In questa sorta di "seconda fascia" quattro pellicole a cui non dovrebbe sfuggire la candidatura a Best Motion Picture, seppur con probabilità decisamente inferiori di aggiudicarsi la statuetta. Breve descrizione e relativo trailer anche in questo caso.
MIDNIGHT IN PARIS
Regia: Woody Allen
Interpreti: Owen Wilson, Rachel McAdams e Michael Sheen
Oltreoceano, ha rappresentato il maggior incasso di tutti i tempi di Woody Allen, anche se la prestazione dell'attore protagonista è stata criticata, soprattutto nel presunto mancato rendering dello stesso regista e delle sue nevrosi. Resta comunque un prodotto a cui guardare con attenzione, soprattutto per i risvolti salacemente romantici di questa comedy ambientata nella capitale mondiale dell'amore.
Uscita italiana: 2 dicembre 2011.
THE HELP
Regia: Tate Taylor
Interpreti: Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer
Durante gli anni sessanta, nel cuore dei movimenti per i diritti civili, un'aspirante giornalista decide di scrivere un libro sul punto di vista delle inservienti di colore nei confronti dei loro datori di lavoro, ovviamente bianchi.
A sorpresa, boom al botteghino (oltre 160 milioni di dollari incassati a fronte di meno di 25 spesi) per questo drammone sulla discriminazione razziale, interpretato da un cast d'eccellenza e già diventato un piccolo cult negli USA.
Uscita italiana: 17 febbraio 2012.
MONEYBALL
Regia: Bennett Miller
Interpreti: Brad Pitt, Robin Wright e Jonah Hill
Dalla penna di Michael Lewis, già autore di The Blind Side (da cui è stato tratto il mediocre film omonimo), un'altra storia sportiva (questa volta il baseball) che descrive il modo in cui il manager degli Oakland Athletics cercò di salvare la società dal fallimento utilizzando metodologie informatiche per scegliere i giocatori da utilizzare in campo.
Uscita italiana: 25 novembre 2011.
EXTREMELY LOUD AND INCREDIBLY CLOSE
Regia: Stephen Daldry
Interpreti: Thomas Horn, Tom Hanks e Sandra Bullock
Tratto dall'omonimo best-seller di Jonathan Safran Foer (Molto forte, incredibilmente vicino la traduzione italiana) e dal regista di Billy Elliot e The Hours, la storia di un bambino di dieci anni scarsi, incredibilmente dotato, che dovrà cercare di trovare la serratura di una chiave che il padre gli ha lasciato prima di morire nell'attentato dell'11 settembre.
Uscita italiana: non ancora annunciata.
10 ottobre 2011
09 ottobre 2011
Oscar 2012: Miglior Film - I favoriti
Quattro titoli emergono al momento attuale su tutti i possibili candidati, il che equivale a una nomination sicura. Di seguito una breve descrizione e il relativo trailer.
WAR HORSE
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Jeremy Irvine, Emily Watson e David Thewlis
Produzione americana, cast e location inglesi (anche se buona parte del film è ambientata in Francia): il Maestro Spielberg torna alla regia (dopo Indiana Jones 4 e Tin Tin) con una storia incentrata sul profondo legame tra un ragazzino e il suo cavallo sullo sfondo della prima guerra mondiale. Quando l'animale verrà spedito al fronte, l'adolescente non esiterà a fingersi abile per raggiungere l'amato quadrupede. Vicenda "umana" a dir poco edificante, si avvia a conquistare un congruo numero di nominee.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
THE DESCENDANTS
Regia: Alexander Payne
Interpreti: George Clooney, Judy Greer e Matthew Lillard
Un proprietario terriero hawaiiano, dopo l'incidente della moglie, dovrà prendersi cura delle proprie figlie e venire a patti con ben altre questioni nel frattempo emerse.
Dramedy dal soggetto apparentemente scarno, ma alla regia c'è un "certo" Alexander Payne (Election, Sideways) e il main actor di cognome fa Clooney...
Uscita italiana: non ancora annunciata.
THE ARTIST
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo e John Goodman
Bastano due semplici (eppure cardinali) dettagli per capire che questo film (osannato qualche mese fa a Cannes) andrà assolutamente visto: è interamente muto, oltre ad essere girato in bianco e nero.
Personalmente, non vedo l'ora.
Uscita italiana: 9 dicembre 2011.
J. EDGAR
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts e Judi Dench
In questo caso basterebbe dare una semplice occhiata al nome del regista e la nomination potrebbe scattare automatica: questa volta però Clint si è voluto superare andando a scavare piuttosto intimamente nel privato di J. Edgar Hoover, leggendario presidente dell'FBI.
Uscita italiana: gennaio 2012.
WAR HORSE
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Jeremy Irvine, Emily Watson e David Thewlis
Produzione americana, cast e location inglesi (anche se buona parte del film è ambientata in Francia): il Maestro Spielberg torna alla regia (dopo Indiana Jones 4 e Tin Tin) con una storia incentrata sul profondo legame tra un ragazzino e il suo cavallo sullo sfondo della prima guerra mondiale. Quando l'animale verrà spedito al fronte, l'adolescente non esiterà a fingersi abile per raggiungere l'amato quadrupede. Vicenda "umana" a dir poco edificante, si avvia a conquistare un congruo numero di nominee.
Uscita italiana: 20 gennaio 2012.
THE DESCENDANTS
Regia: Alexander Payne
Interpreti: George Clooney, Judy Greer e Matthew Lillard
Un proprietario terriero hawaiiano, dopo l'incidente della moglie, dovrà prendersi cura delle proprie figlie e venire a patti con ben altre questioni nel frattempo emerse.
Dramedy dal soggetto apparentemente scarno, ma alla regia c'è un "certo" Alexander Payne (Election, Sideways) e il main actor di cognome fa Clooney...
Uscita italiana: non ancora annunciata.
THE ARTIST
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérénice Bejo e John Goodman
Bastano due semplici (eppure cardinali) dettagli per capire che questo film (osannato qualche mese fa a Cannes) andrà assolutamente visto: è interamente muto, oltre ad essere girato in bianco e nero.
Personalmente, non vedo l'ora.
Uscita italiana: 9 dicembre 2011.
J. EDGAR
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts e Judi Dench
In questo caso basterebbe dare una semplice occhiata al nome del regista e la nomination potrebbe scattare automatica: questa volta però Clint si è voluto superare andando a scavare piuttosto intimamente nel privato di J. Edgar Hoover, leggendario presidente dell'FBI.
Uscita italiana: gennaio 2012.
Signore e signori, è già tempo di Oscar!
Meryl contro Glenn.
George contro Leo.
La sorpresa The Help.
Il primo possibile sospiratissimo Oscar per l'ottantaduenne Christopher Plummer in un un ruolo a dir poco inedito.
