre ad essere troppo convenzionali, sono quasi del tutto inutili; è inoltre discutibile la scelta di far cantare gli attori anche al di fuori del palcoscenico: queste scene sembrano infatti estranee al film e poco integrate con le performance musicali vere e proprie. Come ho già detto, meglio soprassedere.
L'aspetto tecnico è notevole, se si eccettua una cinematography un po' scolastica che sembra eccessivamente interessata ai primi piani anzichè ai campi lunghi o alle visioni d'insieme.
Infine, le canzoni: molto ma molto trascinanti, interpretate in maniera esemplare, assolutamente coinvolgenti e che regalano qualche momento di vero brivido, soprattutto per merito di Jennifer Hudson.
In sostanza un prodotto più che discreto, concepito sicuramente più come biopic che come musical, con un grande pregio che è al contempo un pesante difetto: tante, tante, troppe canzoni. Ma forse, almeno analizzando il botteghino USA, era proprio quello che la gente voleva...

04 febbraio 2007

Scorsese vince il Directors Guild Award

Poche, pochissime parole per dire che, assolutamente secondo previsione, Martin Scorsese ha vinto ieri notte a Los Angeles il Directors Guild Award, premio assegnato dal sindacato dei registi d'oltreoceano, da sempre considerato l'assoluta anticamera dell'Oscar.
Previsione confermata, pertanto, per chi da tempo è in realtà il solo ed unico favorito all'Academy Award.
Che si vada, sia in campo recitativo che registico, verso una serie di telefonatissime vittorie, come già successo lo scorso anno?

01 febbraio 2007

Arthur e il popolo dei Minimei

Dalla fantasia di uno dei registi europei più originali (ed incompresi, soprattutto oltreoceano), il francese Luc Besson, nasce questo gradevole prodotto dalla gestazione lunghissima, dai dettagli curatissimi e dai costi elevatissimi: 5 anni di lavoro, quattrocentomila disegni di storyboard e 70 milioni di euro per un film realizzato in 3D e live action che, in effetti, stupisce, incanta e diverte.
La storia non è delle più semplici ma scorre via piuttosto agevolmente: Arthur (Freddie Highmore) è un bambino di 10 anni affascinato dalle storie che sua nonna (Mia Farrow) gli racconta prima di dormire. Nel leggere il libro del nonno, misteriosamente scomparso da ben quattro anni, Arthur si rende conto che sono presenti numerosi indizi che porterebbero a un tesoro nascosto nel giardino della sua casa. La cosa più sorprendente è che al di sotto del giardino si nasconde un mondo invisibile, popolato da minuscole creature, invisibili ad occhio nudo, chiamate Minimei. Per salvare la casa della nonna, che uno spietato affarista vorrebbe demolire, Arthur comincia a cercare il tesoro seguendo gli indizi contenuti nel libro, che lo condurranno proprio nel magico reame dei piccoli elfi...
Il film, uscito in Francia il 13 dicembre 2006, ha incassato circa 40 milioni di euro, polverizzando i record ottenuti precedentemente da Besson con Le Grand Bleu e Il Quinto Elemento. Anche la critica ha particolarmente amato il film, apprezzando questo appassionato ed appassionante viaggio iniziatico tra realtà e fantasia, poesia e immaginazione, nel quale si libera un messaggio. Come ha detto lo stesso autore (anche dei libri, perchè quella di Arthur è in realtà una trilogia): "Il film è un modo semplice per dire: ragazzi osservate con attenzione chi è diverso da voi prima di giudicare e pensate bene agli effetti che le vostre scelte avranno sul mondo che vi circonda".
Da vedere, quindi, a tutte le età e da riscoprire, in originale, per apprezzare il talento da doppiatrice di Madonna, voce bizzosa e un po' arrogante della bellissima principessa Selenia.

31 gennaio 2007

La mia amica pittrice

Uno dei primissimi post di questo blog, sebbene dedicato al cinema, riportava i versi del mio carissimo amico Andrea, talentuoso poeta in erba.
A distanza di parecchio tempo, torno ad occuparmi di una delle forme d'arte più nobili: questa volta, la pittura.
Questo è infatti un dipinto (olio su tela) scaturito dalla fervida e immaginifica fantasia della mia amica Silvana, affermata artista monzese, già protagonista di diverse mostre, sia in Italia che all'estero.
Non è ovviamente facile interpretare il messaggio di questo particolarissimo ritratto, mentre credo sia decisamente più immediato riconoscerne il talento. Io, personalmente, sono stato colpito dalla commistione di emozioni che questa tela procura, a cominciare dal titolo, scioccante e al contempo rivelatore: "Sposa" (2006).
Per saperne di più, rimando a questo link, che mostra alcuni dei suoi quadri più rappresentativi.

