Per iniziare, una cifra: 100%. Come la percentuale di critiche positive di C.R.A.Z.Y. sull'autorevolissimo sito di critica cinematografica Rotten Tomatoes, che raccoglie e sintetizza i giudizi di tutta la stampa specializzata del Nord America.Non basta? Un'altra cifra, allora: 8,2. Come la media voto degli utenti del website maximo del cinema mondiale, l'Internet Movie Database.
Cifre impressionanti. Per un film davvero impressionante.
Dopo un simile esordio non risulta quindi facile provare a concentrare in poche frasi di commento una pellicola così ricca di emozioni, situazioni, sentimenti, dettagli e pathos.
Chiedo pertanto aiuto ad alcuni illustri giornalisti d'oltreoceano.
Angela Baldassarre di Sympatico.ca scrive: "If ever a Canadian movie deserved an Academy Award nomination, this is it."
Proseguendo con qualcosa di più pregnante, cito lo staff dell'Urban Cinefile, che dichiara: "C.R.A.Z.Y. goes far beyond what could have simply been a coming of age story. Director Jean-Marc Vallée delves beneath all the complex layers that unite and divide a family."
Rene Rodriguez del Miami Herald si sbilancia ancor di più arrivando a dire: "An exuberant, disarming entertainment, C.R.A.Z.Y. makes a familiar story seem new all over again through its sheer showmanship, sharp humor and a wise, profound understanding of the highs and lows of family ties."
Ma attenzione alla dichiarazione d'amore di Rick Groen del quotatissimo Globe and Mail: "A full-to-bursting picture that shouts and whispers and darts and meanders and fascinates and frustrates and teems at the seams with raw vitality."
In poche significative parole Groen ha così sintetizzato anche il mio pensiero.
C.R.A.Z.Y. è infatti un film che diverte, commuove, fa riflettere, smuove, trafigge al cuore, disturba, affascina.
Qualche scarna parola sul plot, in modo da non svelare troppo: sostanzialmente i protagonisti sono due intrecci amorosi. L’amore di un padre per i suoi cinque figli. E l’amore di un figlio per suo padre, un amore così forte che lo costringe a mentire sulla propria natura.
Un po' di spazio in più ai dettagli puramente tecnici, sui quali non possono che essere espressi giudizi entusiastici: cast strepitoso, tutto canadese del Québec, di conseguenza sconosciuto da noi (una citazione particolare per la madre, interpretata da una meravigliosa Danielle Proulx); musiche coinvolgenti e nostalgiche (Pink Floyd e David Bowie, per citare i miti del giovane Zach); virtuosismi registici toccanti ed esilaranti allo stesso tempo; direzione degli attori esemplare.
Un film non solo da vedere, ma assolutamente da non perdere. Che fa capire quanto la settima arte possa, in alcuni casi, davvero definirsi tale.
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