E questo giusto in qualità di appetitoso amuse-bouche...
Non c'è che dire, mancano poco più di cento giorni all'annuncio dei candidati ai prossimi Academy Award, e già Hollywood è più che in fermento: nomination quasi certe, shortlist pressochè definite, sorprese costantemente dietro l'angolo...
Ma innanzitutto diamo un'occhiata (e marchiamoci, di conseguenza) le date più importanti dell'imminente stagione dei premi cinematografici made in USA:
- 14 dicembre 2011: candidature agli Screen Actors Guild Award
- 15 dicembre 2011: candidature ai Golden Globe
- 15 gennaio 2012: cerimonia dei Golden Globe
- 21 gennaio 2012: cerimonia dei Producers Guild Award
- 24 gennaio 2012: candidature agli Oscar
- 28 gennaio 2012: cerimonia dei Directors Guild Award
- 29 gennaio 2012: cerimonia degli Screen Actors Guild Award
- 12 febbraio 2012: cerimonia dei BAFTA (UK)
- 19 febbraio 2012: cerimonia dei Writers Guild Award
- 26 febbraio 2012: the Oscar night!
Nei prossimi giorni, con post debitamente dedicati alle varie categorie e agli scontri più attesi, entreremo nel vivo della competizione...
07 ottobre 2011
Carnage
Zachary, il figlio undicenne di Nancy (Kate Winslet) e Alan Cowan (Christoph Waltz), borghesi della upper middle class newyorchese, picchia con un bastone Ethan, primogenito di Penelope (Jodie Foster) e Michael Longstreet (John C. Reilly), appartenenenti alla ben più modesta lower middle class. I quattro decidono di incontrarsi per chiudere la faccenda in modo responsabile e civile, insomma da adulti...
Dall'incipit, e dal consueto caustico approccio di Roman Polanski al territorio della commedia, si possono tranquillamente evincere gli sviluppi di questa sorta di "cordial meeting" concepito per appianare una ragazzata commessa dai rispettivi rampolli: una discesa agli inferi vera e propria, uno scannatoio sociale, economico e di genere, in cui non vince nessuno. Anzi.
Il grandissimo cineasta franco-polacco (snobbato dalla giuria di Venezia 2011, sembra a causa di forti pressioni giunte dagli Stati Uniti, dove Polanski non può tuttora entrare) si diverte infatti a costruire quattro personaggi di nerbo ma dalla personalità smaccatamente bifronte, che si rivela lentamente o all'improvviso, generando più di una catarsi nell'evolversi della vicenda.
Geniale poi è il modo in cui la tensione, a tratti insopportabile, viene stemperata da una battuta o un gesto letteralmente esilaranti, che sciolgono i nervi temporaneamente ma che non evitano allo spettatore un costante senso di (relativo) disagio emotivo.
Quasi impossibile descrivere la prestazione degli attori, letteralmente straordinari, con una menzione speciale per la sola e unica Ms. Winslet (strepitosa anche solo con uno sguardo o una particolare postura) e per John C. Reilly, attore troppo spesso relegato a ruoli di secondo piano.
Ultima nota: Carnage dura esattamente un'ora e diciannove minuti.
Per cortesia, cari signori registi, imparate da Mister Polanski.Imperdibile.
06 ottobre 2011
Tra segno e materia
Quattro anni e mezzo fa scrissi di Silvana Castellucchio, "la mia amica pittrice", e di come iniziasse a imporsi sulla scena nazionale e internazionale con le sue tele magnetiche e spiazzanti.
In questo lasso di tempo il talento si è affinato, un sito personale curato in ogni minimo dettaglio è stato lanciato e gli happening in cui la signora Castellucchio (che nel frattempo ha anche avuto il tempo e le energie di mettere al mondo due bambini) esibisce le sue fatiche si susseguono a ritmo serrato.
Il prossimo evento, al QuiLab di Imbersago (LC), inizierà sabato 8 ottobre per concludersi a fine mese.
Andateci, se non altro per cercare di comprendere cosa possa significare il titolo di questo post...
28 settembre 2011
Opera on Ice
1 Ottobre 2011. Una data evento. Una vera e propria anteprima mondiale all'Arena di Verona. Un evento che cambierà per sempre il modo di vedere l'Opera e il pattinaggio. Che, per la prima volta, saranno legati dal comune denominatore della musica lirica nella cornice più suggestiva del globo.
Carolina Kostner, Stéphane Lambiel, Tatiana Tomnianina e Maxim Marinin, Qing Pang e Jian Tong, Isabelle Delobel e Olivier Schoenfelder, Anna Cappellini e Luca Lanotte, Emanuel Sandhu: un parterre de roi per uno spettacolo unico, esaurito in tutti i settori ormai da settimane.
Sperando prima o poi venga trasmesso, auguro a tutti i fortunati possessori dei biglietti di godere di ogni singolo momento...
23 settembre 2011
The Iron Lady: il poster ufficiale
Never Compromise.
Questo il pensiero di Margaret Thatcher, storico Prime Minister britannico: questa anche la tagline del film interpretato da Meryl Streep, che ieri ha presentato il poster ufficiale.
Neanche a dirlo, la somiglianza è da brivido...
22 settembre 2011
Albert Nobbs: il primo clip
Dopo aver ammirato le doti di sua maestà Meryl Streep, che interpreterà Margaret Thatcher in The Iron Lady, gustiamoci questo minuto dell'altra probabile principale candidata all'Oscar, Glenn Close, nei panni maschili del maggiordomo Albert Nobbs.
Una lotta che appare già serratissima, un confronto tra due colossi della recitazione che promette scintille...
Una lotta che appare già serratissima, un confronto tra due colossi della recitazione che promette scintille...
In Memoriam: Andy Whitfield (1972-2011)
Andy Whitfield era un ragazzo inglese trasferitosi in Australia dopo la laurea, nel 1999. Bellissimo, era giunto a improvvisa e meritata notorietà per il ruolo di Spartacus nell'omonima serie della Starz, andata in onda nel 2010.Poi è arrivato il cancro, e se l'è portato via in diciotto mesi.
Andy aveva un linfoma non-Hodgkin, proprio come me. Ma io, quasi undici anni dopo, sono qui a raccontarlo. Andy no.
E, ringraziando, continuerò a non capire.
J. Edgar: il primo trailer
Il solo e unico signor Eastwood, più prolifico che mai, ritorna con l'attesissimo biopic sul presidente dell'FBI (in uscita a novembre negli USA) che potrebbe consegnare a Leonardo DiCaprio il primo, sospiratissimo Oscar. Nel cast anche Naomi Watts e una delle più grandi attrici di tutti i tempi, Dame Judi Dench, nella parte della madre di Hoover.