29 gennaio 2007

Commenti e curiosità sulle nomination agli Oscar

Dopo qualche giorno di riflessione, ritengo sia opportuno commentare in maniera approfondita le nomination agli Oscar 2007, annunciate martedì scorso a Los Angeles.
Prima di tutto, una nota molto significativa: credo non sia quasi mai successo che il film che ha ottenuto il maggior numero di candidature (Dreamgirls con 8) non sia stato nominato nemmeno in una delle cinque categorie principali (film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonisti).
Veramente uno smacco per il super-musical che avrebbe dovuto sbancare Hollywood.
In ogni caso, di seguito le mie idee (e qualche curiosità) categoria per categoria (le principali, ovviamente).

Best motion picture of the year
BABEL
THE DEPARTED
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN
Dopo parecchi anni, sembra non esserci un vero favorito. Little Miss Sunshine è il più gradito a tutti (soprattutto alla critica d'oltreoceano), ma sembra essere troppo debole per puntare davvero al titolo di miglior film dell'anno; Eastwood ha vinto due anni fa e Scorsese dovrebbe portare a casa la regia, quindi il logico favorito rimane Babel.
Curiosità: dopo Dreamgirls con 8 nomination, seguono Babel con 7, Il Labirinto del Fauno (orrore!) e The Queen con 6, Blood Diamond e The Departed con 5.
Previsione: Babel.

Achievement in directing
Alejandro González Iñárritu - BABEL
Martin Scorsese - THE DEPARTED
Clint Eastwood - LETTERS FROM IWO JIMA
Stephen Frears - THE QUEEN
Paul Greengrass - UNITED 93

Non c'è storia. Martin non avrà rivali e Hollywood salderà FINALMENTE il suo conto con il grandissimo regista italoamericano.
Curiosità: Scorsese ed Eastwood si ritrovano uno contro l'altro solamente due anni dopo The Aviator e Million Dollar Baby.
Previsione: Martin Scorsese.

Performance by an actor in a leading role
Leonardo DiCaprio - BLOOD DIAMOND
Ryan Gosling - HALF NELSON
Peter O'Toole - VENUS
Will Smith - THE PURSUIT OF HAPPYNESS
Forest Whitaker - THE LAST KING OF SCOTLAND
Come ho già scritto nel mio precedente post, premio già assegnato.
Curiosità: escluso, fortunatamente, Sacha Baron Cohen per il suo irriverente e volgarissimo Borat.
Previsione: Forest Whitaker.

Performance by an actress in a leading role
Penélope Cruz - VOLVER
Judi Dench - NOTES ON A SCANDAL
Helen Mirren - THE QUEEN
Meryl Streep - THE DEVIL WEARS PRADA
Kate Winslet - LITTLE CHILDREN

Idem come sopra.
Curiosità: record dei record per Meryl Streep, nominata per la 14ma volta. Non era mai accaduto a nessuno.
Previsione: Dame Helen Mirren.

Performance by an actor in a supporting role
Alan Arkin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jackie Earle Haley - LITTLE CHILDREN
Djimon Hounsou - BLOOD DIAMOND
Eddie Murphy - DREAMGIRLS
Mark Wahlberg - THE DEPARTED
Idem come sopra.
Curiosità: escluso (sacrilegio!) Jack Nicholson per The Departed. Mah...
Previsione: Eddie Murphy.

Performance by an actress in a supporting role
Adriana Barraza - BABEL
Cate Blanchett - NOTES ON A SCANDAL
Abigail Breslin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jennifer Hudson - DREAMGIRLS
Rinko Kikuchi - BABEL

Idem come sopra.
Curiosità: la Hudson viene dal reality American Idol dove peraltro non ha vinto. Durante le audizioni per il film, però, ha battuto la concorrenza di chi l'aveva sconfitta in tv: che rivincita!
Previsione: Jennifer Hudson.