Imperdibile.
Imperdibile.
Eddie Murphy presenterà l'84ma Oscar Night
Dopo il fiasco totale dello scorso anno, in cui Anne Hathaway riuscì solo in parte a limitare l'insopportabile spocchia dell'ex enfant prodige James Franco, i produttori della cerimonia di consegna degli Academy Award sono corsi ai ripari reclutando uno dei re della commedia americana all black, autentico divo del grande schermo negli anni ottanta: il grande Eddie Murphy.Riuscirà il "Beverly Hills Cop" a riportare l'Oscar night ai fasti di Billy Crystal e Whoopi Goldberg? Io, francamente, lo spero. Anche se devo riconoscere che la scelta non mi ha entusiasmato, soprattutto perchè ho il timore che Murphy si lasci tentare dalla facile provocazione razziale basata sul puro e gratuito vittimismo, sullo stile di quella perpetrata dall'odiosissimo, insopportabile, fastidiosissimo e becero Chris Rock nel 2005, abominevole conduttore della peggior cerimonia mai trasmessa in tempi recenti.
Appuntamento a domenica 26 febbraio 2012 per la sentenza...
Harry Potter e i doni della morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2)

The End.
Finalmente, dopo dieci anni di (discutibili) film e sette (più che discreti) libri, la saga del maghetto per eccellenza si è conclusa, in un tripudio di articoli, speciali, retrospettive e altro ancora.
Sul film in sè non dirò assolutamente nulla, essendo l'onesta trasposizione di un testo troppo farraginoso (giustamente scisso in due pellicole) e l'ideale conclusione di un fenomeno mediatico che ritengo sia impossibile replicare nell'immediato.
Vorrei invece tracciare una brevissima sintesi dell'intero stream di prodotti cinematografici legati all'occhialuto magician, magari attraverso il controverso strumento delle Q&A.
Il film più bello? Indiscutibilmente il terzo (Il prigioniero di Azkaban), non a caso diretto dal grandissimo Alfonso Cuarón. Paradossalmente, è quello che ha incassato di meno.
E il più brutto? Se la giocano il secondo (La camera dei segreti) e il quinto (L'ordine della Fenice): noiosi e inconcludenti.
Il momento più emozionante? Nel terzo, la rivelazione di chi realmente sia Sirius Black.
La scena meglio trasposta? Direi l'intero torneo dei Tre Maghi, appassionante sia nel libro che sullo schermo.
Il miglior attore? Stendendo un pietosissimo velo sui tre protagonisti (solo la Watson "prova" a recitare), vittime di un clamoroso miscasting (ma d'altronde è difficile scovare il talento a undici anni), tutto il cast di contorno, su cui svettano Alan Rickman (il professor Piton) e Dame Maggie Smith (la professoressa McGranitt).
E il peggiore? Senza dubbio di sorta, l'inespressivo e fin fastidioso Rupert Grint, a cui qualcuno dovrebbe dire di FARE ALTRO.
In definitiva, addio Harry. Ci hai tenuto compagnia (emozionandoci o tediandoci) per dieci lunghi anni, e, volenti o nolenti, negli anni a venire dovremo necessariamente paragonare tutti i cloni che sopraggiungeranno alla tua folgore frontale e al tuo sorrisetto un po' ebete.
Farewell, Mr. Potter.
I'm back
Un post negli ultimi due mesi, solo per comunicare la chiusura temporanea di questo spazio.Un viaggio.
Un compleanno.
E infinite riflessioni sul perchè valga davvero la pena continuare a scrivere i miei pensieri cinematografici sullo strumento virtuale per eccellenza delle nuove generazioni, il blog.
Non ho trovato risposte soddisfacenti, ma ho sentito un senso di vuoto.
Perchè queste pagine elettroniche, presenti in qualche modo da più di sei anni, rappresentano una specie di box della memoria al quale non vorrei rinunciare.
E' vero, potrei curarlo e diffonderlo maggiormente, e ricercare continuamente la notizia più fresca o appetitosa per desiderio di anticipazione, ma io non sono così.
Voglio solo continuare a dire la mia.
E allora, ripartiamo.
04 agosto 2011
21 luglio 2011
18 luglio 2011
News sparse di luglio
All'ultima occasione possibile, la seconda parte de I doni della morte, Harry Potter centra il record al box-office degli Stati Uniti, ottenendo la cifra primato di 169,2 milioni di dollari in quanto a opening weekend surclassando così The Dark Knight, che era riuscito a incassare poco più di 158 milioni. Ma non solo. Il maghetto, al commiato ufficiale (?) dal grande pubblico, raggiunge anche un fantasmagorico risultato nel resto del mondo: 312,3 milioni (record), per un mostruoso totale generale di 481,5 milioni di dollari in 3 giorni (o 5, ad esempio in Italia dove è uscito mercoledì scorso), record anche in questo caso, ovviamente.
Chiudiamo infine con una chicca per gli amanti dello strepitoso Jonny Groove, al secolo Giovanni Vernia: lo sciroccato, ignorantissimo e simpaticissimo "zarro" della discoteca Hollywood di Milano, esploso poco meno di tre anni fa sullo stage di "Zelig" e immediatamente entrato nell'immaginario collettivo grazie ad alcuni esilaranti tormentoni, sarà protagonista di un film dall'emblematico titolo "Ti stimo fratello". L'uscita è prevista per fine anno.
12 luglio 2011
Oscar 2012: Meryl vs. Glenn?

Meryl Streep nel ruolo di Margaret Thatcher in The Iron Lady di Phyllida Lloyd.Glenn Close nei panni di un uomo nella pellicola Albert Nobbs di Rodrigo Garcia.
La più grande attrice vivente (16 nomination e due Oscar) contro l'icona cinematografica degli anni ottanta (5 nomination, tra cui quelle per Le relazioni pericolose, Attrazione fatale e Il grande freddo).
Una conferma assoluta a far da contraltare a un graditissimo ritorno.
A più di sei mesi dall'uscita delle prossime nomination all'Oscar, sembrerebbe già profilarsi un fantastico duello tra due delle più grandi interpreti del nostro tempo.
Fermo restando che i due suddetti film non saranno assolutamente da perdere e in attesa del trailer di Albert Nobbs, gustiamoci il primo teaser di The Iron Lady, in cui le doti di sua maestà Meryl emergono già in modo disarmante.
07 luglio 2011
Estate USA: boom, flop e sorprese
Con l'esordio nelle sale nordamericane del prequel della saga degli "X-Men" (3 giugno) è ufficialmente partita la Movie Summer Season 2011, che presenterà nei prossimi mesi tutte (o quasi) le più attese uscite autunnali del vecchio continente (anche se sempre con maggiore frequenza i blockbuster tendono ad uscire in quasi contemporanea).Dopo un mese circa, con il long weekend del 4 luglio, si è realmente entrati nel vivo della "competition" del botteghino: è pertanto tempo di un primo bilancio.
BOOM & SORPRESE - Assolutamente straordinario il risultato del secondo capitolo de "Un weekend da leoni", che raccoglie 250 milioni di dollari in sei settimane (ottima la scelta di anticipare lievemente la release della pellicola rispetto a tutti i grandi nomi della stagione), e roboante il risultato ottenuto dal terzo episodio dei "Transformers" (180 milioni in quattro giorni), che si avvia a conquistare lo scettro di re dell'estate. Ragguardevole anche la cifra raggiunta da "Super 8" di J.J. Abrams (110 milioni in quattro settimane a fronte di 50 milioni di budget).
FLOP - Sotto le aspettative l'esordio di "Cars 2", frenato per la prima volta dalla critica ampiamente negativa (!!!), che incassa "solo" 122 milioni nelle prime due settimane ma con una flessione del 52% tra l'opening weekend e il secondo; malissimo, poi, il supereroe "Green Lantern", costato più di 200 milioni e capace di racimolare la "miseria" di 103 milioni in 3 settimane; deludenti anche gli stessi "X-Men" (139 milioni in 5 settimane a fronte di 160 milioni di spesa) e, parzialmente, i "Pirati dei Caraibi" nella loro quarta trasposizione (234 milioni, ottimo incasso, ma a fronte di 250 milioni di budget!).
Insomma, non sembrerebbe essere un inizio d'estate memorabile, ma devono ancora uscire diversi titoli molto interessanti per il box-office (il capitolo conclusivo di Harry Potter, Capitan America, Cowboys & Aliens e il prequel de Il pianeta delle scimmie), quindi sospendiamo momentaneamente il giudizio e aspettiamo almeno fino a Ferragosto...
24 giugno 2011
Nuove regole anche per me!
Dopo averci pensato per diverso tempo, e dietro consiglio del mio amico Massimo (qui l'indirizzo del suo blog), ho deciso di sintetizzare il mio giudizio cinematografico sulle pellicole che recensisco con il celeberrimo metodo delle stellette.D'ora in poi, ma anche retroattivamente (a partire dal 1° ottobre 2010), tutti quelli che vorranno immediatamente sapere come la penso su un determinato film, potranno scorrere la recensione fino a trovare la classica fila di stellette secondo il seguente metro di giudizio (personale e insindacabile!):
0 stellette - indecente
1 stelletta - lasciate perdere
2 stellette - si può vedere o perdere, a voi la scelta
3 stellette - da vedere
4 stellette - imperdibile
5 stellette - capolavoro assoluto
Buona lettura!
16 giugno 2011
Nuove regole per gli Oscar
Un paio di giorni fa sono state annunciate dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences alcune novità relative al numero di pellicole considerate e nominate in tre categorie, tra cui la più importante, quella di Miglior Film.Da Film.it: "L'Academy ha modificato le regole per la selezione dei candidati alla categoria “Miglior Film”, con il risultato che, d'ora in poi, il numero di nomination potrebbe variare da cinque a dieci a seconda degli anni. Il numero sarà annunciato solo a gennaio, quando verranno svelate tutte le nomination. Una nomination per il Miglior Film dovrebbe essere indice di un merito straordinario – spiega il direttore esecutivo dell'Academy Bruce Davis – Se in un anno ci fossero solo otto film che meritano davvero l'onore, non dovremmo sentirci obbligati ad arrotondare il numero”. Sono state anche modificate alcune regole per l'ammissione alla categoria “Miglior Film d'Animazione”: ora, se in un anno uscissero da otto a dodici lungometraggi animati, i candidati potrebbero essere due o tre. Se invece ne uscissero fra tredici e quindici, le nomination potrebbero arrivare a quattro, e addirittura a cinque se i film fossero più di sedici. Infine, nella categoria degli “Effetti Speciali”, i candidati alla nomination saranno aumentati da sette a dieci. Il cambiamento è dovuto all'aumento delle nomination, da tre a cinque."
Ringraziando il mio amico Massimo e il suo post, che mi ha permesso di venire a conoscenza dell'annuncio di questo cambiamento che mi ero sinceramente perso, posso dire che in linea generale la decisione è opinabile (soprattutto quella del film d'animazione), ma il fatto che d'ora in poi non si saprà mai quanti film abbiano raggiunto il quorum (5% di primi posti nelle classifiche dei giurati) potrebbe aggiungere un minimo di verve a questa cerimonia alla disperata ricerca di nuovi stimoli...
09 giugno 2011
La versione di Barney (Barney's Version)
In occasione dell'uscita della sua autobiografia, che dovrebbe rivelare ciò che realmente successe all'amico Boogie (Scott Speedman), Barney Panofsky (Paul Giamatti) compie un viaggio a ritroso nel tempo ripensando ai tre matrimoni vissuti, all'onnipresente condizionamento etilico e a quel fatidico giorno in cui Boogie "scomparve".Dal famosissimo romanzo di Mordecai Richler (che peraltro non ho letto), l'attesa trasposizione per il grande schermo, diretta dal regista televisivo Richard J. Lewis e interpretata da un cast di primissimo ordine, aveva l'arduo compito di rendere la sottile e perfida ironia di un elaborato testo di oltre cinquecento pagine: a parer mio, impresa riuscita a metà, e principalmente grazie allo strepitoso cast. La sceneggiatura di Michael Konyves, infatti, scinde il film in due parti diametralmente opposte, con l'episodio di Boogie a far da spartiacque: il primo tempo decisamente frivolo e abbastanza divertente, in cui vengono scelti efficaci perni comici (Minnie Driver, brava, e Dustin Hoffman, meravigliosamente esilarante) ad alzare il tono di quella che sembra decisamente essere una commedia; la seconda tranche meditativa, malinconica e fortemente seriosa, in cui esplode il personaggio della terza moglie, l'amatissima Miriam (una strepitosa Rosamund Pike) e il nostro protagonista si avvia verso il crepuscolo della sua esistenza.
Questa marcata dualità del film è, a mio avviso, abbastanza spiazzante anche per lo spettatore più avvezzo ai cambi di direzione emotiva di una pellicola, e non giova all'equilibrio di un prodotto che alla fine, purtroppo, nonostante qualche riuscitissima battuta, viene ricordato molto di più per la prestazione degli attori, peraltro superlativi. A questo proposito, viene davvero da gridare allo scandalo per la mancata candidatura all'Oscar di Paul Giamatti, attore troppo spesso dimenticato perchè non particolarmente prestante, ma dotato di qualità recitative sopraffine.