Adapted screenplay
BORAT: CULTURAL LEARNINGS OF AMERICA...
CHILDREN OF MEN
THE DEPARTED
LITTLE CHILDREN
NOTES ON A SCANDAL

Non può e non deve vincere Borat (chissà come mai quel film non riesco a digerirlo senza neanche averlo visto...)!
Giudizi personali a parte, è una categoria molto difficile, dato che questo premio potrebbe essere assegnato ad un film più "understated", come Little Children oppure Notes on a Scandal.
Curiosità: non è raro che l'Oscar per la sceneggiatura, sia essa originale o adattata, venga attribuito in qualità di premio di consolazione al film che è maggiormente piaciuto ai critici ma non ha incontrato i favori dell'Academy.
Previsione: The Departed.

Original screenplay
BABEL
EL LABERINTO DEL FAUNO
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Due favoriti su tutti: Little Miss Sunshine e The Queen.
E la piccola fan dei concorsi di bellezza dovrebbe farcela.
Curiosità: Buckingham Palace non ha mai rilasciato alcun commento (positivo o negativo) sullo script di The Queen: che sia piaciuto anche a Sua Maestà in persona?
Previsione: Little Miss Sunshine.

Best animated feature film of the year
CARS
HAPPY FEET
MONSTER HOUSE
Anche in questa categoria non dovrebbe esserci confronto, a vantaggio, ancora una volta, dell'inarrivabile Pixar.
Curiosità: Monster House è il primo vero e proprio horror per bambini (e per adulti...) interamente animato.
Previsione: Cars.

Best foreign language film of the year
EFTER BRYLLUPPET - Denmark
INDIGÈNES - Algeria
EL LABERINTO DEL FAUNO - Mexico
DAS LEBEN DER ANDEREN - Germany
WATER - Canada
Aiuto. In linea di massima Il Labirinto del Fauno non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad aggiudicarsi il premio, forte anche delle 6 candidature totali (un'assurdità).
Non riuscirò francamente mai a capire dove stanno il genio e l'originalità di questo film che non è altro che un malriuscito esercizio di stile, mal diretto, mal recitato e mal orchestrato.
Curiosità: suona davvero come un insulto l'esclusione di Volver. Davvero ingiustificabile.
Previsione: Il Labirinto del Fauno.

I vincitori dei SAG Awards

Tutto piattamente secondo previsione. Neanche un piccolo sussulto.
E anche per quest'anno i quattro Oscar dedicati alla recitazione sembrano già assegnati: Forest Whitaker, Helen Mirren, Eddie Murphy e Jennifer Hudson sembrano infatti non avere alcuno straccio di rivale, essendosi aggiudicati, dopo Golden Globe e nomination agli Academy Awards, anche lo Screen Actors Guild Award, assegnato ieri notte a Los Angeles.
Nessuna sorpresa, pertanto, nemmeno il premio assegnato a Little Miss Sunshine in qualità di miglior cast: si era ventilato che l'avrebbe vinto più che altro come consolazione al fatto che nessun singolo performer sarebbe stato premiato...
Che dire, a questo punto? Che in previsione Oscar ci saranno quattro categorie di cui potremo fare a meno di preoccuparci...
Per quanto riguarda i meriti, sospendo il mio giudizio fino all'avvenuta visione dei film in questione (Dreamgirls e The Last King of Scotland), mentre su Dame Helen non si discute: nessuna più di lei merita questo (a lungo atteso) Oscar.

27 gennaio 2007

Carolina sul tetto d'Europa

Più che doverosa divagazione dal consueto mondo di celluloide per celebrare la prima medaglia d'oro europea nella storia del pattinaggio artistico femminile su ghiaccio: il nostro meraviglioso angelo Carolina Kostner è infatti riuscita in questa memorabile impresa con una prova quasi perfetta, cancellando tutti i residui dubbi (non miei, ovviamente) di chi l'aveva criticata dopo le Olimpiadi di Torino.
Ormai eccezionalmente matura sia dal punto di vista interpretativo che tecnico, Carolina ha subito atterrato una delle combinazioni di salto più difficili al mondo (triplo Flip - triplo toe-loop - doppio loop) e di lì si è capito che la giornata era iniziata sotto i migliori auspici: un errore sul secondo triplo loop (atterrato singolo), la conseguente attesa delle rimanenti pattinatrici e poi la tanto sospirata (da me...) esplosione di gioia...
Una giornata indimenticabile, un momento storico per lo sport azzurro a cui ho avuto l'onore di assistere in diretta.
Grazie Caro, per l'incredibile emozione che mi hai fatto provare! Con la speranza che questo sia davvero solo l'inizio!!!