In buona sostanza, un gran bell'adattamento dalla carta stampata, molto al di sopra della media d'essai degli ultimi cinque o sei anni.
Da vedere.
08 giugno 2011
Hereafter
Tre storie. Comune denominatore: il rapporto con la morte.Una reporter francese che la sperimenta per alcuni istanti durante lo tsunami thailandese.
Un sensitivo americano che cerca di far capire che il suo dono è in realtà una condanna.
Un ragazzino inglese che perde il gemello in un incidente stradale e non si rassegna.
Tre storie. Comune denominatore: la mancanza d'amore.
Tre vite che inevitabilmente finiranno per incrociarsi.
L'incommensurabile Clint Eastwood, dopo una serie quasi imbarazzante di titoli che senza esagerazioni meriterebbero l'epiteto di "masterpiece", sente forse più vicina una certa figura munita di falce e martello e, piuttosto a sorpresa, decide di cimentarsi con il soprannaturale. Il risultato? Un film dichiaratamente sperimentale, onesto, commovente, intelligente, forse non troppo audace ma sicuramente interessante. Lontano dai fasti dei sopracitati capolavori, ma infinitamente meglio realizzato della stragrande maggioranza dei (presunti) film d'autore contemporanei.
Piuttosto scostante negli episodi (molto ben realizzato quello francese, struggente quello inglese, un po' noiosetto quello americano), Hereafter ha il suo punto di forza nella pastosa fotografia di Tom Stern e nel cast, davvero notevolissimo: Cécile de France, attrice belga, ha un'intensità fuori dell'ordinario; Matt Damon, imbolsito e compassato, risulta più che credibile nel ruolo del sensitivo; i gemelli George e Frankie McLaren, dal dolente sguardo che smuove anche i sassi, sono, senza mezzi termini, strepitosi.
Qualche parola sulla sceneggiatura dell'osannatissimo Peter Morgan? Una gran prima stesura, ma a dirla tutta il fatto che si sia realmente trattato di una prima scrittura si percepisce tutto...
Ultima nota di merito agli strepitosi effetti speciali dello tsunami, che nulla, ma proprio nulla, hanno da invidiare a quelli dei fantakolossal hollywoodiani che proprio su di essi basano le loro alterne fortune al botteghino.
Ultima nota di demerito ai critici statunitensi che hanno bocciato senza appello un film dal sapore sicuramente molto più europeo, ma che i suddetti esperti a stelle e strisce non hanno assolutamente mostrato di voler capire.
Clint è comunque sempre Clint: non dimentichiamocelo.
Il truffacuori (L'arnacoeur)
Alex Lippi (Romain Duris) è un uomo che di professione manda all'aria relazioni di donne innamorate dell'uomo sbagliato. Insieme alla sorella Melanie (Julie Ferrier) e al marito Marc (François Damiens) viene pagato da clienti che vogliono porre fine a queste passioni problematiche. Ogni ingaggio riesce con successo fino a quando la troupe di Alex viene incaricata per una missione che si fa sempre più complicata: affiancare e conquistare l'introversa Juliette (Vanessa Paradis) in soli dieci giorni e mandare all'aria il suo imminente matrimonio. Ma la ragazza stavolta non lascia trasparire nessuna debolezza… (Sinossi da MyMovies.it)Interpretato dal Luca Argentero francese per fascino e simpatia, Il truffacuori è una commedia appena gradevole, molto sporadicamente divertente, sufficientemente interpretata, ma con un finale di quarta o quinta mano che lascia francamente a bocca aperta dallo sconforto. Non è ammissibile, a mio avviso, che da un incipit tutto sommato intrigante (ma troppo frettoloso) si passi, nel volgere di una ventina di minuti, alla più prevedibile, irritante e melensa love story immaginabile. E' però ancora più fastidioso che la rivista cinematografica per eccellenza di casa nostra, l'autorevole Ciak edito da Mondadori, affibbi a questa sciocchezzuola l'abnormità di quattro stelle su cinque: va bene il direzionamento critico "suggerito" dagli sponsor, ma così siamo veramente al servilismo più smaccato.
Cos'altro aggiungere? Che Duris è comunque simpatico e che la Paradis algida risulta piuttosto credibile: peccato che, come già detto, il secondo tempo ci faccia quasi rimpiangere i cinepanettoni di casa nostra.
Calma, calma, ho detto quasi...
07 giugno 2011
Kick-Ass
Dave Lizewski (Aaron Johnson) è un adolescente come tanti, magari un po' sfigato ma tutto sommato nella norma. Con un'idea fissa, però: perchè, con tutti i fumetti dedicati ai supereroi, nessuno ha mai avuto la concreta idea di diventarlo? A quel punto il buon Dave acquista una muta da sub sul web e decide di ergersi a paladino degli oppressi con lo pseudonimo di Kick-Ass, diventando una sorta di eroe grazie a un filmato pubblicato su YouTube. Tra mafiosi, uomini mascherati in cerca di vendetta, ragazzine terribili e l'immancabile nemesi, Dave alias Kick-Ass entrerà in un turbinio di avvenimenti decisamente molto più grandi della sua idea...Dal comic book di Mark Millar, dalla penna di Jane Goldman (adoro la sua chioma...) e dall'inventiva di Matthew Vaughn, uno scardinatissimo pulp d'azione semiseria che finalmente convince, partendo un po' lentamente ma riabilitandosi nella seconda parte, letteralmente strepitosa. Un po' Tarantino e un po' Scott Pilgrim, a metà tra lo spoof e lo splatter, Kick-Ass centra l'obiettivo del puro entertainment grazie all'intuizione, da parte di Vaughn, di non stravolgere il fumetto di Millar soprattutto nell'evolversi del personaggio di Dave, a cui viene concesso, a differenza della carta stampata, di fidanzarsi con l'amata Katie (Lyndsy Fonseca, già vista in Desperate Housewives).
Criticatissimo per il linguaggio e la violenza, la pellicola ha invece in questi due aspetti i suoi punti di forza, esplicitati dalla più che letale Hit-Girl (una strepitosa Chloe Moretz) e da un Nicolas Cage a cui l'espressione catatonica una volta tanto giova.
Bellissima anche la sciroccata soundtrack, che spazia dai Prodigy a Ennio Morricone e assolutamente originale l'approccio agli effetti visivi: quasi volutamente caserecci quelli "speciali", decisamente favolosi quelli incentrati su duelli e combattimenti.
Un prodotto da non perdere, che fortunatamente, dopo un anno di peripezie distributive, è approdato nelle nostre sale con un doppiaggio lievissimamente edulcorato ma che nulla toglie all'arguta screenplay.
30 maggio 2011
Addio, Kenickie
Jeff Conaway, attore americano entrato nella memoria cinematografica collettiva grazie al ruolo di Kenickie in Grease, è morto venerdì scorso a Los Angeles, probabilmente a causa di un overdose. Aveva 60 anni.Seppur abbia recitato in diversi film e in due serie televisive di grande notorietà (La signora in giallo e Taxi), Conaway resterà per sempre legato al divertente sbruffoncello innamorato di Rizzo (Stockard Channing) in uno dei musical cinematografici più famosi della storia della settima arte.
Addio, Jeff. Questo è per te.
16 maggio 2011
Eurovision Song Contest 2011 - Vince l'Azerbaijan, con l'Italia incredibile seconda!!!
Inaudito. Inconcepibile. Pazzesco.La vittoria dell'Azerbaijan? Assolutamente no!
Cosa, allora? Ma ovviamente il secondo posto di Raphael Gualazzi, a 32 punti dalla canzone vincitrice e davanti a tutti gli altri!!!
Quello che è successo sabato sera a Düsseldorf non ha davvero alcun senso: il nostro rappresentante urbinate, fine chansonnier dai marcati richiami jazz, si è piazzato dietro a una pop ballad facile facile (ma carina), e davanti a una sbracata pop facile facile (e piuttosto fastidiosa), un altro motivetto facile facile (e orrido), un'altra canzoncina pop-rock facile facile (ma accettabile) e uno splendido brano simil-tzigano cantato dal bravissimo Dino Merlin, esponente tra i più autorevoli della musica balcanica. Insomma, cosa ci facessero Gualazzi e Merlin in mezzo alla quintessenza dello strasentito è un mistero...
Tant'è. Questo comunque non è altro che l'Eurovision Song Contest: la fiera dell'ultrakitsch, del voto geopolitico, dei condizionamenti delle diaspore, dei balletti improponibili, delle mise da carcere immediato, ma anche del divertimento a tutti i costi, della fratellanza UE e, ogni tanto, di qualche bella canzone che riesce a farsi largo in una miriade di proposte a dir poco opinabili.
In ogni caso, in Germania hanno trionfato Ell & Nikki per l'Azerbaigian, con 221 punti, e non si può dire che sia stata una sorpresa, dato che la canzone era già data sul podio; detto di Gualazzi, splendido e totalmente inatteso secondo, la "medaglia di bronzo" è andata alla Svezia e a Eric Saade, che avrebbe realmente voluto diventare "Popular" come il titolo del suo brano.
Le favoritissime Francia, Irlanda e Regno Unito hanno "steccato" in tre modi differenti: il transalpino Amaury Vassili è partito male per poi riprendersi ma in modo eccessivamente urlato; i famosissimi Blue, che avrebbero dovuto riportare in alto il regno d'Albione, hanno sciorinato la performance più inascoltabile della serata, distruggendo ogni singola nota; gli insopportabili gemelli irlandesi Jedward avranno sicuramente conquistato le platee under 16, ma con i loro continui e teatralissimi schiamazzi hanno levato a noia tutti gli altri.
Vere ed autentiche sorprese, Italia esclusa, non ce ne sono state, a parte l'inspiegabile debacle dell'Estonia nel televoto e il crollo dell'Ungheria (favoritissima nelle preview del concorso) a partire dalla semifinale di martedì, a causa di una deficienza vocale cronica da parte della singer Kati Wolf.
Appuntamento a Baku tra un anno, quindi. Tra diritti umani non rispettati, magnati del petrolio che rendono possibile (quasi) tutto, accuse di Asiavision e non Eurovision, l'Azerbaijan si prepara ad ospitare questo rutilante carosello per la prima volta: l'Italia, rinvigorita da questo eclatante risultato, continuerà a confermare la propria presenza? Io ci spero. Perchè in un modo o nell'altro di quest'Europa facciamo parte anche noi.
Di seguito il podio dell'edizione 2011.
Infine, live dalla seconda semifinale (e dalla televisione rumena), la splendida esibizione dei moldavi Zdob şi Zdub, che nella serata tra amici di sabato ci hanno letteralmente conquistati.
14 maggio 2011
Eurovision Song Contest 2011 - Chi vincerà?
Mancano poche ore al gran finale dell'Eurovision Song Contest 2011 di Düsseldorf e anch'io, come quasi tutto il vecchio continente, vorrei contribuire alla messe di pronostici che stanno facendo letteralmente impazzire la rete.I betting sites europei sembra che abbiano già indirizzato le loro bets restringendole a cinque nazioni: Francia (data a 2,5), Irlanda (data a 5), Azerbaijan (dato a 8), Regno Unito (dato a 13) ed Estonia (data a 18). L'Italia? Meglio non saperlo, dato che se le previsioni verranno confermate dovrebbe piazzarsi tra le ultime cinque nazioni, essendo data addirittura a 120...
La mia prediction non si discosta molto da quella dei principali siti europei di scommesse, ma cambia decisamente l'ordine di preferenza: di seguito come penso che finirà (e relativa breve spiegazione).
1) Regno Unito (i Blue sono conosciuti in tutto il mondo, sono estremamente attraenti, hanno voci decenti e sciorinano un pop accettabile);
2) Irlanda (i Jedward piacciono, anche per il loro atteggiamento esageratamente fuori dagli schemi, ma non dovrebbero farcela a vincere);
3) Azerbaijan (Ell & Nikki, che presentano una canzone molto melodica ed accattivante, potrebbero essere votati in gran numero grazie alle varie diaspore);
4) Francia (Amaury Vassili sembrerebbe essere il logico favorito, ma non credo saprà conquistare la fascia d'età under 20, numerosissima in questo contest);
5) Estonia (l'originalissima Getter Jaani potrebbe stupirci salendo anche più in alto in classifica, ma il quinto posto si può già considerare un ottimo risultato).
Di seguito invece come vorrei che finisse.
1) Ungheria (martedì nella prima semifinale Kati Wolf ha cantato in modo ORRIDO, ma "What about my dreams?" rimane per me ineguagliabile);
2) Azerbaijan (non c'è nulla da aggiungere, "Running Scared" mi piace davvero);
3) Estonia (i quattro cambi di ritmo di "Rockefeller Street", tutti perfettamente a tono, meritano un riconoscimento);
4) Bosnia-Herzegovina (Dino Merlin è un grande!);
5) Svizzera (Anna Rossinelli ha la voce più bella e più particolare dell'intero concorso).
E ora andiamo a sentire due delle possibili vincitrici dell'intero concorso: appuntamento ai prossimi giorni con il nome del vincitore e tutti i commenti!
13 maggio 2011
Eurovision Song Contest 2011 - Le mie escluse di lusso
Prima della finale di domani, mi sembra doveroso pubblicare di seguito i video delle canzoni che, sempre e comunque a mio avviso, meritavano assolutamente di entrare a far parte delle venticinque elette.Buon ascolto.