23 gennaio 2007

Oscar 2007: le candidature

Colpevolmente in ritardo per importanti ragioni familiari, mi occupo finalmente dell'argomento principe dell'anno, che per la prima volta ho seguito in diretta televisiva: le nomination agli Oscar 2007 (non so come mai si chiamino così, dato che si riferiscono all'anno precedente, ma tant'è...).
Di seguito la lista delle categorie principali.
A breve (... meglio dopo gli Screen Actors Guild Awards, che verranno assegnati nella notte di domenica 28 gennaio) seguirà un post con commenti e curiosità varie.

Best motion picture of the year
BABEL
THE DEPARTED
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Achievement in directing
Alejandro González Iñárritu - BABEL
Martin Scorsese - THE DEPARTED
Clint Eastwood - LETTERS FROM IWO JIMA
Stephen Frears - THE QUEEN
Paul Greengrass - UNITED 93

Performance by an actor in a leading role
Leonardo DiCaprio - BLOOD DIAMOND
Ryan Gosling - HALF NELSON
Peter O'Toole - VENUS
Will Smith - THE PURSUIT OF HAPPYNESS
Forest Whitaker - THE LAST KING OF SCOTLAND

Performance by an actress in a leading role
Penélope Cruz - VOLVER
Judi Dench - NOTES ON A SCANDAL
Helen Mirren - THE QUEEN
Meryl Streep - THE DEVIL WEARS PRADA
Kate Winslet - LITTLE CHILDREN

Performance by an actor in a supporting role
Alan Arkin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jackie Earle Haley - LITTLE CHILDREN
Djimon Hounsou - BLOOD DIAMOND
Eddie Murphy - DREAMGIRLS
Mark Wahlberg - THE DEPARTED

Performance by an actress in a supporting role
Adriana Barraza - BABEL
Cate Blanchett - NOTES ON A SCANDAL
Abigail Breslin - LITTLE MISS SUNSHINE
Jennifer Hudson - DREAMGIRLS
Rinko Kikuchi - BABEL

Adapted screenplay
BORAT: CULTURAL LEARNINGS OF AMERICA...
CHILDREN OF MEN
THE DEPARTED
LITTLE CHILDREN
NOTES ON A SCANDAL

Original screenplay
BABEL
EL LABERINTO DEL FAUNO
LETTERS FROM IWO JIMA
LITTLE MISS SUNSHINE
THE QUEEN

Best animated feature film of the year
CARS
HAPPY FEET
MONSTER HOUSE

Best foreign language film of the year
EFTER BRYLLUPPET - Denmark
INDIGÈNES - Algeria
EL LABERINTO DEL FAUNO - Mexico
DAS LEBEN DER ANDEREN - Germany
WATER - Canada

21 gennaio 2007

Little Miss Sunshine vince il PGA Award!!!

Incredibile.
La pellicola meno quotata è riuscita nell'impresa di vincere il Producers Guild Award, da tutti considerato l'anticamera dell'Oscar per la categoria di Miglior Film, essendo il premio assegnato dal sindacato americano dei produttori cinematografici.
Che dire, a questo punto? Che mai come quest'anno la lotta per il titolo di Best Picture 2006 agli Academy Awards sarà clamorosamente imprevedibile, dato che tutti e cinque i film nominati ai PGA Awards partono più o meno dallo stesso punto di partenza...
Per saperne di più, rimando al bellissimo articolo di Tom O'Neil del Los Angeles Times di cui riporto un interessantissimo estratto: "Or perhaps the reason "Little Miss Sunshine" won was because it was a producer's ultimate dream come true — offering a bonanza return on investment. Produced for only $8 million, "Sunshine" burned up $58 million in ticket sales domestically, plus $27 million overseas. "The Crying Game' was a similar indie behometh back in 1992, beating "Unforgiven" and "A Few Good Men" for the best-picture prize at the producers' guild, which didn't have any TV members back then. "Crying Game" later lost at the Oscars, however. Is that a bad omen for "Sunshine"?"
Ora occhi puntati sulle 15 italiane di martedì 23 gennaio: it's nominations day!