Eurovision Song Contest 2011 - Day 2
Come preannunciato nel blog precedente, si è svolta ieri la seconda sfida di semifinale dell'Eurovision Song Contest 2011, in corso di svolgimento a Düsseldorf.A passare in finale sono stati i rappresentanti di Bosnia-Herzegovina, Austria, Ucraina, Moldavia, Svezia, Slovenia, Romania, Estonia, Danimarca e Irlanda.
Due brevi considerazioni: livello nettamente più scarso rispetto alla prima semifinale e promozioni scandalose (Slovenia in testa) a scapito di nazioni ben più meritevoli (il Belgio, ad esempio), artisticamente parlando. Ma siamo all'Eurofestival, dove diaspore e pullman in sospette trasferte condizionano pesantemente il televoto...
In ogni caso, anche per la serata di ieri, ecco di seguito le canzoni più intriganti, tutte qualificate per la finale, sempre e ovviamente a mio (insindacabile!) giudizio.
12 maggio 2011
Eurovision Song Contest 2011 - Day 1
Lo so, non c'entra nulla con la settima arte.E' vero, è l'evento musicale più kitsch del globo terracqueo.
Sicuro, il livello delle canzoni in gara è incommentabile.
Però l'Eurovision Song Contest (o Eurofestival della canzone, per gli italiani), giunto alla cinquantaseiesima edizione (nel 1956 la prima), è la trasmissione televisiva annualmente più seguita al mondo. Più degli Oscar. Più del Superbowl. Più di ogni altra manifestazione o evento di qualsivoglia natura.
L'Italia, dopo tredici colpevoli anni di assenza, ha finalmente deciso di liberarsi della sua annosa snobbery e di rientrare (con Raphael Gualazzi, vincitore di Sanremo Giovani) in questa gigantesca kermesse non solo musicale. E per dare lustro alla rentrée, la serata finale verrà trasmessa sabato 14 maggio live su RaiDue e commentata nientepopodimeno che dalla Raffaellona nazionale.
Un impegno non indifferente da parte della televisione pubblica, direi. Che una volta tanto merita un plauso. Perchè? Perchè riportare l'Eurofestival sul piccolo schermo di casa nostra equivale a far rientrare l'Italia musicale nell'Europa ormai composta da tanti nuovi stati che non hanno alcuna idea di quale sia il concetto di musica che si respira al di qua delle Alpi, e soprattutto significa ritornare a far parte dell'unico avvenimento che riunisce tutte, ma proprio tutte, le nazioni del vecchio continente in un'autentica celebrazione di fratellanza che va ben al di là di canzoni, balli e strofe.
Viva l'Eurofestival, quindi, anzi l'Eurovision Song Contest!
Per quanto riguarda l'edizione corrente, in corso di svolgimento nella teutonica Düsseldorf, come ho già detto l'Italia, essendo parte delle Big Five (insieme a Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), prenderà direttamente parte alla finale di sabato prossimo. Le altre trentotto nazioni si stanno dando battaglia nelle due semifinali, che promuovono dieci nazioni ciascuna: dalla prima sfida sono emersi i nomi di Serbia, Lituania, Grecia, Azerbaijan, Georgia, Svizzera, Ungheria, Finlandia, Russia e Islanda; il secondo challenge avrà luogo stasera.
Di seguito le canzoni che ho gradito di più (dalla serata dell'altro ieri) e che fortunatamente avrò il piacere di riascoltare nella finalissima.
Buon ascolto e buona visione!
10 maggio 2011
Iron Man 2
Tony Stark (Robert Downey Jr.), alias Iron Man, dopo il "coming out" effettuato nella conferenza stampa che chiudeva il primo (gradevole) episodio, sceglie di bighellonare tra un party e l'altro anzichè mettere l'arma da lui creata a disposizione dell'esercito statunitense. Inoltre, il palladio presente all'interno del nucleo che lo mantiene in vita, lo sta contemporaneamente uccidendo. Infine, un cattivone russo (Mickey Rourke), in realtà figlio di uno scienziato che il padre di Stark aveva fatto deportare, decide di vendicarsi...Se poi vogliamo aggiungere l'introduzione di un ulteriore personaggio, Natalie Rushman alias Natasha Romanoff alias Vedova Nera (Scarlett Johansson), il potpourri è completo: esagerato, rutilante, confuso, infantile e smaccatamente banale, cioè gli ingredienti doc per un sequel che si rispetti.
In questo disarmante quadretto, peraltro tecnicamente sontuoso, stride vedere la splendida e talentuosissima Gwyneth Paltrow (assolutamente in parte, comunque) che si arrabatta per "scendere" al livello recitativo dei protagonisti, tutti ampiamente sopra le righe.
Il classico seguito che uccide i presupposti della prima riuscita pellicola e trasforma una buona occasione di onesto entertainment nell'ennesima accozzaglia di battute pseudo-ironiche ed effettacci stra-stra-stravisti.
Deludentissimo: da evitare.
08 maggio 2011
David di Donatello 2011: i vincitori
Venerdì 6 maggio, nell'indifferenza generale (sempre più accentuata) e con una sintesi in seconda serata sulla rete generalista, sono stati assegnati i David di Donatello, presunti "Oscar" italiani che sembra non interessino quasi più a nessuno (neanche agli addetti ai lavori).Per tutto ciò che concerne premi e commenti, mi affido all'articolo de La Stampa.it.
Alla fine a vincere durante questa serata dei David di Donatello 2010-2011 è stato come si poteva prevedere Mario Martone che con 'Noi Credevamo' si è portato a casa ben 7 statuette tra cui quella di miglior film e migliore sceneggiatura. Ma durante la serata che si è svolta stasera all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma, condotta da Tullio Solenghi, anche commozione, appelli contro la guerra e la presenza in sala di un ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, che ha sancito i buoni rapporti attuali tra cinema e governo. A vincere anche, subito dopo Martone la commedia amara di Daniele Luchetti, 'La Nostra Vita', che ha ottenuto tra l’altro il miglior premio della miglior regia e quello andato ad Elio Germano come miglior attore già vincitore della Palma d’Oro a Cannes l’anno scorso. Ma si portano a casa dei David anche due esordienti come Rocco Papaleo che con 'Basilicata Coast to Coast' ottiene il premio come miglior regista esordiente oltre a quello che va al miglior musicista (Rita Marcotulli e Rocco Papaleo) e il premio andato alla canzone originale interpretata da Max Gazzè. Altro esordiente a vincere quattro David, tra cui quello giovani, Aureliano Amadei che con '20 Sigarette' ha raccontato la sua breve esperienza in una missione militare italiana in Iraq. 'Benvenuti al Sud' ottiene il premio miglior attrice non protagonista andato a Valentina Lodovini mentre il film 'La Passione' si porta a casa l’omologo al maschile andato a Giuseppe Battiston.
Infine la commedia 'Nessuno mi può giudicare' di Massimiliano Bruno conquista il David andato a Paola Cortellesi come miglior attrice protagonista. Più di una volta nella sala dell’Auditorium sono echeggiati appelli contro il nostro impegno militare in Libia. A cominciare è stato Elio Germano che ha letto un breve bigliettino in cui dopo aver esaltato il lavoro degli operai del mondo dello spettacolo «250 mila persone - ha detto - che non sono assistite ma producono ricchezza. Una ricchezza che dovrebbe confluire nella cultura e non in missioni di guerra. A parlare di guerra è stato poi il regista Aureliano Amadei che ha sottolineato come anche per lui c’è «più desiderio di cinema che di guerra». Contrario all’ impegno militare italiano anche lo stesso vincitore Martone che alla fine della serata, dopo aver dedicato il premio a Angelo Vassallo sindaco di Pollica (Sa) ucciso dalla Camorra ha ricordato che non crede alle guerre e che «dietro ogni guerra c’è sempre un altro motivo».
05 maggio 2011
Cars 2: il trailer
Poco dopo Ferragosto torneranno a rombare i motori delle amatissime macchine da corsa (e non) della Pixar, che cinque anni fa fecero sfracelli al botteghino, ma soprattutto diedero vita a una progenie di fans in trepida attesa (soprattutto oltreoceano) di questo sequel.
Francamente ritengo Cars il più debole dei film di casa Pixar, non attendo questo sequel con ansia e non faccio parte della schiera dei cosiddetti fanatici di Saetta McQueen e Cricchetto: in ogni caso, dato che la casa di produzione fondata da John Lasseter (che, udite udite, torna alla regia) è la bibbia dell'animazione in CGI, non posso far altro che presentarne il trailer (non entusiasmante, se devo essere sincero...).29 aprile 2011
Harry Potter e i doni della morte: Parte I (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1)
Fermo restando che chi non ricorda in modo più che soddisfacente il sesto libro/film del maghetto farà molta fatica a riallinearsi con trama e personaggi, è comunque necessario riportare a galla un importantissimo fatto/rivelazione del capitolo precedente: per poter annientare Voldemort, gli inseparabili Harry, Ron ed Hermione dovranno prima trovare e poi distruggere tutti e sette gli Horcrux in cui sono racchiusi i frammenti dell'anima dello stesso Voldemort.Detto questo, troviamo una collocazione temporale ed esplicativa dell'incipit di questa settima fatica: due Horcrux sono già stati distrutti, il terzo è stato (forse) trovato ma non ancora distrutto; i tre amici protagonisti della lunghissima saga sono in fuga, ricercati sia dal Ministero della Magia (ormai corrotto) che dai seguaci di Voldemort. Ce la faranno a compiere la loro impresa prima che il cattivo tra i cattivi riesca ad uccidere Harry?
Tranquilli, la risposta è ovviamente posticipata alla seconda parte de "I doni della morte": questa prima tranche (che assomiglia molto di più a un primo tempo di una lunghissima pellicola) ha infatti il mero compito di rendere più comprensibile il cammino dello spettatore nell'arzigogolata e rischiosissima ricerca dei tre ragazzi che condurrà inevitabilmente al duello finale tra Harry e Voldemort (scorrettissimamente usato già nel trailer di questa pellicola).
Cosa dire del film? Poco o niente: la recitazione è sempre claudicante nei protagonisti ma efficace nei comprimari, i mirabolanti effetti visivi non sorprendono più neanche i meno avvezzi al CGI, la sceneggiatura è sempre e solo un'ossea riduzione del testo fine alla ricezione di una vasta audience e il cast tecnico è, ancora una volta, meccanicamente sontuoso (regia a parte, sciatta e impersonale).
Insomma, non resta altro che attendere con ansia (...) la Conclusione (con la "C" maiuscola!) di quest'eterna saga, prevista per luglio, con due certezze: con l'eccezione del terzo bellissimo film, diretto dal talentuoso Alfonso Cuarón, meglio rifugiarsi nella carta stampata; speriamo che questa estenuante serie di mediocri prodotti per il grande schermo sia davvero finita...

Buona visione dell'ultimo capitolo (di seguito il trailer)...
26 aprile 2011
The Box
Virginia, 1976. All'alba di un giorno come tanti, ai coniugi Norma e Arthur Lewis (Cameron Diaz e James Marsden) viene recapitato un pacco contenente una misteriosa scatola in legno dotata di un grosso pulsante rosso coperto da una cupola di vetro. Insieme alla scatola, un biglietto che preannuncia la visita di tal Mr. Steward (Frank Langella) nel tardo pomeriggio. Nel corso della giornata, sia Norma che Arthur ricevono (casualmente...) brutte news in ambito lavorativo, entrambe del tutto inattese.Alla sera, un uomo con una terribile deformazione al viso si presenta alla loro porta con la chiave per aprire la cupola in vetro della scatola e un'offerta per i coniugi Lewis: se premeranno il pulsante riceveranno un milione di dollari in contanti; contemporaneamente, però, una persona a loro sconosciuta morirà in una qualsiasi parte del mondo. Norma e Arthur avranno solamente ventiquattr'ore per guardarsi dentro e decidere il da farsi...
Tratto dal racconto breve "Button, button" di Richard Matheson e diretto da Richard Kelly, l'autore del sopravvalutatissimo teen-cult Donnie Darko, The Box è un discreto film che può contare su una messa in scena sontuosa e un cast all'altezza, ma che difetta nella parte più importante, il dipanarsi della storia.
Dopo un'ottimo avvio, infatti, la pellicola si perde in opinabili e confuse scelte di montaggio, cadute di ritmo e soprattutto crescente disorientamento, sia nello spettatore che, a parer mio, nelle intenzioni del regista.
Peccato, perchè tecnicamente il prodotto è davvero notevole, l'idea è sicuramente provocatoriamente stimolante e il cast non si risparmia, a cominciare da una volitiva Cameron Diaz, finalmente non più la maniera di sè stessa.
Sicuramente varrebbe la pena darci un occhio, senza fretta. E soprattutto senza aspettarvi la presunta soluzione dell'enigma...
09 aprile 2011
Attica! Attica! Attica!
Oggi è mancato uno dei più grandi cineasti della Hollywood anni settanta: il regista Sidney Lumet.
Il modo migliore per omaggiarlo, a mio avviso, è mostrare la sequenza da antologia che vede protagonista Al Pacino in Quel pomeriggio di un giorno da cani, splendida pellicola diretta dal maestro americano nel 1975.Addio, Sidney.
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